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domenica 14 settembre 2014

Esaltazione della Santa Croce - 14 settembre

La croce, già segno del più terribile fra i supplizi, è per il cristiano l'albero della vita, il talamo, il trono, l'altare della nuova alleanza. Dal Cristo, nuovo Adamo addormentato sulla croce, è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa. La croce è il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono configurati a lui nella morte e nella gloria. Nella tradizione dei Padri la croce è il segno del figlio dell'uomo che comparirà alla fine dei tempi. La festa dell'esaltazione della croce, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega con la dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul sepolcro di Cristo. (Mess. Rom.) 
Martirologio Romano: Festa della esaltazione della Santa Croce, che, il giorno dopo la dedicazione della basilica della Risurrezione eretta sul sepolcro di Cristo, viene esaltata e onorata come trofeo della sua vittoria pasquale e segno che apparirà in cielo ad annunciare a tutti la seconda venuta del Signore. 
La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'"Anàstasis", cioè della Risurrezione. La dedicazione avvenne il 13 dicembre. Col termine di "esaltazione", che traduce il greco hypsòsis, la festa passò anche in Occidente, e a partire dal secolo VII, essa voleva commemorare il recupero della preziosa reliquia fatto dall'imperatore Eraclio nel 628. Della Croce trafugata quattordici anni prima dal re persiano Cosroe Parviz, durante la conquista della Città santa, si persero definitivamente le tracce nel 1187, quando venne tolta al vescovo di Betlem che l'aveva portata nella battaglia di Hattin.
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell'imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene tramutato in gloria imperitura. Così la croce diventa il simbolo e il compendio della religione cristiana.
La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di "Cristo crocifisso". Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum" (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov'era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano la partecipazione alla gloria del Risorto.

Autore: Piero Bargellini



venerdì 27 settembre 2013

TI ADORO O CROCE SANTA

Recitata 50 volte ogni venerdì, libera 5 Anime del Purgatorio

"Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore". Amen.

(Recitata 33 volte il Venerdì Santo, libera 33 Anime del Purgatorio.)

Venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI).

Allego il commento di Provvidenza Cardia nel quale spiega la provenienza e l'efficacia di questa bellissima Preghiera:

"Sicuramente avrai sentito parlare della comunione dei Santi e saprai che Tutti noi viventi e defunti formiamo un unico corpo,:il corpo di Cristo e se alcuni membra del corpo soffrono soffre anche l'intero corpo e ogni membro dve per solidarietà preoccuparsi della salute del corpo..Sappiamo con certezza che i Santi sono esistiti e ci hanno lasciato svariate testimonianze sull'esistenza del Purgatorio ,inoltre numerosi mistici fra cui Maria Simma che aveva il dono di incontrare i defunti e di venire a conoscenza delle infinite sofferenze che subivano ci dice che le preghiere dei vivi servono ai defunti,perchè sono atto di carità nei loro riguardi,dunque tutti noi siamo chiamati a pregare per idefunti.,per alleviare le loro sofferenze..

La preghiera "Ti adoro croce Santa",è antichissima ed è stata trovata in una cappella in Polonia e il papa dell'epoca,l'ha approvata intendendola come preghiera di liberazione,liberando subito !5 anime del Purgatorio.Siccome come Sai il Papa è vicario di Cristo,capo della Chiesa a cui è stato riconosciuto dallo stesso Cristo (vedere i Vangeli ) il potere di unire o sciogliere in terra ciò che Cristo poi avrebbe unito o sciolto in cielo,si è preso questa libertà,che anche altri papi hanno perpetuato .Dunque la preghiera ha il solo potere di aiutare i defunti ad avanzare verso Dio,è un atto di carità e sicuramente se si crede,(si è liberi di non credere) come il papa ha liberato 5 anime così se si recita la preghiera potranno altrettante anime essere liberate.Marco dunque divulgando la preghiera ha fatto un atto i carità verso i defunti e verso noi membra del corpo di Cristo ,perchè come saprai chi prega per gli altri,prega anche per sè.