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sabato 8 settembre 2012

Beata Teresa di Calcutta - 5 settembre 2012


Sembra strano, oggi sull'altare, abbiamo celebrato la memoria liturgica della Beata Teresa di Calcutta. La stranezza consiste nel celebrare una figura di santità che non è lontana nei ricordi, ma che conosciamo , che tante volte abbiamo visto attraverso il televisore. Una figura di santità contemporanea, moderna, che è cresciuta e invecchiata davanti ai nostri occhi . Quasi una provocazione che dice: anche se il mondo sembra andare in una direzione tanto lontana rispetto al Vangelo, anche se la Chiesa sembra mostrare le sue crepe e tanti l'abbandonano o l'avversano, lo Spirito Santo, imperterrito, suscita figure eccezionali e meravigliose di santità: Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta e la figura recentemente scomparsa del cardinale Martini, che  tutti sentiamo come un uomo di Dio. Una figura irreprensibile, chiara , evidente , di rettitudine e di Amore per Cristo! Sono provocazioni dello Spirito Santo che c'invitano a non avere paura, a non essere presi dalla sfiducia a non chiuderci intimoriti, raggomitolati dentro le nostre ombre. Sono figure che ci chiedono di deciderci per il Vangelo , di accettare la sfida e scegliere di amare secondo il cuore di Cristo. Un prete che era andato a trovare anni addietro Madre Teresa, racconta che quando la vide, rimase stupito della domanda che lei gli pose: "Quante ore al giorno preghi?" Questo prete rimase perplesso, diceva, non ho incontrato una suora di clausura, ma una suora che lavora, che ha costruito un mondo di solidarietà in  condizioni avverse, una suora che ha affascinato centinaia di giovani ragazze che l'hanno seguita in questo progetto, perché una domanda così? Madre Teresa aveva svelato il suo segreto: l'incontro intimo, personale , quotidiano con la presenza di Gesù, con la sua Parola  animava il suo cuore alla Carità, alla determinazione del bene. Le opere autenticamente cristiane di servizio, di solidarietà, di carità evangelica, nascono da cuori in ascolto della vita, da cuori che sanno sostare in preghiera, che si mettono con fiducia nelle mani di Dio! Una grande lezione per noi e per quanti anche oggi s'impegnano nel campo del servizio caritativo. Senza una spiritualità, senza un cammino interiore, anche la carità può diventare una routine, una cosa tra le tante altre, azioni abitudinarie che rischiano di perdere il loro senso, che come ogni altra cosa ci fa entrare in ritmi vorticosi dove perdiamo noi stessi. 
La carità evangelica parte e si origina e si motiva dentro l'incontro stupendo con l'Amore di Dio e ne resti preso, avvinto, trasformato. Allora si, ogni gesto di carità porterà il sapore di Cristo, la sapienza del bene, la bellezza di Dio. Non invito con questo articolo i volontari della Caritas parrocchiale a pregare di più, ma a trasformarsi loro stessi in preghiera, in un silenzio che ascolta e ricerca, in mani premurose che accolgono e occhi che sanno vedere oltre le apparenze e oltre le ovvietà!
Buon Cammino a tutti !!
 
don Giovanni Pauciullo



venerdì 23 marzo 2012

«Il Vangelo parla di noi»: il cardinale Scola a San Pio V - di Stefania CULURGIONI

«Siamo uomini del terzo millennio, siamo uomini sofisticati. Pensiamo di avere capito tutto della vita e della morte, pensiamo di poter mettere le mani sul nostro patrimonio genetico e che attraverso gli studi delle neuroscienze si possa sondare e comprendere il nostro io più profondo. Eppure siamo qui, in questa Chiesa. Come mai ci siamo mossi così numerosi dopo una giornata di lavoro e studio? Come mai abbiamo risposto all'appello di Gesù? Come riesce a catturare ancora il nostro interesse?».

Una chiesa gremita di fedeli ha accolto giovedì 22 marzo alle 21 il Cardinale Angelo Scola che ha presieduto la Santa Messa nella parrocchia di San Pio V in via Lattanzio a Milano. Una delle parrocchie più popolose di Milano, con più di 20mila fedeli e tantissimi che, in questi tre giorni, hanno seguito gli esercizi spirituali in preparazione alla Quaresima tenuti dal giovane padre Alessandro Zottarel, dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali.
«La risposta è questa – ha continuato l'Arcivescovo – Gesù riesce a portarci tutti qui perché è in mezzo a noi, perché incredibilmente il Vangelo parla di noi, parla delle nostre vite quotidiane, ed è troppo evidente che questo Dio ha a che fare con la nostra vita di ogni giorno, con l'intimo del nostro quotidiano. Io penso allora che la risposta a tutte le domande di noi uomini post moderni stia qui: il nostro convenire in questa chiesa si collega anello dopo anello ad una tradizione lunghissima, attraverso cui potremmo risalire alla narrazione straordinaria del libro della Genesi».
Ad ascoltarlo nelle prime file c'erano gli adolescenti del folto gruppo degli scout, e dall'altro lato i bambini delle scuole elementari educati dalle suore. Segno di una comunità parrocchiale vitale, ricca, che è accorsa ad abbracciare nella preghiera il suo Cardinale. «Abbiamo bisogno di sentirci annunciare ancora che Gesù è vivo – ha infatti detto il parroco don Giorgio Gritti – la nostra è una comunità molto numerosa, facciamo tantissime attività, dall'educazione dei ragazzi, nel gioco e nella catechesi, alla liturgia e alla solidarietà. Il rischio anche per noi è che ci si faccia assorbire dalla stanchezza, e invece dobbiamo sempre ricordarci che Gesù è presente, è con noi». Accanto a don Giorgio c'erano anche don Giovanni Pauciullo, don Marco, don Gianni Camporelli. «Questa vitalità – ha risposto il Cardinale - è l'espressione più potente del fatto che noi, senza Gesù, non possiamo vivere».
Il Cardinale ha poi ripreso una riflessione del Papa Benedetto XVI, dicendo che se in Europa e in Italia c'è la crisi è certamente dovuto alla mancanza di lavoro, senza il quale l'uomo perde la sua consistenza, ma anche alla crisi della Fede. Ecco perché ha ricordato che il 2012 sarà proprio l'anno dedicato a questo grande tema. E poi l'ultimo grande appello, quello alla gratuità intesa come «dare senza pretendere di ricevere». «Siete al termine del vostro terzo giorno di esercizio spirituale – ha detto – e avete riflettuto sulla gratuità. Oggi si pensa sempre che dare debba corrispondere a un ricevere, ma io vi chiedo di superare questo concetto. Vi chiedo di dare il vostro tempo agli altri. E vi dico questo: la gratuità è la capacità di fare ciò che ogni giorno ci è chiesto di fare, e di farlo in tutta la sua bellezza, in ogni minima parte, proprio come il falegname che cura anche la parte della sedia che non si vede».

