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venerdì 7 novembre 2014

La tattica di Satana per arrestare il tuo cammino spirituale - Don Vincenzo Carone

La strategia di satana è questa: vuole convincerti a interrompere periodicamente la successione delle opere buone. Prima di spingerti verso il peccato, deve distaccarti da Dio, e per distaccarti da Dio deve assonnare la preghiera, la prudenza e l´esercizio delle virtù cristiane. Con ostinazione caparbia satana ti presenta le tentazioni della carne, specialmente la golosità, la pigrizia e la lussuria. Quando riesce a scardinare la tua volontà decisa, tu cominci a pregare distrattamente, la Messa diventa una presenza passiva e la comunione un pezzettino di pane qualsiasi. Cominciano cosi a riaffiorare le antiche fragilità come per es. la critica, la mormorazione, il perdere tempo, la pigrizia, la gelosia, l´invidia, l´avidità degli sguardi, il risveglio delle passioni, e soprattutto comincia a rivivere il tuo amor proprio. Per un certo tempo determinato della tua resistenza le fragilità si manifestano in forma quasi impercettibile, ma costante, per cui non ti rendi minimamente conto che stai perdendo colpi nella perseveranza nel bene. Siccome sono piccolissime cose quasi impercettibili, hai l´impressione che si tratti di bagatelle: distrazioni volontarie nella preghiera (quelle involontarie non invalidano al preghiera), preoccupazioni inutili, leggerezza nel guardare persone che ti richiamano il piacere della carne senza che siano tentazioni vere e proprie, raffinatezza nel cibo, sonno prolungato, facile linguaggio a sproposito, eleganza nel vestire, esuberanza nel comportamento, scambio di simpatia con persone che non ti trasmettono certamente le virtù cristiane, svogliatezza, apatia e fredda apertura a tutto quello che ti piace. Per lungo tempo non ti rendi conto che queste cose impercettibili stanno sgretolando la tua vita spirituale. Per tutti noi è piacevole scivolare in questo mondo dove le fragilità sono tante, satana però le confeziona a piccole dosi. La preghiera debole e distratta risveglia lentamente quelle passioni contro le quali hai combattuto con coraggio e determinazione, l´amore a Dio e al prossimo va spegnendosi lentissimamente. L´ira contro chi t fa del male diventa istintiva e violenta, la concupiscenza appare sempre più naturale e sempre meno da condannare. Se non vuoi cadere in questa trappola devi conservare il ritmo della preghiera giornaliera, la meditazione contemplata fatta sempre bene e l´esercizio delle virtù cristiane. Persevererai fino alla fine nell´amore a Dio e al prossimo, e vivrai sempre sereno e nella gioia, non andrai mai più indietro, non andrai più avanti, andrai in alto verso il Cielo dove Qualcuno ti aspetta.
Riflessioni di Don Vincenzo Carone.


sabato 22 febbraio 2014

Coloro che stanno in pace con Dio, stanno in pace con tutti gli altri, buoni e cattivi. - don Vincenzo Carone

Coloro che stanno in pace con Dio, stanno in pace con tutti gli altri, buoni e cattivi. 
Sono sereni quando le cose vanno di male in peggio, e sono sereni quando tutto avviene secondo i loro progetti e desideri. Ci sono altri, purtroppo non sono pochi, i quali continuano per la strada della trasgressione ai Comandamenti del Signore. 
A motivo del loro amore al peccato, satana si è impossessato dei loro pensieri, dei loro desideri e della loro volontà. Li convince di quello che lui vuole e insegna loro ad andare verso il peccato sempre più sofisticato e più avvilente. Costoro non solo non sono in pace con Dio, ma non sono in pace neppure con se stessi. Non possono essere in pace con gli altri. 
Se nella famiglia in cui loro vivono c’è qualcuno timorato di Dio, costui diventa un candidato al martirio: insulti, tradimenti, e tante altre torture psichiche e fisiche. Ci sono poi alcuni che sono in pace con se stessi, dimenticano le loro esigenze, privazioni e sofferenze per aiutare altri a ritrovare la pace con Dio. 

