Perdona Signore i nostri peccati di SUPERBIA: le azioni che cercano solo la
lode e l'approvazione della gente, l'ambizione, la ricerca di potere e di
notorietà.
Perdonaci per quando parliamo, diamo consigli, studiamo, lavoriamo, facciamo il bene solo
in funzione di ciò che ne penseranno gli altri e per catturare la stima altrui.
Perdonaci per quando esibiamo con vanità la
bellezza fisica e le qualità dateci da Dio.
Perdonaci per l'arroganza che nasce dalla superbia,
per il desiderio di non dipendere da nessuno, e nemmeno da Dio, per il
vittimismo con cui sappiamo darci sempre una giustificazione.
Rendici umili. L'umiltà è la virtù che elimina
tutte le passioni perché in essa noi ci rendiamo disponibili ad essere aiutati
da Dio.
Perdona Signore i nostri peccati di INVIDIA:
l'ostilità, l'odio, l'idea che il male altrui possa essere bene per noi.
Perdona l'egocentrismo che ci impedisce di
desiderare il bene per gli altri e ci rende incapaci di amare, il malcontento e
i contrasti generati dall'invidia. Liberaci dal rancore, dal tormento
interiore, dall'insoddisfazione.
Perdonaci quando vediamo tutto in funzione di noi
stessi, quando non sappiamo mettere un freno ai desideri, quando chiamiamo
l'invidia "sana competitività".
Perdona i cedimenti a una società che alimenta
continuamente l'ambizione, l'avidità e la vuota curiosità.
Perdonaci quando desideriamo la roba d'altri e ci
condanniamo all'infelicità.
Aiutaci a contrastare l'invidia con il dono
quotidiano di noi stessi per i fratelli.
Perdona Signore i nostri peccati d'IRA: i
turbamenti del cuore, i sentimenti di avversione verso i fratelli quando
sentiamo colpito il nostro io, l'animosità eccitata, l'aggressività del corpo,
la sete di vendetta.
Perdonaci quando l'ira soffoca la libertà, ci rende
schiavi di noi stessi, toglie la pace interiore ed esteriore.
Perdonaci la tentazione di "farla pagare"
a chi ci ha umiliato, il piacere perverso del "far del male a
qualcuno", i giudizi taglienti e la gratuita durezza verso gli altri, le
mille giustificazioni dell'ira.
Aiutaci a seguire la via suggerita dai
padri:"il silenzio delle labbra pur nel turbamento del cuore", dato
che "La medicina perfetta… sarà quella di essere prima di tutto ben
persuasi che non ci è consentito adirarci mai e in nessun modo".
Perdona Signore i nostri peccati di ACCIDIA: il
torpore, la pigrizia, l'abbattimento, la tristezza, la dipendenza e le crisi di
astinenza da stimoli e piaceri esteriori che ci lasciano sempre tristi e vuoti.
Perdonaci per la noia che a volte proviamo nel
pregare e che ci spinge a cercare distrazioni, o ci lascia soli a parlare con
noi stessi.
Perdonaci quando l'accidia genera disgusto e noia
per ogni attività sana e spirituale, per quando la stessa vita quotidiana si
tinge di tristezza, svogliatezza, vittimismo e lagnanza.
Perdonaci per la vita senza scopo, il tempo perso e
la fuga dall'impegno quotidiano.
Donaci il desiderio di reagire. Facci trovare una
guida spirituale e fa' che accettiamo la disciplina dell'obbedienza, unica via
per non essere sballottati come un corpo inerte in balia delle passioni.
Perdonaci Signore per i peccati di AVARIZIA:
l'avidità, la brama di possedere, la fiducia smodata riposta nel denaro.
Perdonaci se per avarizia lavoriamo di domenica, siamo disonesti, non diamo in
elemosina, ci circondiamo di cose superflue.
Perdona le conseguenze terribili della fame di
soldi: liti familiari, ansie e falsi timori, tradimenti, frodi, inganni,
spergiuri, violenza e indurimento del cuore.
Perdonaci l'abitudine a essere insoddisfatti per
ciò che abbiamo e bramosi di ciò che non ci è dato. Liberaci da lussi inutili,
comodità e abitudini dispendiose.
Perdona le ingiustizie della società, le
drammatiche disuguaglianze tra paesi ricchi e poveri, le guerre, i disumani
sfruttamenti e l'inganno delle coscienze prodotto da un sistema di accumulo e
consumo che fa di tutto per eccitare la brama di possesso.
Aiutaci a sottrarci all'influenza dei media e a
fidarci di te, che rivesti i gigli del campo e non abbandoni gli uccelli del
cielo.
Perdonaci Signore per i peccati di GOLA: il
rapporto irrazionale con il cibo, i vizi del fumo, dell'alcool, delle droghe,
la dipendenza che ci fa schiavi.
Perdonaci se scambiamo per la libera scelta ciò che
è solo condizionamento dell'abitudine, delle mode, della pubblicità.
Perdonaci per la mente ottenebrata che si allontana
anche dalla preghiera e dalle sane letture, per gli eccessi che ci rendono meno
padroni di noi stessi e affievoliscono la capacità di autocontrollo.
Insegnaci la capacità dell'astinenza, che
disintossica il corpo e la mente. Aiutaci a scoprire i piaceri sani della vita,
per essere capaci di amare i fratelli con la libertà e la gioia con cui tu hai
amato noi.
Perdonaci Signore per i peccati di LUSSURIA, che ci
fanno schiavi del sesso, e per il disordine morale che mette a rischio persone,
famiglie e società.
Perdona il cedimento a immagini proposte ad arte,a
voci allusive, alla pornografia in video e in rete. Perdonaci la debolezza di
fronte a piaceri tanto intensi quanto effimeri.
Perdona la mentalità diffusa che si spaccia il
disordine sessuale per conquista e fa credere che ogni istinto debba trovare
immediata soddisfazioni. Facci comprendere che non è libero chi non ha il
controllo di se stesso, chi si riduce al doppio gioco e alla menzogna, chi
perde l'integrità morale e la pace, chi si chiude in se stesso.
Perdona i danni gravi nella società: per il sesso
si litiga, si minaccia, si uccide; la libidine alimenta uno stile di vita
fatuo, degenera spesso nella prostituzione, nel ricatto, nella pedofilia...
Aiutaci a custodire la castità nel cuore e nella
mente, e a non avere rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio, a evitare
deviazioni e stravaganze. Insegnaci modestia e dignità nel vestire, custodisci
sguardi e fantasie.
Aiutaci a riscoprire la meraviglia della sessualità
secondo Dio, nella cornice dell'amore coniugale, nell'atmosfera di famiglia e
di tenerezza dove il sesso non è profanato e svenduto ma è sacra partecipazione
al dono della vita.
Schema tratto dalla penitenziale per i giovani in San
Pietro alla presenza di Benedetto XVI
Fonte: Libreria Editrice Vaticana, 2007