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martedì 12 gennaio 2021

Cercami


Signore cercami nella confusione della mia vita.
Cercami, ti prego, nel silenzio delle strade senza più meta,
sempre più buie.
Cercami tra le lacrime non versate, 
tra le perenni indecisioni, 
tra le mani stanche.
Cercami Tu, Signore,
 perché spesso ti perdo e mi perdo, 
e senza te cado nel vuoto del nulla.
Cercami perché senza di te non sono niente, 
perché in te io cresco, 
io vivo, 
io sono.

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giovedì 24 ottobre 2019

Essere lievito - San Giovanni Crisostomo

C’è nulla di peggio di un cristiano che non si cura della salvezza degli altri? 
Non puoi qui tirar fuori la povertà; infatti quella donnetta che mise le due monetine ti accuserà (Mc 12,48). 
Anche Pietro diceva al paralitico: Non ho né argento né oro (At 3,6). 
Così Paolo era talmente povero da patire spesso la fame e mancare del cibo necessario. 
Non puoi mettere avanti la tua umile condizione; gli apostoli infatti erano umili e di basse origini. 
Non puoi addurre il pretesto dell’ignoranza; anche loro erano illetterati. 
Fossi schiavo o fuggiasco, puoi sempre fare ciò che dipende da te. 
Così era la situazione di Onesimo di cui Paolo fa l’elogio (Fil; Col 4,9). Non puoi obiettare che sei debole; così era anche Timoteo. Chiunque può essere utile al prossimo, se vuole compiere la sua parte.

Non vedete gli alberi delle foreste, come sono rigogliosi, come sono belli, sviluppati, snelli e alti? 
Ma se avessimo un orto vorremmo avere melograni e olivi fecondi piuttosto che quelli sterili... 
Così sono coloro che vedono soltanto i propri interessi...

Se il lievito mescolato alla farina non porterà tutto a fermentazione, è davvero lievito? E che dire di un profumo che non investa quanti si accostano? Lo si chiamerà ancora profumo? E non dire che è impossibile influenzare gli altri al bene, perché, se sei cristiano, è impossibile che qualcosa non si trasmetta; fa parte della natura stessa del cristiano... 

Dire che un cristiano non può essere utile al prossimo è come negare al sole la possibilità di illuminare e riscaldare.

- San Giovanni Crisostomo -
(ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelie sugli Atti degli Apostoli, 20


Buona giornata a tutti. :)


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giovedì 22 marzo 2018

Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete - Madre Anna Maria Cànopi

Che io sappia
di essere piccolo come Zaccheo,
Signore Gesù,
- piccolo di statura morale -
ma dammi un po' di fantasia
per trovare il modo
di alzarmi un poco da terra
spinto dal desiderio di vederti passare,
di conoscerti e di sapere chi sei tu per me.

Signore Gesù,
fa' che io mi riconosca
nel primo dei pubblicani, dei peccatori,
quanto al disonesto accumulare
tante cose di mio gusto,
tante false sicurezze;
fa' che io mi riconosca fra i pubblicani,
ma mettimi in cuore una sana inquietudine,
almeno un po' di curiosità
per cercare te!

Signore Gesù,
so che devi passare dalle mie parti,
dove sono io,
tu devi passare di qui: sei venuto apposta!
Ti prego, fammi trovare un albero,
fammi trovare qualcuno
che io ritenga più alto,
migliore di me,
per valermi della sua statura
e cercare di vedere te,
soprattutto per farmi vedere da te,
e sentirmi da te chiamare per nome.

Che stupore!
Come mi conosci? Chi ti ha parlato di me?
Signore Gesù, ti prego, dimmi che oggi
ti vuoi fermare da me in casa mia,
come ospite, come amico che non parte più.

Vieni, Signore Gesù,
a riempire di gioia la mia vita
liberandomi dal peso ingombrante
di ciò che sono
e di ciò che possiedo da solo.
Sì, soprattutto liberandomi
dal peso ingombrante
di ciò che sono - o che ritengo di essere -
e di ciò che egoisticamente possiedo.

Vieni a darmi l'entusiasmo di essere povero
nel cuore e ricco soltanto di te.
Io sono sicuro che mi ascolti,
perché sei già venuto a cercarmi,
e mi hai trovato come tesoro che era perduto;
mi hai riacquistato a prezzo di te stesso...
Tu per me hai fatto questo,
per me che nemmeno ti conoscevo.
Sono piccolo, meschino.

Signore Gesù, pastore grande, pastore buono,
sollevami sulle tue spalle per farmi vedere
anche il volto del Padre.
Che io sappia innalzarmi
soltanto facendomi sollevare da te
che per questo sei venuto:
per i piccoli che ti desiderano
e che ti protendono le braccia
per farsi sollevare da te
fino al cuore dell'eterno Padre
da cui sei venuto a rivelare l'infinito amore.

Allora ogni giorno vivrò con gioia
Il mio incontro con te
- la mia Pasqua - e sarò un continuo grazie,
un "amen-alleluia" senza fine.

- Madre Anna Maria Cànopi -
da: Oggi vengo a casa tua, Sergio Stevan, Milano, Paoline, 2000, pagg.8-10



Buona giornata a tutti. :-)




mercoledì 14 marzo 2018

Telefono - Padre Michel Quoist

Telefono
Ho appena riagganciato;
Perché ha telefonato?
Ah! Sì, Signore... ci sono.
Fatto sta che ho parlato tanto e ascoltato ben poco.
Perdonami, Signore, ho fatto un monologo e non ho dialogato.
Ho imposto la mia idea e non ho scambiato.
Perché non ho ascoltato, non ho imparato nulla;
Perché non ho ascoltato, non ho portato nulla;
Perché non ho ascoltato, non ho comunicato.
Perdonami, Signore, perché ero in comunicazione,
Ed ora siamo tagliati.


