venerdì 23 gennaio 2026

Preghiera per la settimana che sta per iniziare

 Signore,

non so cosa mi accadrà
in questa settimana che sta per iniziare
ma so con certezza 
che Tu sei il mio tenerissimo Padre
e niente mi avverrà 
che non sia da Te preveduto, guidato e preparato per me 
da tutta l'eternità.
Questo mi basta
e mi dà la serenità nell'accettare 
i tuoi impenetrabili ed eterni disegni.
Dammi la forza di accogliere come tuo dono 
tutto ciò che in questa settimana succederà 
anche se mi farà soffrire.
Unirò il mio sacrifico al Sacrificio di Gesù,
mio divin Redentore,
per salvare la mia anima e quella dei miei fratelli.
Ti domando solamente, o mio Signore,
la pazienza nelle pene,
una perfetta ubbidienza alla Tua santissima volontà
e un piccolo posto in Paradiso.
Così sia.




Buona giornata a tutti :-)





mercoledì 29 ottobre 2025

domenica 26 ottobre 2025

Preghiera a san Sebastiano


Pala d'altare di Vincenzo Foppa
presso il Civico Tempio di San Sebastiano in via Torino a Milano


martedì 20 maggio 2025

Il Tuo volto, O Signore - San Silvano del Monte Athos

Lo sguardo tuo sereno
e mite incantò l’anima mia,

che cosa potrò dirti
in cambio, Signore,
quale lode ti potrò offrire?

Tu dai la grazia
perché l’anima bruci
incessantemente d’amore
e non conosca riposo,
né giorno né notte.
In te solo trovo riposo,
il tuo ricordo riscalda l’anima.

Ti cerco. Ti perdo.
Mostrami il tuo volto,
desiderato giorno e notte.
Signore, fa’ che io ami te solo!


(San Silvano del Monte Athos)

mercoledì 3 gennaio 2024

La leggenda della Befana


C’era una volta una vecchietta, che viveva in una casa piccola e malandata, distante dal villaggio.
La vecchietta usciva ogni mattina per fare legna nel bosco, poi tornava a casa e si sedeva accanto al focolare insieme al suo gattino.
Il suo nome era Befana.
Befana aveva la fama di essere una maga e nessuno si spingeva fino alla sua casetta isolata, tanto più in inverno, quando i venti gelidi colpivano a raffica e la neve cadeva copiosa.
Una fredda sera di gennaio, Befana sentì all’improvviso bussare alla sua porta. Naturalmente si spaventò: chi poteva essere, a quell’ora e con quel tempo?
All’inizio non voleva aprire, ma poi la curiosità la vinse e si trovò davanti a tre orientali riccamente vestiti, che erano scesi dai loro cammelli per chiederle quale fosse la strada per raggiungere Betlemme.
La vecchietta stupefatta si chiese perché mai volessero andare a Betlemme. I tre orientali (e già, proprio loro, i Re Magi!) le raccontarono che stavano andando a portare dei doni al Bambino Gesù e la invitarono a unirsi a loro.
La poverina ci pensò un po’, ma non se la sentiva proprio di partire con quel freddo. Così diede loro le indicazioni che chiedevano e li lasciò andare.
Poi, però, si pentì e cercò di raggiungerli, montò a cavallo della sua scopa (un po' maga lo era davvero!) per cercarli e andare con loro a rendere omaggio a Gesù, ma non riuscì più a trovarli.
Fu così che ebbe un’idea: andare in tutte le case e lasciare un dono ad ogni bambino, nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Da allora Befana ha continuato, anno dopo anno, a portare i suoi doni a tutti i bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.