È molto difficile capire che fino a quando siamo in questo mondo ammalato di materialismo e di edonismo esasperato, nessuno di noi potrà mai vivere in pace. La nostra pace consiste nel dono che Gesù ci fa della sua pace per aiutarci a saper sopportare con umiltà e pazienza le contrarietà e le sofferenze che non potremo mai evitare. Colui che sa sopportare meglio, avrà una pace più grande. 
Costui vince se stesso, domina tutte le aggressioni fisiche, morali e psichiche che vengono dagli altri e dalla cattiveria del mondo. Costui non è schiavo di nessuno e non dipende più da quello che gli succede perché la pace che Gesù gli dona lo tiene unito al suo amore. Gesù solo gli basta, non ha più bisogno di niente e di nessuno per essere felice. Egli pensa sempre che Gesù fu tentato nei desideri della carne e nell’esaltazione dell’IO: “dì a queste pietre che diventino pane”. 
L’uomo, la donna, non vive soltanto di pane, vivono di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. 
Pensa che Gesù ha fatto posto alla carità, tu conserva l’amore a Lui mediante l’ubbidienza alla fede, sarai sempre in comunione con Lui e dirai con il Profeta: anche se un esercito si schierasse contro di me, io non ho paura, perché tu, o Signore, sei sempre con me. La pace che Gesù ti dona, è il frutto della vita divina in te, è la gioia della figliolanza divina, è la scoperta della fratellanza con tutti gli uomini e le donne della terra. 
Nella confessione in cui hai deciso di iniziare un cammino di conversione verso Dio, Gesù ti ha riconciliato con il Padre Celeste. Questa rappacificazione con Dio, ti ha rappacificato con tutti gli altri, anche con quelli che sono ingiusti contro di te. La pace che Gesù ti ha donato, è diventata pace tra il corpo e lo spirito, pace col prossimo e pace con tutto il Creato. “laudato sii o mì Signore per frate sole, per sorella luna, per i fiori, le piante, le stelle… laudato sii per nostra corporale sorella morte”.
Molti nella storia della Chiesa hanno sperimentato la pace per cui San Francesco gioisce nel suo Cantico delle creature. Tra costoro, se lo vorrai, puoi esserci anche tu. Tutte queste direzioni della pace, sono direzioni che vengono a noi dal Figlio di Dio, che ci porta la vita divina, che ci rende figli di Dio e fratelli con tutti gli uomini e con tutte le donne del mondo. 
Però, andando in fondo in fondo a questo mistero del Figlio di Dio, vedrai che il dono della pace lo ha meritato per noi con la sua Passione, Morte e Risurrezione. Tu devi infilarti in questo mistero del Figlio di Dio che è nato Bambino, è morto in Croce come se fosse un grande malfattore e tre giorni dopo è risorto alla vita del Cielo. Mediante la fede vissuta in tutte le sue esigenze, tu puoi intrufolarti in questo mistero meraviglioso e bello. 
Appena tu diventerai cosciente del dono che il Padre Celeste ti ha fatto donandoti il Figlio suo, sentirai echeggiare nel tuo cuore il Cantico delle creature di San Francesco. 
Andrai cosi a ringraziare e a baciare i piedi alla Mamma Celeste. Il suo amore materno ha squarcerà durezza del tuo cuore e ti donerà il desiderio di diventare un figlio che fa onore alla sua Mamma.
Don Vincenzo