- Padre Michel Quoist -








domenica 14 agosto 2016

IN ASSUMPTIONE BEATÆ MARIÆ VIRGINIS

Decimo nono Kalendas Septembris. Luna undetricesima. Anno Domini bimillesimo quindecimo (14.VIII.2015)
IN ASSUMPTIONE BEATÆ MARIÆ VIRGINIS (I classis)
AD PRIMAS VESPERAS (iuxta Psalterium Pianum)
{Ante Divinum Officium, flexis genibus}
Aperi Domine, os meum ad benedicendum nomen sanctum tuum: munda quoque cor meum ab omnibus vanis, perversis et alienis cogitationibus; intellectum illumina, affectum inflamma, ut digne, attente ac devote hoc Officium recitare valeam, et exaudiri merear ante conspectum divinæ Maiestatis tuæ. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen.
Domine, in unione illius divinæ intentionis, qua ipse in terris laudes Deo persolvisti, hanc tibi Horam persolvo.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificetur nomen tuum: adveniat regnum tuum: fiat voluntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidianum da nobis hodie: et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris: et ne nos inducas in tentationem: sed libera nos a malo. Amen.
Ave Maria, gratia plena; Dominus tecum: benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
{Incipit. Officium}
V. Deus † in adiutorium meum intende.
R. Domine, ad adiuvandum me festina.
V. Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
R. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen. Alleluia.
{Psalmi ex Psalterio Gallicanum}
Ant. Assumpta est * Maria in cælum: gaudent Angeli, laudantes benedicunt Dominum.
Dixit Dominus Domino meo: sede a dextris meis,
Donec ponam inimicos tuos * scabellum pedum tuorum.
Sceptrum potentiae tuae protendet Dominus ex Sion: * dominare in medio inimicorum tuorum!
Tecum principatus die ortus tui in splendore sanctitatis: * ante luciferum, tamquam rorem, genui te.
Iuravit Dominus et non pænitebit eum; * tu es sacerdos in æternum secundum ordinem Melchisedech.
Dominus a dextris tuis: * conteret die iræ suæ reges.
Iudicabit nationes, acervabit cadavera; * conteret capita late per terram.
De torrente in via bibet, * propterea extollet caput.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.
Ant. Assumpta est * Maria in cælum: gaudent Angeli, laudantes benedicunt Dominum.
Ant. Assumpta est * Maria in cælum: gaudent Angeli, laudantes benedicunt Dominum.
Psalmus CXII
Laudate, servi Domini, * laudate nomen Domini.
{fit reverentia} Sit nomen Domini benedictum * et nunc et usque in æternum.
A solis ortu usque ad occasum eius * laudetur nomen Domini.
Excelsus super omnes gentes Dominus, * super cælos gloria eius.
Quis sicut Dominus, Deus noster, qui sedet in alto * et oculos demittit in cælum et in terram?
Sublevat e pulvere inopem, * et stercore erigit pauperem,
Vt collocet eum cum principibus, * cum principibus populi sui.
Habitare facit eam, quæ sterilis erat in domo, * matrem filiorum lætantem.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.
Ant. Assumpta est * Maria in cælum: gaudent Angeli, laudantes benedicunt Dominum.
Ant. In odorem * unguentorum tuorum currimus: adolescentulæ dilexerunt te nimis.
Psalmus CXXI
Laetatus sum, quia dixerunt mihi: * in domum Domini ibimus.
Iam consistunt pedes nostri * in portis tuis, Ierusalem,
Ierusalem quae ædificata est ut civitas, * in se compacta tota.
Illuc ascendunt tribus, tribus Domini, * secundum legem Israël, ad celebrandum nomen Domini.
Illic positæ sunt sedes iudicii, * sedes domus David.
Rogate quae ad pacem sunt Ierusalem! * Securi sint qui diligunt te!
Sit pax in mœnibus tuis, * securitas in palatiis tuis!
Propter fratres meos et sodales meos * loquar: Pax in te!
Propter domum Domini, Dei nostri, * precabor bona tibi.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.
Ant. In odorem * unguentorum tuorum currimus: adolescentulæ dilexerunt te nimis.
Ant. Benedicta filia * tu a Domino: quia per te fructum vitæ communicavimus.
Psalmus CXXVI
Nisi Dominus ædificaverit domum, * in vanum laborant qui ædificant eam.
Nisi Dominus custodierit civitatem, * in vanum vigilat custos.
Vanum est vobis surgere ante lucem, * sedere in multam noctem, qui manducatis panem duri laboris.
Quoniam largitur dilectis suis in somno : * ecce donum Domini sunt filii, merces est fructus ventris.
Sicut sagittae in manu bellatoris, * ita filii iuventutis.
Beatus vir qui eis implevit pharetram suam: * non confundentur, cum contenderint cum inimicis in porta.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.
Ant. Benedicta filia * tu a Domino: quia per te fructum vitæ communicavimus.
Ant. Pulchra es * et decora, filia Ierusalem, terribilis ut castrorum acies ordinata.
Psalmus CXLVII
Lauda, Ierusalem, Dominum, * lauda Deum tuum, Sion,
Quod firmavit seras portarum tuarum, * benedixit filiis tuis in te ;
Composuit fines tuos in pace, * medulla tritici satiat te.
Emittit eloquium suum in terram, * velociter currit verbum eius.
Dat nivem sicut lanam, * pruinam sicut cinerem spargit.
Proicit glaciem suam ut frustula panis; * coram frigore eius aquæ rigescunt.
Emittit verbum suum et liquefacit eas; * flare iubet ventum suum et fluunt aquæ.
Annuntiavit verbum suum Iacob, * statuta et præcepta sua Israel.
Non fecit ita ulli nationi: * præcepta sua non manifestavit eis. Alleluia.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.
Ant. Pulchra es * et decora, filia Ierusalem, terribilis ut castrorum acies ordinata.
{Capitulum * Iudith XIII: 22-23}
Benedixit te Dominus in virtute sua, quia per te ad nihilum redegit inimicos nostros. Benedicta es tu, filia, a Domino Deo excelso, præ omnibus mulieribus super terram. R. Deo gratias.
Hymnus
Ô prima, Virgo, prodita
E Conditoris spiritu,
Prædestinata Altissimi
Gestare in alvo Filium;
Tu perpes hostis femina
Prænuntiata dæmonis,
Oppleris una gratia
Intaminata origine.
Tu ventre Vitam concipis,
Vitamque ab Adam perditam,
Diæ litandæ Víctimæ
Carnem ministrans, integras.
Merces piaclo debita
Devicta mors te deserit,
Almique consors Filii
Ad astra ferris corpore.
Tanta coruscans gloria,
Natura cuncta extollitur,
In te vocata verticem
Decoris omnis tangere.
Ad nos, triumphans, exsules,
Regina, verte lumina,
Cæli ut beatam patriam,
Te, consequamur auspice.
Iesu, tibi sit gloria,
Qui natus es de Virgine,
Cum Patre et almo Spiritu,
In sempiterna sæcula.
Amen.
V. Exaltata est sancta Dei Genitrix.
R. Super choros Angelorum ad cælestia regna.
{Canticum Magnificat * Luc. I: 46-55}
Ant. Virgo prudentissima * quo progrederis, quasi aurora valde rutilans? Filia Sion tota formosa et suavis es, pulchra ut luna, electa ut sol.
Magnificat † * anima mea Dominum.
Et exsultavit spiritus meus: * in Deo, salvatore meo.
Quia respexit humilitatem ancillæ suæ: * ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes.
Quia fecit mihi magna, qui potens est: * et sanctum nomen eius.
Et misericordia eius, a progenie in progenies: * timentibus eum.
Fecit potentiam brachio suo: * dispersit superbos mente cordis sui.
Deposuit potentes de sede: * et exaltavit humiles.
Esurientes implevit bonis: * et divites dimisit inanes.
Suscepit Israël servum suum: * recordatus misericordiæ suæ.
Sicut locutus est ad patres nostros: * erga Abraham, et semen eius in sæcula.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.
Ant. Virgo prudentissima * quo progrederis, quasi aurora valde rutilans? Filia Sion tota formosa et suavis es, pulchra ut luna, electa ut sol.
V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.
Oremus. Omnipotens sempiterne Deus, qui Immaculatam Virginem Mariam, Filii tui Genitricem, corpore et anima ad cælestem gloriam assumpsisti: concede, quæsumus; ut ad superna semper intenti, ipsius gloriæ mereamur esse consortes. Per eumdem Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia sæcula sæculorum. R. Amen.
V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.
V. Benedicamus Domino.
R. Deo gratias.
V. Fidelium animæ, per misericordiam Dei, requiescant in pace.
R. Amen.
{Post Divinum Officium, flexis genibus}
Pater noster, qui es in cælis, sanctificetur nomen tuum: adveniat regnum tuum: fiat voluntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidianum da nobis hodie: et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris: et ne nos inducas in tentationem: sed libera nos a malo. Amen.
V. Dominus det nobis suam pacem.
R. Et vitam æternam.


