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lunedì 13 aprile 2015

Piena riabilitazione di Padre Giulio Maria Scozzaro

Piena riabilitazione di Padre Giulio Maria Scozzaro riammesso nell’Istituto di cui faceva parte,
i Frati Francescani dell’Immacolata

La data del Decreto della completa riabilitazione dell’11 febbraio 2015, festa della Madonna di Lourdes, indica come l’Immacolata in Persona abbia interceduto per il ristabilimento della verità e della giustizia.

È il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria nella vita sacerdotale di Padre Giulio Maria Scozzaro.


lunedì 16 giugno 2014

"Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio". - Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù parla di un atteggiamento privo di vendetta, non può il cristiano agire come i mondani che seguono la legge del taglione.

In questa fase della sua missione Gesù era impegnato a formare gli Apostoli, non si preoccupava solo delle istruzioni, trovava il tempo anche per questo.

La loro formazione era molto importante, li aveva scelti per proseguire la sua identica missione e il lavoro spirituale era maggiormente impegnativo.

In questo Vangelo Gesù disegna la fisionomia morale del cittadino del Regno dei Cieli.

Espone tutti i gradini della scala che giunge alla vetta della santità.

Sicuramente il discepolo del Signore verrà a contatto quotidianamente con i malvagi, il suo agire nei loro confronti dovrà differenziarsi e mostrare una piena diversità rispetto alla mentalità del mondo.

Questo passaggio è delicato e non tutti riescono ad agire con pazienza e bontà dinanzi a soprusi e cattiverie.

Gesù parla di un atteggiamento privo di vendetta, non può il cristiano agire come i mondani che seguono la legge del taglione.

Il Signore attorniato dai suoi discepoli introduce l'insegnamento con questa famosa introduzione: "Avete inteso che fu detto".

Rimanda a tempi antichi, quando la vendetta era molto spesso sproporzionata al danno subito e per porre un limite e un rimedio alle violenze eccessive si ricorse ad un utilizzo equanime: “Occhio per occhio” e “dente per dente”.

Detto ciò, Gesù passa ad elencare alcuni comportamenti che hanno sconvolto i discepoli, insegnamenti innovativi rispetto alle antiche Scritture e un po’ leggeri da un punto di vista sociale.

Prima Gesù presenta una regola pesante che non dovranno mai dimenticare: "Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio", ed è la continuazione dell'introduzione di sopra.

"Avete inteso che fu detto… Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio".

Una frase che ha scosso i presenti e continua ad arrecare un po’ di malessere a quanti si sentono animati e agitati interiormente da pensieri vendicativi. L'agitazione arriva dal ricordo di essere state vittime dei cattivi, ed è umanamente comprensibile il desiderio di far provare ai mascalzoni le stesse sensazioni, paure e umiliazioni provate forse per lungo tempo.

Gesù però ci chiama ad un altro comportamento.

"Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio".

Non dice solo questo, va oltre ed elenca alcuni comportamenti da assumere dinanzi ai malvagi.

Solo le anime forti e quelle animate da una buona Fede riescono a praticare gli insegnamenti che andiamo a meditare.

"Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra".

Gesù indica una specie di resistenza passiva, che non è vendetta né pusillanimità.

È preferibile sopportare un'offesa che ricambiarla, così Gesù spiega come si porge l'altra guancia.

Significa presentare ai malvagi un altro aspetto che non conoscono, ed è la bontà.

L'altra guancia da presentare è l'amore che compatisce e perdona.

Gli altri esempi che dice Gesù indicano la disponibilità a saper perdere qualcosa, anche un po’ di tempo, per dare una forte testimonianza.

In sintesi, Gesù oggi ci spiega l'amore per i nemici, è un amore difficilissimo da realizzare, consiste nel pregare per coloro che ci perseguitano oltre che nel non rendere male per male.

È la tattica di Dio per vincere il male.

1 Ave Maria per Padre Giulio Maria Scozzaro



giovedì 29 maggio 2014

I DIECI COMANDAMENTI - Padre Giulio Maria Scozzaro

Quali sono i dieci Comandamenti?

Io sono il Signore Dio tuo:
1) Non avrai altro Dio fuori di me.
2) Non nominare il nome di Dio invano.
3) Ricordati di santificare le feste.
4) Onora il padre e la madre.
5) Non uccidere.
6) Non commettere atti impuri.
7) Non rubare.
8) Non dire falsa testimonianza.
9) Non desiderare la donna d’altri.
10) Non desiderare la roba d’altri.

Chi ha dato i dieci Comandamenti?

I dieci Comandamenti sono stati dati da Dio per mezzo di Mosè.

I dieci Comandamenti sono validi anche oggi?

Certamente. Al giovane che gli chiedeva che cosa dovesse fare per ottenere la vita eterna Gesù rispose: «Se vuoi entrare nella vita eterna osserva i Comandamenti» (Mt 19, 16-17). Fedele alla Scrittura e in conformità all’esempio di Gesù, la Tradizione della Chiesa ha riconosciuto ai dieci Comandamenti, o Decalogo, un’importanza e un significato fondamentali.
I Comandamenti sono indipendenti l’uno dall’altro?
Il Decalogo costituisce un’unità organica, in cui ogni «parola» o «Comandamento» rimanda a tutto l’insieme. Trasgredire un Comandamento è infrangere tutta la Legge.
Il Decalogo si riferisce solo all’Alleanza fra Dio e il suo popolo o anche alla legge naturale?
Il dono del Decalogo è accordato nell’ambito dell’Alleanza conclusa da Dio con il suo Popolo, e i Comandamenti ricevono il loro vero significato in e per mezzo di questa Alleanza. Però il Decalogo, come si è già ricordato, costituisce anche un’espressione privilegiata della legge naturale. Lo conosciamo attraverso la Rivelazione divina e con la ragione umana.
I Comandamenti obbligano sotto pena di peccato grave?
I dieci Comandamenti enunciano, nel loro contenuto fondamentale, obbligazioni gravi.
Tuttavia l’obbedienza a questi precetti comporta anche obblighi la cui materia, in se stessa, è leggera.
È possibile osservare i Comandamenti?
Dio rende possibile con la sua grazia ciò che comanda.

In che modo Gesù ha riassunto i Comandamenti?

Gesù ha riassunto i dieci Comandamenti nei due precetti della carità:
1) Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze;
2) Amerai il prossimo tuo come te stesso.

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze

IL PRIMO COMANDAMENTO:
NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME

Che cosa ci ordina il primo Comandamento?
Il primo Comandamento chiama l’uomo a credere in Dio, a sperare in lui, ad amarlo al di sopra di tutto. Esso ci richiama alla virtù della religione.
Quali sono gli atti della virtù della religione?
Sono: adorare Dio, pregarlo, rendergli il culto dovuto, mantenere le promesse e i voti a lui fatti.
Il dovere di rendere culto a Dio riguarda solo i singoli individui?
No, riguarda l’uomo sia individualmente che socialmente, per cui l’uomo deve poter professare liberamente la religione in forma sia privata che pubblica.
Che cos’è la superstizione?
La superstizione è una deviazione del culto che rendiamo al vero Dio. Ha la sua massima espressione nell’idolatria, come nelle varie forme di divinazione e di magia.
Ci sono altri peccati contro il primo Comandamento?
L’azione di tentare Dio con parole e atti, il sacrilegio, la simonia (cioè la compravendita di cose sacre) sono peccati di irreligione proibiti dal primo Comandamento. E lo è pure l’ateismo, in quanto respinge o rifiuta l’esistenza di Dio.
Il culto delle immagini sacre non va contro il primo Comandamento?
No, il culto delle immagini sacre è fondato sul mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio e non è in opposizione al primo Comandamento.

IL SECONDO COMANDAMENTO:
NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO

Che cosa prescrive il secondo Comandamento?
Il secondo Comandamento prescrive di rispettare il nome del Signore, perché il nome del Signore è santo.
Che cosa proibisce il secondo Comandamento?
Il secondo Comandamento proibisce ogni uso sconveniente del nome di Dio e soprattutto la bestemmia, che consiste nell’usare il nome di Dio, di Gesù Cristo, della Vergine Maria e dei santi in un modo ingiurioso. Proibisce poi il falso giuramento, con il quale si prende Dio come testimone di una menzogna, e lo spergiuro.
Dobbiamo ricordare spesso il nome di Dio?
Il cristiano incomincia le sue preghiere e le sue azioni con il segno della croce «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

IL TERZO COMANDAMENTO:
RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

Quali sono i giorni di festa?
Sono innanzitutto la domenica, che è il primordiale giorno festivo di precetto, e poi i giorni del Natale, dell’Epifania, dell’Ascensione, del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, della Santa Madre di Dio, della sua Immacolata Concezione e Assunzione, di San Giuseppe, dei santi Apostoli Pietro e Paolo e infine di tutti i Santi.
Come si devono santificare questi giorni?
Alla domenica e nelle altre feste di precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare alla Messa. Si devono poi astenere da quei lavori e da quegli affari che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore, o il dovuto riposo della mente e del corpo.
L’istituzione della domenica ha anche un significato sociale?
Senza dubbio: essa contribuisce a dare a tutti la possibilità di godere di un sufficiente riposo e del tempo libero che permetta loro di curare la vita familiare, culturale, sociale e religiosa. Ogni cristiano perciò deve evitare di imporre, senza necessità, ad altri ciò che impedirebbe loro di osservare il giorno del Signore.

