sabato 11 gennaio 2014

Siamo giunti in alto mare – Papa Clemente XII

Siamo giunti in alto mare.
Affinché, in mezzo agli scatenati venti avversi, il turbine delle acque non ci sommerga, abbiamo rivolto a Dio le Nostre preghiere e i Nostri indicibili lamenti perché ci soccorra copiosamente, con l’aiuto e il presidio della Sua efficacissima grazia, nell’incarico Apostolico da Noi assunto e nel condurre a buon fine questo oneroso impegno, che di gran lunga va oltre le nostre forze; e perché accolga con grande benevolenza le nostre preci che con insistenza innalziamo in queste ore di affanno.

Chi infatti non tremerebbe in tutto l’animo e in tutte le membra? Chi non sarebbe angosciato dal più afflittivo timore? Chi non sarebbe colto da profonda tristezza, constatando coi propri occhi e con la massima attenzione quanto sia penoso lo stato della Religione cattolica e di questa Sede Apostolica? 

Chi infine non piangerebbe tutte le sue lacrime per le tante orrende ferite inflitte alla nostra fede, alla nostra disciplina e ai nostri diritti? 

Ma non è il caso di ricordare e richiamare tanti mali e di passare sotto silenzio i rimedi coi quali possiamo far fronte a tante sciagure. 

Non vi è malattia tanto grave, tanto ostinata, tanto disperata, che non possa essere sanata o almeno soccorsa da Dio onnipotente in virtù della Sua ineffabile misericordia, che trascende la nostra capacità di comprenderla. 

Accostiamoci dunque con fiducia al Suo Trono, nel modo dovuto. 
Infatti le nostre armi con cui, forti e costanti, possiamo opporci a tanti mali, sono le preghiere, i digiuni, le elemosine; sappiamo che se ci rifugeremo in Lui e le Sue parole si imprimeranno in noi, potremo chiedere, e sarà esaudito ogni nostro desiderio. 
Rivolgiamoci dunque a Dio con tutto il nostro cuore, nel digiuno, nel pianto, nel lamento e non distogliamo lo sguardo dal povero, in modo che non accada che il Signore distolga lo sguardo da noi. 

Papa Clemente XII





giovedì 9 gennaio 2014

Le domande dell'uomo - Mons. Milivoj Bolobanic esorcista

Il mondo in cui viviamo pone all'uomo di oggi domande difficili e irresolubili: Da dove arriva il male? Perché succedono tante crudeltà nel mondo? Perché le guerre e i brutali massacri? Perché la distruzione disumana di tutto quello che l'uomo ha faticosamente costruito? Perché si è diffuso l'odio tra i popoli, l'odio che continua a devastare i rapporti umani? Perché le vendette che portano fino allo sterminio di intere nazioni? Come è possibile spiegare le innumerevoli stragi di vittime innocenti, donne, anziani, bambini..., violenze senza fine?... e tutto questo nel ventesimo secolo.

Perché il mondo civilizzato porta con sé tantissime ingiustizie sociali? Perché da una parte tanta gente muore di fame e dall'altra si butta un'enorme quantità di cibo? Perché esistono persone che nuotano nell'oro ed altre che non hanno nemmeno quel minimo indispensabile per la vita decorosa di una persona?

Perché oggi giorno l'intera umanità impiega tutte le sue risorse per accumulare armi, e intanto si muore di fame? Perché le armi?

E cosa dire delle tragedie personali? È difficile incontrare oggi una persona felice e contenta, quasi impossibile trovare una famiglia unita. Discordia, infedeltà coniugale, l'abituale divorzio, l'uso di stupefacenti, alcolismo, omosessualità, perversioni sessuali, i sempre più frequenti casi delle anormalità e malattie psichiche... sono le manifestazioni ordinarie che si possono individuare in una o più famiglie e persone.

Perciò, è assolutamente naturale che l'uomo si ponga la domanda: Da dove arriva il male? Ci chiediamo se esiste il modo o la possibilità di uscire da quell'incantato cerchio che ci stringe sempre di più. Esiste, dunque, la liberazione, la via per salvarsi?

L'uomo fa domande simili da quando è apparso sul nostro pianeta. I più grandi intelletti del mondo hanno cercato le risposte. Sono questioni studiate da filosofi, psicologi, moralisti, scrittori, registi del cinema, diversi analisti, fondatori di altre religioni e di movimenti religiosi. Ma nessuno di loro è mai riuscito a rispondere adeguatamente ad alcune questioni fondamentali e tantomeno a capire il modo di liberare le anime dalle catene del male.

