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martedì 28 gennaio 2014

Classificazione dei vari tipi di magia secondo la Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana

 Secondo il medesimo Documento del Magistero si possono individuare in particolare tre diverse forme di magia:

a. «magia imitativa», secondo cui il simile produce il simile, ad esempio: il
trafiggere gli occhi di un pupazzo accecherà la persona da esso rappresentata;

b. «magia contagiosa», si basa sul principio del contatto fisico: per influire su una persona, il mago ha bisogno di qualcosa che le appartiene (peli, capelli, unghie, vestiti);

c. «magia incantatrice», che attribuisce un potere particolare a formule e azioni simboliche.

Inoltre, tradizionalmente si è soliti distinguere la magia in due grossi filoni:

1. «magia bianca», riguarda due campi diversi, il primo si riferisce a effetti strabilianti ottenuti con metodi naturali, come giochi di prestigio, illusionismo.... La Nota della CET ricorda che se i mezzi usati sono leciti e il fine è solo di stupire, non c’è nulla di male. Diversa valutazione per un secondo settore, dove i fini da raggiungere sono buoni (soluzione dei problemi economici, d’amore, malattie), ma perseguiti con mezzi discutibili che portano al mondo della superstizione e della truffa (talismani, filtri, amuleti....).

2. «magia nera», ricorre a evocazioni di forze demoniache, sotto i cui influssi pensa di operare. E’ indirizzata a scopi malefici: procurare malattie, disgrazie, morte, oppure pretende di piegare gli eventi a proprio vantaggio per conseguire onori e ricchezze. Il fine ultimo di questa forma di magia è quello di trasformare gli adepti in «servi di Satana». Rientrano in questo ambito i riti a sfondo satanico culminanti nelle «messe nere».

La distinzione, peraltro, non è priva di ambiguità: per molti maghi la loro magia è sempre «bianca» e quella dei concorrenti sempre «nera»...

In molte zone d’Italia, è diffusa l’idea della «fattura», eseguita a danno di qualcuno. Essa viene intesa generalmente come una maledizione in grado di arrecare del male a coloro contro cui è rivolta. In questo atto non si pensa necessariamente ad un’azione di tipo demoniaco. Nonostante la forte ingenuità che la contraddistingue, è comunque da ritenersi inaccettabile dal punto di vista cristiano.

Ben più grave è il "maleficio", che ha l’intenzione di consegnare oggetti, animali, ma soprattutto persone, al potere o comunque all’influsso del demonio. Esso assume le forme della «magia nera» ed è – ce lo ricorda ancora la Nota della CET – gravemente peccaminoso a causa dell’intenzione malvagia che lo origina e quindi al di là dei reali effetti. Per ciò che concerne la fattura e il maleficio, occorre nella valutazione un estremo equilibrio, non attribuendo sistematica­mente o in maniera superstiziosa tutti i mali che possono capitare nella vita all’intenzione malvagia di qualcuno. Non si può comunque escludere in pratiche di questo genere qualche partecipazione demoniaca al gesto malefico; giova comunque ricordare che gli studi di vari specialisti, nonché vari Documenti del Magistero invitano alla prudenza per non cadere in facili e ingenue «demonizzazioni»

domenica 29 settembre 2013

LA MENZOGNA DELLA MAGIA BUONA - Padre Francesco Bamonte

Chi afferma che esiste una magia buona, benefica, a servizio del bene e contro il male, afferma una grande menzogna in quanto la magia di per sé, intrinsecamente, per sua natura, è malefica. Non esistono magie buone. Tutta la magia, di fatto, è cattiva e pericolosa. Ed eccone i motivi.

• La magia pretende di appropriarsi e possedere con la volontà ciò che nell’autentica esperienza religiosa può essere solo libero dono di Dio. Mentre nella magia è l'uomo che ritiene di avere l'iniziativa mettendo al suo servizio forze molto più potenti di lui, nell’esperienza religiosa l’iniziativa è di Dio, che nel suo libero disegno salvifico, offre all'uomo la comunione di vita con Sé e in questa comunione gli offre anche i suoi doni meravigliosi.