Amerai il prossimo tuo come te stesso
IL QUARTO COMANDAMENTO:
ONORA IL PADRE E LA MADRE

Qual è il significato di questo Comandamento?
Con il quarto Comandamento Dio ha voluto che, dopo di lui, onoriamo i nostri genitori e coloro che egli, per il nostro bene, ha rivestito di autorità.
Quali sono i doveri dei figli verso i genitori?
I figli devono ai genitori rispetto, riconoscenza, giusta obbedienza e aiuto. Il rispetto filiale favorisce l’armonia di tutta la vita familiare.
Quali sono i doveri dei genitori verso i figli?
I genitori sono i primi responsabili dell’educazione dei propri figli alla fede, alla preghiera e a tutte le virtù. Essi hanno il dovere di provvedere, nella misura del possibile, ai loro bisogni materiali e spirituali.
Quali sono i doveri della pubblica autorità?
La pubblica autorità è tenuta a rispettare i diritti fondamentali della persona umana e le condizioni per l’esercizio della sua libertà.
Quali sono i doveri dei cittadini?
È dovere dei cittadini collaborare con i poteri civili all’edificazione della società in uno spirito di verità, di giustizia, di solidarietà e di libertà.
Il cittadino deve obbedire alle leggi in ogni caso?
Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti si oppongono alle esigenze dell’ordine morale: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5,29).
La società civile può prescindere dal Vangelo?
Ogni società ispira i propri giudizi e la propria condotta a una particolare visione dell’uomo e del suo destino. Al di fuori della luce del Vangelo su Dio e sull’uomo, è facile che le società diventino totalitarie.

IL QUINTO COMANDAMENTO:
NON UCCIDERE

Perché è proibito uccidere?
Perché ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte, è sacra, dato che la persona umana è stata voluta per se stessa a immagine e somiglianza del Dio vivente e santo. L’uccisione di un essere umano è gravemente contraria alla dignità della persona e alla santità del Creatore.
È lecita la difesa personale?
La proibizione dell’omicidio non abroga il diritto di togliere, a un ingiusto aggressore, la possibilità di nuocere. La legittima difesa è un dovere grave per chi ha la responsabilità della vita altrui o del bene comune.
Che cosa pensare dell’aborto?
Fin dal concepimento il bambino ha diritto alla vita. L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è una pratica vergognosa, gravemente contraria alla legge morale.
La Chiesa condanna con una pena canonica di scomunica questo delitto abominevole contro la vita umana.
Quale deve essere il trattamento dell’embrione?
Dal momento che deve essere considerato come una persona fin dal concepimento, l’embrione deve essere difeso nella sua integrità, curato e guarito come ogni altro essere umano.
Che cosa pensare dell’eutanasia?
L’eutanasia volontaria, qualunque ne siano le forme e i motivi, costituisce un omicidio. È gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore.
Che cosa pensare del suicidio?
Il suicidio è gravemente contrario alla giustizia, alla speranza e alla carità. È proibito dal quinto Comandamento.
Che cos’è lo scandalo?
Lo scandalo è un atteggiamento o un comportamento che induce altri a compiere il male. È peccato grave se induce deliberatamente a colpe gravi.
Che cosa si deve pensare della guerra?
Si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare la guerra, dati i mali e le ingiustizie di cui è causa. La Chiesa prega: «Dalla fame, dalla peste e dalla guerra liberaci, Signore».
In caso di guerra valgono ancora le leggi morali?
La Chiesa e la ragione umana dichiarano la permanente validità della legge morale durante i conflitti armati. Le pratiche contrarie al diritto delle genti e ai suoi princìpi universali, deliberatamente messe in atto, sono dei crimini.
Come giudicare la corsa agli armamenti?
La corsa agli armamenti è una delle piaghe più gravi dell’umanità e danneggia in modo intollerabile i poveri.

IL SESTO COMANDAMENTO:
NON COMMETTERE ATTI  IMPURI

Che cos’è la virtù della castità?
La castità è quella virtù che esprime la positiva integrazione della sessualità nella persona, e conseguentemente l’unità interiore dell’uomo nel suo essere corporeo e spirituale. È strettamente dipendente dalla virtù cardinale della temperanza, che mira a sottomettere alla ragione le passioni e gli appetiti della sensibilità umana.
Quali sono i principali peccati gravemente contrari alla castità?
Sono la ricerca solitaria del piacere sessuale, i rapporti prematrimoniali o extramatrimoniali, le pratiche omosessuali, la pornografia.
Che cosa implica l’alleanza liberamente contratta dagli sposi?
Implica l’indissolubilità del matrimonio, la fedeltà e l’apertura alla fecondità.
Come va considerata la fecondità nel matrimonio?
La fecondità è un bene, un dono, un fine del matrimonio. Donando la vita, gli sposi partecipano della paternità di Dio.
È lecita la regolazione delle nascite?
La regolazione delle nascite rappresenta uno degli aspetti della paternità e della maternità responsabili. La legittimità delle intenzioni degli sposi non giustifica però il ricorso a mezzi inaccettabili, quali la contraccezione o la sterilizzazione.
Come realizzare allora tale regolazione?
Con la continenza e il ricorso ai periodi infecondi.
Quali sono le principali offese alla dignità del matrimonio?
Sono l’adulterio e il divorzio, la poligamia e la libera unione.

IL SETTIMO COMANDAMENTO:
NON RUBARE

Che cosa prescrive il settimo Comandamento?
Il settimo Comandamento prescrive la pratica della giustizia e della carità nella gestione dei beni terreni e dei frutti del lavoro umano.
A chi appartengono i beni della creazione?
I beni della creazione sono destinati all’intero genere umano. Il diritto alla proprietà privata non abolisce la destinazione universale dei beni.
Che cosa proibisce il settimo Comandamento?
Il settimo Comandamento proibisce il furto, che consiste nell’usurpare il bene altrui contro la volontà ragionevole del proprietario. Ma ogni modo di prendere e usare ingiustamente i beni altrui è contrario al settimo Comandamento. L’ingiustizia commessa esige riparazione. La giustizia commutativa esige la
restituzione di ciò che si è rubato.
Che pensare della schiavitù?
La legge morale proibisce gli atti che, a scopi mercantili o totalitari, provocano l’asservimento di esseri umani, il loro acquisto, la loro vendita, il loro scambio, come fossero merci.
L’uomo ha un dominio assoluto sulla natura?
Il dominio accordato dal Creatore all’uomo sulle risorse minerali, vegetali e animali dell’universo non può essere disgiunto dal rispetto degli obblighi morali, compresi quelli che riguardano le generazioni future.
Come si devono trattare gli animali?
Gli animali sono affidati all’uomo, il quale dev’essere benevolo verso di essi. Possono però servire alla giusta soddisfazione dei suoi bisogni.
La Chiesa si occupa anche dei problemi economici e sociali?
La Chiesa dà un giudizio in materia economica e sociale quando i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime lo esigono. Essa si interessa del bene comune temporale degli uomini in funzione del suo ordinamento al Bene supremo, ultimo nostro fine.
Qual è il rapporto fra l’uomo e l’economia?
L’uomo è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economica e sociale. Il nodo decisivo della questione sociale è che i beni creati da Dio per tutti arrivino effettivamente a tutti, secondo la giustizia e con l’aiuto della carità.
Qual è il valore primario del lavoro?
Il valore primario del lavoro riguarda l’uomo stesso, il quale ne è l’autore e il destinatario. Mediante il lavoro l’uomo partecipa all’opera della creazione. Compiuto in unione con Cristo, il lavoro può essere redentivo.
Qual è il vero sviluppo economico e sociale?
Il vero sviluppo è quello che riguarda l’uomo nella sua integralità. Si tratta di far crescere la capacità di ogni persona a rispondere alla propria vocazione, e quindi alla chiamata di Dio.
Qual è il valore e il significato dell’elemosina?
L’elemosina fatta ai poveri è una testimonianza di carità fraterna: è anche un’opera di giustizia che piace a Dio.
Con quale sguardo dobbiamo guardare i poveri?
Nella moltitudine di esseri umani senza pane, senza tetto, senza fissa dimora, come non riconoscere Lazzaro, il mendicante affamato della parabola? Come non risentire la voce di Gesù: «Non l’avete fatto a me» (Mt 25,45)?