martedì 8 marzo 2016

8 Marzo 2016 - A suor Anselm, suor Margherite, suor Reginette, suor Judith

8 MARZO
A suor Anselm, suor Margherite, suor Reginette, suor Judith

Vi siete alzate presto come tutte le mattine.
Per prima cosa pregare, in ginocchio, in silenzio.
Chiedere che il Signore venga, che si renda presente nei volti sofferenti, vecchi, malati, perché tutto sia per la sua gloria.
Siete scese a colazione e poi, liete, alle incombenze di tutti i giorni.




Subito dopo il sangue dei corpi composti come se dormiste, ho visto il grembiule.
Il grembiule che le donne indossano quando il lavoro è quello umile e nascosto del servire, dell'accudire.
Una sorta di divisa a indicare la ricerca di ordine e di armonia, perché la bellezza possa essere più visibile, chiara, incontrabile.
Nella semplicità del vostro cuore avete dato tutto, permettendo, nel sacrificio, che accadesse il vostro compimento.

(Claudia Nicastro)



May the souls of our dear 4 Sisters (Mother Teresa's Missionaries of Charity)and the elderly people who were shot dead in Yemen by the ISIS terrorists, rest in the Presence of God.
അവർക്കായി പ്രാർത്ഥിക്കുന്നു

L'eterno riposo dona a loro o Signore, e splenda per esse la luce perpetua. Riposino in pace. Amen. 

