Io che prima ero un villano fuggiasco e senza istruzione, io che «non so prevedere l'avvenire» (Qo 1,12 Vulg.), so tuttavia una cosa con certezza: «Prima di essere umiliato» (Sal 118,67) ero come un sasso che giaceva nel fango profondo. Ma è venuto colui che è «l'onnipotente» (Lc 1,49) e nella sua misericordia mi ha preso; mi ha sollevato proprio in alto e mi ha collocato sulla cima del muro. Per questo dovrei alzare la voce a squarciagola, per rendere qualcosa al Signore per i suoi benefici quaggiù e nell'eternità, benefici così grandi da non poter essere contati dallo spirito umano.
Siate dunque nell'ammirazione, «piccoli e grandi che temete Dio» (Ap 19,5); e voi signori e parolai, ascoltate e esaminate attentamente. Chi ha suscitato me, l'insensato, tra coloro che sono considerati saggi, esperti nella legge, «potenti in parole» (Lc 24,19) e in ogni cosa? Chi ha ispirato me più degli altri, me la feccia di questo mondo, perché, «con riverenza e timore» (Eb 12,28)..., io facessi lealmente del bene al popolo verso il quale l'amore di Cristo mi ha portato, al quale mi ha dato, perché, se ne sono degno, io li servissi tutta la mia vita con umiltà e verità?
Per questo, «secondo la misura della mia fede» (Rm 12,6) nella Trinità, devo riconoscere e... proclamare il dono di Dio e la sua «consolazione eterna» (2 Ts 2,16). Devo diffondere il nome di Dio in ogni luogo, senza timore, con fiducia, affinché, anche dopo la mia morte, io lasci un'eredità ai miei fratelli e ai miei figli, a tante migliaia di uomini che ho battezzati nel Signore.
San Patrizio (circa 385-circa 461)
martedì 12 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
Dedicazione della Basilica Lateranense madre di tutte le chiese dell’urbe e dell’orbe - 9 novembre
Quinto Idus Nouembris. Luna quinta. Romæ in Laterano, Dedicatio Basilicæ sanctissimi Saluatoris, quæ omnium Vrbis et Orbis Ecclesiarum est mater et caput
- Rome, au Latran, la Dédicace de la basilique du Très-Saint-Sauveur, mère et tête de toutes les églises de la Ville et du monde
- At Rome in the Lateran, the Dedication of the Basilica of the Saviour, which is the Mother and Head of all churches in the city and the world.
- En Roma, la Dedicación de la Archibasílica de San Juan de Letrán, cabeza y madre de todas las iglesias de Roma y el mundo
- A Roma, la Dedicazione dell'Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, capo e madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'orbe.
All’inizio del IV secolo, Roma cominciò a cambiare il suo
tradizionale aspetto architettonico grazie all’imperatore Costantino e
all’attività edilizia da lui favorita. Egli fece costruire la basilica di San
Giovanni in Laterano con un battistero e un palazzo che divenne la residenza
dei vescovi di Roma.
Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano è la madre di tutte le chiese dell’urbe e dell’orbe. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri. La festa odierna, come ben evidenzia la liturgia, è la festa di tutte le chiese del mondo.
Martirologio Romano: Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.
Chiese ancora il prefetto Rustico: "Dove vi riunite?". Giustino rispose: "Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli" (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" (Gv 4,21-24).
La festa di oggi, della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: "Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me". Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c'è un singolare episodio all'inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un'osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la "chiesa-madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe", distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell'attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. "Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi", dice S. Cesario di Arles.
Autore: Piero Bargellini
Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano è la madre di tutte le chiese dell’urbe e dell’orbe. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri. La festa odierna, come ben evidenzia la liturgia, è la festa di tutte le chiese del mondo.
Martirologio Romano: Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.
Chiese ancora il prefetto Rustico: "Dove vi riunite?". Giustino rispose: "Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli" (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" (Gv 4,21-24).
La festa di oggi, della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: "Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me". Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c'è un singolare episodio all'inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un'osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la "chiesa-madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe", distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell'attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. "Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi", dice S. Cesario di Arles.
Autore: Piero Bargellini
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venerdì 8 novembre 2013
LA DEVOZIONE ALLE ANIME PURGANTI
1. Risveglia la nostra pietà.
Quando si pensa che ogni minimo peccato andrà punito nel fuoco, non si sente uno stimolo ad evitare tutti i peccati, le freddezze, le negligenze? Quando si pensa che ogni opera buona, ogni Indulgenza è mezzo ad evitare tutto od in parte il Purgatorio, non ci sentiamo infervorare ad esse? Si può pregare sulla tomba d'un padre, d'un caro, e pregare freddamente? Che stimolo alla nostra pietà!
2. Ci dirige al Cielo.
Il Purgatorio è l'anticamera del Paradiso; le Anime purganti sono tutte sante, e, fra breve, voleranno al Cielo; ad anticipare loro la gloria sono diretti i nostri suffragi. La devozione del Purgatorio ci ricorda l'ultimo nostro fine; la difficoltà di giungervi; ci dice che vale più un'opera santa che non tutto l'oro e le vanità della terra; ci mostra il luogo dove ritroveremo i nostri cari... Quante cose consolanti!
3. Ci moltiplica gli intercessori.
Le Anime, liberate dal Purgatorio per le nostre preghiere, giunte al Cielo, non si dimenticheranno di noi. Anche un'ora sola di anticipazione della celeste gloria, è un bene così grande che è impossibile non ci siano riconoscenti. E di lassù quante grazie non otterranno per noi! Gesù stesso che finalmente può premiare le sue spose, ti sarà grato; e Maria, l'Angelo custode dell'anima, anzi tutti i Santi, che più presto abbracciano una loro compagna, non pregheranno per chi l'ha liberata? Pensi tu a tanti vantaggi?
PRATICA: Recita un De Profundis per l'Anima più devota di Gesù e di Maria.
Quando si pensa che ogni minimo peccato andrà punito nel fuoco, non si sente uno stimolo ad evitare tutti i peccati, le freddezze, le negligenze? Quando si pensa che ogni opera buona, ogni Indulgenza è mezzo ad evitare tutto od in parte il Purgatorio, non ci sentiamo infervorare ad esse? Si può pregare sulla tomba d'un padre, d'un caro, e pregare freddamente? Che stimolo alla nostra pietà!
2. Ci dirige al Cielo.
Il Purgatorio è l'anticamera del Paradiso; le Anime purganti sono tutte sante, e, fra breve, voleranno al Cielo; ad anticipare loro la gloria sono diretti i nostri suffragi. La devozione del Purgatorio ci ricorda l'ultimo nostro fine; la difficoltà di giungervi; ci dice che vale più un'opera santa che non tutto l'oro e le vanità della terra; ci mostra il luogo dove ritroveremo i nostri cari... Quante cose consolanti!
3. Ci moltiplica gli intercessori.
Le Anime, liberate dal Purgatorio per le nostre preghiere, giunte al Cielo, non si dimenticheranno di noi. Anche un'ora sola di anticipazione della celeste gloria, è un bene così grande che è impossibile non ci siano riconoscenti. E di lassù quante grazie non otterranno per noi! Gesù stesso che finalmente può premiare le sue spose, ti sarà grato; e Maria, l'Angelo custode dell'anima, anzi tutti i Santi, che più presto abbracciano una loro compagna, non pregheranno per chi l'ha liberata? Pensi tu a tanti vantaggi?
PRATICA: Recita un De Profundis per l'Anima più devota di Gesù e di Maria.
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