L’OTTAVO COMANDAMENTO:
NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

In che cosa consiste la virtù della veracità?
La verità o veracità è la virtù che consiste nel mostrarsi veri nelle proprie azioni e nell’esprimere il vero nelle proprie parole, rifuggendo dalla doppiezza, dalla simulazione e dall’ipocrisia.
Quale testimonianza deve dare il cristiano?
Il cristiano non deve vergognarsi della «testimonianza da rendere al Signore» (2 Tm 1,8) in atti e parole. Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede.
Quali sono i principali peccati contro l’ottavo Comandamento?
Sono la menzogna, la maldicenza, la calunnia e il giudizio temerario.
Che cos’è la menzogna?
La menzogna consiste nel dire il falso con l’intenzione di ingannare il prossimo che ha diritto alla verità. Se non reca grave danno al prossimo è solo peccato veniale.
Che cos’è la maldicenza?
È il rivelare senza un motivo oggettivamente valido i difetti e le mancanze altrui a persone che li ignorano.
Che cos’è la calunnia?
È un’affermazione contraria alla verità, che nuoce alla reputazione altrui.
Che cos’è il giudizio temerario?
È il ritenere il prossimo colpevole senza sufficiente fondamento.
Bisogna sempre osservare il segreto?
Il sigillo sacramentale è inviolabile. I segreti professionali vanno osservati. Le confidenze pregiudizievoli per altri non devono essere divulgate.
Quali sono i diritti della società nel campo dell’informazione?
La società ha diritto a un’informazione fondata sulla verità, sulla libertà, sulla giustizia. È poi opportuno imporsi moderazione e disciplina nell’uso dei mezzi di comunicazione sociale.
Che cosa comporta una colpa commessa contro la verità?
 Esige la riparazione.
Perché la Chiesa incoraggia le opere d’arte?
Le belle arti, ma soprattutto l’arte sacra, per loro natura, hanno relazione con l’infinita bellezza e verità divina, che deve essere in qualche modo espressa dalle opere dell’uomo, e sono tanto più orientate a Dio e all’incremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine è loro assegnato se non di contribuire quanto più efficacemente possibile a indirizzare pienamente le menti degli uomini a Dio.

IL NONO COMANDAMENTO:
NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI

Che cosa ci prescrive il nono Comandamento?
Il nono Comandamento ci mette in guardia dal desiderio smodato o concupiscenza della carne.
Come si può lottare contro la concupiscenza della carne?
Con la purificazione del cuore e la pratica della temperanza.
Perché è importante la purezza del cuore?
Perché ci farà vedere Dio, e fin d’ora ci consente di vedere ogni cosa secondo Dio.
Come si può giungere alla purezza del cuore?
Con la preghiera, la pratica della castità, la purezza dell’intenzione e dello sguardo.
Che cosa ci ricorda ancora il nono Comandamento?
Ci ricorda l’importanza del pudore, che consiste nel rifiuto di svelare ciò che deve rimanere nascosto. Ispira la scelta del modo di vestire. È pazienza, modestia, discrezione. Custodisce l’intimità della persona.

IL DECIMO COMANDAMENTO:
NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI

Che cosa ci proibisce il decimo Comandamento?
Il decimo Comandamento ci proibisce la sfrenata cupidigia generata dalla brama smodata delle ricchezze e del potere insito in esse.
Che cos’è l’invidia?
È la tristezza che si prova davanti ai beni altrui, è l’irresistibile desiderio di appropriarsene.
Come si può combattere l’invidia?
Con la benevolenza, l’umiltà e l’abbandono alla Provvidenza di Dio.
È necessario il distacco dalle ricchezze?
Il distacco dalle ricchezze è indispensabile per entrare nel Regno dei cieli: «Beati i poveri in spirito» (Mt 5,3).
Quale deve essere il vero desiderio dell’uomo?
Il vero desiderio dell’uomo deve essere quello di vedere Dio. La sete di Dio è estinta dall’acqua della vita eterna.

Padre Maria Giulio Scozzaro

mercoledì 28 maggio 2014

Il Paràclito - Padre Scozzaro Giulio Maria

In questi giorni la liturgia si sofferma sul Paraclito, appellativo dello Spirito Santo, termine che significa consolatore, intercessore.
Questo spiega il motivo delle parole evidenziate da Gesù: "È bene per voi che Io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, Lo manderò a voi".
La missione dello Spirito Santo è di consolare, santificare, è l'intercessore presso il Padre e il Figlio.
È intercessore Divino, è l'Amore della Santissima Trinità e i credenti necessitano della sua presenza per pregare bene, per rivolgere parole sapienti a Dio.
Senza la guida dello Spirito Santo la nostra preghiera resterebbe umana e impossibilitata ad elevarsi da terra.
La devozione allo Spirito Santo è abbastanza confusa tra i cristiani, è un errore pregarlo senza amore e sono inutili le lunghe invocazioni vocali senza la partecipazione del cuore.
In queste circostanze lo Spirito Santo non fa alcuna visita e il credente arriva a ingannarsi, deteriorando la sua vita spirituale.
Per accrescere la devozione allo Spirito Santo dobbiamo incominciare col praticare, nel lavoro e nella convivenza quotidiana, le virtù umane e cristiane.
Solamente quando il cristiano lotta per acquisire tali virtù, la sua anima si dispone a ricevere efficacemente la Grazia dello Spirito Santo.
Con gioia e premura la terza Persona della Santissima Trinità regala i suoi doni: dono di sapienza, di intelletto, di consiglio, di fortezza, di scienza, di pietà, di timor di Dio.
È infinita la gioia dello Spirito Santo di infonderci i suoi doni, l'ostacolo viene posto dalle mancate disposizioni del credente.
Oggi dobbiamo riflettere sugli ostacoli che impediscono allo Spirito Santo di ricolmarci con i suoi doni.
Quali peccati si ripetono spesso?
Non è una riflessione di alcuni minuti, non si compie nel frastuono e senza una sincera ricerca interiore.
Questo Spirito Divino è Amore, cerca in continuazione cuori puri e buoni per entrarvi e compiere meraviglie di Grazie.
Dobbiamo prepararci alla solennità della Pentecoste in modo nuovo, è il nostro impegno a stabilire la venuta dello Spirito Santo in noi. Non rilascia i suoi doni casualmente, deve avvenire un incontro tra chi ama e l'Amato.
Dopo la solennità dell'Ascensione che sarà domenica prossima, mediteremo attentamente i doni dello Spirito Santo.
È importante ricordare che solo la fedeltà alle Grazie e ispirazioni che riceviamo dallo Spirito Santo, ci rendono docili per seguire la direzione spirituale. Se manca questa docilità, non c'è la capacità di rinnegarsi per seguire la volontà di Dio.
1 Ave Maria per Padre Giulio
PADRE GIULIO MARIA SCOZZARO


mercoledì 11 dicembre 2013

Il silenzio è il mezzo indispensabile per ascoltare le mozioni dello Spirito Santo, è nel silenzio interiore ed esteriore che Dio parla. - Padre Scozzaro Giulio Maria

Il Vangelo di oggi si può indicare come il cammino della mansuetudine. Gesù parla degli uomini stanchi e schiacciati da moltissime preoccupazioni, e molto spesso le preoccupazioni riguardano anche l'abbondanza di beni. 

Sembra un paradosso ma per molti è realtà. All'inizio Gesù si rivolge a quelli che Lo ascoltano e si ritrovano un cuore appesantito, oltre le preoccupazioni sono presenti anche indecisioni sulle scelte da compiere.

Le preoccupazioni già indicano la mancanza di pace interiore e l'assenza di discernimento. È un dramma vivere senza la Luce di Gesù.

"Io vi darò ristoro". Questa è la soluzione infallibile per superare i momenti di inquietudine, per ottenere forza negli abbattimenti, per avere il coraggio delle scelte cristiane. 

Dopo avere mostrato ai presenti il loro stato di spossatezza e sconforto, Gesù indica se stesso come la fonte della vera gioia, la forza che scaturisce dall'Onnipotente.

Molti credenti oggi sono stanchi e oppressi nello spirito ma non se ne accorgono, sono sempre alla ricerca di diversivi mondani.

Il vero oppio è dissociarsi dalla propria Fede ricorrendo a tanti piaceri mondani che stordiscono e annullano la spiritualità, mentre altra cosa è vivere una buona spiritualità e decidere serenamente quali e quanti passatempi ricreativi scegliere anche per dare sollievo al corpo.

Non è un male dedicare alcuni giorni al riposo del corpo, è un danno per l'anima quando si cercano spesso divertimenti frivoli che offuscano la mente per quanto si commette di peccaminoso.

Molti cristiani non hanno compreso la grande importanza del riposo psicofisico per ritrovare la pace e ricaricarsi. 

Il silenzio è il mezzo indispensabile per ascoltare le mozioni dello Spirito Santo, è nel silenzio interiore ed esteriore che Dio parla.

C'è urgente necessità di fermarvi e di trascorrere anche mezza giornata in un luogo sacro vicino casa vostra ma nel silenzio.

"Venite a me", quindi non perdetevi dietro le cose effimere e vuote, cercate la Grazia di Dio per vivere nella vera gioia interiore.

Per raggiungere la mansuetudine indicata oggi da Gesù occorre un lavoro interiore che in realtà si sviluppa esteriormente. 

Ognuno di noi esterna ciò che è all'interno, anche se qualcuno spesso nasconde certe debolezze, lo stesso si manifestano in tante situazioni. 

È impossibile controllarsi e ancora più difficile conoscersi se non si rientra in sè e si guarda tutto con gli occhi della Fede.

Molti sono convinti di avere un cattivo carattere che risalta in situazioni e circostanze ben determinate, a causa del modo di essere di quelli che vivono intorno. 

Ed è una valutazione sbagliata. 

La mansuetudine deve manifestarsi soprattutto nelle circostanze in cui la convivenza può risultare più difficile. 

Devo precisare che la mansuetudine non è virtù di persone deboli o passive: poggia, al contrario, su una grande forza d'animo.

Anche l'esercizio di questa virtù implica continui atti di fortezza. E chi può donarci la fortezza? Colui che è mite e umile di Cuore!

"Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me". 

Per giogo Gesù intende il carico leggero della sua volontà, Lui non appesantisce nessuno e non vuole causare sofferenze. 

Vediamo il vero significato di giogo che si usava anticamente.

Il giogo è un dispositivo, concepito fin dall'antichità per la trazione animale, che, applicato alla parte anteriore del corpo di uno o più animali da tiro, ne permette la sottomissione, l'attacco di una macchina e la manovra da parte di un operatore, posizionato posteriormente o a lato.

Gesù pone la sua volontà piena di Grazia e di Amore sopra i credenti che l'accettano con docilità e li guida verso la santità.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Padre Giulio Maria Scozzaro 

giovedì 7 novembre 2013

Esorcismo - Padre Giulio Maria Scozzaro

È la confessione di Lucifero durante un esorcismo, che lascia sbigottiti e sgomenti, espone il suo piano per la distruzione della Chiesa e non solo.
Esorcista: Nel nome dell'Immacolata Vergine Maria, ti ordino di dire la verità su quanto sta accadendo alla Chiesa di Cristo?
Lucifero: " Noooooo, Quella là nooooo!
Il solo sentire pronunciare il Suo Nome è per me e per noi demoni, un tormento infinito. 
Non voglio parlareeeeeeeeee, ma l'Alta Dama mi obbliga a risponderti Prete schifoso!
La Chiesa Cattolica è sotto attacco! Le potenze delle tenebre sono scatenate contro la Sposa di quello che abbiamo appeso alla Croce. È l'ultimo assalto che stiamo portando alla sua Chiesa. Le dimissioni del Pontefice, prese in piena libertà e coscienza, aprono la strada al nostro ultimo attacco frontale.
Quello lassù sta per ritornare sulla terra, non so né il dove e né il quando, ma sento che quel giorno è molto, molto, molto vicino. Le mie stesse forze vanno sempre più affievolendosi, pertanto, devo concentrarmi e recuperare tutte le energie per convogliare i miei miliardi di demoni contro la Sede Apostolica. 
Non basta la corruzione, non basta l'avidità di denaro, non basta suscitare gli scandali, bisogna condurre una battaglia che abbia come esito finale la distruzione della cosiddetta Chiesa di Roma.
Esorcista: Nel nome di Cristo, dimmi cosa vuoi fare contro la dolce Sposa di Dio?
Lucifero: Sono duemila anni che noi angeli decaduti con l'aiuto di uomini di Chiesa e di politicanti da strapazzo, cerchiamo di colpire mortalmente Quella tremenda Invenzione del Nazareno.

Purtroppo non ci siamo ancora riusciti, perchè essa appartiene all'Onnipotente. 
Tutti i nostri sforzi risultano vani, perchè le porte dell'inferno, come Quel crocefisso disse, non prevarranno. Ma noi non ci arrendiamo. Continueremo a colpirla, a ferirla, a farla sanguinare, anche grazie a chi, dall'interno di essa, si è consegnato nelle nostre mani.
Dobbiamo arrivare ad occupare il trono del Vicario di Quello inchiodato alla croce. Con le buone o con le cattive. Costi quel che costi.
Stiamo lavorando a spopolare i seminari, a far chiudere i conventi, ma non riusciamo a far smettere quelle donne e quegli uomini, rinchiusi dietro una grata, di pregare. Ancora ci sono giovani che si dedicano alla preghiera nel silenzio di quei monasteri. Maledetti! quanto ci fanno male quelle vite donate all'Altissimo.
Esorcista: In nome di Dio Onnipotente, ti ordino di dirmi cosa stai cercando di fare e di organizzare?
Lucifero: Nooooooo! Non te lo dicooooooo!
Esorcista: Ti ordino per il Sangue Preziosissimo di Cristo, di dirmi quanto ti ho chiesto?
Lucifero: Quello lassù è stanco dei vostri peccati, è disgustato dell'azione degli uomini, è deluso dall'agire delle donne. Siete affogati nel peccato. La maggior parte dell'umanità è mia, morta spiritualmente e non riesce a risollevarsi.
Ormai molti Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, sono in totale dissenso rispetto alla Tradizione della vostra Chiesa, sono in disaccordo sul conservatorismo papista.
E dietro il progressismo, dietro certe aperture post conciliari ci siamo noiiiiiiiii! Perchè vogliamo la confusione, la dissociazione, la divisione dentro e fuori la Sede petrina, come la chiamate voi.
Continuate pure a credere che tutto è una favola pretigna, cosi il numero di quelli che precipitano qui all'inferno aumenterà sempre più. Ormai non si contano più.
Esorcista: Nel nome dei Santi Martiri, di San Pio, di Santa Bernadette, di la verità sul futuro della Chiesa di Roma?
Lucifero: Non conosco il domani. Questo lo conosce solo Lui. Non so cosa accadrà tra un istante, perchè lo sa solo Lui. Non prevedo eventi, ma solo il presente.
Sono un perdente, uno che si è ribellato ed ha perso tutto. Ho perso il paradiso. Per sempre. Ma o un obbiettivo: trascinare quante più anime possibili nel mio regno di tormento. Voglio vendicarmi della mia cacciata dal paradiso, con lo strappargli anime. È questa la mia eterna vendetta. 
Io non sono eterno, sono creatura proprio come voi, ma molto più forte di voi, molto più potente, più abile, più astuto. Sfrutto la mia astuzia per rovinarvi. 
Posso dirti, brutto pretaccio, che provocheremo un attacco terribile contro la Chiesa romana, faremo tremare le sue mura, ma non scalfiremo la sua Stabilità. 
Abbiamo fatto nascere la crisi economica per impoverire la popolazione mondiale, scoraggiare chi prega e infondere il veleno dell'allontanamento da Lui.
Non lasciamo nulla di intentato pur di separare la creatura dal Suo Creatore. Tutto ciò che può rovinarvi eternamente lo attuiamo. 
Ma ora ci stiamo concentrando sulla Chiesa e sino a quando il nostro lavoro distruttore non sarà compiuto non le daremo pace.
Ho chiesto degli anni a Quello lassù. Ora è il nostro tempo, quindi siamo scatenati, ben sapendo che il periodo concesso sta per terminare.
Sento il tuono dell'Onnipotente che mi ricorda il mio nulla e l'obbedienza che, anche contro la mia volontà, gli devo.
Quel Papa della "Rerum Novarum" (Leone XIII), vide, mentre celebrava la Messa, i demoni fuoriuscire dalle viscere della terra e diffondersi dappertutto. Cosi scrisse quell'odiosa preghiera al Principe delle Milizie celesti, che noi, però, abbiamo fatto abolire al termine della celebrazione.
Oggi la terra è completamente invasa dai miei angeli decaduti, e se riusciste a vedere con gli occhi dello spirito, vi accorgereste che è tutto buio. Totalmente buio.
Se vedeste i mostri infernali aggirarsi per il mondo morireste di paura per la forma orribile che hanno. Eppure non ci credete.
Esorcista: Nel nome della Santissima Trinità dimmi cosa hai in mente di fare contro l'umanità?
Lucifero: Distruggerla con tutte le mie forze. Ridurla in schiavitù. In una parola: Dannarla. 
Devo provocare guerre, devastazioni, catastrofi, portandovi all'esasperazione e alla bestemmia.
La crisi devo aggravarla, ridurre in miseria sempre più persone, conducendole alla disperazione di non potersi liberare.
Poi devo trasformare radicalmente la vostra cosiddetta società civile in una grossa rolla per porci. Vi ci faccio sguazzare dentro, per poi perdervi all'inferno.
I miei servi sono già all'opera, molti devono fare il lavoro sporco che io ho comandato loro di fare, sino alla fine.
La terra deve essere un enorme cimitero, dove i pochi sopravvissuti saranno costretti ad adorarmi e servirmi come un dio. È questo il mio fine: essere dio al posto di Lui.
Molti mi celebrano il culto, altri mi invocano, altri ancora mi adorano. Ma non sanno che sono già dannati. Per una manciata di euro e qualche piacere si concedono a me, finendo per consegnarsi ai miei artigli. 
Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che scisma provocherò, peggiore di quelli passati. Vedremo quanti sono dalla Sua parte e quanti dalla mia.
Il tempo sta per finire ed Io sono tutto preso dall'aumentare il numero di coloro che passano dalla nostra parte. Tutti devono riconoscermi come unico signore, anche se sono un nulla.
Esorcista: Nel nome di Santa Gemma Galgani, di Santa Teresa di Gesù Bambino, di Santa Maria Goretti, cosa dobbiamo fare per vincerti e salvarci l'anima?
Lucifero: Noooooo! Non voglio parlareeeeeee!
Quello lassù mi costringe a risponderti.
La preghiera del Rosario, quella Corona maledetta che tante anime ci strappa, è potentissima contro di noi, è un martello che ci schiaccia.
Ritornate in Chiesa, confessatevi settimanalmente e comunicatevi spesso. Controllatevi, sopportatevi reciprocamente i difetti. Amatevi e fate risplendere in voi la luce della Fede. La pace l'otterrete solo con la corona tra le mani, solo con la comunione sovente. 
Andate a Messa, con devozione e rispetto, a costo di qualunque avversità. Essa e solo essa può salvarvi dalla dannazione eterna. È uno scudo potente contro l'inferno, contro le tentazioni, contro le seduzioni del Male.
Pregate per Papa Benedetto, ha sofferto molto per i peccati compiuti nella Chiesa, il peso degli stessi lo ha indebolito nel fisico e nell'anima. 
Pregate per i Cardinali, molti dei quali sono miei, pregate per i Vescovi che ormai vanno per conto loro. 
Pregate per i Sacerdoti hanno bisogno del sostegno delle vostre preghiere. Pregate per i nemici, gli amici, gli sconosciuti, i lontani, e Lui si ricorderà di voi. 
Quella lassù è triste perchè vede ogni giorno molti suoi figli precipitare all'inferno, nonostante le sue continue apparizioni, a cui non crede quasi nessuno.
Le sue lacrime versate per lo stato pietoso in cui molte anime vivono, stanno per terminare e lasceranno spazio ai castighi del Cielo".