Buona giornata a tutti :-)


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sabato 30 dicembre 2023

Preghiera di fine anno


O Dio onnipotente, Signore del tempo e dell'eternità, io ti ringrazio perchè lungo tutto il corso di quest'anno mi hai accompagnato con la tua grazia e mi hai ricolmato dei tuoi doni e del tuo amore.
Voglio esprimerti la mia adorazione, la mia lode e il mio ringraziamento.
Ti chiedo umilmente perdono, o Signore, dei peccati commessi, di tante debolezze e di tante miserie.
Accogli il mio desiderio di amarti di più e di compiere fedelmente la tua volontà per tutto il tempo di vita che ancora mi concederai.
Ti offro tutte le mie sofferenze e le buone opere che, con la tua grazia, ho compiuto.
Fa che siano utili, o Signore, per la salvezza mia e di tutti i miei cari.
Amen


Carissimi amici ed amiche tanti auguri di Buon Anno!
Il Signore ci benedica, ci protegga e ci custodisca.
Stefania


lunedì 27 novembre 2023

Preghiera di un settantacinquenne - don Ferdinando Bay


Signore, non permettere che io divenga uno di quei vecchi brontoloni, sempre pronti a lamentarsi e a diventare tristi e insopportabili a tutti. Conservami il sorriso, anche se la mia bocca è un po' sdentata.
Conservami il buon umore che riporti le cose, la gente e me stesso, ognuno al proprio posto.
Fai di me, Signore, un anziano sorridente, conservami un cuore aperto.
Fa' di me un cuore generoso, che sappia dividere i suoi quattro soldi con chi non ne ha, e i fiori del suo giardino con chi terra non ha.
Non permettere che io diventi l'uomo del passato, parlando sempre del suo buon vecchio tempo, quando non faceva mai freddo e disprezzando il tempo dei giovani, quando continuamente fuori piove.
Fa' di me, Signore, un anziano che non ha mai dimenticato la sua giovinezza e che sa rinnovare la giovinezza degli altri.
Signore, io ti domando semplicemente che la mia ultima stagione sia bella, perché possa portare la testimonianza alla tua bellezza. Amen. Fonte: Breviario della Terza età, don Ferdinando Bay, Ed. Salcom, gennaio 1989, pagina 7

Buona giornata a tutti :-)

mercoledì 25 ottobre 2023

sabato 23 settembre 2023

IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐢𝐠𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨

Omelia del parroco di san Pio V e Santa Maria di Calvairate e Parrocchia di sant' Egidio in Milano

Mons. Roberto Davanzo

1.    Un grido d’aiuto verso l’Alto s’innalza sempre dalla nostra umanità più pensosa, specie in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi”. Nasce dalla coscienza di uno smarrimento (“Siamo avvizziti come foglie”), dalla mancanza di un riferimento comune, senza certezza di una verità, allo sbando di opinioni soggettive e labili, frutto alla fine di una emancipazione che ci ha resi orfani. Il nostro è un Dio che in molte forme si è accostato a noi, che abbiamo intuìto come nostra radice benevola e premurosa, che ci autorizza interiormente a gridare: “Tutti noi siamo opera delle tue mani. Tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani” (Lett.).

2.    Un Dio che i passi li ha fatti, fino a porre la sua tenda tra noi. Dopo che domenica scorsa da Pietro era stato definito come “il Cristo di Dio” (un cristo, un messia incamminato sulla via della croce e non del successo militare e politico), in questa domenica il brano del Vangelo ci offre la definizione che Gesù dà di se stesso: “Io sono il pane della vita”. Una definizione che arriva al termine di una vicenda che vale la pena di riportare a memoria. Il giorno precedente, sulle sponde del lago di Tiberiade Gesù, preso dalla compassione per la presenza di 5000 persone abbandonate a se stesse, grazie ai cinque pani e ai due pesci messi a disposizione dalla generosità di un ragazzo, sfamò la fame di quella folla.