Infine l'ultimo importante invito: «Mi farebbe piacere, con tutto il cuore, avervi con me a celebrare la veglia di Pasqua in Duomo – ha detto – l'Arcivescovo vi vuole bene e vi chiede di sostenerlo nella preghiera, come lui vi sorreggerà nella vostra».
23.03.2012
(Stefania CULURGIONI)


mercoledì 26 ottobre 2011

Un monito contro ogni indifferenza – Floriana Baldoni

6 novembre 2011 - GIORNATA CARITAS in San Pio V

Basterebbe uno sguardo buono, uno sguardo  che ti riconosce.
Tutti abbiamo  bisogno di essere guardati con amore, basterebbe un sorriso, un silenzio che ti ascolta, per farti uscire da quell’ombra che ti rende trasparente, sottile, fino a diventare drammaticamente invisibile.

Tutti i giorni nel nostro volontariato cerchiamo innanzitutto di coltivare uno sguardo capace di fare uscire tante persone dall’ombra dell’anonimato e dell’indifferenza! Non possiamo rimanere inermi d’innanzi  a quanti vedi scomparire  poco a poco, subissati da una crisi economica, che ti spinge all’improvviso sulla soglia della povertà. Tutti sulla stessa barca, un mare di disagio che non risparmia nessuno. Quando si perde il lavoro e tu diventi fragile e ricattabile, con diritti deboli; quando non ce la fai ad arrivare alla fine del mese nonostante le mille rinunce. Quando ti ammali e non ci sono risorse per dare la speranza. Quando davanti  ai tuoi figli devi riconoscere la tua impotenza e di non essere in grado di dare loro un futuro in cui ci sia spazio per una istruzione oltre le scuole superiori. Quando devi rinnovare il permesso di soggiorno e non sai come fare e finisci in un flusso umano, senza nome, senza documenti e quindi senza diritti. Quando vorresti chiedere aiuto e non conosci la lingua del Paese che ti ospita. In questi anni di fronte ad un’emergenza così straordinaria e rapida, il nostro impegno ha cercato di rispondere adeguatamente, facendo nascere nuovi servizi di solidarietà e rafforzando quella tradizione di bene e di accoglienza che non è mai mancata. Nel nostro piccolo cerchiamo d’intercettare i bisogni che non si esauriscono al pacco viveri o al guardaroba, ma investono la dimensione della solitudine dei nostri anziani. I loro diritti e  del rapporto con la giustizia. Abbiamo cercato di rispondere a chi si trova nell’incertezza di far valere i propri diritti con un supporto legale, psicologico. Abbiamo rafforzato l’equipe di volontari che offrono un corso linguistico per gli stranieri, affinché attraverso la conoscenza della lingua italiana possano percorrere un sentiero d’integrazione. Tutto questo nostro agire ha un punto di forza, non si esaurisce in un attivismo procedurale, ma vive di uno stile: la forza mite di un ascolto che accoglie, che s’interessa, che ti riconosce la dignità.

Il 6 novembre è la giornata Caritas e siete tutti invitati in Parrocchia, vi aspettiamo, per darci una mano, per regalarci un consiglio, per rafforzare una rete di collaborazione, ma ancora di più vi attendiamo per camminare insieme verso un volontariato che con ritmi costanti testimoni la cultura della solidarietà, mettendo al bando, come uno stile di vita, ogni  indifferenza!