Preghiamo per la Chiesa e per tutti noi

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; contro le malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto. 
Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime. O Arcangelo San Michele difendeci nel combattimento affinchè non periamo nel terribile giorno del Giudizio. Amen.

P Giulio Maria Scozzaro

venerdì 1 novembre 2013

La Preghiera schiaccia i diavoli, per questo essi cercano di portare tutti alla disperazione.

Chi prega sgonfia il loro potere.

Gesù aveva poco prima guarito la donna curva, impossibilitata a guardare verso l'alto e aveva inoltre rimproverato i farisei che invece guardavano intenzionalmente sempre in basso.

La donna rattrappita e curva era colpita da una possessione diabolica, questo le impediva di guardare all'insù, era incurvata al punto di toccare quasi la terra. 

Una situazione dolorosa che commosse Gesù così prima allontanò i diavoli e poi la guarì da ogni malessere.

Nella donna curva era presente lo spirito satanico ma quasi tutti consideravano il suo malessere una malattia, nessuno poteva immaginare l'azione del maligno. 

Oggi avvengono incalcolabili casi simili, molti sono ammalati ma la causa arriva dalla presenza dei diavoli.

Molto spesso le presenze dei diavoli nelle persone vengono scambiate per malattie da curare, oppure la vita immorale e tenebrosa come conseguenza della cattiveria. 

Queste persone chiaramente non avvertono la necessità di Gesù nè sono in grado di cercarlo.

Mentre i credenti che soffrono a causa di negatività, ricorrono alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento e chiedono l'imposizione delle mani per la benedizione da qualsiasi Sacerdote. 

In molti casi i diavoli non si allontanano immediatamente e tutto può rimanere irrisolto. 

Ma la ripetizione delle benedizioni e le continue preghiere, costringono i diavoli a perdere potere e ad allontanarsi.

Molti mi scrivete per chiedere consigli sulle presenze dei diavoli. 

Ricordate che quando vivete in Grazia di Dio e pregate con umiltà e fiducia, tutti i diavoli hanno terrore di voi, soprattutto quando vi confessate, partecipate con amore alla Messa e recitare il Rosario. 

La preghiera schiaccia i diavoli, per questo essi cercano di portare tutti alla disperazione. 

Chi prega sgonfia il loro potere.

Una signora mi ha raccontato la drammatica vicenda del marito, arrivato alla possessione dei diavoli dopo avere commesso gravissimi peccati mai confessati. 

Dopo molti esorcismi compiuti da un esorcista delle loro parti, il marito oggi frequenta la Messa ma dal momento della consacrazione in poi trema come una foglia, balbetta e non si muove.

È la prova che l'Eucaristia immobilizza i diavoli.

Quando Gesù toccò la donna e la raddrizzò con le sue mani divine, fisicamente ritornò sana e piena di vigore dopo diciotto anni di inaudita sofferenza e umiliazione. 

La donna poteva guardare verso l'alto dopo la guarigione perchè aveva avuto Fede in Gesù, le fu possibile e la sua gioia era incontenibile.
Gesù con questo miracolo tentò pure di erigere spiritualmente i farisei ma non fu possibile, erano troppo orgogliosi e maligni.

Non riuscivano ad alzare lo sguardo verso il cielo tanto erano attratti dalle cose della terra, dalle miserie umane e da interessi che escludevano Dio. 

Questo pericolo possono correrlo anche i credenti che pregano in modo esteriore e senza amore, pregano quando possono e velocemente. 

Credenti attratti dalle cose della terra e ricorrono a Gesù solo nella necessità.

Questi credenti non comprendono il significato del Regno di Dio, non vivono la Fede come un impegno davanti a Gesù, non hanno il desiderio di lasciare le cose del mondo. 

Il Regno di Dio deve stabilirsi dentro di noi, lo Spirito di Dio deve trovare spazio per effondere i suoi doni e trasfigurare l'anima. 

È un Regno piccolo inizialmente ma con il passare dei giorni diventa sempre più maestoso, meraviglioso. E questo dipende dall'impegno del credente, dalla sua vita.

Per lasciare crescere questo Regno in noi, dobbiamo evitare di curvarci verso la terra, nel senso che ci si deve allontanare da tutto ciò che è peccato, vizio, concupiscenza. 

Oggi più che mai gli uomini sono curvati verso la terra, cercano la felicità solo in questo mondo diventato ateo e profondamente egoista. 

Il fatto stesso di curvarsi e cercare sempre le cose materiali, lega gli uomini a satana, perchè la moderna civiltà è tutta materia e materializzante.

Come potrà questa società rialzarsi e cominciare a guardare verso l'alto? 

Solamente con il tocco di Gesù, con il suo intervento. 

Solo Gesù può guarire la società malata curva verso la terra e accecata dall'oscurità. Pregate per i vostri familiari e i conoscenti che rimangono curvi a guardare la terra, mentre illusoriamente si considerano fortunati e realizzati.

Pregate molto per loro!

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.


Padre Giulio Maria Scozzaro



martedì 21 maggio 2013

La preghiera del mattino suggerita da Padre Giulio Maria Scozzaro


EFFICACE PREGHIERA DI GUARIGIONE E LIBERAZIONE

Immacolata Concepita senza peccato originale,
Madre di Dio e Onnipotente per Grazia,
Regina degli Angeli, Avvocata e Corredentrice
del genere umano,
ti supplico di non guardare le mie indegnità,
ma di volermi accogliere come tuo figlio
peccatore addolorato
e di non abbandonarmi mai.
AVE MARIA...

Madre mia e fiducia mia,
a chi altri potrò ricorrere per essere aiutato?
Tu sola sei la Mediatrice di tutte le Grazie,
Colei che nella Luce di Dio
distribuisce a chi vuole,
come vuole e quando vuole
i frutti della Redenzione
operata dal Tuo Dio e Figlio Gesù.
Tu puoi aiutarmi in tutte le mie necessità,
tu sola sei la Salute degli infermi,
tu sei l'unica Madre che vuol salvare
dalla dannazione eterna tutti i figli.
AVE MARIA...

Io ricorro a Te perché Gesù Ti ha eletta
Mediatrice di tutte le Grazie,
Ti ha dato autorità universale
sul mondo visibile ed invisibile,
Ti ha arricchita della Sua Divinità,
trattenendosi per nove mesi nel Tuo grembo.
AVE MARIA...

Io mi consacro incondizionatamente a Te
perché Tu faccia di me tutto ciò che vuoi.
Mi abbandono al Tuo Amore
di Madre del Signore Gesù,
supplicandoti di accogliere unitamente a me,
la mia famiglia, tutte le persone a me care
e coloro che si affidano alle mie preghiere.
AVE MARIA...

Invoco il Tuo aiuto e la Tua protezione sull'unica
Chiesa fondata dal Signore Gesù, quella Cattolica.
Tu sei Madre di questa Chiesa!
Per i poveri peccatori privi della Luce Divina
Ti chiedo di convertirli.
Sulle sante Anime del Purgatorio
rivolgi il Tuo sguardo
e conducile presto in Paradiso.
AVE MARIA...

Ti prego di sostenere,
proteggere e guidare sempre
la Tua Associazione Cattolica "GESÙ E MARIA",
di preservare da pericoli e difficoltà
tutti coloro che vi lavorano per la Gloria di Dio.
Di aiutare e custodire tutti gli associati
e quanti diffondono le pubblicazioni
e lavorano con amore
per far conoscere Gesù e Te.
AVE MARIA...

Tu sei stata Assunta in Cielo in Anima e Corpo
e sei viva e vera. Sei Onnipotente per Grazia
ed ascolti anche ogni mio sospiro
e ogni mio pensiero.
Sono assolutamente sicuro
che Tu adesso mi stai ascoltando,
Tu già conosci tutto di me
perché mai mi perdi di vista.
Tu mi sei stata sempre accanto,
ma io sono stato distratto.
Aiutami adesso e donami questa Grazia
a me necessaria
(chiedere la Grazia).
AVE MARIA...

O Madre Santissima, prostrato ai Tuoi piedi,
a Te che riversi come un fiume le Grazie di Gesù
e le distribuisci a coloro che Te le chiedono,
O Madre Santissima, prostrato ai Tuoi piedi,
a Te che riversi come un fiume le Grazie di Gesù
e le distribuisci a coloro che Te le chiedono,
per i Tuoi dolori, per i Tuoi meriti,
per la Tua obbedienza ed umiltà,
Ti chiedo in ginocchio di farmi questa Grazia
(chiedere la Grazia).
AVE MARIA...