Che la terra vi sia lieve.


martedì 8 dicembre 2015

IN CONCEPTIÓNE IMMACULATA BEATÆ MARIÆ VÍRGINIS - 8 dicembre



INTRÓITUS 
Is. 61, 10 - Gáudens gaudébo in Dómino, et exsultábit ánima mea in Deo meo: quia índuit me vestiméntis salútis: et induménto iustítiæ circúmdedit me, quasi sponsam ornátam monílibus suis. Ps. 29, 2 - Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me: nec delectásti inimícos meos super me. Glória Patri… Is. 61, 10 - Gáudens gaudébo in Dómino…
Isaia 61, 10 - Mi rallegrerò nel Signore, e l’ànima mia esulterà nel mio Dio: perché mi ha rivestita di una veste di salvezza e mi ornata del manto della giustizia, come sposa adorna dei suoi gioielli. Sal. 29, 2 - Ti esalterò, o Signore, perché mi hai rialzato: e non hai permesso ai miei nemici di rallegrarsi del mio danno. Gloria al Padre… Isaia 61, 10 - Mi rellegrerò nel Signore…
S. MESSA CON GLÓRIA
ORÁTIO 
Deus, qui per Immaculátam Vírginis Conceptiónem dignum Fílio tuo habitáculum preparásti: quǽsumus: ut, qui ex morte eiúsdem Fílii tui prævísa, eam ab omni labe præservásti, nos quoque mundos eius intercessióne ad te perveníre concédas. Per eúmdem Dóminum nostrum Iesum Christum Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.

O Dio, che mediante l’Immacolata Concezione della Vergine preparasti al Figlio tuo una degna dimora: Ti preghiamo: come, in previsione della morte del tuo stesso Figlio, preservasti lei da ogni macchia, cosí concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere a Te purificati. Per lo stesso Signore nostro Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
EPISTOLA
Léctio libri Sapiéntiæ, Prov. 8, 22-35
Dóminus possédit me in inítio viárum suárum, ántequam quidquam fáceret a princípio. Ab ætérno ordináta sum, et ex antíquis, ántequam terra fíeret. Nondum erant abyssi, et ego iam concépta eram: necdum fontes aquárum erúperant: necdum montes gravi mole constíterant: ante colles ego parturiébar: adhuc terram non fécerat, et flúmina et cárdines orbis terræ. Quando præparábat coelos, áderam: quando certa lege et gyro vallábat abyssos: quando ǽthera firmábat sursum, et librábat fontes aquárum: quando circúmdabat mari términum suum, et legem ponébat aquis, ne transírent fines suos: quando appendébat fundaménta terræ. Cum eo eram cuncta compónens et delectábar per síngulos dies, ludens coram eo omni témpore: ludens in orbe terrárum: et delíciæ meæ esse cum fíliis hóminum. Nunc ergo, fílii, audíte me: Beáti qui custódiunt vias meas. Audíte disciplínam, et estóte sapiéntes, et nolíte abiícere eam. Beátus homo, qui áudit me, et qui vígilat ad fores meas quotídie, et obsérvat ad postes óstii mei. Qui me invénerit, invéniet vitam, et háuriet salútem a Dómino.
M. - Deo grátias.
Il Signore mi ha creato all'inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d'allora. Dall'eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull'abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell'abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo. Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l'esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l'uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia. Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore.
M. - Deo grátias.
GRADUALE 
Iudith 13, 23 - Benedícta es tu, Virgo Maria, a Dómino Deo excélso, præ ómnibus muliéribus super terram. Iudith 15, 10 - Tu glória Ierúsalem, tu lætítia Israël, tu honorificéntia pópuli nostri.
Giuditta 13, 23 - Benedetta sei tu, o Vergine Maria, dal Signore Iddio Altissimo, piú che tutte le donne della terra. Giuditta 15, 10 - Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu l’allegrezza di Isræle, tu l’onore del nostro popolo.
ALLELÚIA
Allelúia, allelúia.
Cant. 4, 7 - Tota pulchra es, Maria: et mácula originális non est in te. Allelúia.
Cantico 4, 7 - Sei tutta bella, o Maria: e in te non v’è macchia originale. Allelúia.
EVANGÉLIUM
Sequéntia S. Evangélii secundum Lucam, 1, 26-28
In illo témpore: Missus est Ángelus Gábriel a Deo in civitátem Galilǽæ, cui nomen Názareth, ad Vírginem desponsátam viro, cui nomen erat Ióseph, de domo David, et nomen Vírginis Maria. Et ingréssus Ángelus ad eam dixit: Ave, grátia plena: Dóminus tecum: Benedícta tu in muliéribus.
M. - Laus tibi Christe.
In quel tempo nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".
M. - Laus tibi Christe.
ANTÍPHONA AD OFFERTÓRIUM 
Lc. 1, 28 - Ave, Maria, grátia plena: Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus. Allelúia.
Luca 1, 28 - Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne. Allelúia.
SECRÉTA 
Salutárem hóstiam, quam in solemnitáte Immaculátæ Conceptiónis beátæ Vírginis Mariæ tibi, Dómine, offérimus, súscipe et præsta: ut, sicut illam tua grátia præveniénte ad omni labe immúnem profitémur: ita eius intercessióne, a culpis ómnibus liberémur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. - Amen.
Accetta, o Signore, quest’ostia di salvezza che Ti offriamo nella solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria: e fa che, come la crediamo immune da ogni colpa perché prevenuta dalla tua grazia, così, per sua intercessione, siamo liberati da ogni peccato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. Amen.
PREFAZIO DELLA BEATA VERGINE MARIA:
ET TE IN CONCEPTIÓNE IMMACULÁTA
COMMÚNIO 
Gloriósa dicta sunt de te, Maria: quia fecit tibi magna qui pótens est.
Cose gloriose sono dette di te, o Maria: perché grandi cose ti ha fatte Colui che è potente.
POSTCOMMÚNIO 
Sacraménta quæ súmpsimus Dómine Deus noster: illius in nobis culpæ vúlnera repárent: a qua Immaculátam beatæ Mariæ Conceptiónem singuláriter præservásti. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. Amen.
I sacramenti ricevuti, o Signore Dio nostro, ripàrino in noi le ferite di quella colpa dalla quale preservasti in modo singolare l’Immacolata Concezione della beata Maria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. Amen


sabato 15 agosto 2015

Divinum Officium iuxta ritum romanum antiquiorem pro laicis

Decimo octavo Kalendas Septembris. Luna prima. Anno Domini bimillesimo quindecimo (15.VIII.2015)
IN ASSUMPTIONE BEATÆ MARIÆ VIRGINIS (I classis)