martedì 21 gennaio 2014

L'invidia - don Vincenzo Carone

Non sono pochi i cristiani che invidiano gli altri perchè pensano che fanno una vita beata, ottengono tutto quello che vogliono, godono veramente i piaceri della vita.
Lo spirito di coloro che invidiano la dolce vita degli altri è debole e spesso anche malato a motivo dell´invidia. Se la loro fede fosse seria, avrebbero compassione di coloro che invidiano perché il godimento del peccato porta alla privazione di Dio e di tutti i beni spirituali che Gesù dona a coloro che gli sono fedeli. La dolce vita finisce nell´inferno, la vita di colui che cammina sulla via della conversione è priva delle preoccupazioni e delle paure del benessere, quando il benessere diventa il solo motivo per vivere.
Per vivere felici non occorre tenere soldi in quantità, la vita quaggiù resta per tutti una misera cosa.
Quando tu entri nell´ubbidienza alla fede, davanti a te si apre un orizzonte nuovo, la vita eterna si manifesta ogni giorno con una maggiore chiarezza. Tu fai un confronto tra il piacere che dona l´abbuffarsi del benessere e il benessere spirituale che ti dona l´esercizio delle virtù cristiane.
Quando la tua vita è virtuosa, tu vedi il Padre Celeste che ti ama e ti aspetta per darti una vita dove sarai veramente felice. Dio è fedele e giusto, mediante le sofferenze che vengono dalla privazione del piacere illecito, Dio ti purifica da tutte le tue iniquità.
Ti dona la sua stessa santità perché tu sei addolorato di te stesso e ti stai impegnando a cambiare la tua condotta, ogni giorno ti dona le Grazie perché tu diventi migliore. Chi vive immerso nei piaceri illeciti, vive nelle tenebre, chi vive di fede vive nella luce. Costui vede chiaro come stanno le cose riguardo al bene e al male, alla verità e all´errore, perché “Dio è luce”, lo Spirito Santo illumina la sua coscienza e gli fa vedere il danno che il peccato porta alla vita dell´uomo sulla terra. “vivete nella Luce della parola di Dio affinché abbiate comunione con noi e la nostra comunione sia con il Padre e con Gesù Cristo suo Figlio” l´Apostolo mette in guardia i fedeli che orientano la loro vita nei valori del mondo trascurando i valori che portano alla salvezza eterna: “se diremo di essere in comunione con Lui, ma camminiamo nelle tenebre dei nostri peccati, siamo mentitori” (1Gv 1,6: 2Cor 6). Fuori della comunione con Cristo non c´è salvezza, c’è tristezza e disperazione. San Paolo chiama satana e i suoi angeli: i principi delle tenebre (Ef 6,12).
Sono i maestri dei peccatori, insegnano loro come devono estorcere dalla carne un piacere sempre più intenso e sempre più depravato. I demoni dominano sulla loro volontà e sulle loro decisioni e tranquillizzano la loro coscienza col pensiero che Dio non esiste, e che la morale del cristianesimo crea squilibri psichici. Ogni iniquità è tenebra e i peccatori sono sommersi dalle loro iniquità.
A quelli che credono in Cristo, Dio ha dato la speranza di pervenire alla comunione con Lui, li libera dai peccati che sono tenebre e li fa vivere nella luce della Verità rivelata. L’amore che tu ricevi da Dio è un amore di servizio. “Propter nos homines et propter nostram salutem descendit de Coelo”, Dio si è fatto uomo per noi uomini e per la nostra salvezza.
Il Padre Celeste, mandando suo Figlio, fa un servizio a noi donandoci la salvezza. Lo Spirito Santo viene mandato dal Figlio per santificare quelli che credono in Cristo. “donna, questo è il figlio tuo”, la Madonna ci è stata data da Gesù morente affinché compia verso di noi il suo servizio materno.
Tutti servono nel silenzio, con discrezione e con il più assoluto rispetto della libertà degli uomini e delle donne. “ecco la serva del Signore, sia fatta di me secondo la tua parola” la Madonna manda l´Angelo e riferire al Padre Celeste la sua decisione. “Giuseppe, non temere di prendere con te Maria tua sposa” E Giuseppe si mette al servizio di Maria e del Figlio suo. “come avverrà questo, non conosco uomo?”
La Madonna vuole sapere come deve svolgere il compito che le viene affidato. Poteva dire: si, lo farò senz’altro.
L´amore è servizio, non ha nulla a che vedere con quello che si sente. “chi vuol essere il primo, deve essere il servitore degli altri”. “Io che sono il vostro Maestro, non sono venuto per comandare nel mondo, ma per servire a voi dandovi tutto quello di cui avete bisogno perché abbiate una vita senza la morte e senza sofferenze”.
L´amore che riceviamo da Dio è un amore misericordioso. Il tuo amore al prossimo deve essere un amore paziente.
Se non sei paziente in famiglia, nella comunità ecclesiale e nella società dove vivi, non hai in te l´amore di Cristo, perché il suo è un amore di servizio. 