Ti ringrazio o Madre mia,
l'amore che ho per Te
e l'affetto che Tu hai per me
mi danno certezza che Tu
questa Grazia me la farai.
Io devo vivere da vero e buon Tuo figlio,
pregare e perseverare ogni giorno,
ma la Grazia che Ti ho chiesto
-nonostante tutti i miei peccati-
me la farai (chiedere la Grazia).
Lo so, ne sono certo,
è l'amore che ho per Te a dirmelo
perché ho piena fiducia in Te,
credo fermamente nel Tuo amore per me.
SALVE REGINA...

CONSACRAZIONE DA RECITARE OGNI GIORNO
(con approvazione ecclesiastica)



martedì 30 aprile 2013

Il peccato contro lo Spirito Santo - Padre Giulio Maria Scozzaro


“Chiunque parlerà contro il Figlio dell’Uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato”.

Rappresenta una delle frasi più misteriose dette da Gesù, ma non voleva lasciarla nel mistero, come sempre era perfetta la definizione che dava ad ogni cosa, e l’atteggiamento di quanti rifiutano il perdono da Dio, è una bestemmia che non potrà ricevere alcuna Grazia.

Trascrivo quanto ho già scritto nel mio libro “La corruzione nella Chiesa” riguardo la bestemmia contro lo Spirito Santo.

«Dopo avere chiarito cosa avverrà a chi Lo riconoscerà e a chi Lo rifiuterà, Gesù afferma che “chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato”.

La confusione su questa frase è immensa, ognuno dà una spiegazione personale, secondo la maturità della vita spirituale. In effetti, sembrerebbe delimitare la misericordia infinita di Gesù, il suo desiderio di salvare tutti i peccatori.

Bisogna chiarire due cose:

il peccato della bestemmia può essere perdonato nella Confessione, ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non può essere perdonata.

Separiamo la bestemmia come tale e l’atteggiamento peccaminoso che è un oltraggio allo Spirito Santo.

“La bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata”, si spiega che con molta difficoltà si otterrà il perdono, non per mancanza di amore o di potenza di Dio (è dogma di Fede che la Chiesa può rimettere tutti i peccati senza alcuna eccezione) ma per la chiusura all’azione della Grazia da parte di chi commette quel peccato.

Non è Gesù a rifiutare il perdono, è il peccatore a rifiutare il perdono.

La maggior parte non se ne rende conto, tanto è ottenebrato l’intelletto, non ha alcun desiderio di chiedere perdono a Gesù.

E questo succede anche a tutti coloro che pur pregando (!?), hanno una condotta di vita spregiudicata e insensibile alle cose di Dio. Non si tratta del classico peccatore come lo intendiamo, che può, senza limiti e alcun problema, convertirsi e cominciare una vita santa.

Riguarda chi riconosce che determinate opere sono di Gesù e nella sua follia le attribuisce al diavolo.

Perché non è interessato a Gesù né alla vita di Grazia.

Succede soprattutto a Sacerdoti e Prelati. Nessuno è escluso.

Quindi, la bestemmia contro lo Spirito Santo è quella di coloro, che chiudono gli occhi davanti alle opere di Dio, e respingono ostinatamente le sue opere, addirittura attribuendole al diavolo, identificando così lo Spirito Santo con lo spirito maligno, come facevano i farisei.

Vediamo innanzitutto i sei peccati contro lo Spirito Santo indicati dal Catechismo:
1) l’impugnazione della verità conosciuta;
2) l’invidia della Grazia altrui;
3) la disperazione della salvezza;
4) la presunzione di salvarsi senza merito;
5) l’ostinazione nel peccato;
6) l’impenitenza finale.

Si tratta di ostinazione nel peccato, e viene commessa sapendo di andare contro Dio, è un’irriverenza ribelle, arrecando umiliazione intenzionale alle cose legate a Dio, sapendo con precisione a chi dichiara guerra.

E un Prelato iscritto alla Massoneria commette il peccato contro lo Spirito Santo.

Una malattia viene dichiarata insanabile quando l’ammalato rifiuta la medicina, allo stesso modo c’è una specie di peccato che non si rimette né si perdona, perché il peccatore rifugge dalla Grazia di Dio, che è il rimedio suo proprio.

Rifugge perché rifiuta la Grazia.

Addirittura avversa la Grazia di Dio, la combatte nelle persone oneste, la vuole sradicare dal mondo. Questa è la bestemmia contro lo Spirito Santo e non può essere perdonata, perché il peccatore non riuscirà più a tornare indietro.

Gode addirittura di rimanere nella disperazione perché l’odio verso Dio lo rende folle, lo acceca, lo fa diventare come un demonio.

Lo afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica:
“La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo” (CCC 1864).

Il peccatore dovrebbe rivolgersi a Gesù con un atteggiamento di riconoscenza, non di bestemmia.

Dio può aprirsi la strada nonostante tutti gli ostacoli frapposti dagli uomini, ma può anche talvolta abbandonare certi progetti di misericordia per la durezza di cuore di questi stessi uomini.

In ogni caso, guai a coloro che, chiamati a collaborare a questi progetti divini con la migliore disposizione di mente e spirito, si oppongono di fatto ai suoi disegni, troppo legati come sono a vedute, istituzioni e criteri puramente umani.

Chi tradisce Gesù non desidera più la sua Misericordia, rimane indifferente alla sua Grazia.

I Prelati massoni sono ancora più responsabili, non solo Lo tradiscono, ma si adoperano per distruggere la sana dottrina tradizionale dell’unica Chiesa fondata dalla Santissima Trinità».

È una spiegazione molto chiara sulla bestemmia contro lo Spirito Santo, era l’atteggiamento utilizzato dai farisei contro Gesù: essi si chiudevano alla Grazia di Dio perché negavano l’evidenza ed attribuivano al demonio quanto compiva il Figlio di Dio.

I farisei dinanzi all’evidenza di molti miracoli compiuti da Gesù, avevano la sfacciataggine di negare l’evidenza tanto era ottenebrato e indurito il loro cuore.

I farisei di allora e quelli di oggi non vogliono piegare l’intelligenza alla verità provata e non trovano altra soluzione se non quella di attribuire al demonio le opere compiute da Gesù e dai suoi seguaci autentici.

Peccano contro lo Spirito Santo quanti chiudono occhi e mente dinanzi alle opere sante di Dio. Essi si chiudono alla Grazia e non se ne rendono conto, negano così implicitamente la stessa esistenza di Dio.

Gesù perdona tutti i peccati nell’infinita misericordia contenuta nel suo Cuore, ma per ottenere il perdono bisogna riconoscere il peccato, disposizione interiore assente in coloro che chiudono la porta al pentimento perché si considerano nella verità e non comprendono la gravità delle loro parole e delle loro opere.

Chi non cambia certe disposizioni interiori ostinate e piene di cattiveria, si sottrae da sé al perdono di Dio.

Moltissime coscienze sono deformate perché questi cristiani presumono di avere il diritto di perseverare nel male, di agire seguendo i loro pensieri senza più confrontarsi con la parola di Dio.

Occorre pregare molto per quei familiari ridotti in queste condizioni, ogni giorno bisogna chiedere alla Madonna il cambiamento del cuore e di renderli umili e sinceri. Cominciamo da noi stessi, verifichiamo se c’è qualche aspetto indurito e proponiamoci un radicale cambiamento.

Il danno più grave per un cristiano è la perdita del senso del peccato. Quando non si ha più un limite da rispettare, si pecca di continuo e si cade nel peccato contro lo Spirito Santo, in quanto poi non si avrà più la forza spirituale di confessarsi con un pentimento sincero ed umile.

Il cuore indurito conduce il cristiano verso il paganesimo, pur frequentando la Messa e pregando ogni giorno, ma la sua mentalità è più mondana che spirituale. Cerca i piaceri del mondo invece di piacere a Gesù con una vita onesta ed autentica. Arriva a giudicare con criteri molto lontani dalla Legge di Dio, come se Egli non esistesse o non avesse nulla da dividere.

Questa coscienza rilassata e confusa deve cambiare orientamento, principalmente deve rientrare in sé e scoprire questa penosa condizione, poi deve purificarsi iniziando con il rinnegamento verso tutto ciò che si oppone al Vangelo, quindi all’amore, alla verità, alla bontà.

Se non si avverte il peso dei peccati, nel cuore c’è ancora la presenza dell’insensibilità spirituale, perché solo una condizione ci dice che amiamo Gesù: quando si sentono le mancanze come offese commesse contro Gesù.

Così avviene in una buona famiglia: le mancanze di un figlio o di un genitore fanno soffrire tutti gli altri familiari.

Per resistere alle tentazioni ed evitare di peccare facilmente, occorre avere un punto di riferimento, bisogna indirizzare cuore e mente alla santità di Gesù.

Guardando Lui e ricordando la sua Vita, sarà più facile resistere alle inclinazioni verso i peccati, si avrà una forza maggiore per dire no a quanto si riconosce come peccato e offesa contro Gesù.

Ogni volta che si pecca, si tradisce l’Amore di Gesù.

