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giovedì 24 ottobre 2019

Essere lievito - San Giovanni Crisostomo

C’è nulla di peggio di un cristiano che non si cura della salvezza degli altri? 
Non puoi qui tirar fuori la povertà; infatti quella donnetta che mise le due monetine ti accuserà (Mc 12,48). 
Anche Pietro diceva al paralitico: Non ho né argento né oro (At 3,6). 
Così Paolo era talmente povero da patire spesso la fame e mancare del cibo necessario. 
Non puoi mettere avanti la tua umile condizione; gli apostoli infatti erano umili e di basse origini. 
Non puoi addurre il pretesto dell’ignoranza; anche loro erano illetterati. 
Fossi schiavo o fuggiasco, puoi sempre fare ciò che dipende da te. 
Così era la situazione di Onesimo di cui Paolo fa l’elogio (Fil; Col 4,9). Non puoi obiettare che sei debole; così era anche Timoteo. Chiunque può essere utile al prossimo, se vuole compiere la sua parte.

Non vedete gli alberi delle foreste, come sono rigogliosi, come sono belli, sviluppati, snelli e alti? 
Ma se avessimo un orto vorremmo avere melograni e olivi fecondi piuttosto che quelli sterili... 
Così sono coloro che vedono soltanto i propri interessi...

Se il lievito mescolato alla farina non porterà tutto a fermentazione, è davvero lievito? E che dire di un profumo che non investa quanti si accostano? Lo si chiamerà ancora profumo? E non dire che è impossibile influenzare gli altri al bene, perché, se sei cristiano, è impossibile che qualcosa non si trasmetta; fa parte della natura stessa del cristiano... 

Dire che un cristiano non può essere utile al prossimo è come negare al sole la possibilità di illuminare e riscaldare.

- San Giovanni Crisostomo -
(ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelie sugli Atti degli Apostoli, 20


Buona giornata a tutti. :)


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venerdì 7 novembre 2014

La tattica di Satana per arrestare il tuo cammino spirituale - Don Vincenzo Carone

La strategia di satana è questa: vuole convincerti a interrompere periodicamente la successione delle opere buone. Prima di spingerti verso il peccato, deve distaccarti da Dio, e per distaccarti da Dio deve assonnare la preghiera, la prudenza e l´esercizio delle virtù cristiane. Con ostinazione caparbia satana ti presenta le tentazioni della carne, specialmente la golosità, la pigrizia e la lussuria. Quando riesce a scardinare la tua volontà decisa, tu cominci a pregare distrattamente, la Messa diventa una presenza passiva e la comunione un pezzettino di pane qualsiasi. Cominciano cosi a riaffiorare le antiche fragilità come per es. la critica, la mormorazione, il perdere tempo, la pigrizia, la gelosia, l´invidia, l´avidità degli sguardi, il risveglio delle passioni, e soprattutto comincia a rivivere il tuo amor proprio. Per un certo tempo determinato della tua resistenza le fragilità si manifestano in forma quasi impercettibile, ma costante, per cui non ti rendi minimamente conto che stai perdendo colpi nella perseveranza nel bene. Siccome sono piccolissime cose quasi impercettibili, hai l´impressione che si tratti di bagatelle: distrazioni volontarie nella preghiera (quelle involontarie non invalidano al preghiera), preoccupazioni inutili, leggerezza nel guardare persone che ti richiamano il piacere della carne senza che siano tentazioni vere e proprie, raffinatezza nel cibo, sonno prolungato, facile linguaggio a sproposito, eleganza nel vestire, esuberanza nel comportamento, scambio di simpatia con persone che non ti trasmettono certamente le virtù cristiane, svogliatezza, apatia e fredda apertura a tutto quello che ti piace. Per lungo tempo non ti rendi conto che queste cose impercettibili stanno sgretolando la tua vita spirituale. Per tutti noi è piacevole scivolare in questo mondo dove le fragilità sono tante, satana però le confeziona a piccole dosi. La preghiera debole e distratta risveglia lentamente quelle passioni contro le quali hai combattuto con coraggio e determinazione, l´amore a Dio e al prossimo va spegnendosi lentissimamente. L´ira contro chi t fa del male diventa istintiva e violenta, la concupiscenza appare sempre più naturale e sempre meno da condannare. Se non vuoi cadere in questa trappola devi conservare il ritmo della preghiera giornaliera, la meditazione contemplata fatta sempre bene e l´esercizio delle virtù cristiane. Persevererai fino alla fine nell´amore a Dio e al prossimo, e vivrai sempre sereno e nella gioia, non andrai mai più indietro, non andrai più avanti, andrai in alto verso il Cielo dove Qualcuno ti aspetta.
Riflessioni di Don Vincenzo Carone.