• La magia invece di servire Dio, vuole servirsi di Lui. La magia è animata dallo spirito di arroganza e di superbia perché pretende di far obbedire Dio ai suoi ordini. Questo comportamento è chiamato anche «simonia» da Simone il mago, il quale voleva acquistare il potere spirituale che vedeva all’opera negli apostoli credendo in tal modo di rafforzare i suoi poteri magici. Ma Pietro gli rispose con parole molto dure: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio» (Atti 8,20).

• La magia attribuisce a sé un potere sovrumano al di fuori delle leggi fisiche o razionali, poiché parte dal presupposto di voler dominare forze occulte chiamate di volta in volta, entità o spiriti buoni o cattivi, energie benefiche o malefiche, fluidi positivi o fluidi negativi, e dal dominio su tali spiriti, energie e fluidi, vuole esercitare un potere sulla natura, sul presente, sul futuro, sulle persone, sugli oggetti, sugli eventi della storia e sullo stesso mondo ultraterreno; in sostanza non è altro che il tentativo illusorio di impadronirsi del potere stesso di Dio e di tutti i suoi requisiti e cioè la vera e propria pretesa di sostituirsi a Dio. Il mago incarna in sé dunque la massima espressione della superbia perché è l’uomo che intende fare di sé stesso Dio al posto di Dio non accettando di dipendere da Lui. È l’uomo fuorviato dalla menzogna che ripete il peccato dell’Eden consegnandosi nelle mani di Satana che gli dice: «Diventerete come Dio!». E’ la volontà di prendere nelle proprie mani Dio e non di mettersi nelle Sue mani. E’ la convinzione di poter catturare il mondo soprannaturale per fargli fare quel che si vuole. E’ una illusoria pretesa di onnipotenza.

Messi in chiaro questi tre punti, comprendiamo come l’atteggiamento magico è l’esatto contrario dell’autentico atteggiamento religioso che è abbandono fiducioso nelle braccia di Dio Padre buono, è sentirsi figlio di questo Padre, è sentirsi da Lui amato, è aver fiducia assoluta in Lui, è mettersi nelle Sue mani affidandosi interamente a Lui e alla Sua Provvidenza. E anche di fronte alle proprie necessità, l’atteggiamento religioso è domandare, implorare, pregare questo Padre buono, ma sempre alla fine rimettendosi con serenità alla Sua volontà sapendo che Egli può esaudirci, ma nella sua infinita sapienza e bontà può anche rispondere alla nostra domanda in un modo del tutto diverso, però proprio perché egli è Padre, sempre con un fine buono per noi che siamo i suoi figli. 

Fede quindi è dire come recita il Padre nostro: «Sia fatta la tua volontà». Magia è pretendere invece: «Che sia fatta la mia volontà a qualsiasi costo, magari al costo di un male per altri». Tra l’uno e l’altro atteggiamento c’è un abisso. Che si proponga il bene o il male, che pretenda di servirsi di quelli che chiama spiriti, entità, forze, energie o fluidi buoni (magia bianca) o spiriti, entità, forze, energie o fluidi cattivi (magia nera), la magia è dunque sempre in antitesi assoluta con la fede. L’unica cosa che magia e religione hanno in comune è il credere che esista “qualcosa” di là del mondo sensibilmente sperimentabile, ma divergono nettamente nella concezione di questo qualcosa e dei rapporti di esso con l'uomo. La religione è in riferimento alla divinità, la quale di norma è concepita libera rispetto all'uomo. La magia invece pretende di usare a suo piacimento forze nascoste, occulte, assoggettabili all'azione costrittiva dell'uomo. L'uomo religioso ha un atteggiamento sommesso, umile, orante e abbandonato, il mago ha un atteggiamento da spavaldo dominatore del bene e del male.

Un esempio pratico di Massimo Introvigne per distinguere la grande diversità tra questi due atteggiamenti, lo riporto nel mio libro: «Cosa fare con questi maghi?», ed è questo: «Se avendo bisogno della pioggia, mi rivolgo con una preghiera a Dio sapendo bene che Dio risponderà comunque in modo sovrano e libero alla mia invocazione (cioè risponderà o concedendomi la pioggia oppure non concedendomela), ed io resto fermo nella mia fede in Lui e sereno davanti alla sua libera decisione, allora il mio è un atteggiamento perfettamente religioso. Se invece, avendo bisogno della pioggia, sono convinto che mi basti recitare una formula per obbligare Dio, oppure una divinità o uno spirito, o forse il diavolo, a far piovere, allora io sono in pieno atteggiamento magico-superstizioso».