È vero che Lui non fa mancare il suo perdono, ma la ripetizione dei peccati gravi indebolisce la vita spirituale e si rimane sempre stabili ad un livello basso.

Il cristiano che non controlla la sua vita spirituale e commette con facilità peccati gravi con le cattive opere e con giudizi temerari, non riconosce più Gesù come Dio, ne diventa un avversario perché le sue opere non sono più buone.

“Chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli Angeli di Dio”.

A meno che quel cristiano non cambi comportamento, pentendosi con sincerità di tutti i peccati e proponendosi una nuova vita.

Diversa è la condizione di quanti seguono Gesù con umile abbandono, anche se commettono errori per debolezza e fragilità.

È diverso cadere nel peccato per debolezza, dall’amare i peccati gravi e cercarli con facilità.

Questi credenti lottano i peccati e non commettono scandali davanti agli uomini con opere disoneste e un linguaggio malizioso.

A questi Gesù dice: “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio
dell’Uomo Lo riconoscerà davanti agli Angeli di Dio”.


Padre Giulio Maria Scozzaro 


giovedì 21 marzo 2013

“Chiunque parlerà contro il Figlio dell’Uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato”.


“Chiunque parlerà contro il Figlio dell’Uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato”.


Rappresenta una delle frasi più misteriose dette da Gesù, ma non voleva lasciarla nel mistero, come sempre era perfetta la definizione che dava ad ogni cosa, e l’atteggiamento di quanti rifiutano il perdono da Dio, è una bestemmia che non potrà ricevere alcuna Grazia. Trascrivo quanto ho già scritto nel mio libro “La corruzione nella Chiesa” riguardo la bestemmia contro lo Spirito Santo.

«Dopo avere chiarito cosa avverrà a chi Lo riconoscerà e a chi Lo rifiuterà, Gesù afferma che “chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato”.

La confusione su questa frase è immensa, ognuno dà una spiegazione personale, secondo la maturità della vita spirituale. In effetti, sembrerebbe delimitare la misericordia infinita di Gesù, il suo desiderio di salvare tutti i peccatori.
Bisogna chiarire due cose: il peccato della bestemmia può essere perdonato nella Confessione, ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non può essere perdonata.

Separiamo la bestemmia come tale e l’atteggiamento peccaminoso che è un oltraggio allo Spirito Santo.

“La bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata”, si spiega che con molta difficoltà si otterrà il perdono, non per mancanza di amore o di potenza di Dio (è dogma di Fede che la Chiesa può rimettere tutti i peccati senza alcuna eccezione) ma per la chiusura all’azione della Grazia da parte di chi commette quel peccato.

Non è Gesù a rifiutare il perdono, è il peccatore a rifiutare il perdono.

La maggior parte non se ne rende conto, tanto è ottenebrato l’intelletto, non ha alcun desiderio di chiedere perdono a Gesù. E questo succede anche a tutti coloro che pur pregando (!?), hanno una condotta di vita spregiudicata e insensibile alle cose di Dio. Non si tratta del classico peccatore come lo intendiamo, che può, senza limiti e alcun problema, convertirsi e cominciare una vita santa.

Riguarda chi riconosce che determinate opere sono di Gesù e nella sua follia le attribuisce al diavolo. Perché non è interessato a Gesù né alla vita di Grazia.

Succede soprattutto a Sacerdoti e Prelati. Nessuno è escluso.

Quindi, la bestemmia contro lo Spirito Santo è quella di coloro, che chiudono gli occhi davanti alle opere di Dio, e respingono ostinatamente le sue opere, addirittura attribuendole al diavolo, identificando così lo Spirito Santo con lo spirito maligno, come facevano i farisei.

Vediamo innanzitutto i sei peccati contro lo Spirito Santo indicati dal Catechismo:

1) l’impugnazione della verità conosciuta;

2) l’invidia della Grazia altrui;

3) la disperazione della salvezza;

4) la presunzione di salvarsi senza merito;

5) l’ostinazione nel peccato;

6) l’impenitenza finale.

Si tratta di ostinazione nel peccato, e viene commessa sapendo di andare contro Dio, è un’irriverenza ribelle, arrecando umiliazione intenzionale alle cose legate a Dio, sapendo con precisione a chi dichiara guerra.

E un Prelato iscritto alla Massoneria commette il peccato contro lo Spirito Santo.

Una malattia viene dichiarata insanabile quando l’ammalato rifiuta la medicina, allo stesso modo c’è una specie di peccato che non si rimette né si perdona, perché il peccatore rifugge dalla Grazia di Dio, che è il rimedio suo proprio. Rifugge perché rifiuta la Grazia.

Addirittura avversa la Grazia di Dio, la combatte nelle persone oneste, la vuole sradicare dal mondo.
Questa è la bestemmia contro lo Spirito Santo e non può essere perdonata, perché il peccatore non riuscirà più a tornare indietro. Gode addirittura di rimanere nella disperazione perché l’odio verso Dio lo rende folle, lo acceca, lo fa diventare come un demonio.

Lo afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica: “La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo” (CCC 1864).

Il peccatore dovrebbe rivolgersi a Gesù con un atteggiamento di riconoscenza, non di bestemmia.
Dio può aprirsi la strada nonostante tutti gli ostacoli frapposti dagli uomini, ma può anche talvolta abbandonare certi progetti di misericordia per la durezza di cuore di questi stessi uomini.

In ogni caso, guai a coloro che, chiamati a collaborare a questi progetti divini con la migliore disposizione di mente e spirito, si oppongono di fatto ai suoi disegni, troppo legati come sono a vedute, istituzioni e criteri puramente umani.

Chi tradisce Gesù non desidera più la sua Misericordia, rimane indifferente alla sua Grazia. I Prelati massoni sono ancora più responsabili, non solo Lo tradiscono, ma si adoperano per distruggere la sana dottrina tradizionale dell’unica Chiesa fondata dalla Santissima Trinità».

È una spiegazione molto chiara sulla bestemmia contro lo Spirito Santo, era l’atteggiamento utilizzato dai farisei contro Gesù: essi si chiudevano alla Grazia di Dio perché negavano l’evidenza ed attribuivano al demonio quanto compiva il Figlio di Dio. I farisei dinanzi all’evidenza di molti miracoli compiuti da Gesù, avevano la sfacciataggine di negare l’evidenza tanto era ottenebrato e indurito il loro cuore.

I farisei di allora e quelli di oggi non vogliono piegare l’intelligenza alla verità provata e non trovano altra soluzione se non quella di attribuire al demonio le opere compiute da Gesù e dai suoi seguaci autentici. Peccano contro lo Spirito Santo quanti chiudono occhi e mente dinanzi alle opere sante di Dio. Essi si chiudono alla Grazia e non se ne rendono conto, negano così implicitamente la stessa esistenza di Dio.

Gesù perdona tutti i peccati nell’infinita misericordia contenuta nel suo Cuore, ma per ottenere il perdono bisogna riconoscere il peccato, disposizione interiore assente in coloro che chiudono la porta al pentimento perché si considerano nella verità e non comprendono la gravità delle loro parole e delle loro opere.

Chi non cambia certe disposizioni interiori ostinate e piene di cattiveria, si sottrae da sé al perdono di Dio.
Moltissime coscienze sono deformate perché questi cristiani presumono di avere il diritto di perseverare nel male, di agire seguendo i loro pensieri senza più confrontarsi con la parola di Dio. Occorre pregare molto per quei familiari ridotti in queste condizioni, ogni giorno bisogna chiedere alla Madonna il cambiamento del cuore e di renderli umili e sinceri. Cominciamo da noi stessi, verifichiamo se c’è qualche aspetto indurito e proponiamoci un radicale cambiamento.

Il danno più grave per un cristiano è la perdita del senso del peccato. Quando non si ha più un limite da rispettare, si pecca di continuo e si cade nel peccato contro lo Spirito Santo, in quanto poi non si avrà più la forza spirituale di confessarsi con un pentimento sincero ed umile.

Il cuore indurito conduce il cristiano verso il paganesimo, pur frequentando la Messa e pregando ogni giorno, ma la sua mentalità è più mondana che spirituale. Cerca i piaceri del mondo invece di piacere a Gesù con una vita onesta ed autentica. Arriva a giudicare con criteri molto lontani dalla Legge di Dio, come se Egli non esistesse o non avesse nulla da dividere.

Questa coscienza rilassata e confusa deve cambiare orientamento, principalmente deve rientrare in sé e scoprire questa penosa condizione, poi deve purificarsi iniziando con il rinnegamento verso tutto ciò che si oppone al Vangelo, quindi all’amore, alla verità, alla bontà. Se non si avverte il peso dei peccati, nel cuore c’è ancora la presenza dell’insensibilità spirituale, perché solo una condizione ci dice che amiamo Gesù: quando si sentono le mancanze come offese commesse contro Gesù.

Così avviene in una buona famiglia: le mancanze di un figlio o di un genitore fanno soffrire tutti gli altri familiari.
Per resistere alle tentazioni ed evitare di peccare facilmente, occorre avere un punto di riferimento, bisogna indirizzare cuore e mente alla santità di Gesù. Guardando Lui e ricordando la sua Vita, sarà più facile resistere alle inclinazioni verso i peccati, si avrà una forza maggiore per dire no a quanto si riconosce come peccato e offesa contro Gesù.