AD SECVNDAS VESPERAS (iuxta Psalterium Gallicanum)

{Ante Divinum Officium, flexis genibus}

Aperi Domine, os meum ad benedicendum nomen sanctum tuum: munda quoque cor meum ab omnibus vanis, perversis et alienis cogitationibus; intellectum illumina, affectum inflamma, ut digne, attente ac devote hoc Officium recitare valeam, et exaudiri merear ante conspectum divinæ Maiestatis tuæ. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen.

Domine, in unione illius divinæ intentionis, qua ipse in terris laudes Deo persolvisti, hanc tibi Horam persolvo.

Pater noster, qui es in cælis, sanctificetur nomen tuum: adveniat regnum tuum: fiat voluntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidianum da nobis hodie: et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris: et ne nos inducas in tentationem: sed libera nos a malo. Amen.

Ave Maria, gratia plena; Dominus tecum: benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.

{Incipit. Officium}

V. Deus † in adiutorium meum intende.
R. Domine, ad adiuvandum me festina.
V. Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
R. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen. Alleluia.

{Psalmi ex Psalterio Gallicanum}

Ant. Assumpta est * Maria in cælum: gaudent Angeli, laudantes benedicunt Dominum.

Psalmus CIX

Dixit Dominus Domino meo: Sede a dextris meis:
Donec ponam inimicos tuos, * scabellum pedum tuorum.
Virgam virtutis tuæ emittet Dominus ex Sion: * dominare in medio inimicorum tuorum.
Tecum principium in die virtutis tuæ in splendoribus sanctorum: * ex utero ante luciferum genui te.
Iuravit Dominus, et non pœnitebit eum: * Tu es sacerdos in æternum secundum ordinem Melchisedech.
Dominus a dextris tuis, * confregit in die iræ suæ reges.
Iudicabit in nationibus, implebit ruinas: * conquassabit capita in terra multorum.
De torrente in via bibet: * propterea exaltabit caput.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.

Ant. Assumpta est * Maria in cælum: gaudent Angeli, laudantes benedicunt Dominum.

Ant. Maria Virgo * assumpta est ad æthereum thalamum, in quo Rex regum stellato sedet solio.

Psalmus CXII

Laudate, pueri, Dominum: * laudate nomen Domini.
{fit reverentia} Sit nomen Domini benedictum, * ex hoc nunc, et usque in sæculum.
A solis ortu usque ad occasum, * laudabile nomen Domini.
Excelsus super omnes gentes Dominus, * et super cælos gloria eius.
Quis sicut Dominus, Deus noster, qui in altis habitat, * et humilia respicit in cælo et in terra?
Suscitans a terra inopem, * et de stercore erigens pauperem:
Vt collocet eum cum principibus, * cum principibus populi sui.
Qui habitare facit sterilem in domo, * matrem filiorum lætantem.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.

Ant. Maria Virgo * assumpta est ad æthereum thalamum, in quo Rex regum stellato sedet solio.

Ant. In odorem * unguentorum tuorum currimus: adolescentulæ dilexerunt te nimis.

Psalmus CXXI

Lætatus sum in his, quæ dicta sunt mihi: * in domum Domini ibimus.
Stantes erant pedes nostri, * in atriis tuis, Ierusalem.
Ierusalem, quæ ædificatur ut civitas: * cuius participatio eius in idipsum.
Illuc enim ascenderunt tribus, tribus Domini: * testimonium Israël ad confitendum nomini Domini.
Quia illic sederunt sedes in iudicio, * sedes super domum David.
Rogate quæ ad pacem sunt Ierusalem: * et abundantia diligentibus te:
Fiat pax in virtute tua: * et abundantia in turribus tuis.
Propter fratres meos, et proximos meos, * loquebar pacem de te:
Propter domum Domini, Dei nostri, * quæsivi bona tibi.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.

Ant. In odorem * unguentorum tuorum currimus: adolescentulæ dilexerunt te nimis.

Ant. Benedicta filia * tu a Domino: quia per te fructum vitæ communicavimus.

Psalmus CXXVI

Nisi Dominus ædificaverit domum, * in vanum laboraverunt qui ædificant eam.
Nisi Dominus custodierit civitatem, * frustra vigilat qui custodit eam.
Vanum est vobis ante lucem surgere: * surgite postquam sederitis, qui manducatis panem doloris.
Cum dederit dilectis suis somnum: * ecce hereditas Domini filii: merces, fructus ventris.
Sicut sagittæ in manu potentis: * ita filii excussorum.
Beatus vir, qui implevit desiderium suum ex ipsis: * non confundetur cum loquetur inimicis suis in porta.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.

Ant. Benedicta filia * tu a Domino: quia per te fructum vitæ communicavimus.

Ant. Pulchra es * et decora, filia Ierusalem, terribilis ut castrorum acies ordinata.