 3.    Ma da quella folla dovette poi scappare. Non fuggirà di fronte alla cattura e alla morte, ma fugge davanti alla prospettiva di un trono, davanti al potere. Ecco perchè alla domanda “quando sei venuto qua” Gesù risponde con le amare parole che abbiamo ascoltato: “avete mangiato, vi siete saziati, ma non avete saputo comprendere che cosa stava succedendo, che quanto vi veniva donato non era frutto nè di stregoneria, nè di abilità imprenditoriali, ma solo di condivisione”. Non illudiamoci, sembra dirci Gesù: non ci sarà mai un pane a costo zero, non sconfiggeremo mai la fame degli uomini senza imparare a pagare il prezzo della condivisione; non fermeremo mai i flussi migratori fino a quando non ribalteremo questo sistema di relazioni internazionali... Per affrontare adeguatamente il fenomeno migratorio, particolarmente “caldo” in questi giorni, il Papa scrive: “Dobbiamo prodigarci per fermare la corsa agli armamenti, il colonialismo economico, la razzia delle risorse altrui, la devastazione della nostra casa comune… per fare della migrazione una scelta davvero libera, bisogna sforzarsi di garantire a tutti un’equa partecipazione al bene comune, il rispetto dei diritti fondamentali e l’accesso allo sviluppo umano integrale”. Nella logica di un pane che ha come anima la condivisione: un pane c’è per essere spezzato, condiviso. 

4.    Forse potremmo dire che Gesù è vero pane, perchè la condivisione è diventata il pane della sua vita. Fino a lasciarsi consumare per amore sulla croce. “Io”, dice, “sono il pane della vita”. Dopo la domanda sul “chi sono io per voi?”, oggi risuona quella conseguente: “per che cosa lo cerchiamo?”. Spesso lo facciamo per un qualche “interesse”, seppure legittimo e buono: la salute, la felicità dei nostri cari, la pace in famiglia, … Il problema è non accontentarsi e riconoscere che solo nutrendoci di lui, lasciandoci trasformare da quel pane che mangiamo ogni domenica, possiamo sperare in una trasformazione profonda del mondo in cui viviamo e che vive tali e tante contraddizioni che si giustifica l’invocazione di Isaia da cui siamo partiti.

 5.    Dunque, ci nutriamo di questo pane che è Gesù anche per ricordare che c’è una via d’uscita a questo mondo segnato - anche sul tema del mangiare - da squilibri e da inequità. Certo, a condizione di essere disposti a pagare un prezzo che ci consentirà di costruire un mondo più sicuro per tutti. A condizione di lasciarci istruire dalla logica del “pane della vita” che è Gesù e che parla di una vita che ci è stata consegnata, perchè a nostra volta la consegniamo, la condividiamo con il resto dell’umanità.

 6.    Che cosa è pane, che cosa è nutrimento per gli uomini, di che cosa si nutrono? Gesù aveva un'attenzione spiccata per le folle senza pane e ci ha anche insegnato a chiederlo nella preghiera al Padre che è nei cieli. Ma con tutta la sua vita ci ha pure insegnato che non di solo pane si vive, ma anche di parole alte, che mettono in moto i sogni e la vita. Quante volte lo abbiamo sorpreso nelle pagine dei vangeli nell'atto di nutrire le folle, nutrirle di parola e, insieme, di pane. Ma nei suoi pensieri il pane non è mai un pane di accumulo, e nemmeno un pane che piova dall'alto magicamente: nasce da una fatica e sfocia in una condivisione. A farci grandi non è tanto il pane che si riceve, ma il pane che si dona.

24 settembre 2023

#robertodavanzo

mercoledì 21 giugno 2023

Mons. Roberto Davanzo nuovo parroco in San Pio V

 L’Arcivescovo ha chiesto di diventare parroco di S. Eugenio e S. Pio V a mons. Roberto Davanzo.
Nato il 10 gennaio 1957 a Macerata, è cresciuto nella parrocchia di S. Barbara di San Donato Milanese.
Ordinato l’11 giugno 1983, è stato Vicario parrocchiale a S. Maria del Suffragio (1983), Assistente regionale Agesci (1991), Parroco della parrocchia S. Maria alla Fontana di Milano (2000), Direttore di Caritas Ambrosiana (2005) con residenza presso la parrocchia Angeli Custodi.
Dal 2016 è Prevosto della parrocchia S. Stefano di Sesto San Giovanni (2016) e Direttore dell’Istituto diocesano del Sostentamento del Clero; dal 2017 è Canonico maggiore onorario di S. Ambrogio in Milano.