 Floriana Baldoni  
Volontaria Caritas
Parrocchia san Pio V






martedì 14 giugno 2011

Diario, sentimenti, impressioni del pellegrinaggio Fatima-Santiago de Compostela, maggio 2011

Fra le molteplici attività del Centro Culturale Arbor, quella di maggiore impegno e di più rilevante impatto realizzata quest'anno è certamente il pellegrinaggio a Fatima e Santiago de Compostela nella settimana dal 15 al 21 maggio scorso.
Eravamo cinquantadue partecipanti, compresi l'infaticabile organizzatrice Loredana e Don Giovanni; ci siamo trovati domenica 15 maggio, dopo avere adempiuto il nostro dovere elettorale, in via Lattanzio per raggiungere l'aeroporto e volare fino a Lisbona.
All'arrivo abbiamo conosciuto Armilda, l'accompagnatrice locale che ci ha assistito per tutto il viaggio e Pedro l'autista del pullman che ci ha portato confortevolmente a spasso; abbiamo fatto un rapido giro panoramico della città con una doverosa sosta prima alla cattedrale e poi alla casa di Sant'Antonio che, pur essendo diventato famoso a Padova, città della quale è Patrono, è tuttavia nativo di Lisbona (e originariamente di chiamava Fernando).
Ancora un'oretta di pullman e siamo arrivati a Fatima, andando direttamente al luogo delle apparizioni, dove in una piccola cappella presso il Santuario, Don Giovanni ha celebrato la Santa Messa; abbiamo poi attraversato il grande piazzale e a piedi siamo arrivati al nostro albergo, poco distante.

Dopo la sistemazione nelle rispettive stanze e la cena, in serata ormai tarda, qualche gruppetto ha fatto una passeggiata fino al Santuario; le celebrazioni serali (Santo Rosario e processione con fiaccolata) erano già terminate, ma l'estemporanea visita notturna è stata comunque suggestiva.

Il giorno dopo abbiamo visitato le case dove sono nati e vissuti i tre pastorelli, Francisco, Jacinta e Lucia, che nel 1917 hanno avuto le visioni della Madonna, eventi dai quali è nato questo luogo di culto che ogni giorno attira migliaia di pellegrini; abbiamo poi proseguito per una Via Crucis molto coinvolgente; su una vasta area verde, in mezzo agli ulivi, sono state edificate le cappellette di colore bianco che ospitano le stazioni della passione del Signore; la lunga passeggiata non è agevole, il sentiero è sassoso e il sole di mezzodì è forte, ma le preghiere che abbiamo recitato e le parole di Don Giovanni che ha guidato la liturgia ci hanno molto confortato.

Nel pomeriggio abbiamo visitato la nuova chiesa recentemente costruita all'inizio della spianata, di fronte al santuario; si tratta di una costruzione modernissima e avveniristica, dove i migliori architetti hanno dato vita a una struttura capace di ospitare fino a ventimila persone, con un altare dominato da un gigantesco Crocifisso in bronzo, estremamente realistico, che sembra sospeso nell'aria e un fondale dorato che ricorda i mosaici bizantini delle chiese di Ravenna.

Alla sera un forte temporale ci ha costretto a restare nella hall e nel bar dell'albergo; alcuni di noi, però, appena spiovuto si sono avventurati verso la spianata e hanno avuto la gradita sorpresa di trovare un buon numero di pellegrini riuniti presso la “capelinha” che ospita la prima statua della Madonna; gli organizzatori hanno pertanto deciso di portare la statua in processione con la rituale fiaccolata, nonostante l'annunciata cancellazione del programma a causa del maltempo. Meglio così.

La mattina successiva, dopo la Santa Messa alla “capelinha”, alla celebrazione della quale ha partecipato anche Don Giovanni, siamo partiti in pullman per Batalha, dove abbiamo visitato il grande monastero di Santa Maria da Vitoria, per poi proseguire per Nazaré, un delizioso paesino costruito su uno sperone di roccia a picco sull'oceano, dove abbiamo pranzato in un bellissimo ristorante in riva al mare.

Nel pomeriggio abbiamo visitato il magnifico monastero cistercense di Alcobaça e siamo poi ritornati a Fatima dove, in una serata finalmente non piovosa, abbiamo potuto partecipare al rituale Rosario e alla processione con fiaccolata.

Mercoledì mattina abbiamo visitato l'esposizione “Fatima Luce e Pace”, una raccolta di oggetti preziosi che negli anni sono stati donati al Santuario da pellegrini di tutto il mondo, nonché da associazioni, governi e capi di stato che hanno reso visita a questo luogo di devozione; fra tutti gli “ex-voto”, i gioielli e le preziose testimonianze di fede, spicca la corona della Madonna che reca incastonato il proiettile sparato da Alì Agça, che colpì Papa Giovanni Paolo II il 13.5.1981. Nel pomeriggio siamo stati portati a Coimbra per un rapido giro della città, prima capitale del Portogallo e sede di una prestigiosa università, oltre che del Convento del Carmelo, dove ha vissuto in clausura Suor Lucia, l'ultima sopravvissuta dei tre pastorelli; nella splendida chiesa del monastero Don Giovanni ha celebrato la Santa Messa.

Giovedì ci siamo trasferiti a Porto, finalmente in una limpida giornata di sole; una visita panoramica dal pullman ci ha rivelato una città molto vivace e gradevole, adagiata alla foce del fiume Tago che sfocia nell'Atlantico; siamo poi saliti su una grande barca che ci ha portato dal centro della città fin quasi al mare aperto, passando sotto i cinque ponti che congiungono le due rive. Alla sera siamo arrivati al secondo luogo di pellegrinaggio, l'antica cattedrale di Santiago de Compostela, che dal medioevo custodisce i resti mortali dell'apostolo Giacomo.

