lunedì 4 giugno 2012

La superstizione è un grave peccato contro Dio

Il discorso di Papa Giovanni Paolo II nel corso del "Te Deum" di fine anno 2001

"Non credere agli oroscopi e ai veggenti, non lasciarsi suggestionare dalle visioni apocalittiche del futuro. Impegnarsi invece nel presente. Gesù ci esorta a non investigare inutilmente su ciò che è riservato a Dio, che è appunto il corso degli eventi, ma a utilizzare il tempo che ciascuno ha a disposizione, cioè il presente, operando con amore filiale per la diffusione del Vangelo in ogni angolo del pianeta", assumendo un "atteggiamento nuovo" nei confronti del tempo.


Inutile che l' uomo cerchi di sapere prima quel che succederà.

E' vivo nell' uomo il desiderio di conoscere il senso e la dinamica degli eventi personali e comunitari in cui si trova implicato. Vorrebbe sapere "prima" quel che succederà "poi", così da non essere colto di sorpresa. Gesù però non ha mai assecondato questa curiosità. Gesù - ha spiegato Giovanni Paolo II ai divoratori quotidiani di oroscopi - ci esorta a non investigare inutilmente su ciò che è riservato a Dio, che è appunto il corso degli eventi.

Non mancano, purtroppo, giovani e adulti che, mal interpretando il genuino bisogno di Dio, si abbandonano all' occulto o cercano negli astri i segni del proprio destino". L' appello e' stato lanciato da Wojtyla dal Duomo di Maribor, Slovenia.


Frasi bibliche

Isaia 47:13-15 :Ti sei stancata dei tuoi molti consiglieri: si presentino e ti salvino gli astrologi che osservano le stelle, i quali ogni mese ti pronosticano che cosa ti capiterà. 14 Ecco, essi sono come stoppia: il fuoco li consuma; non salveranno se stessi dal potere delle fiamme. Non ci sarà bracia per scaldarsi, né fuoco dinanzi al quale sedersi. 15 Così sono diventati per te i tuoi maghi, con i quali ti sei affaticata fin dalla giovinezza; ognuno se ne va per suo conto,nessuno ti viene in aiuto.

Levitico 19:26 : "Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia".

Deuteronomio 18:9,14: "Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. 10 Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l`augurio o la magia; 11 né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, 12 perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te."

Samuele 15:23 : “Infatti la ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinatezza è come l’adorazione degli idoli"

Daniele 2:10: “Non c’è uomo sulla terra che possa dire ciò che il re domanda; così non c’è mai stato re, per grande e potente che fosse, il quale abbia domandato una cosa simile a un mago, o incantatore, o Caldeo.”

Daniele 2:27,28: “Daniele rispose al re: ‘Il segreto che il re domanda, né savi, né incantatori, né magi, né astrologi possono svelarlo al re; ma c’è un Dio nel cielo che rivela i segreti, ed egli ha fatto conoscere al re Nebucadnetsar quello che avverrà negli ultimi giorni. Ecco dunque quali erano il tuo sogno e le visioni della tua mente quando dormivi."

(Geremia 29:8-9): Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta ai sogni, che essi sognano. 9 Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati.

Alcuni articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica

Divinazione e magia

2115 Dio può rivelare l'avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell'abbandonarsi con fiducia nelle mani della provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo. L'imprevidenza può costituire una mancanza di responsabilità.

2116 Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che « svelino » l'avvenire.67
La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l'onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.

2138 La superstizione è una deviazione del culto che rendiamo al vero Dio. Ha la sua massima espressione nell'idolatria, come nelle varie forme di divinazione e di magia.