Psalmus CXLVII

Lauda, Ierusalem, Dominum: * lauda Deum tuum, Sion.
Quoniam confortavit seras portarum tuarum: * benedixit fíliis tuis in te.
Qui posuit fines tuos pacem: * et adipe frumenti satiat te.
Qui emittit eloquium suum terræ: * velociter currit sermo eius.
Qui dat nivem sicut lanam: * nebulam sicut cinerem spargit.
Mittit crystallum suam sicut buccellas: * ante faciem frigoris eius quis sustinebit?
Emittet verbum suum, et liquefaciet ea: * flabit spiritus eius, et fluent aquæ.
Qui annuntiat verbum suum Iacob: * iustitias, et iudicia sua Israël.
Non fecit taliter omni nationi: * et iudicia sua non manifestavit eis.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.

Ant. Pulchra es * et decora, filia Ierusalem, terribilis ut castrorum acies ordinata.

{Capitulum * Iudith XIII: 22-23}

Benedixit te Dominus in virtute sua, quia per te ad nihilum redegit inimicos nostros. Benedicta es tu, filia, a Domino Deo excelso, præ omnibus mulieribus super terram. R. Deo gratias.

Hymnus

{Prima stropha sequentis hymni dicitur flexis genibus.}

Ave maris stella,
Dei Mater alma,
Atque semper Virgo,
Felix cæli porta.

Sumens illud Ave
Gabrielis ore,
Funda nos in pace,
Mutans Hevæ nomen.

Solve vincla reis,
Profer lumen cæcis,
Mala nostra pelle,
Bona cuncta posce.

Monstra te esse matrem,
Sumat per te preces,
Qui pro nobis natus,
Tulit esse tuus.

Virgo singularis,
Inter omnes mitis,
Nos culpis solutos
Mites fac et castos.

Vitam præsta puram,
Iter para tutum,
Vt videntes Iesum,
Semper collætemur.

Sit laus Deo Patri,
Summo Christo decus,
Spiritui Sancto,
Tribus honor unus.
Amen.

V. Exaltata est sancta Dei Genitrix.
R. Super choros Angelorum ad cælestia regna.

{Canticum Magnificat * Luc. I: 46-55}

Ant. Hodie Maria Virgo * cælos ascendit: gaudete, quia cum Christo regnat in æternum.

Magnificat † * anima mea Dominum.
Et exsultavit spiritus meus: * in Deo, salutari meo.
Quia respexit humilitatem ancillæ suæ: * ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes.
Quia fecit mihi magna, qui potens est: * et sanctum nomen eius.
Et misericordia eius, a progenie in progenies: * timentibus eum.
Fecit potentiam in brachio suo: * dispersit superbos mente cordis sui.
Deposuit potentes de sede: * et exaltavit humiles.
Esurientes implevit bonis: * et divites dimisit inanes.
Suscepit Israël puerum suum: * recordatus misericordiæ suæ.
Sicut locutus est ad patres nostros: * Abraham, et semini eius in sæcula.
Gloria Patri, et Filio, * et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculorum. Amen.

Ant. Hodie Maria Virgo * cælos ascendit: gaudete, quia cum Christo regnat in æternum..

V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.

Oremus. Omnipotens sempiterne Deus, qui Immaculatam Virginem Mariam, Filii tui Genitricem, corpore et anima ad cælestem gloriam assumpsisti: concede, quæsumus; ut ad superna semper intenti, ipsius gloriæ mereamur esse consortes. Per eumdem Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia sæcula sæculorum. R. Amen.

{Pro Dominica duodecima post Pentecosten:}

Ant. Omnis sapientia * a Domino Deo est, et cum illo fuit semper, et est ante ævum.

V. Vespertina oratio ascendat ad te, Domine.
R. Et descendat super nos misericordia tua.

Oremus. Omnipotens et misericors Deus, de cuius munere venit, ut tibi a fidelibus tuis digne et laudabiliter serviatur: tribue, quæsumus, nobis; ut ad promissiones tuas sine offensione curramus. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia sæcula sæculorum. R. Amen.

V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.
V. Benedicamus Domino.
R. Deo gratias.
V. Fidelium animæ, per misericordiam Dei, requiescant in pace.
R. Amen.

{Post Divinum Officium, flexis genibus}

Pater noster, qui es in cælis, sanctificetur nomen tuum: adveniat regnum tuum: fiat voluntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidianum da nobis hodie: et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris: et ne nos inducas in tentationem: sed libera nos a malo. Amen.

V. Dominus det nobis suam pacem.
R. Et vitam æternam.



altre preghiere dedicate a Maria su: www.leggoerifletto.it

domenica 17 maggio 2015

CYCLVS REDEMPTIONIS CELEBRATIO: TEMPVS PASCHALIS (TEMPVS ASCENSIONIS)

DOMINICA POST ASCENSIONEM

† Sequentia sancti Euangelii secundum Ioannem (XV, 26-27 et XVI, 1-4). In illo tempore: Dixit Iesus discipulis suis: Cum uenerit Paraclitus, quem ego mittam uobis a Patre, Spiritum ueritatis, qui a Patre procedit, ille testimonium perhibebit de me: et uos testimonium perhibebitis, quia ab initio mecum estis. Hæc locutus sum uobis, ut non scandalizemini. Absque synagogis facient uos: sed uenit hora, ut omnis, qui interficit uos, arbitretur obsequium se præstare Deo. Et hæc facient uobis, quia non nouerunt Patrem, neque me. Sed hæc locutus sum uobis: ut, cum uenerit hora eorum, reminiscamini, quia ego dixi uobis.



venerdì 13 febbraio 2015

La statua della Madonna non c’è, ma la gente la vede, santuario di Nostra Signora di Lourdes ad Alta Gracia (Argentina)

Questa è la statua che originariamente si trovava nella nicchia ed ora è stata rimossa

Può sembrare incredibile, ma è vero. Nella nicchia della pala d’altare di una cappella del santuario di Nostra Signora di Lourdes ad Alta Gracia (Argentina) non c’è alcuna statua della Vergine, ma di fatto si può vedere la sua immagine anche se è stato verificato che il luogo è vuoto.
L’immagine non è piatta ma in rilievo, tridimensionale; si possono avvertire le pieghe del vestito. Assomiglia a un’olografia. Non è un’illusione psicologica frutto della devozione esaltata di alcuni pellegrini.
Tutti coloro che si recano al santuario – credenti o meno – la vedono, e resta registrata nelle fotografie che vengono scattate.