Don Vincenzo






martedì 7 gennaio 2014

Il demonio e la tentazione - don Vincenzo Carone

Ia l´opera della sua Redenzione. Soltanto questo amore ricevuto e donato diventa carità che realizza la giustizia e il bene comune nella famiglia, nella Chiesa e nella società. Devi formare in te l´amore che Dio ti dona. 
Chiunque non realizza l´amore di carità diventa furbo. Nei rapporti umani, familiari e sociali costui illude e delude il prossimo. Il furbo è sempre astuto nel deformare la parola di Dio, la Chiesa e la missione che i sacerdoti devono compiere per il bene delle anime. Il furbo non prega mai, non si lascia mai sfuggire l´occasione per godere il piacere sessuale. La sua abilità a presentarsi come una persona amabile e per bene raggiunge sempre l´obiettivo che si propone. Il furbo è un essere ripugnante e disgustoso. La sua malizia è talmente raffinata che riesce sempre a trovare le argomentazioni che fanno centro nel cuore degli altri, è perfetto nell´ingannare gli altri. Riesce a coprire l´inganno in modo che la malizia che tiene del cuore possa essere esercitata nei peccati più vergognosi. Nella Chiesa nol demonio sa che la tentazione insistente facilmente ti porta allo scoraggiamento e a volte persino alla disperazione. Non dimenticare mai che la tentazione ti riporta nel momento in cui hai desiderato commettere un peccato, gli stessi sentimenti forti, la stessa fragilità e la stessa voglia di andare avanti fino all´appagamento della passione. Non pensare mai che questo sia un peccato, il peccato si compie con la volontà e soltanto con la volontà. Prega fervorosamente il Signore affinché ti aiuti a resistere all´attrazione malefica del peccato. La Madonna farà in modo che la tentazione sia contrastata dai mezzi spirituali adeguati in modo che la forza malefica del demonio non superi mai la tua forza (1Cor 10,13). 
Con umiltà e fiducia affida alla Misericordia di Maria la tua fragilità ed Ella trasformerà il tuo sacrificio in doni di Grazia e di santità. Tutti siamo tentati e tribolati, Dio però salva soltanto colui il quale si rivolge a Lui con uno spirito umile e contrito, quando arriverà il giorno stabilito dalla sua Provvidenza, Dio lo libererà e lo innalzerà fino ad annoverarlo tra i suoi Santi. (1Pt 5,6; Sal 33,19). 
Se vuoi sapere se vivi veramente di fede, esamina il tuo comportamento e la tua reazione quando sei tentato e tribolato dalle innumerevoli prove della vita. La santità della tua vita non viene mai dal potere di fare qualcosa che gli altri non sanno fare. La misura della tua perfezione nella vita cristiana viene data dalle tentazioni e dalle tribolazioni. Soltanto nella lotta contro le tentazioni tu meriti le Grazie che ti santificano. Nella sofferenza e nelle tentazioni tu puoi esercitare la virtù della fede e della speranza, e cosi acquistare meriti per il Cielo. Impara a sopportare te stesso nelle avversità senza mai perdere la speranza nella Provvidenza di Dio. Un cristianesimo senza le prove che calibrano la fede, è un cristianesimo senza la carità. Molti si preoccupano di accumulare una riserva di sentimenti buoni. 
I sentimenti, ance se buoni non sono adatti per respingere la violenza del male. 
Una persona che vive di sensazioni ,è priva di ogni capacità di edificare qualcosa di buono non solo nella vita cristiana, ma anche nella vita umana. La personalità umana e cristiana va edificata con innumerevoli sacrifici e rinunzie. 
Se tu vuoi esercitare una professione impegnativa, devi conquistare la capacità di esercitarla mediante molti sacrifici, rinunzie e soprattutto mediante un impegno costante. Tutti i matrimoni di coloro che si sposano perché “sentono qualcosa nel cuore” fanno una brutta fine, non è possibile amare una persona ed essere amato da lei senza essere disposti a innumerevoli sacrifici e rinunzie. Similmente nel tuo rapporto col Signore. La carità è l´amore che ricevi dal Dio Crocifisso, dalla tua croce tu devi ricambiare l´amore tenendo sempre presente che Lui ti ha redento, e ti ha dato la possibilità di completare nella tua vitn mancano coloro che sono furbi con il Signore, riescono sempre a liberarsi dalla efficacia della parola di Dio che hanno ascoltato. 
A volte la parola di Dio non interessa loro, altre volte non vogliono vedere la verità della loro coscienza. 
Il Salmo dice: il Signore è astuto con chi vuole fare il furbo. L´astuzia di Dio agisce in tre momenti. 
In un primo momento lascia fare, si comporta come se non sapesse nulla. Nel secondo momento “lo abbandona a satana” (San Paolo), lo lascia sotto l´influsso di satana in modo che commette tutto il male che satana gli suggerisce e gli insegna a realizzare. Il furbo sprofonda cosi nel peccato e si perfeziona sempre di più nella malizia. Il terzo momento: Dio fa vedere al furbo che non ha nessuna possibilità di uscire fuori dall´abisso in cui è precipitato e gli dona la Grazia di rivolgersi a Lui per chiedergli perdono.