Le confessioni di S. Agostino

http://www.augustinus.it/italiano/confessioni/conf_04.htm

Ostinata devozione per l'astrologia

3. 4. Perciò quegli altri vagabondi, che chiamano matematici, non desistevo dal consultarli tranquillamente, pensando che non praticavano nessun sacrificio e non pregavano nessuno spirito per divinare il futuro. La religiosità cristiana, la vera, respinge e condanna però coerentemente ogni pratica del genere. È bene confessare te, Signore , e dirti: "Abbi pietà di me, sana la mia anima, perché ho peccato contro di te"; ed è bene non abusare della tua indulgenza per darsi licenza di peccare, ricordando le parole divine: Eccoti guarito, non peccare più, se non vuoi che ti avvenga di peggio. Dono di salvezza, costoro si sforzano di distruggerlo interamente dicendo: "Dal cielo ti viene la causa inevitabile del peccato" e: "È opera di Venere", oppure di Saturno, oppure di Marte. Evidentemente mirano con ciò a rendere senza colpa l'uomo, che è carne e sangue e superbo marciume, e colpevole il creatore e regolatore del cielo e degli astri. Ma chi è costui, se non tu, nostro Dio, dolcezza e fonte di giustizia, che renderai a ciascuno secondo le proprie opere, e non sprezzi il cuore contrito e umiliato ?

Due avversari dell'astrologia: Vindiciano e Nebridio

3. 5. Viveva in quel tempo un personaggio intelligente, versatissimo e reputatissimo in medicina, il quale da proconsole aveva posto di sua mano sul mio capo malsano la corona vinta nelle gare poetiche, ma non come medico, poiché il guaritore di quella specie di malattie sei tu, che resisti ai superbi, mentre agli umili accordi favore. Eppure mancasti o cessasti forse di medicare la mia anima anche per il tramite di quel vecchio? Entrato dunque in una certa dimestichezza con lui, ne ascoltavo assiduamente e attentamente i discorsi, piacevoli e austeri, poveri di vocaboli ricercati ma ricchi di pensieri vividi. Allorché da un nostro colloquio venne a conoscenza del mio interesse per i libri degli oroscopi, mi consigliò con amorevolezza paterna di buttarli e di non impiegare vanamente in futilità l'attenzione e la fatica necessaria per le cose utili. Egli stesso, mi disse, aveva studiato la materia, tanto che in gioventù avrebbe voluto farsene il proprio mestiere, di cui campare: se aveva capito Ippocrate, avrebbe ben potuto capire anche quei testi. Eppure più tardi li abbandonò per darsi alla medicina solo perché aveva scoperto la loro completa falsità e non avrebbe voluto, persona seria qual era, guadagnare il pane gabbando il prossimo. "Tu, soggiunse, possiedi un'arte che ti offre una posizione sociale solida, la retorica, e coltivi questo imbroglio per libera passione, non per necessità economiche. A maggior ragione devi fidarti di me in questa materia, che ho cercato d'imparare compiutamente così come avevo deciso di farne il mio unico sostentamento". Io gli chiesi allora come mai avvenisse che molte predizioni si realizzano. Rispose come poteva, che è un effetto del caso disseminato dovunque in natura. Consultando a casaccio, spiegava, le pagine di un qualsiasi poeta, che ben altro canta e pensa, spesso ne esce un verso, mirabilmente consono col fatto proprio; non è dunque strano se per un misterioso impulso dall'alto l'anima umana, pur ignara di quanto avviene nel suo interno, non per abilità, ma per accidente, faccia echeggiare alcune parole, che si armonizzano con la situazione e le faccende dell'interrogante.

3. 6. Questo ammaestramento tu mi facesti avere da quell'uomo o per mezzo di quell'uomo, tracciando nella mia memoria le linee di una ricerca, che poi avrei svolto per conto mio. Al momento né lui né il mio carissimo Nebridio, giovane di grande bontà e accortezza, con i suoi dileggi verso ogni sorta di presagi, poterono indurmi a respingerli. Aveva più influenza sul mio animo l'autorità dei miei autori, né avevo trovato ancora una prova sicura, quale cercavo, che mi mostrasse senza ambiguità come le predizioni degli astrologhi consultati predices-sero il vero per fortuna o sorte, non per l'arte di osservare le stelle.
Dalla Summa teologica di San Tommaso

http://www.santorosario.net/somma/secundasecundae/95.htm

IN CONTRARIO: S. Agostino racconta: "Non cessavo di consultare quel genere d'impostori, che chiamano astrologi; perché costoro non facevano in certo modo uso di nessun sacrificio, né indirizzavano preghiere a spirito veruno per indovinare. Il che, tuttavia, la vera e cristiana pietà logicamente respinge e condanna".

