lunedì 7 novembre 2011

40 anni di Caritas in Italia, con i poveri verso la Terra Promessa - Cardinale Angelo Scola

                 Giornata Diocesana Caritas
                            6 Novembre 2011
       Messaggio del Cardinale Arcivescovo

               40 anni di caritas in italiA
       Con i poveri verso la terra promessa

 

Carissimi,
oggi, Solennità del Signore Gesù Cristo Re dell’universo, la Chiesa ambrosiana celebra la Giornata diocesana della Caritas, ed è questa l’occasione per rivolgere a tutti coloro che sono impegnati in vario modo nelle Caritas parrocchiali, decanali e zonali il mio saluto cordiale e affettuoso.

1.A 40 anni dalla fondazione di Caritas in Italia e a 25 anni dal Convegno “Farsi prossimo” viviamo una stagione di grande travaglio, segnata da gravi contraddizioni: aumentano i bisogni, nuove forme di povertà si affacciano, crescono sempre più le situazioni di emergenza che chiedono risposte. In questo contesto la tentazione può essere quella di limitarsi ad una necessaria ma insufficiente distribuzione di beni materiali. Occorre, invece, attraverso la risposta alle urgenze, dilatare i bisogni in desiderio per cogliere tutta la domanda di felicità dei nostri fratelli uomini. Questo chiede di porci in pieno ascolto dell’altro.

L’ascolto implica una sintesi tra carità e competenza. Nell’armonico concorso di questi due fattori si è sempre espresso il “genio” delle opere di carità della Chiesa.

È opportuno, a questo proposito, ricordare le parole di Paolo VI in occasione del primo convegno nazionale delle Caritas diocesane del 1972: «Al di sopra di questo aspetto puramente materiale della vostra attività emerge la sua prevalente funzione pedagogica, il suo aspetto spirituale che non si misura con cifre e bilanci, ma con la capacità che essa ha di sensibilizzare le chiese locali e i singoli fedeli al senso e al dovere della carità in forme consone ai bisogni e ai tempi».

La capacità di educare al gratuito, alla carità, costituisce uno dei compiti essenziali delle nostre Caritas: il dono di sé e la condivisione sono la legge della vita, dicono la maturità di un uomo e, quindi, riguardano ogni circostanza, situazione e rapporto dell’umana esistenza. In questo senso il tempo dedicato all’esercizio della carità, carico della consapevolezza di essere noi i primi beneficiati e vissuto con fedeltà e regolarmente, è paradigmatico per tutta la vita.

Si tratta allora sì di “fare la carità”, ma per imparare il significato e la legge della vita: l’amore, il dono totale di sé.

2. L’educazione al gratuito deve essere al centro della cura pastorale delle nostre Parrocchie, Unità e Comunità pastorali, e anche di tutte le forme aggregative che arricchiscono la nostra Chiesa. Occorre, quindi, promuovere uno stile e un metodo di lavoro: educare alla carità secondo lo stile della comunione - collaborazione - corresponsabilità.

Quella del coordinamento è funzione tipica della Caritas. Ricordiamo ancora le parole di Paolo VI che così spiegava: «Tutto ciò, naturalmente, suppone uno sforzo da parte vostra per creare armonia e unione nell'esercizio della carità, di modo che le varie istituzioni assistenziali, senza perdere la propria autonomia, sappiano agire in spirito di sincera collaborazione fra di loro, superando individualismi e antagonismi, e subordinando gli interessi particolari alle superiori esigenze del bene generale della comunità».

3. Rinnovo a tutti Voi il mio grazie per la vostra presenza. Cosa sarebbe il Vangelo senza questa espressione quotidiana di dedizione carica di amore? Semplicemente non sarebbe credibile.

Le fatiche non mancano, sicuramente la nostra inadeguatezza si farà sentire, ma anche attraverso questi limiti saremo educati ed aiutati a riconoscere che Gesù è il solo a rispondere compiutamente al desiderio di felicità nostro e dei nostri fratelli.

Di cuore Vi saluto e Vi benedico

Angelo Card. Scola
Arcivescovo di Milano

sabato 5 novembre 2011

Lettera al nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale - Caritas Parrocchia S. Pio V, Milano


      









                   LETTERA AI NUOVI MEMBRI DEL
    CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE DI SAN PIO V     


            Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti coloro che nella Comunità Parrocchiale  dedicano passione, tempo ed energie , con spirito evangelico di gratuità e  servizio. In particolar modo avvertiamo il bisogno  di consegnare i nostri auguri più sentiti a quanti  sono stati  chiamati recentemente  a far parte  del   Consiglio pastorale, per svolgere il ministero di consigliare nella Comunità.
            Il nostro comune impegno di volontari, sorge in forza del  Battesimo ricevuto e  ci chiama ad un servizio capace di esprimere lo stile evangelico della  collaborazione,  solidarietà, fiducia reciproca, tenendo conto, nelle nostre decisioni e nelle nostre azioni,dell’insegnamento di Gesù Cristo. La Parrocchia ha a cuore il bene di tutti.
            Noi volontari della Caritas Parrocchiale cerchiamo di testimoniarlo ogni giorno, non solo a titolo personale, ma a nome della nostra  Chiesa locale.
            Riceviamo durante la santa Messa un mandato, che in comunione con i nostri pastori, porta con sé il compito pratico di aiutare chi è nel bisogno e il compito educativo di ricordare a tutti i parrocchiani che la Carità e la generosa solidarietà sono capitoli del vangelo , che non si possono stralciare dalla nostra vita di cristiani.
            In questi anni con don Giovanni abbiamo cercato di rinnovare il volto della caritas Parrocchiale, innovando i servizi e l’organizzazione. Molti altri volontari si sono aggiunti  a coloro che tra noi da anni esprimono questo impegno.
            Ora avvertiamo la necessità che i nostri sforzi siano capiti con chiarezza.
            Noi vorremmo ricordare a tutti i gruppi della parrocchia che l’attenzione ai poveri, alle persone sole e in difficoltà non è un optional, ma un vincolo della nostra fede ed una evidente tradizione della Chiesa cattolica, di cui ci sentiamo pietre vive.
            Desideriamo ribadire che nel cuore di un cristiano non ci può essere posto per la discriminazione, il disprezzo degli ultimi e l’indifferenza, che è il contrario dell’Amore.
            “Dio è amore”, dice l’apostolo, per questo motivo intendiamo la nostra vita di credenti come un lungo cammino, dove imparare tutti i giorni ad amare! 
            Ringraziamo per i segnali di sostegno e collaborazione, ma chiediamo il coraggio di una mobilitazione e di una sensibilizzazione straordinaria in un tempo così difficile.
            Desideriamo domandare che il Consiglio Pastorale nel suo insieme abbia a cuore il tema delle precarietà, in un tempo di crisi economica, che moltiplica l’effetto della povertà anche nei quartieri della Parrocchia e tra le nostre famiglie.
            E’ necessario, quindi, essere consapevoli che le scelte rispondano davvero alle esigenze della comunità e siano ispirate da uno spirito caritativo attento, sobrio ed efficace.
            Ci auguriamo che tale consapevolezza ci accompagni in questo nuovo e difficile cammino e che l’insegnamento di Gesù sia sempre la luce che illumina la nostra strada in comunione con tutti. 

          I volontari della Caritas Parrocchiale San Pio V