martedì 18 giugno 2013

LA CROCE FITTA NEL DIVIN CUORE

1. Significato di questa Croce.

S. Margherita Maria Alacoque vedeva uscire dal Divin Cuore una Croce che si levava alta verso il Cielo. 
La Croce e, dunque, la bandiera di Gesù che sorge dal Cuore stesso di Lui, La amò per tutta la vita; la strinse avviandosi al Golgota, morente vi appoggiò il capo martoriato e la scelse quale vessillo dei suoi fedeli seguaci. Pensaci nel guardare la Croce e nel fare il segno di Croce. 
Questa è la tua bandiera: non arrossire di essere cristiano.

2. La Croce via al Cielo.

Così fu per Gesù; non solo vi si assoggettò, sebbene fosse oppresso dal suo peso, ma volle esservi issato, anzi inchiodato sopra, prima di spiccare il volo verso la dimora celeste. 
La via del maestro sarà pur quella dei discepoli; il giogo di Gesù è il nostro, se vogliamo essere veri cristiani. E tu come ami questa Croce? Con quale generosità la porti? 
Perché l’accetti così a malincuore? Perché la ricusi? Chi non vuole la croce non vuole il cielo. Pensaci!

3. La Croce, simbolo d'ogni virtù.

Gesù, dopo avere meravigliati gli uomini con gli esempi delle virtù più sublimi, sulla Croce coronò le sue opere e i suoi insegnamenti; dandola come insegna agli Apostoli, li inviò a convertire e santificare il mondo.
 La Croce predica la Fede, la Speranza, l'Amore, la pazienza, il sacrifizio, la conformità, a Gesù... E per te croce non è forse un. vuoto e inutile oggetto?
 O forse neppure l'hai! O se l'hai, non la degni d'uno sguardo?


PRATICA: Bacia tre volte la Croce, e considerala un prezioso gioiello.