Il giorno successivo, una guida locale (qui siamo in Spagna e la nostra guida portoghese Armilda non ha giurisdizione) di nome Jesus ci ha condotto lungo tutto il centro storico a visitare i palazzi e i monumenti più significativi per poi portarci all'interno della cattedrale per la Messa del Pellegrino che si celebra tutti i giorni a mezzogiorno in punto. In una chiesa gremita ci siamo sparsi cercando un posto a sedere e abbiamo assistito alla concelebrazione di Don Giovanni; purtroppo non è entrato in funzione il famoso “butafumero” un incensiere gigantesco, del peso di oltre mezzo quintale, che viene fatto oscillare attraverso l'intero transetto ad opera di almeno otto uomini robusti; pare che il costo decisamente elevato dell'operazione venga affrontato solo in occasioni particolari.

Nel pomeriggio un discreto numero di pellegrini ha percorso l'ultimo tratto del Cammino di Santiago, circa cinque chilometri, che porta alla cattedrale.

L'ultimo giorno, sulla strada del ritorno, ci siamo fermati a Braga dove, in un'atmosfera autunnale, abbiamo visitato il Santuario di Bom Jesus do Monte, caratterizzato da una splendida scalinata e circondato da giardini meravigliosi; la nebbia non ci ha permesso di godere appieno lo spettacolo, ma la nebbia ha comunque conferito una nota suggestiva e originale alla visita.

Dopo la celebrazione della Santa Messa da parte di Don Giovanni, abbiamo proseguito per Porto, dove abbiamo salutato la nostra guida Armilla e l'autista Pedro per prendere il volo per Lisbona e successivamente per Milano.

L'intenso programma è stato vissuto da tutto il gruppo con spirito estremamente gioioso; l'impeccabile organizzazione di Loredana e la travolgente allegria di Don Giovanni hanno fatto il resto; ai doverosi momenti di sentita devozione hanno fatto compagnia situazioni di vero divertimento; abbiamo visitato luoghi stupendi e solo le centinaia di fotografie che abbiamo scattato ci permetteranno di fare un po' d'ordine nella confusione che alla fine del viaggio regnava sovrana nella nostra mente, quando, a tarda sera, ci siamo salutati davanti alla Parrocchia di San Pio V dandoci appuntamento per una nuova piacevole avventura organizzata dal Centro Culturale Arbor.


lunedì 6 giugno 2011

Finché c’è fatica c’è speranza – Don Giovanni Pauciullo


"Finché c'è fatica, c'è speranza"...ripeteva proprio così don Lorenzo Milani ai suoi ragazzi di Barbiana. Se vedi uno far fatica, stanne certo, hai di fronte una  persona che ha dentro un motivo, un desiderio, un progetto per il domani. Se vedi qualcuno che s'impegna, che si dà da fare, ci sono dietro sogni e speranze.
Così il nuovo sito della nostra associazione, appare come un fulmine a ciel sereno.  Una nuova fatica, un nuovo  traguardo per non "rimanere seduti" sui risultati ottenuti. Quasi una memoria, per non dimenticare che ogni giorno è quello giusto per migliorare, per crescere, per non abbandonare il desiderio di comunicare bene.
Per la Dalet quest'anno è risultato pieno di iniziative e opportunità. Tutti si sono dati da fare, è stato bello vedere i volontari andare avanti con impegno, ciascuno nel proprio settore di servizio, uniti da un sogno: aiutare i bambini della Moldavia. Gesti concreti  per  generare la nostra parte di solidarietà, perché nessuno si senta paralizzato dall'indifferenza che ci circonda!
Nella vita di ogni associazione avviene sempre un miracolo, frutto di un'alchimia meravigliosa e sempre un pò complicata: il singolo gesto di carità e di bene, diventa un compito comune, che ha  come obiettivo quello di costruire un modo più bello e più felice di vivere. Insieme, con la forza delle nostre idee. Con il coraggio delle nostre convinzioni, uniti, coesi, pronti a prendere a calci ogni tentazione d'individualismo esasperato ed ogni spasmo di protagonismo. Pronti ad allontanare ogni voglia di mettersi in mostra da soli, a scapito dell' insieme.
Credo che il sito in un modo più  chiaro risulti un invito accattivante a partecipare meglio. Del resto, la forza del volontariato è la partecipazione, la condivisione, la scommessa  a non rimanere ai margini della storia, ma a buttarti anche tu , con gli altri, col tuo volto e con la tua voce che fa sintesi con la voce di tutti gli altri. Per riscrivere insieme il lessico della solidarietà e inaugurare una nuova stagione d'impegno civile! Insieme alle molte iniziative  che ci hanno contraddistinto, ora all'orizzonte intravvedo la sfida più ardua, la più difficile e decisiva: costruire una comunità di volontari, un noi maggiormente coeso e consapevole.
Lo so, adesso esagero, mi direte voi, chiedo troppo come al solito, però come diceva Eraclito di Efeso: "Se uno non si aspetta l'impossibile, non lo raggiungerà mai"...
Grazie di cuore a chi ha affrontato la fatica del nuovo sito per regalarci uno strumento duttile per sentirci insieme più Dalet! 

 (don Giovanni Pauciullo)

lunedì 2 maggio 2011

Festa del Centro Culturale Arbor - 8 maggio 2011

 “…Uomo colto è colui  che
sa trovare un significato bello alle cose belle”.
                                                                                     Oscar Wilde




 











FESTA  DEL
    CENTRO CULTURALE ARBOR
    8  Maggio 2011

Programma:

Ore   11.00    S. Messa  celebrata  da  don  Giovanni con il  mandato
                     agli operatori delle Commissioni Culturali:  cineforum –
                     conferenze – massmediale – stampa cattolica - teatro - 
                     viaggi e pellegrinaggi
                                          
ore    13.00   pranzo comunitario  e animazione musicale
  • offerta libera 
  • prenotazione in segreteria parrocchiale entro il 4 maggio 2011
  • Presentiamo, presso il salone, l’allestimento della mostra fotografica relativa a viaggi e a visite culturali e spirituali di un anno passato insieme.