2 In che modo l’uomo “magico” esercita questa volontà di dominio? Attraverso iniziazioni ricevute da altri maghi o attraverso studi e ricerche personali per mezzo delle quali accede alla conoscenza di formule segrete, di gesti e azioni simboliche che dovrebbero produrre determinati effetti, come anche al segreto degli amuleti, dei talismani, dei tarocchi, alla confezione di filtri, polverine, malefìci, ecc.

 Tutto ciò è chiamato anche «esoterismo» ed «occultismo». Scrive Carlo Climati: Storicamente, l’esoterismo è sempre stato in contrapposizione al cristianesimo. Gesù è l’anti-esoterico per eccellenza. Negli insegnamenti di Gesù non c’è nulla di segreto. Cristo desidera far conoscere il più possibile il suo messaggio. Non a caso, il suo invito è: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura». Perciò, nessuno è escluso. L’esoterismo, invece, è qualcosa di nascosto, di oscuro, che viene svelato soltanto a pochi iniziati. Quindi, è esattamente il contrario del cristianesimo.

3 I più esposti sono i giovani, sia perché essi sono particolarmente vulnerabili al fascino dell’occulto e inclini al tentativo di voler sperimentare tecniche o formule o riti magici che promettono di accedere a poteri straordinari, sia perché il bombardamento dei mass-media li condiziona fortemente a voler provare. 
Scrive Carlo Climati nel suo libro: «I giovani e l’esoterismo»: «Oggi si spinge i giovani a credere che l’esoterismo sia un fuoco non pericoloso, un fuoco simpatico, un fuoco che non brucia. E quindi perché non toccarlo? Perché non provarlo?».

A differenza delle vecchie favole con incantesimi, streghe, e fate create come sogno, come ad esempio: «Biancaneve e i sette nani», «Pinocchio», «Cenerentola», «La bella addormentata nel bosco», «Peter Pan», il caso più evidente di spinta all’esoterismo, è la serie dei film di «Harry Potter» nei quali troviamo un vero e proprio tentativo di indurre i ragazzi, con inviti a volte impliciti, a volte palesi, alla vera e propria pratica dell’occulto. Oltre al grande danno che questi film fanno anche sul piano emotivo a quella fascia d’età di bambini che vanno dai tre ai sette anni per le impressionanti orride scene che vengono mostrate, «Harry Potter» attinge in maniera chiarissima dalle idee della New Age e insegna apertamente che esiste una magia e una stregoneria buona, il che è falso.

4 Sembra che il messaggio di questo film sia: «Ragazzi, se vi allenate, se vi esercitate nelle pratiche magiche, potrete ottenere dei successi nella vita» e ciò è quanto mai diseducativo e pericoloso. 

Scrive Carlo Climati nel libro citato: «I ragazzi di oggi sono bombardati da una serie di messaggi che li portano a simpatizzare per la magia, nelle sue diverse espressioni. … Un grande equivoco, che trae in inganno tantissimi ragazzi, è quello di credere che esista una magia “buona” (la magia bianca) e una magia “cattiva” (magia nera). Nulla di più falso. Non esistono magie buone e magie cattive. Tutta la magia di fatto, è cattiva e pericolosa, in quanto pone l’uomo in una condizione di schiavitù e di condizionamento psicologico». Riferendosi poi al noto telefilm «Streghe» che la televisione italiana di Stato, RAI 2, trasmette da vari anni, egli aggiunge: «Nel telefilm la magia viene dipinta come uno strumento positivo, che permette di risolvere i problemi dell’umanità. Questo falso messaggio in favore di un presunto “esoterismo buono” è rafforzato da alcuni elementi fuorvianti, che contribuiscono a confondere ancora di più la mente dei giovani. … 
Il grande inganno sta proprio in questi falsi messaggi “buonisti” che bombardano i giovani telespettatori. 
E’ come se una voce ripetesse continuamente dal piccolo schermo: Le streghe sono buone. Le streghe sono dolci. Le streghe sono belle. La magia non fa male.