lunedì 17 giugno 2013

I peccati contro il primo comandamento: OCCULTISMO, MAGIA, SATANISMO

Nel rispetto del Primo Comandamento rientra anche il rifiuto di ogni forma di occultismo, quali sedute spiritiche, scritture e registrazioni automatiche, cartomanzia, negromanzia, pranoterapia, il ricorso a medium e maghi, e il culto dato al demonio attraverso il satanismo.
Tra le condotte direttamente e formalmente contrarie al Primo Comandamento, sono da annoverare tutte le forme di occultismo e di culto dato al demonio. Si tratta di peccati molto gravi perché attraverso essi, in maniera diretta o indiretta, non soltanto si nega a Dio il culto che gli è dovuto, ma ci si prostra in adorazione ai nemici di Dio e dell'umana salvezza, ovvero ai demoni.
In linea di massima il mondo dell'occulto abbraccia tutte quelle realtà la cui conoscenza, per volontà dell'Altissimo, è negata all'uomo e dinanzi a cui l'unico atteggiamento che l'uomo dovrebbe tenere, è quello dettato dall'umiltà e dalla fede, intese come assenza di curiosità, rinuncia a violare dei limiti umanamente invalicabili, accettazione serena di ciò che la fede dice su queste materie. Queste realtà, la cui conoscenza è inibita all'uomo, si riducono, fondamentalmente, alla vita oltre la morte e alla conoscenza del futuro.
Il Vangelo, nella parabola del ricco epulone, ci ricorda che tra il regno dei vivi e il regno dei morti è posto un limite invalicabile (cf Le 16,19-31); esso fa da eco all' episodio di negromanzia in cui cadde l'empio re Saul narrato nel primo libro del profeta Samuele e che Dio condannò severamente per bocca di questi (cf 1 Sam 28). Per ciò che concerne il futuro, basti quanto disse il Signore nell'imminenza della sua Ascensione, quando non volle soddisfare la domanda dei suoi Apostoli se fosse giunta l'ora della restaurazione del regno di Israele (cf At 1,4-9). Su queste realtà la Fede ci trasmette delle Verità semplici ed essenziali: coloro che muoiono si presentano immediatamente al cospetto di Dio per il Giudizio particolare, a cui segue l'immediata destinazione dell'anima in Paradiso, in Purgatorio o all'inferno, in attesa della risurrezione della carne. Per ciò che concerne il futuro, come insegna anche san Tommaso d'Aquino, Dio solo ne ha la conoscenza certa e infallibile e con Lui soltanto coloro a cui Egli partecipa questa sua propria e particolarissima proprietà (i profeti e alcuni Santi). Ora, con le pratiche occulte l'uomo, rivolgendosi a presunti "maghi" (che in realtà sono sempre strumenti di satana, a meno che non siano cialtroni o ciarlatani), cerca di violare queste porte sigillate per avere la conoscenza di tali realtà. Ecco dunque il gravissimo peccato di negromanzia ("arte di interrogare i morti"), le sedute spiritiche (in cui si evocano i morti tramite dei medium) e le recenti (e purtroppo praticatissime anche dai fedeli) tecniche occulte della scrittura automatica (un medium comincia a scrivere, in trans, messaggi dati da un presunto defunto) o della registrazione automatica (attraverso un medium lo spirito evocato parla con la stessa voce della persona defunta). Stando a ciò che insegnano gli esperti del settore, cioè gli esorcisti, i fedeli che si illudono attraverso queste pratiche di entrare in contatto con i morti, sappiano che in realtà entrano in contatto con i demoni e, oltre che offendere gravemente Dio, si espongono al pericolo grave e attuale di incorrere in mali di origine malefica (non esclusa la possessione diabolica). Solo Dio, in alcune circostanze, dà a qualche anima eletta il dono di entrare in contatto con le anime dei defunti oppure di conoscere particolari dell' altro mondo (si pensi alle esperienze mistiche di santa Faustina Kowalska o di santa Teresa d'Avila, che videro in visione l'inferno). Ma, in questo caso, sono doni liberamente dati da Dio per l'edificazione di tutti e non violenze o tentativi di "invasioni" operati dall'uomo che non si rassegna ad accontentarsi di quanto basta sapere attraverso la fede.
Per ciò che concerne la conoscenza del futuro, abbiamo i gravissimi peccati di chiromanzia (lettura del futuro attraverso i segni della mano), di cartomanzia (lettura del futuro attraverso le carte e i tarocchi) e, in generale, di magia (consultare un sedicente mago al fine di conoscere il futuro). Anche in questo caso chi viene consultato non è il mago ma il demonio e non c'è da stupirsi che a volte qualche predizione si avveri, perché il demonio, pur non conoscendo con certezza i futuri contingenti (cioè gli eventi che dipendono totalmente dalla libertà dell'uomo o dai "casi fortuiti"), essendo molto intelligente, è capace di prevedere (prevalentemente e a grandi linee) molti di essi. L'occultismo è a volte usato come strumento per procurare qualche beneficio (cosiddetta magia bianca) oppure maleficio (cosiddetta magia nera). La pranoterapia, alcune forme particolari di ginnastica (quali per esempio yoga e Reiki) o altre pratiche volte a procurare qualche beneficio o togliere malefici (per esempio il malocchio) appartengono al medesimo genere.
Il ricorso a maghi per procurare malefici attraverso fatture, legature, malocchi, talismani, amuleti, ecc., configura le principali fattispecie di magia nera. Pur essendo queste ultime pratiche assai più gravi delle prime (perché mosse dall'odio verso qualche persona), gli esorcisti affermano che anche la cosiddetta magia bianca non si deve praticare, perché è sempre un ricorso alle forze demoniache, le quali concedono qualche apparente beneficio come "prezzo" dell'anima che si consegna a loro attraverso il ricorso all'occulto.
Infine, è oggi quanto mai diffuso il vero e proprio satanismo, ovvero il culto reso al demonio in odio a Dio o per ricevere da lui beni, ricchezze e piaceri della vita. Gli atti con cui si compie in modo diretto questo esecrabile delitto sono la consacrazione a satana (normalmente con un patto scritto col proprio sangue), la partecipazione agli atti di culto rivolti a satana (di cui il principale è la messa nera) e l'affiliazione ad una setta satanica. Ci si rende tuttavia soggetti ai nefasti influssi dei nemici di Dio pure approvando eventi o cerimonie di chiara origine satanica o (peggio) partecipando ad essi, anche se non se ne è a conoscenza. A questo riguardo la stolta ed esecrabile celebrazione della festa di Halloween è uno (ma purtroppo non l'unico) dei chiari e lampanti esempi del grado a cui può giungere la stoltezza dell'uomo, che rinnegando Dio, consegna se stesso (ed anche la sua intelligenza e buon senso) in balia del mondo delle tenebre.