 

martedì 26 aprile 2011

La figura del vescovo Ambrogio nelle memorie di Agostino – don Giovanni Pauciullo

Vorrei proporvi di avvicinarvi a S. Ambrogio, riletto attraverso la figura di S. Agostino, che nel 384 viene a Milano come maestro di retorica e si avvicina al santo vescovo.
1.     Ambrogio maestro di benevolenza
Agostino rimase immediatamente affascinato dal comportamento buono e paterno di Ambrogio. Così scrive nelle confessioni: “Giunsi a Milano e là incontrai il Vescovo Ambrogio … Quell’uomo di Dio mi accolse paternamente e, come si conviene ad un Vescovo mostrò di gradire quel mio arrivo. Io presi subito ad amarlo, ma in un primo momento, non in quanto maestro di verità, poiché nella tua Chiesa disperavo di trovarla, bensì come persona che mi mostrava della benevolenza”(Conf. V,13).
Agostino è un uomo in ricerca, è passato da molte esperienze, sente un richiamo alla trascendenza, ma non trova la strada  per raggiungerla, finché a Milano non trova il volto di una Chiesa e di un pastore che sa esprimere la bellezza di una umanità serena, cordiale, aperta, accogliente. Agostino rammenta la benevolenza di Ambrogio, la scrive nelle sue memorie, il primo annuncio del Vangelo gli arriva attraverso la semplicità di  una bella umanità. La benevolenza  di cui Ambrogio è protagonista è lo strumento iniziale con cui porterà quest’uomo da cercatore di Dio ad essere  uno dei più grandi santi e teologi dell’antichità cristiana! Che cos’è la benevolenza?
Paolo cita la benevolenza tra i frutti rivelativi dell’azione dello Spirito Santo in noi:    
     “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza,
      benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;”
( Galati 5,22)
Vogliamo parlare della “benevolenza” che significa “voler bene”. Essa è propria di una persona amabile, affabile, gentile, generosa, oltre che onesta e che sa dare al suo comportamento verso gli altri un senso di gioia, di giocondità, di soavità e dolcezza che guadagna il cuore. Dalla parola “benevolenza” proviene l’aggettivo “benevolo”. La benevolenza infonde nell’anima un senso di serenità, e di pace che contagia e coinvolge chi ci è vicino. Quest’amore ci fa guardare gli altri con occhi limpidi e ci fa scoprire in essi tante cose belle. È questo atteggiamento che ci aiuta ad andare oltre i difetti degli altri, sicuri che saranno superati dal bene, se noi sappiamo sopportare, indulgere, pazientare..
La benevolenza è la disposizione buona di fronte alla vita e alle persone, per cui un uomo, in cui abita e opera lo Spirito di Dio, arriva a cogliere costantemente l'aspetto costruttivo di ciò che vive, anche nelle contrarietà.
Crestotes" in greco da CRESTOS utile, adatto.. il motore semantico della parola usata da Paolo nella lettera ai Galati  indica  “adatto per qualcosa”, un concetto quasi relativo, manifesta efficacia rispetto ad un compito. Colui che ha benevolenza vede uno scopo buono e lo realizza. In ebraico indica una spontaneità, vede nelle cose che affronta e incontra una bellezza, coglie l’aspetto costruttivo di ogni incontro, delle relazioni. Sa che questo sguardo è quello che Dio ha su ogni fratello, verso ogni storia umana. Questa  benevolenza  di Dio che con misericordia sa trasformare  le righe storte in qualcosa di nuovo, di lineare …
 La benevolenza è l’intuizione di un bene possibile, intravvede nelle cose e nelle persone il bene nascosto, che se viene fuori darà risultati. Un’attitudine costruttiva di fronte alle situazioni difficili e alle persone .
  • Di fronte alle contraddizioni, agli imprevisti, alla realtà che spezza i  piani, nascono tristezze, arrabbiature, diventiamo sgradevoli, impulsivi … la benevolenza ti fa venire in mente.. di fronte a qualcosa che non accettiamo nasce come un dubbio, il sospetto che in questa contraddizione ci sia qualcosa che serve per un bene da cogliere e che ci sorprende, forse c’è un bene che si rivelerà come una sorpresa meravigliosa voluta da Dio
  • Dio guarda l’uomo non in quanto errore e peccato, Dio vede con occhi di padre la potenzialità che esiste in ogni uomo, Dio è di fronte a noi e si rallegra del bene che vede. Anche il nostro male per la misericordia  di Dio può essere trasformato in occasione per conoscere la sua tenerezza, la sua pazienza. Dio ci sta accanto con benevolenza, tifa per noi, sa trarre il bene dal male, Dio ci guarda sempre come qualcosa di bello: qualcosa della sua Luce che si nasconde, dentro le pieghe delle nostre notti.
  • Vedere che Dio abbia trovato qualcosa di bello in me, mi lancia in una gratitudine, che si fa benevolenza verso gli altri: la necessità dell’altro non è problema, è occasione, il difetto del tuo sposo diventa l’occasione in cui mostrare come lo ami grandemente con la tua pazienza, con la tua capacità di perdonarlo. Lo sbaglio altrui diventa l’occasione per l’Amore autentico. Quando sei vicino ad un amico che sta sbagliando lo puoi correggere con la benevolenza di chi desidera il suo bene e non umiliarlo e schiacciarlo rinfacciandogli tutto. Tutto nasce dalla memoria della benevolenza di Dio. Colgo l’aspetto positivo di una contrarietà, non perché sono ottimista, ma perché credo nell’opera di Dio, che volge tutto al bene. “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”
     2.      Ambrogio, una parola che persuade

