Visualizzazione post con etichetta associazione Dalet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta associazione Dalet. Mostra tutti i post

lunedì 6 giugno 2011

Finché c’è fatica c’è speranza – Don Giovanni Pauciullo


"Finché c'è fatica, c'è speranza"...ripeteva proprio così don Lorenzo Milani ai suoi ragazzi di Barbiana. Se vedi uno far fatica, stanne certo, hai di fronte una  persona che ha dentro un motivo, un desiderio, un progetto per il domani. Se vedi qualcuno che s'impegna, che si dà da fare, ci sono dietro sogni e speranze.
Così il nuovo sito della nostra associazione, appare come un fulmine a ciel sereno.  Una nuova fatica, un nuovo  traguardo per non "rimanere seduti" sui risultati ottenuti. Quasi una memoria, per non dimenticare che ogni giorno è quello giusto per migliorare, per crescere, per non abbandonare il desiderio di comunicare bene.
Per la Dalet quest'anno è risultato pieno di iniziative e opportunità. Tutti si sono dati da fare, è stato bello vedere i volontari andare avanti con impegno, ciascuno nel proprio settore di servizio, uniti da un sogno: aiutare i bambini della Moldavia. Gesti concreti  per  generare la nostra parte di solidarietà, perché nessuno si senta paralizzato dall'indifferenza che ci circonda!
Nella vita di ogni associazione avviene sempre un miracolo, frutto di un'alchimia meravigliosa e sempre un pò complicata: il singolo gesto di carità e di bene, diventa un compito comune, che ha  come obiettivo quello di costruire un modo più bello e più felice di vivere. Insieme, con la forza delle nostre idee. Con il coraggio delle nostre convinzioni, uniti, coesi, pronti a prendere a calci ogni tentazione d'individualismo esasperato ed ogni spasmo di protagonismo. Pronti ad allontanare ogni voglia di mettersi in mostra da soli, a scapito dell' insieme.
Credo che il sito in un modo più  chiaro risulti un invito accattivante a partecipare meglio. Del resto, la forza del volontariato è la partecipazione, la condivisione, la scommessa  a non rimanere ai margini della storia, ma a buttarti anche tu , con gli altri, col tuo volto e con la tua voce che fa sintesi con la voce di tutti gli altri. Per riscrivere insieme il lessico della solidarietà e inaugurare una nuova stagione d'impegno civile! Insieme alle molte iniziative  che ci hanno contraddistinto, ora all'orizzonte intravvedo la sfida più ardua, la più difficile e decisiva: costruire una comunità di volontari, un noi maggiormente coeso e consapevole.
Lo so, adesso esagero, mi direte voi, chiedo troppo come al solito, però come diceva Eraclito di Efeso: "Se uno non si aspetta l'impossibile, non lo raggiungerà mai"...
Grazie di cuore a chi ha affrontato la fatica del nuovo sito per regalarci uno strumento duttile per sentirci insieme più Dalet! 

 (don Giovanni Pauciullo)

sabato 15 gennaio 2011

lunedì 20 dicembre 2010

Come sono nati "gli amici della Moldavia".......

Per colpa di una fotocopiatrice…..

Un giorno, una ventina di anni fa, invitai a riparare la fotocopiatrice della Scuola Materna, presso la quale ero educatrice, un amico, Fausto Fugazza, tecnico esperto in questo campo e impegnato come cristiano in un Movimento (MROC- movimento rinascita oriente cristiano), che si impegnava a portare aiuti nei paesi dell’Est europeo. Egli, essendo in pensione, faceva frequenti viaggi con il suo pulmino, caricandolo di abiti usati per distribuirli direttamente alle persone più povere, dapprima in Romania e, in quel momento, in Moldavia.
Conoscendo le buone condizioni di vita dell’ambiente nel quale lavoravo, gli chiesi se poteva interessargli una raccolta di abiti usati per bambini, perché, in questo caso, mi sarei interessata di coinvolgere le famiglie della mia scuola.
Accolse la proposta con entusiasmo e così si attivò la prima raccolta di abiti usati e giocattoli che partì proprio dalla mia scuola.
Ben presto, da parte di chi con generosità portava sacchi di abiti, mi venne chiesto se potevano essere utili abiti per persone adulte, soprattutto pesanti. Anche questa proposta venne ritenuta una vera manna per la gente del Nord, soprattutto tenendo presente che in Moldavia il freddo invernale è veramente rigido e dura tanti mesi. Io cominciai ad invitare vari amici a darmi una mano e nel giro di poco tempo fummo in una dozzina ad accogliere con passione questo impegno, industriandoci secondo le necessità che ci venivano segnalate dall’amico Fausto Fugazza a recuperare ciò di cui in quel momento c’era bisogno.
Da quel momento siamo diventati “gli amici della Moldavia!”
Settimanalmente ci si ritrovava a selezionare gli abiti, a preparare gli scatoloni di vestiti suddivisi fra pesante e leggero, uomo, donna e bambino. Questo lavoro avveniva nelle nostre cantine, che si riempivano fino alla saturazione di scatole. Poi, con un vero colpo di fortuna, ottenemmo per qualche mese di poter usare un capannone vuoto in una cascina, al quartiere Barona, che però andava svuotato prima di settembre perché serviva per la raccolta del riso. Qui raccogliemmo, in una occasione, anche materassi, suppellettili, letti e sedie che il Policlinico di Milano ci donò, dovendo svuotare l’ex Convitto per le infermiere e che venne destinato ad un cronicario per anziani.
La partenza del nostro primo TIR per la Moldavia rappresentò per tutti noi un momento davvero emozionante: il lavoro in ogni caso ci ha dato la possibilità di rinsaldare vincoli di amicizia, di farci vivere momenti molto divertenti, nonostante la fatica, il caldo e … il male di schiena che ci accomunava. In un anno riuscimmo a inviare cinque Tir!
La cosa più importante è che in Moldavia l’amico Fausto, che vi trascorre molti mesi all’anno per poter giungere a coprire alcune necessità umane, entra direttamente nelle case dei poveri, di cui viene a conoscenza tramite alcune amicizie che si è fatto laggiù o chiedendo ai sindaci dei paesi meno conosciuti o più lontani dalla capitale Chisinau,  portando a loro personalmente abiti e qualche aiuto economico, frutto di raccolte che facciamo tra noi e altri nostri amici.
Per il lavoro di selezione e imballaggio siamo stati ospitati anche in un ambiente, ex palestra, concessoci da don Roberto Rondanini, nella sua parrocchia di san Nazaro e Celso alla Barona.
A volte subentrano delle difficoltà per quanto riguarda la destinazione: il governo moldavo, in alcuni momenti, è diventato molto meno disponibile ad accogliere gli aiuti umanitari, nonostante la situazione davvero drammatica della popolazione, per questo per un certo periodo abbiamo dirottato il nostro lavoro verso l’Ucraina, paese meno povero, ma ugualmente bisognoso di aiuto. L’attività poi, fortunatamente, si è orientata ancora verso la Moldavia, perché sembra che si siano superate le difficoltà di accoglienza dei “nostri” Tir.
Siamo anche riusciti a sensibilizzare tante persone per sostenere varie famiglie moldave  attraverso delle “adozioni a distanza”, con la sicurezza che tutti i nostri aiuti giungono davvero a destinazione. Noi ringraziamo di cuore tutti quelli che ci hanno aiutato ad aiutare chi è davvero in difficoltà.