Don Leonardo Maria Pompei


sabato 15 giugno 2013

Esame di coscienza sui vizi capitali

Perdona Signore i nostri peccati di SUPERBIA: le azioni che cercano solo la lode e l'approvazione della gente, l'ambizione, la ricerca di potere e di notorietà.
Perdonaci per quando parliamo, diamo consigli, studiamo, lavoriamo, facciamo il bene solo in funzione di ciò che ne penseranno gli altri e per catturare la stima altrui.
Perdonaci per quando esibiamo con vanità la bellezza fisica e le qualità dateci da Dio.
Perdonaci per l'arroganza che nasce dalla superbia, per il desiderio di non dipendere da nessuno, e nemmeno da Dio, per il vittimismo con cui sappiamo darci sempre una giustificazione.
Rendici umili. L'umiltà è la virtù che elimina tutte le passioni perché in essa noi ci rendiamo disponibili ad essere aiutati da Dio.

Perdona Signore i nostri peccati di INVIDIA: l'ostilità, l'odio, l'idea che il male altrui possa essere bene per noi.
Perdona l'egocentrismo che ci impedisce di desiderare il bene per gli altri e ci rende incapaci di amare, il malcontento e i contrasti generati dall'invidia. Liberaci dal rancore, dal tormento interiore, dall'insoddisfazione.
Perdonaci quando vediamo tutto in funzione di noi stessi, quando non sappiamo mettere un freno ai desideri, quando chiamiamo l'invidia "sana competitività".
Perdona i cedimenti a una società che alimenta continuamente l'ambizione, l'avidità e la vuota curiosità.
Perdonaci quando desideriamo la roba d'altri e ci condanniamo all'infelicità.
Aiutaci a contrastare l'invidia con il dono quotidiano di noi stessi per i fratelli.

Perdona Signore i nostri peccati d'IRA: i turbamenti del cuore, i sentimenti di avversione verso i fratelli quando sentiamo colpito il nostro io, l'animosità eccitata, l'aggressività del corpo, la sete di vendetta.
Perdonaci quando l'ira soffoca la libertà, ci rende schiavi di noi stessi, toglie la pace interiore ed esteriore.
Perdonaci la tentazione di "farla pagare" a chi ci ha umiliato, il piacere perverso del "far del male a qualcuno", i giudizi taglienti e la gratuita durezza verso gli altri, le mille giustificazioni dell'ira.
Aiutaci a seguire la via suggerita dai padri:"il silenzio delle labbra pur nel turbamento del cuore", dato che "La medicina perfetta… sarà quella di essere prima di tutto ben persuasi che non ci è consentito adirarci mai e in nessun modo".