A lui il nostro più cordiale benvenuto nel nome del Signore.

don Franco Gallivanone


Buona giornata a tutti :-)


martedì 30 maggio 2023

Ricordiamo Mons. Dr. Giovanni Giulio Agostino Giavini

 Vogliamo ricordare Mons. Dr. Giovanni Giulio Agostino Giavini

Nato a Busto Arsizio (VA) il 31/01/1932 e deceduto sabato 27 maggio 2023
In San Pio V e Santa Maria di Calvairate, negli anni 2009 - 2010 -2011 tenne diversi corsi biblici:

-"Il libro della Genesi tra fede e scienza (Genesi 1-11) - (a proposito di Darwin)
-"Dopo la Bibbia i primi secoli del cristianesimo"
-"Rileggiamo insieme gli Atti degli Apostoli"

Signore misericordioso, che al tuo servo Giovanni Giulio Agostino, sacerdote, nel tempo della sua dimora tra noi, hai affidato la tua parola e i tuoi sacramenti, donagli di esultare per sempre nella liturgia del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

http://www.settimananews.it/lettere-interventi/don-giavini-mio-testamento/

http://www.settimananews.it/teologia/creazione-evoluzione/

http://www.settimananews.it/bibbia/creazione-evoluzione-2/

https://www.chiesadimilano.it/news/preti-defunti-articoli-preti/mons-dr-giovanni-giulio-agostino-giavini-1783003.html

sabato 18 marzo 2023

Preghiera al Santo Crocifisso di Rosate (Bergamo, Italy)


Preghiera al crocefisso miracoloso, conservato nella Cappella del Crocefisso nella cattedrale di Bergamo. Se osservate il Cristo è rappresentato con i capelli veri (crini di cavallo) e ha una mano senza chiodo. Si narra che un giorno una suora, accusata ingiustamente di una mancanza da una sua superiora, parlando da sola con il Crocefisso, ebbe a dire cosa aveva fatto per meritarselo, fu allora che la mano sinistra si staccò dalla croce e abbracciò la suora.

Da allora, si decise che la mano non venisse più rinchiodata ma ancora oggi ha un nastro che la tiene fissa al legno.

Buona giornata a tutti :-)


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sabato 31 dicembre 2022

Preghiera di fine anno


O Dio onnipotente, Signore del tempo e dell'eternità,
io ti ringrazio perchè lungo tutto il corso di quest'anno
mi hai accompagnato con la tua grazia
e mi hai ricolmato dei tuoi doni e del tuo amore.
Voglio esprimerti la mia adorazione, la mia lode e il mio ringraziamento.
Ti chiedo umilmente perdono, o Signore,
dei peccati commessi, di tante debolezze e di tante miserie.
Accogli il mio desiderio di amarti di più
e di compiere fedelmente la tua volontà
per tutto il tempo di vita che ancora mi concederai.
Ti offro tutte le mie sofferenze
e le buone opere che, con la tua grazia, ho compiuto.
Fa che siano utili, o Signore,
per la salvezza mia e di tutti i miei cari.
Amen

Buon 2023 a tutti gli amici e le amiche!!! 

