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sabato 6 ottobre 2012

“Tra i cristiani troppo analfabetismo religioso” – Mons. Rino Fischella




Perché, si chiede l’arcivescovo, tanti credenti sono profondamente esperti nelle loro professioni e sulla fede hanno un vago ricordo del Catechismo?
L’Anno della Fede, che sarà aperto l’11 ottobre, a 50 anni dal Concilio, «è innanzitutto una opportunità che la Chiesa ha per restituire a molti cristiani il desiderio di essere veramente tali, vale adire ravvivare il dono della fede e soprattutto essere anche nella condizione di conoscere la fede». Lo dice, in un’intervista, l’arcivescovo Rino Fischella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione.

«Quello che noi oggi certamente verifichiamo - afferma – è un profondo analfabetismo che tocca anche i contenuti basilari della fede. Accompagnato anche dalla incapacità a saper dare delle ragioni del perchè si è cristiani». Secondo Fisichella, quindi, occorre «da un lato riprendere con seria considerazione il tema della propria formazione: non è pensabile che noi abbiamo tanti cristiani che sono profondamente esperti nelle loro materie e professionalità e sui contenuti della fede hanno un vago ricordo del Catechismo della Prima Comunione. E dall’altra «ci auguriamo realmente che l’Anno della Fede possa diventare opportunità perchè i credenti abbiano a ritrovare il gusto della
preghiera e della partecipazione soprattutto alla messa domenicale».

Il capodicastero vaticano spiega che «noi veniamo da un lungo periodo in cui l’essere credenti è equivalso ad appartenere a una tradizione. Oggi non è piu cosi». «Dati sociologici - sottolinea - ci mostrano come i sacramenti dell’iniziazione hanno una notevole diminuzione dovuta al fatto che siamo dinanzi a una nuova forma di ateismo». Per cui, secondo Fisichella, occorre «motivare presso i credenti» che non basta più «una appartenenza geografica di fatto cattolica, e neppure una tradizione familiare», ma che essere cristiani è «una scelta a cui deve corrispondere una conoscenza dei contenuti, cui si aderisce liberamente perchè fede è scelta di libertà, e dall’altra parte deve sollecitare a uno stile di vita coerente con la propria scelta».

Vatican Insider
ROMA 5 OTTOBRE 2012

sabato 10 marzo 2012

Senza fede l’Occidente è destinato al declino - Mons. Fisichella

Lo ha detto mons Fisichella durante un convegno alla Gregoriana. “Non è emarginando il cristianesimo che si potrà avere una società migliore”

«Se l’Occidente si vergogna di ciò che è stato, delle radici che lo sostengono e dell’identità cristiana che ancora lo plasma allora non avrà futuro. La conclusione potrà essere solo quella di un declino irreversibile». Lo ha affermato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione nel corso del ’Dies academicus’ svoltosi oggi all’Università Gregoriana sul tema «Nuova evangelizzazione: orizzonti, problemi e responsabilità».


Secondo mons. Fisichella, in Paesi che sono stati plasmati e formati dalla fede cristiana «la scelta che molti stanno compiendo di rimanere neutrali dinanzi alla religione è niente di più dannoso che si possa immaginare». «Vivere di indifferenza, agnosticismo e ateismo non solo non consentirà mai di giungere a una risposta sul tema fondamentale del senso della vita, ma non permetterà di raggiungere l’obiettivo dell’unità di queste terre - ha spiegato nel suo discorso riportato dall’Osservatore Romano -. Non è così che la storia progredisce. Non è emarginando nè esorcizzando il cristianesimo che si potrà avere una società migliore».


Per Fisichella, quindi, «mettere di nuovo al centro dell’impegno culturale e politico alcuni principi valoriali non potrà che essere efficace per il futuro». In primo piano, ha osservato, «la famiglia che rappresenta il soggetto determinante del tessuto sociale». Inoltre, «il primato della vita umana, dal suo primo istante fino alla sua conclusione naturale, appare come l’urgente presa di consapevolezza davanti a una generalizzata forma di denatalità e di spregio per la vita che pone in crisi la stessa sopravvivenza della civiltà».


«Noi cattolici - ha aggiunto il capo-dicastero vaticano - non indietreggeremo in questa assunzione di responsabilità e non accetteremo di essere emarginati».

fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/news/dettaglio-articolo/articolo/fisichella-13326/