Don Vincenzo Carone


mercoledì 10 aprile 2013

Equilibrio santo nella vita spirituale e nel rapporto con Dio - don Vincenzo Carone

Il tema di oggi é l´equilibrio santo nella vita spirituale e nel rapporto con Dio. 
Le opere buone che tu devi compiere non sono soltanto le opere di carità verso il prossimo , ma anche la devozione mariana, l´ubbidienza al Vangelo, le liturgie, le varie preghiere che devi dire ecc. quando manca una paterna direzione spirituale è possibile perdere l´equilibrio, quello che comunemente si chiama il giusto mezzo o la misura giusta. 
Tutte le opere che tu devi compiere devono essere conformi alla Parola di Dio. 
Innanzitutto la volontà deve volere esattamente quello che Dio vuole, inoltre la conoscenza della Parola di Dio deve essere quella che la Chiesa ti trasmette mediante il Papa e il tuo padre spirituale. 
Se non ti attieni fedelmente a questa regola tu perdi l´equilibrio di tutta la religiosità. Quando si perde l´equilibrio la volontà non riesce più a dirigerti verso l´autenticità della Parola di Dio. 
Il demonio che ti osserva notte e giorno crea subito confusione nella tua volontà. 
Faccio un esempio soltanto per spiegarmi. Tu vivi insieme ad una amica, sai che la Parola di Dio ti impone di realizzare una unione benedetta da Dio mediante il sacramento del Matrimonio. 
Intensifichi le pratiche religiose, specialmente le liturgie che propongono emozioni forti, pellegrinaggi, visioni, messaggi ecc.
L´accavallarsi di sentimenti religiosi e di entusiasmo per i messaggi, producono in te delle forti emozioni religiose. 
Il demonio interviene con la sua logica: ti fa vedere che tu vivi veramente la vita cristiana, e ti dice nella coscienza: Gesù ti ama, ti parla, ti da tante consolazioni spirituali, innalza il tuo spirito verso le realtà invisibili, ti manifesta le meraviglie che la Madonna ti dice, quindi non puoi essere in peccato. 
Il peccato bisogna volerlo fare, tu non vuoi fare il peccato, quello che fai non è peccato, ti trovi in questa situazione: pensi che Gesù sa tutto questo, se ti parla e ti dona il suo amore vuol dire che non vuoi peccare. 
Il demonio praticamente ti confonde mediante la confusione tra volontario e involontario. 
Quando eri piccolo hai accolto la parola di Dio con semplicità ed entusiasmo, pensa un momento al catechismo della tua Prima Comunione. Poi è arrivata la pubertà e hai cominciato a sforbiciare, a tagliuzzare la parola di Dio. certamente qualcuno ti ha detto: non è peccato, tutti fanno cosi specialmente a scuola, è secondo la natura che Dio ha creato, non dar retta al prete, non dar retta a tua mamma. 
Prima facevi i peccati senza che ne fossi cosciente, non sapevi tante cose che ti sono state dette in seguito, adesso invece ti sei liberato dal pensiero che è peccato, perché ti sei convinto che peccato non è, tu vuoi fare il peccato perché pensi che non è peccato. 
A partire dalla pubertà hai cominciato a camminare con questa convinzione, pian piano hai perduto il senso vero del peccato, perché il demonio ti ha confuso la volontà che deve scegliere tra il bene e il male. la volontà è una facoltà del tuo spirito per cui tu sei pienamente libero di volere o rifiutare una cosa anziché un´altra. Tu non puoi volere il male sapendo che è male, questo avviene soltanto nel caso in cui una persona è talmente posseduta dall´influsso del demonio per cui ama il peccato. 
In genere però succede che tu devi prima dichiarare non peccato determinate azioni e poi vuoi il peccato pensando che non è peccato, pensando cioè che il male non è male, è un bene. 

