martedì 17 settembre 2013

Dal trattato "Elevazione della mente a Dio" di San Roberto Bellarmino, vescovo.



"Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi ti invoca " (Sal 85, 5); chi non ti servirà con tutto il cuore, dopo aver cominciato a gustare anche per poco la dolcezza della tua paterna signoria? 
Che cosa comandi, Signore, ai tuoi servi? " Prendete, dici, il mio giogo sopra di voi " (Mt 11,29). 
E quale è il tuo giogo? " Il mio giogo", dici, " è dolce e il mio carico leggere " . 
Chi non porterà molto volentieri un giogo che non stringe, ma accarezza, e un peso che non opprime, ma solleva? Perciò giustamente hai aggiunto: " E troverete ristoro per le vostre anime". 
E qual è questo tuo giogo che non affatica, ma riposa? Sicuramente il primo e più grande comandamento: " Amerai il Signore Dio tuo con il cuore" Che cosa vi è di più facile, di più soave e dolce, che amare la bontà, la bellezza e l'amore? 
E tutto questo sei tu, Signore mio Dio. Sì, è veramente grande la ricompensa per l'osservanza dei tuoi comandamenti. Quel primo e più grande comandamento è vantaggioso per l'uomo che obbedisce più che per Dio che comanda. Ma ogni altro comandamento di Dio perfeziona colui che obbedisce, lo eleva, lo istruisce, lo illumina, infine lo rende buono e beato. 
Perciò se hai saggezza, comprendi che sei creato per la gloria di Dio e per la tua eterna salvezza. 
Questo è il tuo fine, questo il centro della tua anima, questo il tesoro del tuo cuore. Se raggiungerai questo fine sarai beato, se ti allontanerai da esso sarai infelice. Perciò stima vero bene per te ciò che ti conduce al tuo fine, vero male ciò che te lo fa mancare. 
Avvenimenti prosperi o avversi, ricchezze e povertà, salute e malattia, onori e oltraggi, vita e morte, il sapiente non deve né cercarli né fuggirli per se stessi. Ma sono buoni e desiderabili solo se contribuiscono alla gloria di Dio e alla tua felicità eterna. Sono cattivi e da fuggire se la ostacolano".



lunedì 16 settembre 2013

CHE SEI NEI CIELI

1. La presenza di Dio.

Ch'egli sia dovunque, me lo dicono la ragione, il cuore, la Fede. Nei campi, sulle montagne, nei mari, nell'intimo dell'atomo come nell'universo, Egli è ovunque. Lo prego, m'ascolta; L'offendo, mi vede; Lo fuggo, mi segue; se mi nascondo, Dio mi circonda. Conosce le mie tentazioni appena m'assalgono, permette le mie tribolazioni, mi dona tutto ciò che ho, ogni istante; la mia vita e la mia morte dipendono da Lui. Che pensiero dolce e insieme terribile!

2. Dio è nei cieli.

Dio è re universale del cielo e della terra; ma qui sta come sconosciuto; l'occhio non Lo vede; quaggiù riceve così pochi ossequi dovuti alla Maestà Sua, che si direbbe quasi che non vi sia. Il Cielo, ecco il trono del suo regno ove sfoggia tutta la sua magnificenza; è lì dove rende beate tante schiere d'Angeli, d'Arcangeli e d'anime elette; è lì dove si leva a Lui incessante il cantico della riconoscenza e dell'amore; è lì che ti chiama. E tu Lo ascolti? Gli obbedisci?

3. La speranza dal Cielo.

Quanta speranza infondono queste parole Iddio te le mette in bocca; il Regno di Dio è la tua patria, la meta del tuo viaggio. Quaggiù abbiamo solo un'eco delle sue armonie, un riflesso della sua luce, una qualche stilla dei profumi del Cielo. Se combatti, se soffri, se ami; il Dio che è nei Cieli, ti aspetta, quale Padre, nelle Sue braccia; anzi, sarà Lui la tua eredità. Mio Dio, potrò vederti in Cielo?... Quanto lo desidero! Rendimene degno.