 Esiste una magia positiva. Bisogna credere nella magia». Questa menzogna è dunque tanto più funesta quanto più la magia viene proposta in tali film e telefilm insieme a valori umani positivi quali la simpatia, l’intelligenza, l’amicizia, lo sforzo, il sacrificio e persino il perdono, con il fine di rafforzare sempre più l’idea di una compatibilità tra la magia e il bene, cioè appunto una magia buona. Anche i maghi che ricevono i clienti nei loro studi, fanno uso di un linguaggio nobile, edificante, dolce, accogliente, con lo scopo di creare una falsa atmosfera di bontà, di amicizia, di simpatia, ma è tutto un trucco per ingannare. 
Alcuni addirittura usano anche il nome di Dio e dei Santi sia nei loro discorsi, sia nei loro rituali, solo per rassicurare e ingannare meglio il cliente, infatti se essi dicessero lealmente chi sono, quello che fanno e perché lo fanno, nessuno si accosterebbe a loro; coprono perciò tutto con il sacro: immaginette di santi, statue e quadri appesi di padre Pio, di papa Giovanni, e dell’attuale Santo Padre, insieme a sale, incenso e oggetti a loro dire benedetti, cioè fatti passare come se fossero benedetti dalla Chiesa.

Una parola che viene usata spesso nel mondo dell’esoterismo è «energia». Ma che cosa significa esattamente? 
Scrive Carlo Climati: «Nessuno lo ha mai capito. Si tratta di un termine vago e fumoso che maghi e astrologi utilizzano per ingannare la gente, soprattutto quando parlano in televisione. Spesso li sentiamo dire: «Bisogna togliere le energie negative», «Cerchiamo di conquistare un po’ di positività», «Bisogna eliminare le negatività». Che cosa significa tutto ciò? Nulla. Semplicemente aria fritta. Purtroppo, però, molti ragazzi assimilano questo tipo di linguaggio, che ritrovano anche nelle loro riviste preferite. Credono davvero di dover sfuggire alle «energie negative». E così, si affidano alla magia e agli amuleti per sperare di cambiare la propria vita. Tutti questi esempi dovrebbero contribuire a smascherare il grande inganno della magia “buona”, alla quale credono moltissimi ragazzi. Non esiste una magia buona. Tutte le magie sono cattive, perché conducono i giovani sulla strada della schiavitù e del non-impegno nella vita quotidiana.


5 Tra gli amuleti e talismani della falsa magia buona, oggi si è aggiunta la cosiddetta cristalloterapia che parte dal principio che i cristalli avrebbero un’intelligenza nascosta in grado di influenzare la nostra vita. La cristalloterapia insegna a contattare il loro presunto «potere». Anche questa -ci ricorda l’autore sopra citato
è una trappola esoterica. Tanti, giovani o adulti, soli o in difficoltà, si aggrappano disperatamente a questi «alleati» di pietra, nell’illusione che possano cambiare la loro vita. A volte rappresentano un rifugio, una speranza, l’illusione di risolvere immediatamente un problema.