Poi Agostino si avvicina anche alla predicazione di Ambrogio ed è profondamente colpito dalla sua capacità d’interpretare la Bibbia come parola adatta per l’uomo. Ambrogio sapeva mostrare che la novità annunciata nella sacra Scrittura non è in contrasto con le esigenze razionali della mente umana: “ogni domenica andavo a sentire Ambrogio, mentre spiegava rettamente la parola della Verità in mezzo al popolo, confermandomi sempre più nell’idea che tutti i nodi, stretti dalle astute calunnie dei miei seduttori a danno dei libri divini, potevano sciogliersi … Così quando Ambrogio scostando il velo mistico dischiudeva il senso spirituale di passi che, alla lettera, sembravano insegnare errori, le sue parole mi si presentavano come pienamente accettabili , benché non sapessi se erano vere o no” ( Conf.VI,3-4)
Interessante quest’ultima espressione: Agostino non aderisce ancora alla verità della  fede, ma questa verità gli appare nella sua plausibilità razionale. Questi brevi accenni alla vicenda di Ambrogio e di Agostino ci mostrano che  “Agostino incontrò in Ambrogio non solo una guida nel cammino verso la fede, ma anche un sostegno nel cammino che la fede cristiana percorre verso la vita e i problemi dell’uomo. Dalla fede di Ambrogio, Agostino vide scaturire quei beni spirituali e morali ai quali anche noi oggi intensamente aspiriamo” (Card. Martini).

LORENZO SABBATINI, 1530-1577
Sant'Agostino vescovo con sant'Ambrogio
Bologna, chiesa di san Giacomo Maggiore


L'opera realizzata da Sabbatini di trova nella undicesima Cappella della chiesa di San Giacomo Maggiore a Bologna. La scena si svolge fra Ambrogio ed Agostino che sono seduti a discutere con alle spalle l'imponente architettura di una chiesa rinascimentale. Entrambi hanno un aspetto anziano a dispetto della differenza d'età fra i due (Ambrogio aveva vent'anni più di Agostino). Ambrogio tiene con la mano sinistra il bastone pastorale, mentre Agostino con la sinistra accompagna a gesti il ragionamento che sta spiegando ad Ambrogio, che a sua volta lo osserva con una sguardo vivo e pensieroso. Tutti e due hanno in mano un libro su cui si appunta la loro attenzione e dà la stura alla discussione.


giovedì 17 marzo 2011

Nasce il Gruppo Pronta Solidarietà

Nasce il G.P.S. (Gruppo Pronta Solidarietà).
La Caritas della parrocchia di  San Pio V e Santa Maria di Calvairate,  recependo una reale necessità della popolazione del quartiere, ha avviato un servizio gratuito e programmato di accompagnamento con auto rivolto ai pazienti   che si devono recare  in un ospedale o in un ambulatorio per eseguire esami clinici, visite  o  per svolgere cicli di terapie.
Il servizio è basato sul volontariato ed è rivolto a quelle persone in condizioni di autosufficienza che saranno accompagnate dalla propria abitazione fino al luogo dell’esame o della terapia e ritorno.
Indispensabile  per una corretta realizzazione e gestione di questo progetto è la PRENOTAZIONE.
Le persone che avessero bisogno di accompagnamento potranno contattare il numero 02/55.01.3158 tutti i mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 17.00

Don Giovanni e i volontari Caritas

Signore Tu ci hai scelti,
ci hai amati per primo,
ci hai chiamati a collaborare con Te nonostante i nostri limiti e le nostre debolezze...
quale gioia più grande possiamo provare...
siamo stati scelti, esclusivamente per Amore, da Te!
E per questo, Signore,
ognuno di noi è unico e insostituibile nel posto e nel tempo in cui Tu stesso ci hai posto,
per le persone che Tu stesso ci hai donato,
per i compiti e i ruoli che Tu stesso ci hai affidato.
Nessuno può sostituirci e tutto ciò che siamo e anche ogni piccolo gesto che compiamo non può compierlo nessun altro in quel determinato momento e con lo stesso valore!
Perché Tu ci hai scelti, Signore...
Non meritavamo di essere scelti, e soltanto per grazia di chi ci ha scelti siamo diventati accetti a lui.
Se è grazia, non c'è alcun merito.
Non sarebbe grazia, se essa fosse stata preceduta dai meriti; invece è grazia! Essa non presuppone dei meriti, ma ne è l'origine.

