lunedì 15 luglio 2013

Omo e etero - card. Carlo Caffarra

Le affermazioni fatte dal Sindaco di Bologna riguardanti il matrimonio e diritto all’adozione per le coppie gay sono di tale gravità, che meritano qualche riflessione.

Quanto da lui profetato come ineluttabile destino del Paese a diventare definitivamente civile riconoscendo alle coppie omosessuali il  diritto alle nozze e all’adozione è una battuta a braccio che costa poco: tanto non dipende dal Sindaco. 
Ma ciò non toglie la gravità di tale pubblica presa di posizione da parte di chi rappresenta l’intera città. 

E dove mettere il cittadino che non per fobia ma con motivate ragioni ritiene matrimonio ciò che è stato definito tale fin dagli albori della civiltà o ritiene non si possa parlare di un diritto ad adottare ma del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre?

Davvero questo cittadino, con la sua cultura e le sue ragioni, è da giudicare incivile e fuori dalla storia, condannato a sentirsi estraneo in casa sua, perché non riesce a stare al passo del sedicente progresso?

Naturalmente ci sarà chi, riempiendosi la bocca di laicità dello Stato (che è cosa ben più seria!), ci accuserà di voler imporre una dottrina religiosa. Ma qui non c’entra religione o partito, omofobia o discriminazione: sono i fondamentali di una civiltà estesa quanto il mondo e antica quanto la storia ad essere minati; e forse non ci si accorge dell’enormità della posta in gioco.

Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza, è negare un’evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose. Ad un tale oscuramento del bene comune da confondere i desideri degli individui coi diritti fondamentali della persona.

+ Carlo Card. Caffarra

Arcivescovo di Bologna


domenica 14 luglio 2013

DONO DELL'INTELLETTO

1. La conoscenza del mondo.

Iddio non condanna né lo studio né la scienza; ogni cosa è santa innanzi a Lui, anzi è un dono di Lui. Studia pure, per dovere di stato o per inclinazione d'animo; ma se dalla scienza non sali al supremo Autore, a conoscerlo, ad adorarlo, a servirlo, ad amarlo, che ti giova? Il nome di scienziato ti può colmare di soddisfazione, ma è inutile dinanzi a Dio, se guadagnato per fini puramente terreni o per vanagloria! Perché leggi? Perché studi?

2. I misteri celesti.

Ogni foglia rivela Dio; ogni frutto dice la potenza, l'amore di lui; la terra, il sole, le stelle; il nostro stesso organismo nella sua mirabile costituzione cellulare; ogni più piccolo atomo che rivela nella sua struttura un ordine e un'energia stupenda; tutto nel mondo parla della sapienza e potenza di Dio. È il dono dell'Intelletto che dirada questi misteri. Lo possiedi tu? Quante volte al giorno ti sollevi a Dio con la mente e col cuore?

3. Come si ottiene tale dono.

S. Felice cappuccino e altri Santi, sebbene digiuni di scienza umana, parlavano di Dio, di Gesù, dell'anima, meglio dei filosofi. Dove l'impararono? Non bastano né l'ingegno né lo studio; che, tale intuizione è dono soprannaturale. Esso si impetra, ai piedi di Dio, 1) con la preghiera: Dammi l'intelletto, e capirò i tuoi comandi, diceva Davide; ai piedi di Gesù, l'ebbero S. Rosa da Lima, S. Francesco d'Assisi; 2) con l'umiltà: Dio si rivela ai piccoli, cioè agli umili.

PRATICA: Da ogni cosa creata, sollevati col cuore a Dio; recita il Veni Creator


Laparola.it


venerdì 5 luglio 2013

Lumen fidei - 5 luglio 2013

 
IL NUOVO INCONTRO TRA PAPA FRANCESCO E BENEDETTO XVI
Questa mattina, nei Giardini Vaticani, Papa Francesco ha consacrato lo Stato della Città del Vaticano a San
Giuseppe e a San Michele Arcangelo ed ha benedetto una statua dedicata a quest’ultimo.
Era presente Benedetto XVI, che aveva approvato il progetto tempo fa.
Papa Francesco e il Papa emerito si sono abbracciati con affetto e sono rimasti vicini per tutta la cerimonia.
Nell’atto di consacrazione Papa Francesco ha affidato a San Giuseppe le attese e le speranze della Chiesa e ha pregato l’Arcangelo Michele a vegliare sulla Sede Apostolica, a difendere la Chiesa da ogni macchinazione che ne minaccia la serenità e a rendere gli uomini vittoriosi contro le tentazioni del potere, della ricchezza e della sensualità.