Sapienza e mente umana non sanno rispondere a queste domande. Per esperienza sappiamo che la sofferenza segue l'uomo dalla culla alla tomba. Tutti gli sforzi umani, dal principio della sua vita sulla terra, si alimentano col desiderio di creare il paradiso terrestre; tuttavia, alla fine del ventesimo secolo dobbiamo disperatamente constatare di trovarci nella "valle delle lacrime".

L'uomo stesso causa tantissimi mali. Ma ne esistono tali che ci causano tormenti e non dipendono dalla nostra volontà. Qui intendo le calamità naturali, grandine e alluvioni devastanti, uragani e cicloni, vulcani e terremoti che distruggono in un attimo cancellando intere città e regioni con la loro popolazione.

E cosa dire delle malattie incurabili? Quanti ammalati ci sono negli ospedali senza una speranza di guarire? Come spiegare le nascite dei bambini handicappati, fisicamente e mentalmente disabili, tante volte proprio per colpa dei genitori?

Come giustificare gli esodi in questo "secolo avanzato" di tutti quei popoli costretti a lasciare le proprie case, i paesi con un sacchetto in mano e a doversi sistemare in una tenda, adeguandosi a condizioni di vita neanche minimamente igieniche,... felici di sopravvivere?

Dopo tutto questo non possiamo non vedere i diversi problemi morali e i disturbi mentali che tormentano l'anima e il cuore dell'uomo. Ricordiamo i bambini orfani che nella vita non proveranno mai l'affetto e l'amore materno; il dolore di un genitore davanti alla perdita del proprio figlio.

Tutti questi mali e sventure non hanno origine, almeno apparentemente, nella eventuale colpa del singolo. Viceversa, esistono le disgrazie e l'infelicità radicati dal male nell'animo umano. Nel nostro cuore nascono superbia, egoismo, invidia, gelosia, odio, impurità e al tre attitudini maligne. Sono le radici da cui germogliano delitti e guerre, che, in ogni epoca della storia, dietro di sé lasciano chilometri di deserto inaridito. Tutto ebbe inizio là, dove Abele fu vittima dell'invidia fraterna. Infine possiamo constatare che l'intera storia umana era, ed è ancora in tutte le sue epoche, macchiata di sangue, segnata dalla sofferenza, particolarmente in questo secolo.

Sì, l'uomo moderno è orgoglioso del progresso che sta realizzando. Ma possiamo dire che l'uomo di oggi e più felice dell'uomo di ieri? Attualmente, certo, godiamo dei vantaggi dallo sviluppo tecnologico che purtroppo con sé trascina le nuove forme del male. Il famoso E. Autexier ha detto: "Pensare di poter evitare la sofferenza, significa pensare invano!".

"La vittoria del mondo che in cinque parti è il figlio di satana; in tre parti il servo di satana, e in altre due parti indifferente verso Dio, è di spegnere la luce nelle anime dei santi. 

Difendetevi da voi stessi, dal mondo, dalla fisicità e dagli spiriti maligni. Ma soprattutto proteggetevi da voi stessi. Riparatevi, o figli, dalla superbia, mondanità, ipocrisia, accidia, torpore spirituale e avidità".