(Sant’Agostino)




lunedì 14 marzo 2011

Cattedrale di San Babila, le foto

Cattedrale di San Babila, Milano, 19 febbraio 2011 on PhotoPeach

sabato 26 febbraio 2011

Al Sacro Monte di Crea. Tutta la comunità si prepara alla settimana santa









USCITA COMUNITARIA IN PREPARAZIONE
ALLA SETTIMANA SANTA

sono invitati in modo particolare tutti gli operatori pastorali e
quanti svolgono un servizio pastorale
(ma ogni fedele si ritenga invitato)

Sabato 16 aprile 2011
SACRO MONTE DI CREA (AL)

programma

ore  8.00    Ritrovo in via Lattanzio 60
ore  8.15    Partenza in pullman per il SANTUARIO DI CREA
ore  10.30  Visita guidata alle Cappelle
ore  11.20  Celebrazione della liturgia delle ore (ora media)
                    con riflessione spirituale
ore 12.00   pranzo comunitario preparato da volontari presso
                     l'area  attrezzata del Santuario
ore  14.30  Visita guidata al Santuario
                    Conclusione spirituale e possibile passeggiata
                     al parco
ore  18.00  Partenza per Milano con arrivo previsto alle
                    ore 20.00


  • quota di partecipazione con il pullman euro 18,00 - bambini euro 16,00
  • per chi volesse raggiungere Crea con i mezzi propri è gradita l'iscrizione per la partecipazione al pranzo e per i sussidi formativi della giornata. Quota euro 9,00 - bambini euro 7,00

ISCRIZIONI ENTRO IL 4 APRILE 2011

Iscrizioni in segreteria: martedì e giovedì dalle h 10 alle ore 12 - venerdì dalle h 18 alle h 19





sabato 15 gennaio 2011

giovedì 13 gennaio 2011

Una goccia nel deserto, tutti i martedì dalle 18.30, ricominciano gli incontri

Una goccia nel deserto

Di che cosa si tratta?

Non è un'accademia e non si tratta di un corso parascolastico.
Non è una conferenza per gli "addetti ai lavori": tutti possono parteciparvi.
L'unico requisito necessario richiesto è la voglia di approfondire la forza della Parola di Dio.
Si tratta di una lettura diretta puntuale e accompagnata del testo biblico. La Parola di Dio viene accolta direttamente e approfondita attraverso un confronto che scaturisce dalla spiegazione della pagina biblica.
Cercheremo insieme, con la guida di don Giovanni, di gustare la forza penetrante della Parola di Dio, in un modo semplice, ma profondo. Non ci accontenteremo soltanto di scoprire il messaggio delle pagine bibliche, infatti attraverso un commento spirituale interrogheremo la Parola, perchè disveli il suo mistero e la sua bellezza qui, oggi, per ciascuno di noi. Che metodo usiamo? Ci sono molti modi, differenti, per accostare la Sacra Scrittura, che se da un lato è semplice e fatta per essere incontrata da ciascuno di noi d'altro canto contiene dei passaggi complessi, dei generi letterari da conoscere, dei contesti storico - culturali da comprendere  Per questo molti si sentono inadeguati a leggere la Parola di Dio da soli. Iniziano e poi si scoraggiano, hanno l'impressione di essersi avventurati in "una selva oscura", per dirla alla Dante...Così l'impresa iniziata finisce con scarsi risultati. Riteniamo che sia diritto di ogni singolo battezzato incontrare direttamente il testo biblico. Come ricchezza, sorgente che arricchisce e alimenta il nostro cammino di fede. Pertanto il metodo che usiamo è una lettura diretta e comunitaria di alcuni testi. Poi don Giovanni metterà in evidenza i passaggi più difficili, spiegherà le parti più complesse, i linguaggi più specifici e ci metterà nelle condizioni di capire con semplicità il messaggio della Bibbia. Ci sarà anche la possibilità, alla fine, di un confronto libero e comunitario. Si potranno porre domande o condividere riflessioni.

Vi apettiamo tutti i martedì dalle ore 18.30 alle 19.15, in via Lattanzio, 60/b - Aula Gruppo Pineta, immediatamente nel sottochiesa -

lunedì 20 dicembre 2010

Come sono nati "gli amici della Moldavia".......

Per colpa di una fotocopiatrice…..

