Visualizzazione post con etichetta Card. Gianfranco Ravasi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Card. Gianfranco Ravasi. Mostra tutti i post

sabato 8 dicembre 2012

L'Annuncio a Maria – Cardinale Gianfranco Ravasi

Quale dev'essere la nostra risposta al dono supremo? Nel rac­conto dell'annunciazione la risposta è formulata attraverso una autodefinizione di Maria: "Io sono la serva del Signore". L'a­spetto di umiltà in quella parola "serva" è stato spesso sottoli­neato e non sempre felicemente, dirottato spesso verso consa­pevoli o inconsce conclusioni antifemminili: l'umiltà, il nascon­dimento, la discrezione devono essere le doti della donna che vuole imitare Maria.

In realtà il titolo è solenne, è quello che esprime dignità della sposa ed è anche il titolo classico dei per­sonaggi che devono espletare una funzione decisiva nella storia della salvezza: servo del Signore è Abramo, è Mosè, Giosuè, è Davide, sono i profeti e "Servo del Signore" per eccellenza sarà il Messia: Maria ha la coscienza che in lei, donna semplice e co­mune, Dio ha realizzato l'intervento grandioso e definitivo del­la salvezza "attesa da tutte le generazioni".

Maria afferma, quin­di, la piena coscienza della sua vocazione e del suo destino: E da questo momento in avanti la sua missione è quella di acco­gliere il dono sublime di quel figlio: "avvenga di me quello che hai detto".

Con questa adesione nella fede e nell'amore Maria diventa l'emblema del vero discepolo di Dio.

(Card. Gianfranco Ravasi)
 

Annunciazione
Affresco Cappella Ravacaldi
Cattedrale di Parma, Italy
 

Immacolata Concezione: E’ così che si appella la Madre di Dio Maria SS. apparendo a Santa Bernadette il 25 marzo del 1858 a Lourdes.
Alla giovane che Le chiedeva quale fosse il Suo nome, la “Bella Signora” rispose:
“Io Sono l’Immacolata Concezione”.
Questa rivelazione costituì certamente un evento eclatante in quanto fu una conferma del dogma proclamato da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854.
Con tale dogma viene dichiarato, affermato e definito che “la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certa ed immutabile per tutti i fedeli”. (Papa Pio IX, Ineffabilis Deus, 8 dicembre 1854)
L’Immacolata Concezione è quindi una Donna di nome Maria che per particolare privilegio di Dio e grazie ai meriti di Gesù Cristo, fu preservata dal peccato originale fin dal Suo concepimento.
Questa Donna fu destinata ad essere la “tutta pura e tutta santa”, la “piena di grazia”, la “Benedetta tra tutte le donne”, la “Madre di Dio”.

venerdì 1 giugno 2012

L'animo di Benedetto XVI ora è pieno di sdegno - Card. Gianfranco Ravasi

Il cardinale Gianfranco Ravasi critica le esagerazioni dei media. Troppi eccessi, "ma anche Gesù fu tradito"

Non escludo che nell’animo del Papa, nonostante la tranquillità che traspare all’esterno, ci sia quel sentimento che anche Gesù ha esplicitato: lo sdegno». Sono quasi le tre del pomeriggio quando il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, esce trafelato dai padiglioni di Fiera Milanocity, dove ha tenuto la relazione iniziale del convegno teologico-pastorale che ieri ha aperto il VII Incontro mondiale delle Famiglie, per poi tenere una conferenza stampa e infine rispondere a numerose interviste individuali. «Gesù conosce le ansie e le tensioni delle famiglie, anche quelle dei figli difficili dai comportamenti inspiegabili» ha ricordato nella relazione della mattina.

Eminenza, il Papa ha parlato del caso vatileaks e ha detto che gli avvenimenti di questi giorni lo hanno rattristato…

«Sì, ma ha anche ribadito la certezza sul sostegno che viene da Dio alla sua Chiesa».

In fondo ciò che è accaduto con l’arresto dell’aiutante di camera, ha colpito proprio la «famiglia» pontificia, la famiglia del Papa.

«La famiglia rappresenta una componente fondamentale della religione, è un modello che definisce la Chiesa stessa. In questa luce possiamo comprendere come lo splendore e la miseria umane, che emergono nella storia della famiglia, siano presenti anche nella famiglia della Chiesa».

Parliamo della Curia: i documenti pubblicati e quanto accaduto la scorsa settimana la fanno apparire attraversata da grandi tensioni. È così?

«Ci sono sicuramente i problemi, non lo nego. Del resto nella storicità ci si impolvera, senza dubbio. Si può talvolta camminare nel fango, è stato sempre così, per certi versi è inevitabile. Del resto, nella stessa esperienza di Gesù c’è stato un tradimento clamoroso da parte di una persona che aveva vicino, e stiamo parlando di qualcosa di più grave, mi sembra, rispetto alla cronaca di questi giorni. Detto questo, c’è stato e continua a esserci un’enfasi eccessiva che finisce per veicolare un’immagine della Santa Sede non corrispondente alla realtà».

Il Papa ha parlato di «illazioni gratuite»…

«Purtroppo il metodo normale della comunicazione è tutto incentrato sull’eccesso, esiste una mitizzazione dei fenomeni. Girando per il mondo, e parlando con tanti giovani, anche non credenti, ho trovato invece attenzione e disponibilità al dialogo e ho potuto così riscontrare che esiste una mitizzazione sulla Chiesa che non trova riscontro nella realtà».

Come sta reagendo Benedetto XVI di fronte a queste difficoltà?

«Devo dire che il suo atteggiamento sinceramente mi impressiona. L’ho visto da poco. Appare sereno, tranquillo, e io l’ho sempre conosciuto così, al contrario di certi cliché mediatici. Però non escludo che nel suo animo ci sia anche quel sentimento che Gesù stesso ha esplicitato, lo sdegno. Che non è l’ira né la collera. La mia è un’interpretazione, il Papa non lo fa mai trasparire, tutti riconoscono che è sereno. Ma la sua non è la serenità di chi ignora il male, indubbiamente le cose le conosce e ha un fortissimo senso morale».