RISPONDO: Come sopra abbiamo notato, nella divinazione che deriva da opinioni false e menzognere si intromette l'operazione del demonio, per irretire le anime nella menzogna e nell'errore. Ora, uno accetta opinioni false e menzognere, se pretende di conoscere dall'osservazione degli astri cose future che in tal modo non si possono prevedere. Perciò bisogna stabilire quali siano le cose future che è possibile prevedere dall'osservazione dei corpi celesti. Ora è evidente che è possibile prevedere così certi fenomeni che avvengono per necessità causale: gli astronomi, p. es., prevedono in questo modo le eclissi future. Però sulla previsione del futuro dall'osservazione degli astri molte sono state le opinioni. Infatti ci furono alcuni i quali dissero che le stelle non producono ma piuttosto significano, o indicano gli eventi previsti dall'osservazione di esse. - Ma questa tesi è insostenibile. Perché un segno materiale, o è effetto di ciò che indica, come il fumo indica il fuoco dal quale è prodotto; oppure deriva con esso da una medesima causa, cosicché mentre indica la causa indirettamente indica pure l'effetto: così l'arcobaleno talora indica il sereno perché la causa di esso è la causa stessa della serenità. Ora, non si può dire che la posizione e i moti dei corpi celesti siano effetti degli eventi futuri. E neppure si possono ricollegare a una causa superiore comune di ordine materiale. Possono però risalire a quell'unica causa comune che è la provvidenza divina: ma quest'ultima dispone i moti e la posizione degli eventi futuri contingenti. Perché gli astri sono disposti con criteri di necessità, dovendo comportarsi sempre allo stesso modo, i futuri contingenti seguono criteri di contingenza, in modo da capitare in diverse maniere.


Perciò, dall'osservazione degli astri, non è possibile desumere altra previsione degli eventi futuri, all'infuori di quella che consiste nel prevedere gli effetti dalle loro cause. Ma alla causalità dei corpi celesti sfuggono due serie di effetti. Primo, tutti i fatti che avvengono per accidens, sia negli avvenimenti umani, che nei fenomeni naturali. Poiché, come spiega Aristotele, ciò che è per accidens non ha causa: specialmente se s'intende una causa naturale, qual è appunto la virtù dei corpi celesti. Infatti ciò che avviene per accidens propriamente non ha né entità né unità: che mentre cade una pietra, p. es., capiti un terremoto; oppure che un uomo nello scavare un sepolcro trovi un tesoro; e altre cose del genere sono fatti che non hanno connessione o unità, ma di suo rimangono cose sconnesse e molteplici. Invece la natura termina sempre a un'unità: come parte da un principio unitario che è la forma dell'essere flsico che agisce.

Secondo, alla causalità dei corpi celesti sfuggono gli atti del libero arbitrio, che è "facoltà della volontà e della ragione". Infatti l'intelletto, o ragione, non è corpo, né atto di organo corporeo, e quindi neppure è tale la volontà, che è insita nella ragione, come il Filosofo dichiara. Ora, nessun corpo può agire su una realtà incorporea. Perciò è impossibile che i corpi celesti direttamente agiscano sull'intelletto e sulla volontà: ciò infatti equivarrebbe a negare la differenza tra l'intelletto e i sensi; cosa che Aristotele rimprovera a coloro i quali affermavano che "tale è negli uomini il volere, quale ogni giorno lo dà il Padre degli uomini e degli dei", cioè il sole, o il cielo. Dunque i corpi celesti non possono essere la causa diretta degli atti del libero arbitrio. - Tuttavia essi possono inclinare ad agire in dato senso come predisposizioni: perché influiscono sul corpo umano, e quindi sulle facoltà sensitive, che, attuandosi in organi corporei, influiscono come inclinazioni sugli atti umani. Siccome però le potenze sensitive ubbidiscono alla ragione, come il Filosofo insegna, questa inclinazione non impone nessuna necessità al libero arbitrio, ma l'uomo può agire contro l'inclinazione dei corpi celesti.

Se uno quindi si serve dell'osservazione degli astri per prevedere il futuro casuale e fortuito, oppure per predire con certezza gli avvenimenti umani, ciò si deve a un'opinione falsa e menzognera. E allora interviene l'opera del demonio. Perciò tale divinazione è superstiziosa e illecita. - Se uno invece si serve dell'osservazione degli astri per prevedere fenomeni che son causati dai corpi celesti, quali la siccità, la pioggia, e simili, allora la sua divinazione non è né illecita né superstiziosa.

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