Mons. Milivoj Bolobanic


martedì 7 gennaio 2014

Il demonio e la tentazione - don Vincenzo Carone

Ia l´opera della sua Redenzione. Soltanto questo amore ricevuto e donato diventa carità che realizza la giustizia e il bene comune nella famiglia, nella Chiesa e nella società. Devi formare in te l´amore che Dio ti dona. 
Chiunque non realizza l´amore di carità diventa furbo. Nei rapporti umani, familiari e sociali costui illude e delude il prossimo. Il furbo è sempre astuto nel deformare la parola di Dio, la Chiesa e la missione che i sacerdoti devono compiere per il bene delle anime. Il furbo non prega mai, non si lascia mai sfuggire l´occasione per godere il piacere sessuale. La sua abilità a presentarsi come una persona amabile e per bene raggiunge sempre l´obiettivo che si propone. Il furbo è un essere ripugnante e disgustoso. La sua malizia è talmente raffinata che riesce sempre a trovare le argomentazioni che fanno centro nel cuore degli altri, è perfetto nell´ingannare gli altri. Riesce a coprire l´inganno in modo che la malizia che tiene del cuore possa essere esercitata nei peccati più vergognosi. Nella Chiesa nol demonio sa che la tentazione insistente facilmente ti porta allo scoraggiamento e a volte persino alla disperazione. Non dimenticare mai che la tentazione ti riporta nel momento in cui hai desiderato commettere un peccato, gli stessi sentimenti forti, la stessa fragilità e la stessa voglia di andare avanti fino all´appagamento della passione. Non pensare mai che questo sia un peccato, il peccato si compie con la volontà e soltanto con la volontà. Prega fervorosamente il Signore affinché ti aiuti a resistere all´attrazione malefica del peccato. La Madonna farà in modo che la tentazione sia contrastata dai mezzi spirituali adeguati in modo che la forza malefica del demonio non superi mai la tua forza (1Cor 10,13). 
Con umiltà e fiducia affida alla Misericordia di Maria la tua fragilità ed Ella trasformerà il tuo sacrificio in doni di Grazia e di santità. Tutti siamo tentati e tribolati, Dio però salva soltanto colui il quale si rivolge a Lui con uno spirito umile e contrito, quando arriverà il giorno stabilito dalla sua Provvidenza, Dio lo libererà e lo innalzerà fino ad annoverarlo tra i suoi Santi. (1Pt 5,6; Sal 33,19). 
Se vuoi sapere se vivi veramente di fede, esamina il tuo comportamento e la tua reazione quando sei tentato e tribolato dalle innumerevoli prove della vita. La santità della tua vita non viene mai dal potere di fare qualcosa che gli altri non sanno fare. La misura della tua perfezione nella vita cristiana viene data dalle tentazioni e dalle tribolazioni. Soltanto nella lotta contro le tentazioni tu meriti le Grazie che ti santificano. Nella sofferenza e nelle tentazioni tu puoi esercitare la virtù della fede e della speranza, e cosi acquistare meriti per il Cielo. Impara a sopportare te stesso nelle avversità senza mai perdere la speranza nella Provvidenza di Dio. Un cristianesimo senza le prove che calibrano la fede, è un cristianesimo senza la carità. Molti si preoccupano di accumulare una riserva di sentimenti buoni. 
I sentimenti, ance se buoni non sono adatti per respingere la violenza del male. 
Una persona che vive di sensazioni ,è priva di ogni capacità di edificare qualcosa di buono non solo nella vita cristiana, ma anche nella vita umana. La personalità umana e cristiana va edificata con innumerevoli sacrifici e rinunzie. 
Se tu vuoi esercitare una professione impegnativa, devi conquistare la capacità di esercitarla mediante molti sacrifici, rinunzie e soprattutto mediante un impegno costante. Tutti i matrimoni di coloro che si sposano perché “sentono qualcosa nel cuore” fanno una brutta fine, non è possibile amare una persona ed essere amato da lei senza essere disposti a innumerevoli sacrifici e rinunzie. Similmente nel tuo rapporto col Signore. La carità è l´amore che ricevi dal Dio Crocifisso, dalla tua croce tu devi ricambiare l´amore tenendo sempre presente che Lui ti ha redento, e ti ha dato la possibilità di completare nella tua vitn mancano coloro che sono furbi con il Signore, riescono sempre a liberarsi dalla efficacia della parola di Dio che hanno ascoltato. 
A volte la parola di Dio non interessa loro, altre volte non vogliono vedere la verità della loro coscienza. 
Il Salmo dice: il Signore è astuto con chi vuole fare il furbo. L´astuzia di Dio agisce in tre momenti. 
In un primo momento lascia fare, si comporta come se non sapesse nulla. Nel secondo momento “lo abbandona a satana” (San Paolo), lo lascia sotto l´influsso di satana in modo che commette tutto il male che satana gli suggerisce e gli insegna a realizzare. Il furbo sprofonda cosi nel peccato e si perfeziona sempre di più nella malizia. Il terzo momento: Dio fa vedere al furbo che non ha nessuna possibilità di uscire fuori dall´abisso in cui è precipitato e gli dona la Grazia di rivolgersi a Lui per chiedergli perdono.


Don Vincenzo Carone