PRATICA: Pensa sovente che Dio ti vede. Recita cinque Padre Nostro per chi vive dimentico di Dio.


laparola.it




giovedì 12 settembre 2013

Se insorgono i venti delle tentazioni e ti incagli tra gli scogli delle tribolazioni, guarda alla stella, invoca Maria - San Bernardo di Chiaravalle

Et nomen, inquit, Virginis Maria. Loquamur pauca, et super hoc nomine, quod interpretatum maris stella dicitur, et Matri Virgini valde convenienter aptatur. Ipsa namque aptissime sideri comparatur, quia sicut sine sui corruptione sidus suum emittit radium, sic absque sui læsione Virgo parturivit Filium. Nec sideri radius suam minuit claritatem, nec Virgini Filius suam integritatem. Ipsa est igitur nobilis illa stella ex Iacob orta, cuius radius universum orbem illuminat, cuius splendor et præfulget in supernis, et inferos penetrat; terras etiam perlustrans, et calefaciens magis mentes quam corpora, fovet virtutes, excoquit vitia. Ipsa, inquam, est præclara et eximia stella super hoc mare magnum et spatiosum necessario sublevata, micans meritis, illustrano exemplis.
  
O quisquis te intelligis in huius sæculi profluvio magis inter procellas et tempestates fluctuare quam per terram ambulare; ne avertas oculos a fulgore huius sideris, si non vis obrui procellisSi insurgant venti tentationum, si incurras scopulos tribulationum, respice stellam, voca Mariam. Si iactaris superbiæ undis, si ambitionis, si detractionis, si æmulationis, respice stellam, voca Mariam. Si iracundia aut avaritia aut carnis illecebra naviculam concusserit mentis, respice ad Mariam. Si criminum immanitate turbatus, conscientiæ fœditate confusus, judicii horrore perterritus, barathro incipias absorberi tristitiæ, desperationis abysso, cogita Mariam.                                                                                                                                                        
In periculis, in angustiis, in rebus dubiis Mariam cogita, Mariam invoca. Non recedat ab ore, non recedat a corde; et, utimpetres eius orationis suffragium, non deseras conversationis exemplum. Ipsam sequens, non devias; ipsam rogans, non desperas; ipsam cogitans, non erras; ipsa tenente, non corruis; ipsa protegente, non metuis; ipsa duce, non fatigaris; ipsa propitia, pervenis: et sic in temetipso experiris quam merito dictum sit: Et nomen Virginis Maria.



 Il versetto si conclude così: “E il nome della Vergine era Maria”(Lc.1,27). 
Diciamo qualche cosa anche su questo nome, che viene interpretato stella del mare e che bene si adatta alla Vergine Madre. Molto opportunamente, infatti, essa viene paragonata ad una stella, perché come la stella illumina senza corrompersi, così senza infrangere la sua integrità, la Vergine partorì il Figlio. Il raggio non diminuisce lo splendore alla stella, il Figlio non toglie l’integrità alla Madre. 
E’ lei, Maria, la stella di Giacobbe che illumina l’universo intero, il cui splendore rifulge nei cieli e negli abissi, compenetra la terra, riscalda gli spiriti più che non i corpi, alimenta le virtù, dissecca i vizi. Maria è la stella splendente ed unica, necessariamente elevata sul mare maestoso ed immenso della vita, dardeggiante di meriti e lucente di esempi.

 O tu che, nell’instabilità continua della vita presente, ti accorgi di essere sballottato tra le tempeste senza punto sicuro dove appoggiarti, tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella, se non vuoi essere spazzato via dagli uragani. Se insorgono i venti delle tentazioni e ti incagli tra gli scogli delle tribolazioni, guarda alla stella, invoca Maria. Se sei spinto qua e là dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, guarda alla stella, invoca Maria. Se l’ira, l’avarizia, la concupiscenza della carne squassano la navicella del tuo spirito, guarda a Maria. Se turbato per l’enormità dei tuoi delitti, confuso per l’aspetto orribile della tua coscienza, atterrito per l’orrore del giudizio di Dio, cominci a precipitare nel baratro della tristezza e nell’abisso della disperazione, pensa a Maria.
  
Nei pericoli, nei dubbi, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria. Maria sia sempre nella tua bocca e nel tuo cuore: e, per impetrare il soccorso della sua preghiera, non dimenticare i suoi insegnamenti. Seguendo i suoi esempi, non ti smarrirai;invocandola, non perderai speranza; pensando a lei, non cadrai nell’errore. Appoggiato a lei non scivolerai; sotto la sua protezione, non avrai paura di niente; con la sua guida, non ti stancherai; per il suo beneplacito, giungerai a destinazione; e così sperimenterai in te stesso quel che significa la frase evangelica:
“ E il nome della Vergine era Maria

FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI MARIA
S. BERNARDO DI CHIARAVALLE,
In laudibus Virginis Matris, Homilia 2 Missus est Angelus
Breviario Romano, Mattutino, Lezioni del II Notturno