Perdona Signore i nostri peccati di ACCIDIA: il torpore, la pigrizia, l'abbattimento, la tristezza, la dipendenza e le crisi di astinenza da stimoli e piaceri esteriori che ci lasciano sempre tristi e vuoti.
Perdonaci per la noia che a volte proviamo nel pregare e che ci spinge a cercare distrazioni, o ci lascia soli a parlare con noi stessi.
Perdonaci quando l'accidia genera disgusto e noia per ogni attività sana e spirituale, per quando la stessa vita quotidiana si tinge di tristezza, svogliatezza, vittimismo e lagnanza.
Perdonaci per la vita senza scopo, il tempo perso e la fuga dall'impegno quotidiano.
Donaci il desiderio di reagire. Facci trovare una guida spirituale e fa' che accettiamo la disciplina dell'obbedienza, unica via per non essere sballottati come un corpo inerte in balia delle passioni.

Perdonaci Signore per i peccati di AVARIZIA: l'avidità, la brama di possedere, la fiducia smodata riposta nel denaro. Perdonaci se per avarizia lavoriamo di domenica, siamo disonesti, non diamo in elemosina, ci circondiamo di cose superflue.
Perdona le conseguenze terribili della fame di soldi: liti familiari, ansie e falsi timori, tradimenti, frodi, inganni, spergiuri, violenza e indurimento del cuore.
Perdonaci l'abitudine a essere insoddisfatti per ciò che abbiamo e bramosi di ciò che non ci è dato. Liberaci da lussi inutili, comodità e abitudini dispendiose.
Perdona le ingiustizie della società, le drammatiche disuguaglianze tra paesi ricchi e poveri, le guerre, i disumani sfruttamenti e l'inganno delle coscienze prodotto da un sistema di accumulo e consumo che fa di tutto per eccitare la brama di possesso.
Aiutaci a sottrarci all'influenza dei media e a fidarci di te, che rivesti i gigli del campo e non abbandoni gli uccelli del cielo.

Perdonaci Signore per i peccati di GOLA: il rapporto irrazionale con il cibo, i vizi del fumo, dell'alcool, delle droghe, la dipendenza che ci fa schiavi.
Perdonaci se scambiamo per la libera scelta ciò che è solo condizionamento dell'abitudine, delle mode, della pubblicità.
Perdonaci per la mente ottenebrata che si allontana anche dalla preghiera e dalle sane letture, per gli eccessi che ci rendono meno padroni di noi stessi e affievoliscono la capacità di autocontrollo.
Insegnaci la capacità dell'astinenza, che disintossica il corpo e la mente. Aiutaci a scoprire i piaceri sani della vita, per essere capaci di amare i fratelli con la libertà e la gioia con cui tu hai amato noi.

Perdonaci Signore per i peccati di LUSSURIA, che ci fanno schiavi del sesso, e per il disordine morale che mette a rischio persone, famiglie e società.
Perdona il cedimento a immagini proposte ad arte,a voci allusive, alla pornografia in video e in rete. Perdonaci la debolezza di fronte a piaceri tanto intensi quanto effimeri.
Perdona la mentalità diffusa che si spaccia il disordine sessuale per conquista e fa credere che ogni istinto debba trovare immediata soddisfazioni. Facci comprendere che non è libero chi non ha il controllo di se stesso, chi si riduce al doppio gioco e alla menzogna, chi perde l'integrità morale e la pace, chi si chiude in se stesso.
Perdona i danni gravi nella società: per il sesso si litiga, si minaccia, si uccide; la libidine alimenta uno stile di vita fatuo, degenera spesso nella prostituzione, nel ricatto, nella pedofilia...
Aiutaci a custodire la castità nel cuore e nella mente, e a non avere rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio, a evitare deviazioni e stravaganze. Insegnaci modestia e dignità nel vestire, custodisci sguardi e fantasie.
Aiutaci a riscoprire la meraviglia della sessualità secondo Dio, nella cornice dell'amore coniugale, nell'atmosfera di famiglia e di tenerezza dove il sesso non è profanato e svenduto ma è sacra partecipazione al dono della vita.


Schema tratto dalla penitenziale per i giovani in San Pietro alla presenza di Benedetto XVI
Fonte: Libreria Editrice Vaticana, 2007