lunedì 3 giugno 2013

La Beata Vergine Maria e le sue sette ancelle

Un giorno, durante la messa Salve sancta Parens, Metilde, mentre salutava Maria Santissima pregandola che le ottenesse il perdono dei suoi peccati, vide la Beata Vergine al cospetto del Signore.

Cadendo ai piedi di lei, ne toccò l'orlo delle lunghe vesti che scorrevano sino a terra e con quelle si asciugò il volto.

Poi alzandosi, le parve di essere circondata da parecchie vergini, e come desiderava conoscerle, la Beata Vergine le disse: «Queste vergini furono le mie Ancelle su la terra.

«La prima è la Santità, la quale mi servì fin dal seno di mia madre dove mi riempì dello Spirito Santo.

«La seconda è la Prudenza, la quale nell'infanzia mi preservò da qualsiasi atto puerile che non fosse conforme alla volontà di Dio.

 «La terza è la Castità, la quale mi servì nell'ora in cui l'Angelo mi salutò ed è l'amore di questa che mi suggerì la risposta ch'io gli feci.

«La quarta e l'Umiltà per la quale divenni madre di Dio mentre mi protestavo sua serva.

«La quinta è la Carità, la quale dal seno del Padre trasse il Figlio di Dio nel mio seno. Il cuore delle altre madri, durante la loro grossezza talvolta soffre deliqui per causa del dolore; il mio cuore invece non svenne mai se non per l'eccesso dell'amore. Come il cervo desidera le fontane, così io desideravo di contemplare l'Infante che portavo nelle mie viscere.
«La sesta Vergine è l'attenta Diligenza la quale mi servì in tutta la mia condotta nella nascita del Figlio mio, e mi fece compiere pienamente verso di Lui la volontà del Padre.

«La settima è la Pazienza: questa fu al mio servizio dalle prime ore dell'esistenza del Figlio mio sino alla ultima ora della sua Passione.
«Inoltre il santo e filiale Timor di Dio fu il mio fedele assistente, né mai lasciò che i miei piedi avessero a
sdrucciolare».
 
(Libro della grazia speciale)
 
Cupola della cattedrale di Parma, dipinti del Correggio

 

 

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