Don Vincenzo Carone




sabato 2 marzo 2013

Lasciatevi riconciliare con Dio - don Vincenzo Carone


Vi scongiuro nel Nome del Signore lasciatevi riconciliare con Dio (San Paolo).
La parola riconciliare significa voi dovete rappacificarvi con Dio che voi avete offeso, lasciatevi significa che Dio è disposto a compiere la rappacificazione. Con la rappacificazione ti viene data nuovamente la vita divina che hai avuto nel Battesimo e Dio ti accoglie nuovamente come suo figlio. Adesso puoi camminare verso il Cielo, non pensare però che sei ritornato innocente come prima di incominciare a peccare.
Il peccato ripetuto tante volte ha deformato tutti gli elementi essenziali della tua persona: la tua mentalità deve riacquistare le convinzioni della vita cristiana, il tuo cuore deve cessare di amare quello che Dio ti ha proibito e nutrirsi di un grande desiderio del Paradiso, i tuoi sensi ai quali hai dato libero sfogo devono essere mortificati e le passioni devono essere spente, è necessario acquistare un modo nuovo di guardare gli altri e di considerare il tuo corpo, non più nell´ottica della bellezza fisica e della sessualità, il corpo è uno strumento per vivere e operare in questo mondo, gli altri non sono da utilizzare per il proprio piacere, ma persone da rispettare e da considerare fratelli e sorelle, figli di Dio come te.
Per purificare la mente, il cuore e i sensi Gesù ha messo a tua disposizione un unico mezzo: la preghiera. Con la preghiera tu sei unito a Cristo che ti ha riconciliato con Dio, mediante questa unione Lui può operare la tua santificazione. Le tue convinzioni sono state completamente corrotte dai pensieri cattivi, hai visto il peccato come la sorgente della tua felicità, adesso le convinzioni devono essere riformate secondo la verità rivelata, l´esercizio della verità della parola di Dio continua, nella preghiera che viene fatta in spirito e verità. La preghiera è un prolungamento della parola di Dio che purifica la sorgente dei pensieri cattivi.
La preghiera accende nel cuore l´amore verso Cristo che ti ha redento, smorza il fuoco delle passioni anche quando diventano roventi. Voglio provare a spiegarti il dinamismo della purificazione dei peccati, spero di riuscirci. Quando tu cominci il cammino della conversione devi pensare che satana non si è arreso.
Ti presenta come in un film a colori tutto quello che hai vissuto quando cercavi le occasioni di peccato e realizzavi le azioni cattive.
I ricordi e le persone nella fantasia acquistano la forma del fascino che non avevano prima. Adesso dove tu hai acconsentito devi rifiutare, questo non puoi farlo con un esclusivo atto di volontà, la tua volontà per quanto energica possa essere non ha la forza di allontanare lo spirito del male. tu devi pregare intensamente, nella preghiera deve esservi la supplica al Signore di intervenire, e il Signore lo fa, “chiedete ed otterrete” Questo processo può durare anche a lungo, solo che ogni volta che chiedi al Signore di allontanare l´influsso di satana, la tentazione diventa sempre più debole e quando si esaurisce la richiesta della giustizia di Dio satana cambia tattica, ti mette contro le persone più care e anche quelli che ti conoscono e scatena una vera e propria persecuzione.
Non dimenticare che ogni uomo o donna che vive nel peccato diventa uno strumento docile della volontà di satana.
La persecuzione di satana mediante i suoi collaboratori e collaboratrici può durare tutta la vita. Gesù dice: beati quelli che vengono perseguitati perché sono di Cristo, costoro sono beati, devono gioire ed esultare perché grande sarà la ricompensa nel Regno dei Cieli.
A Saulo che andava a Damasco per imprigionare i cristiani apparve Gesù che gli chiese: perché mi perseguiti? Gesù quindi permette che gli altri ti tormentino, però non permetterà mai la tua capitolazione fino a quando sarai perseverante nella preghiera.

