martedì 4 giugno 2013

"Che vuoi che io ti faccia?" - Guglielmo di Saint-Thierry



«Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe perché ci indichi le sue vie» (Is 2,3). Voi tutti, intenzioni, desideri intensi, volontà e pensieri, affetti e tutte le energie del cuore, venite, saliamo sul monte, giungiamo al luogo dove il Signore vede e si fa vedere.
Ma voi, preoccupazioni, sollecitudini e inquietudini, fatiche e schiavitù, aspettateci qui... finché, dopo essere andati fin lassù, ritorniamo poi da voi, dopo aver adorato (cfr Gen 22,5).
Dovremo infatti tornare, e ahimé, troppo presto.

Signore, Dio della mia forza, fa' che ci volgiamo a te: «Rialzaci, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi» (Sal 80,20). Ma Signore, quanto è inopportuno, temerario, presuntuoso, contrario alla regola portata dalla parola della tua verità e della tua sapienza, pretendere di vedere Dio con un cuore impuro!
O sovrana bontà, bene supremo, vita dei cuori, luce dei nostri occhi interiori, a motivo della tua bontà, Signore, abbi pietà. 

Eccola, la mia purificazione, la mia fiducia e la mia giustizia: la contemplazione della tua bontà, Signore buono!
Tu, mio Dio, hai detto alla mia anima, come sai fare: “Sono io la tua salvezza” (Sal 35,3).
Rabbunì, sovrano Maestro e insegnante, tu l'unico medico capace di farmi vedere ciò che desidero vedere, dì al tuo mendicante cieco: «Che vuoi che io ti faccia?» E sai bene, tu che mi dai questa grazia..., con quale forza il mio cuore ti grida: «Ho cercato il tuo volto; il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto» (Sal 27,8).

Guglielmo di Saint-Thierry, monaco benedettino poi cistercense

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