domenica 1 ottobre 2006

Posata la prima pietra del nuovo oratorio in San Pio V


Domenica 24 settembre 2006, rimarrà una data storica nella vita della nostra bellissima parrocchia di San Pio V.Si è svolta la cerimonia della posa della prima pietra per la costruzione del nuovo oratorio.
La cerimonia è stata officiata da Mons. De Scalzi, alla presenza del parroco Don Giorgio, di don Stefano e don Giovanni, nonché di un folto pubblico di tutte le età.Diverse preghiere sono state lette da ragazzi appartenenti alle diverse fasce d’età. Si è sottolineato che l’oratorio è il luogo dove si svolge la catechesi, dove ci si ritrova con gli amici, dove si impara a conoscere Gesù, dove ci si diverte stando insieme, giocando, cantando e pregando.L’oratorio e’ il luogo dove s’impara la bellezza del dedicarsi agli altri, soprattutto dei più piccoli.Per i giovani è il luogo che permette di scoprire un nuovo modo non solo di servire, come Gesù insegna, ma anche di stare insieme, per fare amicizie che vanno al di là della semplice conoscenza.L’oratorio è il luogo dove si fa dello sport in modo sano e pulito. Vivere lo sport in oratorio è un continuo richiamo alla società che Gesù vuole: un mondo di pace, di rispetto, di concordia.Per gli scout l’oratorio è un luogo non solo di ritrovo per attività e riunioni, ma la scelta di vivere in parrocchia, ha portato ad avere uno stile sempre migliore che sia di esempio per tutti: una vera testimonianza per crescere come veri uomini e vere donne.

Per il gruppo Quadrifoglio l’oratorio è un luogo importante in cui trovarsi e passare del tempo insieme: ci si accorge che, per chi è diversamente abile, è importante non quello che si riesce a fare, ma è importante quello che si è.Nella preghiera dei genitori si è evidenziato che le esperienze in oratorio sono tra le più varie: ci sono alcuni genitori che fin da piccoli hanno frequentato l’oratorio, hanno scoperto l’amore di Dio e, cercando di seguirlo, anche oggi si mettono al servizio dei più piccoli.Altri invece si stanno accostando alla fede grazie ai loro figli che hanno iniziato la catechesi, altri invece percepiscono che in oratorio “si respira un’aria diversa” e si lasciano condurre, a volte senza capire. In tutti, il desiderio che in oratorio i propri figli siano custoditi, non solo dalla strada e dai suoi pericoli, ma anche nella loro educazione: a livello umano e di fede, perché scoprano il bello e l’essenziale della vita. L’oratorio che sia anche per gli adulti un luogo per poter creare amicizie, un luogo per scoprire la grandezza della Chiesa.
Essendo l’oratorio che si sta costruendo espressione di tutta la comunità, che tutta insieme rappresenta la Chiesa, Don Stefano ha concluso invitando i presenti ad apporre il loro nome sulla pergamena che sarà murata dietro la prima pietra assieme al rogito scritto dal Parroco, alla medaglia donata dell’arcivescovo cardinal Dionigi Tettamanzi ed una reliquia dell’arcivescovo che ha consacrato nel 1929 la nostra Chiesa: il cardinale Ildefonso Schuster. Dopo la benedizione un’ esplosione di battimani, flash, canti e balli.


                                                   Stefania Paraluppi

sabato 23 settembre 2006

Ciao Don Luciano

Sembra ieri, era il dopoestate del 1996 e davamo il nostro arrivederci a don Paolo e il benvenuto a don Luciano.
A ricordo dell’avvenimento, avevamo distribuito ad ogni Messa un coloratissimo segnalibro.
E’ il dopoestate del 2006 e diamo il nostro arrivederci a don Luciano e il benvenuto a don Giovanni.
Sono passati 10 anni, volati via in un soffio.
I ricordi… gli avvenimenti… si accavallano nella mente.
Fare sintesi di questi 10 anni di cammino insieme a don Luciano, ricordare, fare tesoro del tempo vissuto è difficile, si può provare con lo stile del “GRAZIE, PERCHE’….” che si usa durante le celebrazioni con i giovani. Sembra il metodo più facile per andare vicino al cuore delle cose e un po’ più lontano dalla retorica dei saluti celebrativi.

GRAZIE, perché……….sei stato con noi e con le nostre fragilità..
GRAZIE, perché……….sei stato con noi e con le tue fragilità.
GRAZIE, perché……….ci hai sostenuto nei momenti dolorosi che ci hanno attraversato.
GRAZIE, perché……….hai condiviso i nostri momenti dolorosi e li hai fatti tuoi.
GRAZIE, perché……….hai condiviso i nostri momenti felici, i matrimoni,  i battesimi  e la nostra felicità è stata anche la tua.
GRAZIE, perché……….ci hai regalato un modo nuovo di leggere e provare a vivere la Parola.
GRAZIE, davvero, Luciano e un augurio di cuore per la tua nuova esperienza pastorale e umana.
                          Comunità di San Pio V

giovedì 7 settembre 2006

Una storia da ricordare


Ora mamma Cristina, papà Stefano, ed il piccolo e bellissimo Simone, sorridono e vivono con gioia e grandi progetti per il futuro.

Non così ,circa un anno fa la sera che tornammo in casa loro per il terzo incontro in preparazione al battesimo.
Da come i due genitori si presentarono sulla porta, intuimmo subito che era successo qualcosa di grave. Cristina con gli occhi gonfi di lacrime, ci raccontò che a Simone si erano chiuse anzitempo le fontanelle, per cui bisognava sottoporre al più presto il piccolo ad un intervento chirurgico alla testa.
Rita ed io ascoltammo in silenzio i genitori poi, tenendoci per mano, ci mettemmo a pregare…..Nel contempo, da casa loro, su richiesta dei genitori, telefonammo a Don Giorgio chiedendogli se, vista la situazione, era possibile battezzare al più presto Simone.
Il battesimo è stato celebrato appositamente per Simone dopo pochi giorni: è stata una cerimonia raccolta, riservata alle famiglie dei due genitori e con la nostra presenza.
Si è pregato tanto per il piccolo Simone ed è stata rivolta anche alla comunità parrocchiale il desiderio di Cristina e Stefano di pregare, pregare, pregare….
Simone è stato operato, l’intervento è durato diverse ore, poi finalmente Simone tra le braccia di mamma e papà.
Tutto è andato bene, c’è stata una lunga convalescenza e i successivi controlli hanno dato esiti positivi. L’amicizia e l’affetto con queste care persone è andato aumentando, tanto che Cristina e Stefano hanno affittato un appartamento in montagna di fianco al nostro e così abbiamo trascorso insieme un periodo di vacanza in agosto. Simone è un birichino, tanto affettuoso e con grandi occhi che ti scrutano e ti interrogano sul mondo circostante.
Questa avventura che il Signore ci ha fatto vivere, ci ha confermato una volta di più che Dio si serve di noi per trasmetterci il suo amore: basta essere disponibili.

                                                                                                                                     Piero e Rita