Don Vincenzo Carone







sabato 16 febbraio 2013

Don Vincenzo Carone e Papa Benedetto XVI


Non voglio fare una catechesi come il solito, voglio fare a te una confessione, voglio dirti chi è stato per me Papa Benedetto.
Il suo insegnamento è stato per me un aiuto determinante per la mia fede nella Chiesa in questa nostra storia caratterizzata dalla confusione delle idee e dal tentativo delle forze laiche di vanificare il cristianesimo.
Il Papa mi ha fatto capire che Cristo, nonostante le resistenze è sempre presente nella Chiesa per cui questa Chiesa è la mia Chiesa e tale deve restare.
I media ci hanno sempre presentato una situazione squallida dei cristiani, il Papa mi ha fatto vedere che ci sono tante persone buone, tanti buoni sacerdoti, ci sono tanti che pregano, piangono e soffrono insieme con lui affinché il suo impegno perché la Chiesa superi la crisi della propria identità non venga vanificato.
Il Papa mi ha spiegato la parola di Dio non come professore di teologia, ma come il Padre di tutti i cristiani.
Ho sentito il suo insegnamento come un dovere da praticare, ha reso facile ed accessibile a tutti la pratica della parola di Dio e la fedeltà alla Chiesa.
Molte volte nei suoi discorsi e scritti ha fatto capire chiaramente, senza fare polemiche né giudizi contro chi falsifica la Parola, che l´insegnamento del Vangelo va accolto nella sua integrità.
Mi faceva vedere molti cristiani che accolgono con entusiasmo la parola di Dio, chiedono collettivamente la liberazione dai peccati, chiedono guarigioni strepitose, fanno tutto questo senza tener conto del Magistero della Chiesa che ha il compito di valutare l´opportunità di certe manifestazioni religiose che camminano a ruota libera senza nessun controllo e senza alcuna garanzia.
Ci sono altri invece che accolgono la parola di Dio, frequentano i Sacramenti assiduamente e nello stesso tempo trascurano il comandamento dell´amore al prossimo.
Non è possibile celebrare con gioia ed entusiasmo l´Eucarestia e poi ignorare i propri doveri verso le opere della giustizia e del sostegno dei diritti umani.
Bellissimo è il legame che il Papa fa della mia fede con la comunione ecclesiale. 
La fede è il Leitmotiv di tutto l´insegnamento di Papa Benedetto, i suoi discorsi e i suoi scritti che sono frutto di studi eccezionalmente vasti e approfonditi, non sono rimasti al livello dello studioso, sono diventati vita vissuta da lui e per me esempio da imitare.
Quanto più profondi sono i concetti tanto più semplice è la loro presentazione per cui era impossibile ascoltarlo senza che nel cuore vibrasse il dovere di realizzare l´insegnamento nella vita pratica. 
E questo perché è umile, e proprio perché umile ha potuto capire per se e per me le insondabili ricchezze di Cristo.
Il suo cuore umile ha visto Gesù presente nella Chiesa e nel mondo, in tutti quelli che lo ascoltavano infondeva la speranza. Il suo messaggi di speranza rimarrà nel mondo come forza per non lasciarsi andare, per credere che Cristo è presente in mezzo a noi e ci indica la strada per uscire dal materialismo e dal relativismo.
Proprio perché umile il Papa ha sentito il dovere di lasciare una responsabilità che non era più in grado di portare avanti. Il lavoro del Papa ha un ritmo stressante, ogni giorno deve fare discorsi che deve preparare perché non può dire la stessa cosa a tutti, ogni parola viene spietatamente analizzata e interpretata, è vero che ha chi lo aiuta, costoro però gli danno il materiale utile, il Papa lo tiene presente nel discorso che scrive, il discorso lo deve scriverlo lui.
Tante volte l´ho visto con un biglietto di appunti in mano, non aveva neanche il tempo di scrivere tutto.
Ogni giorno rimbalzavano sulla sua scrivania il problemi della Chiesa in tutto il mondo.
Ogni giorno il suo cuore viene ferito dalla infedeltà di coloro che dovrebbero essere un aiuto indispensabile per le comunità cristiane, tocca a lui dare delle soluzioni a tutti i problemi.
L´età avanzata e molto probabilmente anche la salute cagionevole non gli consentono di continuare questo ritmo di vita, se rimane in carica deve fare quello che fanno altri per lui. 
Quando ho sentito delle sua dimissioni, ho pianto e gli ho detto nel cuore: grazie, il tuo pontificato non è stato inutile per me.

Don Vincenzo