Padre Francesco Bamonte


lunedì 17 giugno 2013

I peccati contro il primo comandamento: OCCULTISMO, MAGIA, SATANISMO

Nel rispetto del Primo Comandamento rientra anche il rifiuto di ogni forma di occultismo, quali sedute spiritiche, scritture e registrazioni automatiche, cartomanzia, negromanzia, pranoterapia, il ricorso a medium e maghi, e il culto dato al demonio attraverso il satanismo.
Tra le condotte direttamente e formalmente contrarie al Primo Comandamento, sono da annoverare tutte le forme di occultismo e di culto dato al demonio. Si tratta di peccati molto gravi perché attraverso essi, in maniera diretta o indiretta, non soltanto si nega a Dio il culto che gli è dovuto, ma ci si prostra in adorazione ai nemici di Dio e dell'umana salvezza, ovvero ai demoni.
In linea di massima il mondo dell'occulto abbraccia tutte quelle realtà la cui conoscenza, per volontà dell'Altissimo, è negata all'uomo e dinanzi a cui l'unico atteggiamento che l'uomo dovrebbe tenere, è quello dettato dall'umiltà e dalla fede, intese come assenza di curiosità, rinuncia a violare dei limiti umanamente invalicabili, accettazione serena di ciò che la fede dice su queste materie. Queste realtà, la cui conoscenza è inibita all'uomo, si riducono, fondamentalmente, alla vita oltre la morte e alla conoscenza del futuro.
Il Vangelo, nella parabola del ricco epulone, ci ricorda che tra il regno dei vivi e il regno dei morti è posto un limite invalicabile (cf Le 16,19-31); esso fa da eco all' episodio di negromanzia in cui cadde l'empio re Saul narrato nel primo libro del profeta Samuele e che Dio condannò severamente per bocca di questi (cf 1 Sam 28). Per ciò che concerne il futuro, basti quanto disse il Signore nell'imminenza della sua Ascensione, quando non volle soddisfare la domanda dei suoi Apostoli se fosse giunta l'ora della restaurazione del regno di Israele (cf At 1,4-9). Su queste realtà la Fede ci trasmette delle Verità semplici ed essenziali: coloro che muoiono si presentano immediatamente al cospetto di Dio per il Giudizio particolare, a cui segue l'immediata destinazione dell'anima in Paradiso, in Purgatorio o all'inferno, in attesa della risurrezione della carne. Per ciò che concerne il futuro, come insegna anche san Tommaso d'Aquino, Dio solo ne ha la conoscenza certa e infallibile e con Lui soltanto coloro a cui Egli partecipa questa sua propria e particolarissima proprietà (i profeti e alcuni Santi). Ora, con le pratiche occulte l'uomo, rivolgendosi a presunti "maghi" (che in realtà sono sempre strumenti di satana, a meno che non siano cialtroni o ciarlatani), cerca di violare queste porte sigillate per avere la conoscenza di tali realtà. Ecco dunque il gravissimo peccato di negromanzia ("arte di interrogare i morti"), le sedute spiritiche (in cui si evocano i morti tramite dei medium) e le recenti (e purtroppo praticatissime anche dai fedeli) tecniche occulte della scrittura automatica (un medium comincia a scrivere, in trans, messaggi dati da un presunto defunto) o della registrazione automatica (attraverso un medium lo spirito evocato parla con la stessa voce della persona defunta). Stando a ciò che insegnano gli esperti del settore, cioè gli esorcisti, i fedeli che si illudono attraverso queste pratiche di entrare in contatto con i morti, sappiano che in realtà entrano in contatto con i demoni e, oltre che offendere gravemente Dio, si espongono al pericolo grave e attuale di incorrere in mali di origine malefica (non esclusa la possessione diabolica). Solo Dio, in alcune circostanze, dà a qualche anima eletta il dono di entrare in contatto con le anime dei defunti oppure di conoscere particolari dell' altro mondo (si pensi alle esperienze mistiche di santa Faustina Kowalska o di santa Teresa d'Avila, che videro in visione l'inferno). Ma, in questo caso, sono doni liberamente dati da Dio per l'edificazione di tutti e non violenze o tentativi di "invasioni" operati dall'uomo che non si rassegna ad accontentarsi di quanto basta sapere attraverso la fede.
Per ciò che concerne la conoscenza del futuro, abbiamo i gravissimi peccati di chiromanzia (lettura del futuro attraverso i segni della mano), di cartomanzia (lettura del futuro attraverso le carte e i tarocchi) e, in generale, di magia (consultare un sedicente mago al fine di conoscere il futuro). Anche in questo caso chi viene consultato non è il mago ma il demonio e non c'è da stupirsi che a volte qualche predizione si avveri, perché il demonio, pur non conoscendo con certezza i futuri contingenti (cioè gli eventi che dipendono totalmente dalla libertà dell'uomo o dai "casi fortuiti"), essendo molto intelligente, è capace di prevedere (prevalentemente e a grandi linee) molti di essi. L'occultismo è a volte usato come strumento per procurare qualche beneficio (cosiddetta magia bianca) oppure maleficio (cosiddetta magia nera). La pranoterapia, alcune forme particolari di ginnastica (quali per esempio yoga e Reiki) o altre pratiche volte a procurare qualche beneficio o togliere malefici (per esempio il malocchio) appartengono al medesimo genere.
Il ricorso a maghi per procurare malefici attraverso fatture, legature, malocchi, talismani, amuleti, ecc., configura le principali fattispecie di magia nera. Pur essendo queste ultime pratiche assai più gravi delle prime (perché mosse dall'odio verso qualche persona), gli esorcisti affermano che anche la cosiddetta magia bianca non si deve praticare, perché è sempre un ricorso alle forze demoniache, le quali concedono qualche apparente beneficio come "prezzo" dell'anima che si consegna a loro attraverso il ricorso all'occulto.
Infine, è oggi quanto mai diffuso il vero e proprio satanismo, ovvero il culto reso al demonio in odio a Dio o per ricevere da lui beni, ricchezze e piaceri della vita. Gli atti con cui si compie in modo diretto questo esecrabile delitto sono la consacrazione a satana (normalmente con un patto scritto col proprio sangue), la partecipazione agli atti di culto rivolti a satana (di cui il principale è la messa nera) e l'affiliazione ad una setta satanica. Ci si rende tuttavia soggetti ai nefasti influssi dei nemici di Dio pure approvando eventi o cerimonie di chiara origine satanica o (peggio) partecipando ad essi, anche se non se ne è a conoscenza. A questo riguardo la stolta ed esecrabile celebrazione della festa di Halloween è uno (ma purtroppo non l'unico) dei chiari e lampanti esempi del grado a cui può giungere la stoltezza dell'uomo, che rinnegando Dio, consegna se stesso (ed anche la sua intelligenza e buon senso) in balia del mondo delle tenebre.