Radio Vaticana
 
 
 
"Chi non vuole affidarsi a Dio deve ascoltare le voci dei tanti idoli che gli gridano: “Affidati a me!”. La fede in quanto legata alla conversione, è l’opposto dell’idolatria; è separazione dagli idoli per tornare al Dio vivente, mediante un incontro personale." (Enciclica "Lumen fidei")
 
"Dato che la fede è una sola, deve essere confessata in tutta la sua purezza e integrità. Proprio perché tutti gli articoli di fede sono collegati in unità, negare uno di essi, anche di quelli che sembrerebbero meno importanti, equivale a danneggiare il tutto. Ogni epoca può trovare punti della fede più facili o difficili da accettare: per questo è importante vigilare perché si trasmetta tutto il deposito della fede (cfr 1 Tm 6,20), perché si insista opportunamente su tutti gli aspetti della confessione di fede. Infatti, in quanto l’unità della fede è l’unità della Chiesa, togliere qualcosa alla fede è togliere qualcosa alla verità della comunione. I Padri hanno descritto la fede come un corpo, il corpo della verità, con diverse membra, in analogia con il corpo di Cristo e con il suo prolungamento nella Chiesa. L’integrità della fede è stata legata anche all’immagine della Chiesa vergine, alla sua fedeltà nell’amore sponsale per Cristo: danneggiare la fede significa danneggiare la comunione con il Signore. L’unità della fede è dunque quella di un organismo vivente, come ha ben rilevato il beato John Henry Newman quando enumerava, tra le note caratteristiche per distinguere la continuità della dottrina nel tempo, il suo potere di assimilare in sé tutto ciò che trova, nei diversi ambiti in cui si fa presente, nelle diverse culture che incontra, tutto purificando e portando alla sua migliore espressione. La fede si mostra così universale, cattolica, perché la sua luce cresce per illuminare tutto il cosmo e tutta la storia.

Come servizio all’unità della fede e alla sua trasmissione integra, il Signore ha dato alla Chiesa il dono della successione apostolica. Per suo tramite, risulta garantita la continuità della memoria della Chiesa ed è possibile attingere con certezza alla fonte pura da cui la fede sorge. La garanzia della connessione con l’origine è data dunque da persone vive, e ciò corrisponde alla fede viva che la Chiesa trasmette. Essa poggia sulla fedeltà dei testimoni che sono stati scelti dal Signore per tale compito. Per questo il Magistero parla sempre in obbedienza alla Parola originaria su cui si basa la fede ed è affidabile perché si affida alla Parola che ascolta, custodisce ed espone. Nel discorso di addio agli anziani di Efeso, a Mileto, raccolto da san Luca negli Atti degli Apostoli, san Paolo testimonia di aver compiuto l’incarico affidatogli dal Signore di annunciare « tutta la volontà di Dio » (At 20,27). È grazie al Magistero della Chiesa che ci può arrivare integra questa volontà, e con essa la gioia di poterla compiere in pienezza"

Papa Francesco, Lettera Enciclica "Lumen fidei", nn. 48-49
 
Nell’atto di consacrazione Papa Francesco ha affidato a San Giuseppe le attese e le speranze della Chiesa e ha pregato l’Arcangelo Michele a vegliare sulla Sede Apostolica, a difendere la Chiesa da ogni macchinazione che ne minaccia la serenità e a rendere gli uomini vittoriosi contro le tentazioni del potere, della ricchezza e della sensualità.
"Anche se il diavolo tenta sempre di scalfire il volto dell’Arcangelo e il volto dell’uomo - ha affermato Papa Francesco - Dio è più forte; è sua la vittoria e la sua salvezza è offerta ad ogni uomo. Nel cammino e nelle prove della vita non siamo soli, siamo accompagnati e sostenuti dagli Angeli di Dio, che offrono, per così dire, le loro ali per aiutarci a superare tanti pericoli, per poter volare alto rispetto a quelle realtà che possono appesantire la nostra vita o trascinarci in basso. Nel consacrare lo Stato Città del Vaticano a San Michele Arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori".
 
 
 
dal sito del Vaticano l' enciclica Lumen fidei; c'è anche il formato .pdf per stamparla, leggerla e studiarla con serenità estiva. Qui sotto il link