                                                             Donatella



giovedì 30 settembre 2010

Spirito Santo, torna a parlarci – don Tonino Bello

Spirito Santo, che riempivi di luce i Profeti e accendevi parole di fuoco sulla loro bocca,
torna a parlarci con accenti di speranza.
Frantuma la corazza della nostra assuefazione all'esilio.
Ridestaci nel cuore nostalgie di patrie perdute.
Dissipa le nostre paure.
Scuotici dall'omertà.
Liberaci dalla tristezza di non saperci più indignare per i soprusi consumati sui poveri.
E preservaci dalla tragedia di dover riconoscere che le prime officine della violenza e della ingiustizia sono ospitate nei nostri cuori.
Donaci la gioia di capire che tu non parli solo dai microfoni delle nostre Chiese.
Che nessuno può menar vanto di possederti.
E che, se i semi del Verbo sono diffusi in tutte le aiuole, è anche vero che i tuoi gemiti si esprimono nelle lacrime dei maomettani e nelle verità dei buddisti, negli amori degli indù e nel sorriso degli idolatri, nelle parole buone dei pagani e nella rettitudine degli atei.

(don Tonino Bello)

No, non avete sbagliato blog. Con questa preghiera il gruppo di lavoro del progetto POLIS ha iniziato la sua prima riunione, sentendola propria, credenti e “diversamente credenti”, cristiani e musulmani, laici e consacrati.
La trovate  domenica prossima, in occasione della festa patronale,  in cartaceo, sul banco dell’associazione Berardi.

http://buonenotizienews.blogspot.com/search/label/Progetto%20POLIS

venerdì 3 settembre 2010

Festeggiamo i 15 anni di sacerdozio di don Giovanni

Festa per i 15 anni di sacerdozio di don Giovanni on PhotoPeach

martedì 31 agosto 2010

I quindici anni di don Pauciullo - Festa alla parrocchia di San Pio V

pubblicato su Avvenire di sabato 12 giugno 2010

Doppia festa oggi alla parrocchia di San Pio V e Santa Maria di Calvairate, in via Lattanzio 60.
Don Giovanni Pauciullo festeggia i suoi primi 15 anni di sacerdozio.
E l'associazione Dalet organizza il secondo Dalet Day.
Don Giovanni è molto stimato e amato in parrocchia e non solo.
Sempre disponibile, sacerdote appassionato, ma anche amico e confessore di tanti che col suo aiuto riescono a vivere meglio la fede.
Ha anche riorganizzato la Caritas parrocchiale puntando sull'integrazione delle risorse e dei carismi presenti.
Tante iniziative, ma con sempre al centro Cristo e la chiarezza delle responsabilità prime di un sacerdote.
La parrocchia si stringerà intorno a don Giovanni in particolare alle 18, durante la Messa.
Alle 21 cena con tutti gli amici e con una grande sorpresa.
Nel pomeriggio l'associazione Dalet animerà l'oratorio con stand, giochi, mercatini e tanto altro per fare conoscere le attività dell'associazione e divertirsi insieme. Tra l'altro alle 17 don Giovanni Pauciullo presenterà i due nuovi libretti di spiritualità e il giornalino dell'Associazione Jump.