L’immagine si vede molto bene dalla porta d’ingresso e svanisce avvicinandosi all’altare.

Qui si vede chiaramente l’immagine della statua nella nicchia (ma la statua non c’è)


La cappella è stata costruita e benedetta nel 1927, e per molti anni al centro della pala d’altare c’è stata una statua della Madonna di Lourdes. Nell’agosto 2011 la statua è stata tolta dalla nicchia per essere restaurata. Uno dei sacerdoti del santuario si accingeva a chiudere la cappella e dalla porta principale ha visto un’immagine che sembrava di gesso nel luogo che prima era occupato dalla statua. Si è avvicinato e man mano che lo faceva vedeva che l’immagine svaniva. La statua non era lì, ma dove era stata riposta.
Di fronte al fenomeno, visibile per chiunque si rechi sul posto, i frati carmelitani scalzi del santuario di Nostra Signora di Lourdes hanno diffuso un comunicato in cui affermavano: “La manifestazione dell’immagine della Santissima Vergine Maria non ha finora una spiegazione razionale. Deve essere interpretata dal popolo di Dio come un segno per aumentare e approfondire la fede cristiana e suscitare nel cuore degli uomini la conversione all’amore di Dio e la partecipazione alla vita della Chiesa”.

Avvicinandosi all’altare si può notare che l’immagine della statua scompare

La cappella si trova in un ampio edificio situato in un parco di vari ettari nel quale nel 1916 è stata inaugurata una replica della grotta di Massabielle, a Lourdes, in cui la Vergine è apparsa nel 1858 a Santa Bernadette Soubirous.
Il progetto e la realizzazione sono stati a carico di Guillermina Achával Rodríguez de Goyena e Delfina Bunge de Gálvez, scrittrice e moglie dello scrittore Manuel Gálvez.
Da quando è stata costruita la grotta, il luogo è diventato meta di pellegrinaggio con crescenti manifestazioni d’amore per la Madre di Dio. Nel 1922 è stata formata una commissione per costruire accanto alla grotta una cappella, la cui pietra angolare è stata collocata nel 1924 e che è stata benedetta dall’allora vescovo di Córdoba, monsignor José Anselmo Luque, nel 1927.


Il fenomeno è visibile da tutti, ed è anche fotografabile

fonte: Aleteia / Aica Agencia Informativa Católica Argentina

martedì 6 gennaio 2015

I re Magi - 6 gennaio

La storia dei re Magi nasce molto lontano, in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, ispirata all'oracolo di Balaam, identificato con Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele.
I tre misteriosi personaggi sono menzionati solo nel Vangelo di Matteo che parla dei Magi che dall'Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei.
Tutte le notizie che abbiamo sui Magi ci vengono dai Vangeli Apocrifi e da ricostruzioni e ragionamenti postumi.
Dal Vangelo di Matteo abbiamo solo riferimenti ai tre doni, l'oro, l'incenso e la mirra; il numero tre ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafet.



Il nome dei Re Magi
Un aspetto della storia dei magi è il loro nome. Noi attribuiamo ai magi i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma non tutte le fonti sono concordi. Nel complesso monastico di Kellia, in Egitto, sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar, Melechior e Bathesalsa.
Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech, che significa Re. Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la sua regione di provenienza. Gasparre, per i greci Galgalath, significa signore di Saba. Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:"...in Persia è la città che è chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..."
Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo.



L'origine dei Re Magi
Originari dell'altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e, successivamente, sacerdoti del dio Ahura Mazda il protettore di tutte le creature.
Studiosi di astronomia, seguendo la lettura del cielo, avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro "Saosayansh", il salvatore universale, diventando così loro stessi, "l'anello di congiunzione" tra la nuova religione nascente, il cristianesimo, e i culti misterici orientali.
Ancora oggi il culto del magi non è dimenticato, la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant'Elena e poi portati a Costantinopoli.
Nel 1034 pare che queste reliquie fossero trasportate a Milano in un'arca e depositate nella chiesa di Sant'Eustorgio, ricca di simbolismi legati ai tre re e ancora oggi luogo di pellegrinaggio.
La simbologia dei doni dei Re Magi
I doni dei Magi hanno un significato: fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina: l'oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l'incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.

La tomba dei Re Magi
Meno conosciuta è la sorte dei re Magi dopo la loro morte.
Una cronaca dell'epoca (IV secolo), riferisce che le sacre reliquie, risposte dentro una cassa di legno, avvolti in tessuti intrisi di profumi e di mirra, vennero portati a Milano nella chiesa di Sant'Eustorgio al ritorno da un suo viaggio a Costantinopoli.


I corpi dei Re Magi erano intatti, essendo stati trattati con balsami e spezie, e mostravano dal volto e dalla capigliatura età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni.
L'antica chiesa dove la tradizione vuole che fosse battezzato San Barnaba, il primo vescovo della città, venne ampliata dal vescovo Eustorgio per ospitare la reliquia che venne riposta in un'arca romana di marmo sormontato dalla stella e dalle tre corone, con l'epigrafe “Sepulcrum trium Magorum”.