Don Leonardo Maria Pompei


giovedì 21 marzo 2013

Confessioni a Padre Pio


Un signore, tra il 1954 e il 1955 andò a confessarsi da Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Quando finì l’accusa dei peccati padre Pio chiese: "Hai altro?" ed egli rispose, "No padre". Il padre ripeté la domanda: "Hai altro?" "No padre". Per la terza volta padre Pio gli chiese: "Hai altro?". Al reiterato diniego si scatenò l’uragano. Con la voce dello Spirito Santo padre Pio urlò: "Vattene! Vattene! Perché non sei pentito dei tuoi peccati!".
L’uomo rimase impietrito anche per la vergogna che provava di fronte a tanta gente. Quindi cercò di dire qualcosa…ma padre Pio continuò: "Stai zitto, chiacchierone, hai parlato abbastanza; ora voglio parlare io. E’ vero o non è vero che frequenti le sale da ballo?" – " Si padre" – "E non sai che il ballo è un invito al peccato?". Stupito non sapevo che dire: nel portafoglio avevo il tesserino di socio di una sala da ballo. Promisi di emendarmi e dopo tanto mi diede l’assoluzione.

Le bugie

Un giorno, un signore disse a Padre Pio. "Padre, dico bugie quando sono in compagnia, tanto per tenere in allegria gli amici.". E Padre Pio rispose: "Eh, vuoi andare all’inferno scherzando?!"

La mormorazione

La malizia del peccato della mormorazione consiste nel distruggere la reputazione e l’onore di un fratello che ha invece diritto a godere di stima.
Un giorno Padre Pio disse ad un penitente: "Quando tu mormori di una persona vuol dire che non l’ami, l’hai tolta dal cuore. Ma sappi che, quando togli uno dal tuo cuore, con quel tuo fratello se ne va via anche Gesù".
Una volta, invitato a benedire una casa, arrivato all’ingresso della cucina disse "Qui ci sono i serpenti, non entro". E ad un sacerdote che spesso ci andava per mangiare disse di non andarci più perché li si mormorava.

La bestemmia

Un uomo era originario delle Marche ed insieme ad un suo amico era partito dal suo paese con un camion per trasportare dei mobili vicino a San Giovanni Rotondo. Mentre facevano l’ultima salita, prima di giungere a destinazione, il camion si ruppe e si fermò. Ogni tentativo di farlo ripartire risultò vano. A quel punto l’autista perse la calma e preso dall’ira bestemmiò. Il giorno dopo i due uomini andarono a San Giovanni Rotondo dove uno dei due aveva una sorella. Tramite lei riuscirono a confessarsi da Padre Pio. Entrò il primo ma padre Pio non lo fece neanche inginocchiare e lo cacciò via. Venne poi il turno dell’autista che cominciò il colloquio e disse a Padre Pio: "Mi sono adirato". Ma Padre Pio gridò: "Sciagurato! Hai bestemmiato la Mamma nostra! Che ti ha fatto la Madonna?". E lo cacciò via.

