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martedì 12 gennaio 2010

Essere voce guida, un servizio a lode del Signore

Ciao,
sono Raffaella, e faccio parte della comunità della nostra Parrocchia dall’età di due anni.
Oggi che di anni ne ho………., svolgo il “servizio” di voce guida durante le Celebrazioni della Chiesa, intesa come comunità di persone radunate per lodare il Signore.
In queste poche righe mi piacerebbe farvi comprendere la gioia che provo nell’adempiere a questo compito.
Ho iniziato tanti anni fa come lettore; confesso che, nei primi tempi, la voce mi tremava, e il cuore mi batteva per il timore di sbagliare.
Ora ho capito che sbagliare durante la lettura, non è un problema, importante è invece il “servizio” compiuto nei confronti della comunità parrocchiale con l’intento di promuovere la partecipazione attiva e fruttuosa alle celebrazioni liturgiche.
Chiudo queste mie poche righe col raccontarvi un episodio che ritengo istruttivo ed importante.
Qualche giorno fa, prima dell’inizio della Messa, non riuscivo a trovare un lettore. Ho chiesto quindi ad una mia amica se fosse disposta a farlo: mi ha risposto che si sarebbe fermata volentieri, anche se già aveva partecipato alla celebrazione precedente. L’ho ringraziata, e lei mi ha semplicemente risposto:
- Lo faccio per il Signore.-
Ecco, penso che questa sia l’unica ragione che debba animare ciascuno di noi.
E sempre per questa ragione è importante che si trovino altre persone disposte a svolgere questo compito. Si tratta, in fondo, di accettare un piccolo sacrificio, ripagato ampiamente dalla gioia di far qualcosa per gli altri.

martedì 11 dicembre 2007

FAI PARLARE LA PAROLA

"La Liturgia della parola è il tempo in cui Dio ci parla,
 comunicandoci la sua buona novella e
in cui noi gli diamo la nostra risposta di fede.
Troppo spesso invece riduciamo questo scambio
 ad una pura e semplice lettura di testi oscuri e lontani.
 Bisogna dunque distinguere e nello stesso tempo
 collegare fra loro Scrittura e Parola"
(Claude Duchesneau)

A chi non è capitato, entrando in qualche chiesa per partecipare all'Eucarestia, di non sentirsi minimamente sfiorato dal messaggio biblico che veniva proclamato? Una Parola che non riesce a far presa su chi è assillato dai problemi dell'esistenza quotidiana è destinata a non lasciare alcun segno. E' come se non fosse mai stata proclamata. Per questo non è in condizione di mordere sulla vita. La scarsa incidenza di tante celebrazioni della Parola di Dio può dipendenre dal fatto che la sua proclamazione avviene in un contesto liturgico per lo più insignificante: l'assemblea sembra spenta e distratta, la gente che va e viene in continuazione finisce per distrarre i presenti. Inoltre il delicato servizio di proclamare la Parola di Dio nelle nostre assemblee liturgiche spesso è affidato all'ultimo momento a persone magari di buona volonta, ma prive di ogni preparazione biblica e tecnica, che dunque non riescono a farsi capire bene. Il problema della proclamazione della Parola di Dio va affrontato in tutta la complessità dei suoi aspetti. Non ci si può limitare ad invitare all'ambone questo o quello. Non basta nemmeno che ci siano persone disponibili a prestare il servizio. L'esercizio di un ministero liturgico non va mai considerato come un dettaglio. E' una componente importante ed essenziale di una celebrazione che ha come protagonisti Dio e l'uomo, Costituisce elemento quanto mai significativo della identità ecclesiale dell'assemblea. La Parola di Dio non è proclamata solo per rievocare gli eventi biblici del passato, ne la sua funzione può essere limitata all'insegnamento morale. La proclamazione della Parola di Dio pone in risalto l'attualizzazione del progetto salvifico di Dio nell'oggi della storia e nella concretezza della situazione socio-culturale dell'assemblea. E' la Parola che si fa evento. Il Lettore, quindi, svolge una funzione ministeriale quanto mai importante, e ciò dovrebbe scoraggiare chiunque dall'affidare un simile compito tenendo presente solo la disponibilità delle persone. Se è vero che si tratta di un ministero delicato, bisogna anche preparare le persone a svolgerlo, tenendo presente gli obiettivi che devono essere raggiunti dalla proclamazione della Parola di Dio e le condizioni spirituali e teniche che un simile ministero comporta.
don Giovanni