Le avventure delle reliquie dei Re Magi
La testimonianza della custodia nella Chiesa di Sant'Eustorgio a Milano si trova nella iscrizione di antichissima data, sul lato sinistro (guardando la facciata della chiesa), che dice:"Basilica Eustorgiana titulo Regibus Magis” che attesterebbe la presenza dei corpi dei Re Magi. Inoltre, la chiesa ambrosiana, nel calendario e nei libri liturgici, di prima del X secolo, viene chiamata Basilica dei Re.
Nel 1164 durante l'assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove venne costruita una bellissima Basilica per contenerli e dove ora riposano.


Grande fu lo sconforto dei cittadini alla notizia e Milano tentò più volte di riaverle, ci provò anche Ludovico il Moro nel 1434 ma inutilmente. Solo il cardinal Ferrari, agli inizi del secolo scorso, riuscì ad ottenere parte delle ossa ora collocate in un prezioso tabernacolo sopra l'altare dei Magi.


I Re Magi nell'arte

Le raffigurazioni pittoriche dei Re Magi che portano doni o che sono in adorazione del neonato Gesù sono moltissime e presenti in ogni secolo, dal medioevo ai giorni nostri.La scena rappresentata è molto simile a quella dell'adorazione dei pastori, ma di significato notevolmente diverso.


lunedì 22 dicembre 2014

I dieci Comandamenti per la Casa del Signore

1.  Molti vanno in Chiesa, ma non tutti sanno di entrare nella casa di Dio. Preparati nell’andare: spiritualmente, mentalmente e con il cuore.
2.   Recati alla Santa Messa almeno cinque o dieci minuti prima del suo inizio, per prepararti nella preghiera e nel raccoglimento ad una migliore partecipazione al mistero della salvezza.
3.  Entrando in Chiesa, davanti al Signore, inginocchiati, così lo adorerai pubblicamente. Chinare la testa, come oggi fanno molti, è solo un segno di venerazione e non di adorazione come si conviene a Dio. Nella lettera ai Filippesi si trova scritto: “nel nome di Gesù, ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra”. Non volerti dunque macchiare di grave irriverenza verso il tuo Signore.
4.  Osserva, nella casa di Dio, un rigoroso silenzio. Nel luogo sacro non possono essere giustificate le vane chiacchiere. Si può parlare solo per una vera, grave e urgente necessità, per il tempo strettamente indispensabile e sempre e solo sottovoce. Controlla sempre che il tuo telefonino sia spento.
5.   Non entrare mai in Chiesa vestito in maniera indecorosa o, peggio, indecente. Mantieni sempre un atteggiamento edificante, non andando in giro qua e là con lo sguardo, non voltandoti a vedere chi entra e chi esce, ma occupandoti solo di parlare con Dio, pensando alle cose di Dio, occupandoti degli affari divini riguardanti il bene dell’anima tua e di quelli che porti nel cuore.
6.  Nella Messa, almeno durante la consacrazione, procura di stare in ginocchio ed in assoluto silenzio adorante. Se anche sei fuori dei banchi, sappi che il Signore gradisce molto il sacrificio di stare in ginocchio sulla nuda terra. Sappi che se, senza grave necessità, rimani in piedi, pecchi gravemente di irriverenza verso Colui che si sta umiliando scendendo sull’altare e rinnovando l’offerta del Suo Sacrificio per le mani del sacerdote. Se sei un’anima generosa, prolunga il tempo della tua adorazione in ginocchio per tutta la preghiera eucaristica.
7.   Se vuoi ricevere Gesù nella santa comunione eucaristica, ricorda che devi essere in stato di grazia ed a digiuno da almeno un’ora da cibi e bevande non alcoliche (tre ore dalle bevande alcoliche). Se sei consapevole di aver peccato mortalmente, non accostarti alla santa comunione senza aver prima ricevuto l’assoluzione nel sacramento della Penitenza: commetteresti sacrilegio. Se hai violato le norme sul digiuno, per comunicarti devi chiedere la dispensa al Parroco prima che cominci la santa Messa. Sappi che il digiuno è rotto anche da un cioccolatino, una caramella, un caffè o una gomma da masticare.
8.   Prima di ricevere la santa Comunione, chiedi umilmente perdono per le tue debolezze e mancanze recitando l’atto di dolore. Accostati a Lui con molto rispetto e riverenza, consapevole che stai andando a ricevere il Signore del cielo e della terra. Ricorda che anche per ricevere la santa comunione, l’atteggiamento più indicato è quello di ricevere il tuo Signore stando umilmente in ginocchio.
9.  Dopo aver ricevuto Gesù, adoralo, benedicilo e ringrazialo. Tornato al banco, non metterti seduto: hai Dio dentro di te! Non uscire di fretta dalla Chiesa, ma soffermati in silenziosa preghiera, perché Gesù rimane, nelle Sacre Specie, vivo dentro di te, per almeno un quarto d’ora da quando l’hai ricevuto. L’ideale, quindi, sarebbe che ti trattenessi in preghiera ed in ringraziamento almeno per questo tempo.
 10. Quando Gesù è solennemente esposto nell’Adorazione eucaristica, non privarlo della tua presenza. Egli ti sta aspettando per amarti, benedirti, concederti grazie, donarti la sua pace, in cambio di un po’ del tuo amore e del tempo. Sii fiero di rimanere per un po’in ginocchio davanti alla sua divina presenza.