Il demonio è molto vicino a coloro che bestemmiano.

In un albergo di San Giovanni Rotondo non si poteva riposare né di giorno né di notte perché c’era una bambina indemoniata che urlava da fare spavento. La mamma portava ogni giorno la piccola in Chiesa con la speranza che Padre Pio la liberasse dallo spirito del male. Anche qui il baccano che si verificava era indescrivibile. Una mattina dopo la confessione delle donne, nell’attraversare la chiesa per far ritorno in convento, Padre Pio si ritrovò davanti la bambina che urlava paurosamente, trattenuta a stento da due o tre uomini. Il Santo, stanco di tutto quel trambusto, diede una pestata sul piede e poi una violenta pacca sulla testa, gridando. "Mo basta!" La piccola cadde a terra esamine. Ad un medico presente il Padre disse di portarla a San Michele, al vicino santuario di Monte Sant’Angelo. Arrivati a destinazione, entrarono nella grotta dove è apparso san Michele. La bambina si rianimò ma non c’era verso di farla avvicinare all’altare dedicato all’Angelo. Ma ad un certo punto un frate riuscì a far toccare l’altare alla bambina. La bambina come folgorata cadde a terra. Si risvegliò più tardi come se non fosse successo nulla e con dolcezza chiese alla Mamma: "Mi compri un gelato?"
A quel punto il gruppo di persone ritornò a San Giovanni Rotondo per informare e ringraziare Padre Pio il quale disse alla Mamma: "Di a tuo marito che non bestemmiasse più, altrimenti il demonio ritorna".

Mancare all’Eucarestia

Un giovane medico, agli inizi degli anni ’50, andò a confessarsi da Padre Pio. Fece l’accusa dei suoi peccati e rimase in silenzio. Padre Pio chiese se avesse altro da aggiungere ma il medico risposte negativamente. Allora Padre Pio disse al medico "Ricordati che nei giorni festivi non si può mancare neanche ad una sola Messa, perché è peccato mortale". A quel punto il giovane ricordò di avere "saltato" un appuntamento domenicale con la Messa, qualche mese prima.

La magia

Padre Pio proibiva ogni forma di ricorso allo spiritismo ed alle pratiche dell’occulto. Una signora racconta: "Mi confessai da Padre Pio nel mese di novembre del 1948. Tra le altre cose disse al Padre che nella nostra famiglia eravamo preoccupati perché una zia leggeva le carte. Il padre con tono perentorio disse: "Gettate via subito quella roba".

Il divorzio

Nella famiglia unita e santa, Padre Pio vedeva il luogo dove germoglia la fede. Egli diceva. Il Divorzio è il passaporto per l’Inferno.
Una giovane signora, terminata la confessione dei propri peccati, ricevette la penitenza da Padre Pio che le disse: "Devi chiuderti nel silenzio della preghiera e salverai il tuo matrimonio".
La Signora rimase sorpresa perché il suo rapporto matrimoniale non aveva problemi. Dovette invece ricredersi di li a poco quando una tempesta colpì il suo rapporto matrimoniale. Lei era però preparata e seguendo il consiglio di Padre Pio, superò quel triste momento evitando la distruzione della famiglia.

L’Aborto

Un giorno, padre Pellegrino chiese a Padre Pio: "Padre, lei stamattina ha negato l’assoluzione per un procurato aborto ad una signora. Perché è stato tanto rigoroso con quella povera disgraziata?".
Padre Pio rispose: "Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore. L’aborto non è soltanto omicidio ma pure suicidio. E con coloro che vediamo sull’orlo di commettere con un solo colpo l’uno e l’altro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra fede? Vogliamo recuperarli si o no?"
"Perché suicidio?" chiese padre Pellegrino.
"Assalito da una di quelle insolite furie divine, compensato da uno sconfinato entroterra di dolcezza e di bontà, padre Pio rispose: "Capiresti questo suicidio della razza umana, se con l’occhio della ragione, vedessi "la bellezza e la gioia" della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se riflettessi, allora si che capiresti la duplice gravità dell’aborto: con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori. Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini.
Il mio rigore, in quanto difende il sopraggiungere dei bambini al mondo è sempre un atto di fede e di speranza nei nostri incontri con Dio sulla terra.