Un giorno, una ventina di anni fa, invitai a riparare la fotocopiatrice della Scuola Materna, presso la quale ero educatrice, un amico, Fausto Fugazza, tecnico esperto in questo campo e impegnato come cristiano in un Movimento (MROC- movimento rinascita oriente cristiano), che si impegnava a portare aiuti nei paesi dell’Est europeo. Egli, essendo in pensione, faceva frequenti viaggi con il suo pulmino, caricandolo di abiti usati per distribuirli direttamente alle persone più povere, dapprima in Romania e, in quel momento, in Moldavia.
Conoscendo le buone condizioni di vita dell’ambiente nel quale lavoravo, gli chiesi se poteva interessargli una raccolta di abiti usati per bambini, perché, in questo caso, mi sarei interessata di coinvolgere le famiglie della mia scuola.
Accolse la proposta con entusiasmo e così si attivò la prima raccolta di abiti usati e giocattoli che partì proprio dalla mia scuola.
Ben presto, da parte di chi con generosità portava sacchi di abiti, mi venne chiesto se potevano essere utili abiti per persone adulte, soprattutto pesanti. Anche questa proposta venne ritenuta una vera manna per la gente del Nord, soprattutto tenendo presente che in Moldavia il freddo invernale è veramente rigido e dura tanti mesi. Io cominciai ad invitare vari amici a darmi una mano e nel giro di poco tempo fummo in una dozzina ad accogliere con passione questo impegno, industriandoci secondo le necessità che ci venivano segnalate dall’amico Fausto Fugazza a recuperare ciò di cui in quel momento c’era bisogno.
Da quel momento siamo diventati “gli amici della Moldavia!”
Settimanalmente ci si ritrovava a selezionare gli abiti, a preparare gli scatoloni di vestiti suddivisi fra pesante e leggero, uomo, donna e bambino. Questo lavoro avveniva nelle nostre cantine, che si riempivano fino alla saturazione di scatole. Poi, con un vero colpo di fortuna, ottenemmo per qualche mese di poter usare un capannone vuoto in una cascina, al quartiere Barona, che però andava svuotato prima di settembre perché serviva per la raccolta del riso. Qui raccogliemmo, in una occasione, anche materassi, suppellettili, letti e sedie che il Policlinico di Milano ci donò, dovendo svuotare l’ex Convitto per le infermiere e che venne destinato ad un cronicario per anziani.
La partenza del nostro primo TIR per la Moldavia rappresentò per tutti noi un momento davvero emozionante: il lavoro in ogni caso ci ha dato la possibilità di rinsaldare vincoli di amicizia, di farci vivere momenti molto divertenti, nonostante la fatica, il caldo e … il male di schiena che ci accomunava. In un anno riuscimmo a inviare cinque Tir!
La cosa più importante è che in Moldavia l’amico Fausto, che vi trascorre molti mesi all’anno per poter giungere a coprire alcune necessità umane, entra direttamente nelle case dei poveri, di cui viene a conoscenza tramite alcune amicizie che si è fatto laggiù o chiedendo ai sindaci dei paesi meno conosciuti o più lontani dalla capitale Chisinau,  portando a loro personalmente abiti e qualche aiuto economico, frutto di raccolte che facciamo tra noi e altri nostri amici.
Per il lavoro di selezione e imballaggio siamo stati ospitati anche in un ambiente, ex palestra, concessoci da don Roberto Rondanini, nella sua parrocchia di san Nazaro e Celso alla Barona.
A volte subentrano delle difficoltà per quanto riguarda la destinazione: il governo moldavo, in alcuni momenti, è diventato molto meno disponibile ad accogliere gli aiuti umanitari, nonostante la situazione davvero drammatica della popolazione, per questo per un certo periodo abbiamo dirottato il nostro lavoro verso l’Ucraina, paese meno povero, ma ugualmente bisognoso di aiuto. L’attività poi, fortunatamente, si è orientata ancora verso la Moldavia, perché sembra che si siano superate le difficoltà di accoglienza dei “nostri” Tir.
Siamo anche riusciti a sensibilizzare tante persone per sostenere varie famiglie moldave  attraverso delle “adozioni a distanza”, con la sicurezza che tutti i nostri aiuti giungono davvero a destinazione. Noi ringraziamo di cuore tutti quelli che ci hanno aiutato ad aiutare chi è davvero in difficoltà.

                                                             Donatella



martedì 2 novembre 2010

don Giovanni - serata inaugurazione del Cineforum

Ho trovato questo articolo di Massimo Gramellini, mi ha fatto pensare, l’ho apprezzato  e vorrei condividerlo con voi proprio  in questo momento augurale della "prima"  del nostro Cineforum…
“Uno degli eventi più strabilianti della nostra epoca è la scomparsa dei verbi al futuro … Gli unici che osano ancora coniugare i verbi al futuro sono gli innamorati. Ascoltate i loro discorsi (o ricordate i vostri, di quando lo eravate). Pur nelle difficoltà di una vita precaria palpitano di visioni, progetti, scenari che escono dalla meschinità del presente per proiettarsi in quella dimensione magica dove le possibilità del cambiamento volteggiano intatte.
Il futuro è il verbo di chi emana energia.
E l’energia più potente e più giovane rimane sempre l’amore. Persino in un continente per vecchi come la nostra estenuata Europa. Non sono un economista e nemmeno un sociologo, ma sento che dalla depressione economica e morale ci potranno salvare soltanto le persone innamorate: di un’altra persona, di un sogno, del proprio talento. Della vita.”
Il centro Culturale è ancora innamorato, anzi innamoratissimo, di voi che quest’oggi siete veramente numerosi, seduti su queste poltroncine e  che ci seguite sempre . Gli Animatori del Centro culturale  li vedo carichi di un entusiasmo contagioso. Li avverto appassionati  per la Comunità Cristiana   che stanno servendo e del buon Dio, a cui affidano tutti gli sforzi di bene. Si , lo dico,mi ci metto anch’io,  siamo Innamorati.  Conquistati da un messaggio che ci ha  convinto … e per questo abbiamo voglia di progettare, di guardare al domani con la  voglia di fare, possibilmente sempre meglio. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che con mansioni diverse ci aiutano a rendere possibile la bella avventura del cineforum. Sono nomi e volti , che con compiti diversi ci regalano questi bei momenti cinematografici. Ogni Lunedi si apre un’  occasione intelligente di confronto e di cordiale aggregazione. Insomma un modo convincente per contrastare la cultura del “ me ne sto rintanato in casa per i fatti miei” . Abbiamo messo in campo tutte le energie per proporre ancora una volta  con tenacia il verbo vivere,  vivere  insieme …..
                                                   Don Giovanni Pauciullo
Responsabile Centro culturale Arbor
                                          

venerdì 3 settembre 2010

Festeggiamo i 15 anni di sacerdozio di don Giovanni

Festa per i 15 anni di sacerdozio di don Giovanni on PhotoPeach