mercoledì 30 marzo 2022

Il falenino e la stella - don Bruno Ferrero


Una piccola falena d'animo delicato s'invaghì una volta di una stella. 
Ne parlò alla madre e questa gli consigliò d'invaghirsi invece di un abat-jour. «Le stelle non son fatte per svolazzarci dietro», gli spiegò. 
«Le lampade, a quelle sì puoi svolazzare dietro».
«Almeno lì approdi a qualcosa», disse il padre. «Andando dietro alle stelle non approdi a niente».
Ma il falenino non diede ascolto né all'uno né all'altra. 
Ogni sera, al tramonto, quando la stella spuntava s'avviava in volo verso di essa e ogni mattina, all'alba, se ne tornava a casa stremato dall'immane e vana fatica.
Un giorno il padre lo chiamò e gli disse: «Non ti bruci un'ala da mesi, ragazzo mio, e ho paura che non te la brucerai mai. Tutti i tuoi fratelli si sono bruciacchiati ben bene volteggiando intorno ai lampioni di strada, e tutte le tue sorelle si sono scottate a dovere intorno alle lampade di casa. Su avanti, datti da fare, vai a prenderti una bella scottatura! Un falenotto forte e robusto come te senza neppure un segno addosso!».
Il falenino lasciò la casa paterna ma non andò a volteggiare intorno ai lampioni di strada ne intorno alle lampade di casa: continuò ostinatamente i suoi tentativi di raggiungere la stella, che era lontana migliaia di anni luce. Lui credeva invece che fosse impigliata tra i rami più alti di un olmo.
Provare e riprovare, puntando alla stella, notte dopo notte, gli dava un certo piacere, tanto che visse fino a tardissima età. 
I genitori, i fratelli e le sorelle erano invece morti tutti bruciati ancora giovanissimi.

La stella della speranza è un segno distintivo. Ogni giorno dovresti chiedere la fede per osare l'impossibile. 
Chi desidera operare con Cristo e, di conseguenza, trasformare il mondo, rifiuterà di adeguarsi a leggi ed ordinamenti precostituiti. 
Sarà disobbediente, quando altri obbediranno, eseguirà quando altri troveranno insensato l'ordine impartito. 
Il mondo gli apparirà una prigione, quando altri parleranno di libertà, ed esso sarà trasparente agli occhi della sua fede, quando altri saranno disperati, sentendosi prigionieri. 
Fare cose impossibili è il realismo di coloro che conoscono la voce del loro Signore.

Se c'è una stella nel cielo della tua vita, non perdere tempo a scottarti a qualche lampadina.

- don Bruno Ferrero - 
da: "40 storie nel deserto" - Ed. Elledici

mercoledì 8 dicembre 2021

Preghiera di sant'Ambrogio


«Il Signore ci conceda di navigare, 
allo spirare di un vento favorevole, 
sopra una nave veloce; 
di fermarci in un porto sicuro; 
di non conoscere da parte degli spiriti maligni 
tentazioni più gravi di quanto siamo in grado di sostenere; 
di ignorare i naufragi della fede; 
di possedere una calma profonda, 
e, se qualche avvenimento susciti contro di noi i flutti di questo mondo, 
di avere, vigile al timone per aiutarci, il Signore Gesù, 
il quale con la sua parola comandi, plachi la tempesta, 
stenda nuovamente sul mare la bonaccia. 
A lui onore e gloria, lode, perennità 
dai secoli e ora e sempre e per tutti i secoli dei secoli». Amen

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lunedì 1 novembre 2021

Preghiera ai Santi del Paradiso


O spiriti celesti e voi tutti Santi del Paradiso,
volgete pietosi lo sguardo sopra di noi,
ancora peregrinanti in questa valle di dolore e di miserie.
Voi godete ora la gloria che vi siete meritata  
seminando nelle lacrime in questa terra di esilio.
Dio è adesso il premio delle vostre fatiche,
il principio, l'oggetto e il fine dei vostri godimenti.

O anime beate, intercedete per noi!

Ottenete a noi tutti di seguire fedelmente le vostre orme,
di seguire i vostri esempi di zelo  
e di amore ardente a Gesù e alle anime,
di ricopiare in noi le virtù vostre,
affinché diveniamo un giorno  
partecipi della gloria immortale. Amen.


Buona giornata a tutti :-)


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