Ogni volta che si pecca, si tradisce l’Amore di Gesù. È vero che Lui non fa mancare il suo perdono, ma la ripetizione dei peccati gravi indebolisce la vita spirituale e si rimane sempre stabili ad un livello basso.

Il cristiano che non controlla la sua vita spirituale e commette con facilità peccati gravi con le cattive opere e con giudizi temerari, non riconosce più Gesù come Dio, ne diventa un avversario perché le sue opere non sono più buone. “Chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli Angeli di Dio”.

A meno che quel cristiano non cambi comportamento, pentendosi con sincerità di tutti i peccati e proponendosi una nuova vita.
Diversa è la condizione di quanti seguono Gesù con umile abbandono, anche se commettono errori per debolezza e fragilità. È diverso cadere nel peccato per debolezza, dall’amare i peccati gravi e cercarli con facilità.

Questi credenti lottano i peccati e non commettono scandali davanti agli uomini con opere disoneste e un linguaggio malizioso.

A questi Gesù dice: “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’Uomo Lo riconoscerà davanti agli Angeli di Dio”.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo.

Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Padre Giulio Maria Scozzaro

lunedì 4 marzo 2013

Le parole della Madonna a Fatima - Padre Giulio Maria Scozzaro


....le parole della Madonna a Fatima: “Anche per la Chiesa verrà il tempo delle sue più grandi prove. 
Cardinali si opporranno a Cardinali; Vescovi a Vescovi. Satana marcerà in mezzo alle loro file, e a Roma ci saranno cambiamenti”.....

Tra i tanti spunti che offre questa Parola, occorre evidenziare che l’albero che non produce frutti viene tagliato ed è rilevante la presenza di una persona che intercede e convince il padrone ad aspettare ancora un anno per vedere se comincerà a produrre frutti. 

Sappiamo che il ruolo di Mediatrice spetta alla Madonna, è Lei a difendere i peccatori e a chiedere a Gesù di salvarli. 

La Madonna intercede, è indispensabile però la conversione dei peccatori.

La parabola non continua, ma si comprende che passato l’anno e constatata la mancata raccolta di frutti, il padrone taglierà l’albero. 

Ma potrà anche cominciare a produrre buoni frutti e il padrone si rallegrerà dell’albero.

L’albero in questo caso è ogni cristiano chiamato a produrre buoni frutti spirituali, se rinuncia a questo impegno morale, allontanerà Gesù forse definitivamente dalla sua vita e vivrà come un albero sradicato, tagliato, senza più linfa vitale. 

La vita del cristiano che rifiuta di osservare gli insegnamenti di Gesù è improduttiva per il Paradiso, potrà guadagnare milioni di euro in questa vita, ma dopo la sua morte li lascerà qui, ad altri, non porterà nulla con sé. Se non pochi abiti.

È inevitabile per il cristiano osservare il Vangelo per non diventare infruttuoso ed inutile per Gesù, e se pecca deve rialzarsi con il pentimento, con il proposito convinto di ravvedersi e deve anche cercare la Confessione con un Sacerdote.

Comprendo quei cattolici che si bloccano nel cammino spirituale per la mancanza di spiritualità in certi casi all’interno della Chiesa, però sbagliano a fermarsi o a scoraggiarsi, il loro modello e Maestro è Gesù, da Lui non potrà mai arrivare una delusione. 

Nessuno di coloro che pregano bene può affermare di essere rimasto deluso da Gesù o non avere ricevuto gli aiuti che chiedeva, ovviamente se erano convenienti per la sua anima.

Per mancata spiritualità mi riferisco agli scandali sessuali dei Preti che si scoprono ancora in molte parti del mondo e suscitano molta delusione nei credenti, quelli più deboli non pregano più proprio per una Fede appena iniziale. 

Ci sono pure le ripetute ribellioni dei teologi austriaci, americani, irlandesi, che chiedono a voce grossa una Chiesa moderna, senza più leggi morali, senza i Sacramenti dell’Eucaristia e della Confessione, con l’apertura alla piena modernità.

Per questi teologi il Vangelo di oggi non serve a nulla, forse neanche lo leggono. 

I loro frutti sono opposti al Vangelo, non servono.

Ho letto il Motu Proprio di Benedetto XVI quando era Papa del 22 febbraio scorso, undici giorni dopo le sue dimissioni e sei giorni prima di lasciare il Primato di Pietro. 

Anche nella Chiesa qualcuno ha cercato con insistenza di demolire questo Primato con interventi molto equivoci, ma Benedetto XVI la sera del 28 febbraio a Castel Gandolfo ha detto giustamente e per non lasciare dubbi: “Non sono più Papa, sono un pellegrino”.

I giornalisti non credenti si stanno divertendo nella demolizione del Primato di Pietro, uno ha detto che Benedetto XVI ha fatto bene perché “il papato non è un potere ma un servizio, e quando non se la sente deve lasciare l’incarico”. 

Questa è la teoria falsa e laicista che toglie la Chiesa dalla sua creazione soprannaturale e la pone nella posizione delle aziende e dei ruoli politici e commerciali del mondo. 

Ma la Chiesa è Divina ed è totalmente altro.

Quindi, il Motu Proprio di Benedetto XVI del 22 febbraio scorso ha decretato che l’inizio del conclave si potrà anticipare a seconda della decisione dei Cardinali, inoltre ha affermato con forte evidenza la necessità della riservatezza, annunciando pene severe ai trasgressori. 

Dalla Cappella Sistina non deve trapelare nulla, questo è un impegno da osservare senza la necessità di richiamarlo, ma nel prossimo conclave si è invitati ad una segretezza assoluta. 

È un richiamo ribadito con insistenza e questo lascia capire che si teme qualche rivelazione all’esterno.

Già nel 2007 Benedetto XVI aveva stabilito che per l’elezione del nuovo Papa occorrerà una maggioranza elevata e non potrà abbassarsi neanche dopo molte votazioni: “Stabilisco, pertanto, che per la valida elezione del Romano Pontefice si richiedono almeno i due terzi dei suffragi, computati sulla base degli elettori presenti e votanti”. 

I votanti saranno 116, un terzo dei voti equivale a 38,66 quindi occorrono almeno 78 voti su 116.

Cosa porterà questo conclave? Tutti chiediamo la santità dei Cardinali per avere una Chiesa davvero Santa anche negli uomini, ma gli scandali dei documenti rubati e pubblicati lasciano intravedere una lotta che non si risolverà adesso, questo mi addolora enormemente e non posso non ricordare le parole della Madonna a Fatima:
“Anche per la Chiesa verrà il tempo delle sue più grandi prove. 
Cardinali si opporranno a Cardinali; Vescovi a Vescovi. 
Satana marcerà in mezzo alle loro file, e a Roma ci saranno cambiamenti”.

Quali cambiamenti intendeva la Madonna? Non certo quello di un Papa, intendeva chiaramente cambiamenti dottrinali, quindi sarà manomessa la nostra Fede, qualcuno in futuro ci dirà di seguire altre verità che sono in realtà falsità e contrarie al Vangelo. 

Chi lo dirà? Verrà il tempo in cui tutti lo sapremo, non si dirà in segreto, tutti ascolteremo queste nuove dottrine nella Chiesa e saremo chiamati a difendere la nostra Fede. Lo profetizzano San Paolo e San Giovanni nell’Apocalisse.

Noi dobbiamo avvicinarci con maggiore confidenza a Gesù e conoscerlo meglio, è urgente conoscere bene i suoi insegnamenti e le Verità sulla sua Persona per non abbandonarlo quando qualcuno comincerà a parlare di un nuovo Messia e poi dirà che quel Gesù adorato da noi in questi duemila anni non era Dio.

Quando cominceranno a circolare queste notizie, anche numerosi cattolici che oggi pregano cadranno nella confusione e non sapranno se seguire chi affermerà questa eresia. Quello sarà il momento dell’attacco frontale e pubblico contro Gesù Cristo. 

Per non cadere nella trappola, dobbiamo coltivare con premura ed attenzione la nostra vita spirituale e conoscere il significato della mortificazione.

Non è possibile seguire Gesù se non c’è un buon impegno giornaliero nella lotta contro l’istinto e le passioni disordinate.

Oggi Gesù ci invita a conoscere l’importanza delle mortificazioni, come la Madonna ripete da 32 anni a Medjugorje, perché solo con il rinnegamento si può giungere al dominio della propria volontà, si potrà ricevere abbondante Spirito Santo e decifrare la realtà con la “mente di Dio”. 

Avere il suo Spirito significa ricevere Luce da Lui, penetrare con gli occhi della Fede e vedere anche nelle tenebre del mondo.

Solo così si potrà agire nella Verità di Dio e non più nella debolezza umana.

La mortificazione sembra difficile a molti cattolici, essi non hanno ancora scoperto che la morte che si dà ai vizi e ai peccati porta alla vita vera, alla rinascita spirituale, ed è questo il mezzo per purificare l’anima. Senza la mortificazione non si potrà mai passare dai vizi alla perfezione. Per raccogliere occorre seminare, per rinascere nello Spirito Santo bisogna morire a se stessi.

Ogni giorno abbiamo cento possibilità di praticare la mortificazione, qualche rinuncia, una privazione, un sacrificio, una penitenza…


Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.

Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.


PADRE GIULIO MARIA SCOZZARO