venerdì 7 ottobre 2016

FESTUM BEATÆ MARIÆ VIRGINIS, 7 OTTOBRE

A ROSARIO
PROPRIO DELLA S.MESSA
INTRÓITUS
Gaudeámus omnes in Dómino, diem festum celebrántes sub honóre beátæ Maríæ Vírginis: de cujus sollemnitáte gaudent Angeli et colláudant Fílium Dei. Ps. 44, 2. Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi. Glória Patri.
Gioiamo tutti nel Signore! Celebriamo un giorno di festa in onore della beata Vergine Maria; gli angeli partecipano alla gioia di questa solennità e lodano in coro il Figlio di Dio. Erompe dal mio cuore un tema gradito: dico al Re il mio canto. Gloria a Padre.
ORÁTIO
Deus, cuius Unigénitus per vitam, mortem et resurrectiónem suam nobis salútis ætérnæ prǽmia comparávit: concéde, quǽsumus, ut, hæc mystéria sacratíssimo beátæ Mariæ Vírginis Rosário recoléntes, et imitémur quod cóntinent, et quod promíttunt assequámur. Per eúmdem Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. - Amen.
O Dio, che mediante la vita, la morte e la resurrezione del tuo Unigenito ci procurasti l’eterna salvezza, fa, Te ne preghiamo, che ricordando questi misteri, per mezzo del santissimo Rosario della beata Vergine Maria, noi possiamo imitare gli esempi che contengono e conseguire i beni che promettono. Per lo stesso Signore nostro Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. - Amen.
EPISTOLA
Léctio libri Sapiéntiæ. Prov. 8, 22-24 et 32-35.
Dóminus possédit me in inítio viárum suárum, ántequam quidquam fáceret a princípio. Ab ætérno ordináta sum et ex antíquis, ántequam terra fíeret. Nondum erant abýssi, et ego jam concépta eram. Nunc ergo, fílii, audíte me: Beáti, qui custódiunt vias meas. Audíte disciplínam, et estóte sapiéntes, et nolíte abjícere eam. Beátus homo, qui audit me et qui vígilat ad fores meas cotídie. et obsérvat ad postes óstii mei. Qui me invénerit, invéniet vitam et háuriet salútem a Dómino.
M. - Deo grátias.
Il Signore mi ha creato all'inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d'allora. Dall'eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l'esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l'uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia. Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore. M. - Deo grátias.
GRADUALE
Ps. 44,5,11 et 12. Propter veritátem et mansuetúdinem et justítiam, et dedúcet te mirabíliter déxtera tua. Audi, fília, et vide, et inclína aurem tuam: quia concupívit Rex spéciem tuam.
Ps. 44,5,11 et 12. Per causa della Verità, della clemenza e della giustizia la tua destra ti spingerà ad opere mirabili. Ascolta, figlia, volgi lo sguardo e presta attenzione, perché il Re è stato conquistato dalla tua bellezza.
ALLELÚIA
Allelúja, allelúja. Sollémnitas gloriósæ Vírginis Maríæ ex sémine Abrahæ, ortæ de tribu Juda, clara ex stirpe David. Allelúja.
Allelúja, allelúja. È la solennità della gloriosa Vergine Maria, della stirpe di Abramo, nata dalla tribù di giuda, dalla gloriosa stirpe di David. Allelúja.
EVANGÉLIUM
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Lucam. P Luc. 1, 26-38.
In illo témpore: Missus est Angelus Gábriel a Deo in civitátem Galilǽæ, cui nomen Názareth, ad Vírginem desponsátam viro, cui nomen erat Joseph, de domo David, et nomen Vírginis María. Et ingréssus Angelus ad eam, dixit: Ave, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus. Quæ cum audísset, turbáta est in sermóne ejus: et cogitábat, qualis esset ista salutátio. Et ait Angelus ei: Ne tímeas, María, invenísti enim grátiam apud Deum: ecce, concípies in útero et páries fílium, et vocábis nomen ejus Jesum. Hic erit magnus, et Fílius Altíssimi vocábitur, et dabit illi Dóminus Deus sedem David, patris ejus: et regnábit in domo Jacob in ætérnum, et regni ejus non erit finis. Dixit autem María ad Angelum: Quómodo fiet istud, quóniam virum non cognósco? Et respóndens Angelus, dixit ei: Spíritus Sanctus supervéniet in te, et virtus Altíssimi obumbrábit tibi. Ideóque et quod nascétur ex te Sanctum, vocábitur Fílius Dei. Et ecce, Elisabeth, cognáta tua, et ipsa concépit fílium in senectúte sua: et hic mensis sextus est illi, quæ vocátur stérilis: quia non erit impossíbile apud Deum omne verbum. Dixit autem María: Ecce ancílla Dómini, fiat mihi secúndum verbum tuum.
M. - Laus tibi Christe.
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.
M. - Laus tibi Christe.
ANTÍPHONA AD OFFERTÓRIUM
Eccl. 24, 25; 39, 17 In me grátia omnis viæ et veritátis, in me omnis spes vitæ et virtútis: ego quasi rosa plantáta super rivos aquárum fructificávi.
Eccl. 24, 25; 39, 17 In me è grazia di dottrina e di verità; in me ogni speranza; in me ogni speranza di vita e di virtù. Io sono fiorita come un roseto piantato lungo un corso d’acqua.
SECRÉTA
Fac nos, quǽsumus, Dómine, his munéribus offeréndis conveniénter aptári: et per sacratíssimi Rosárii mystéria sic vitam, passiónem, et glóriam Unigéniti tui recólere; ut eius digni promissiónibus efficiámur. Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. - Amen.
Concedi, o Signore, Te ne preghiamo, che questi doni, da noi offerti in onore della tua maestà, ci siano salutari. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
PREFAZIO DELLA SS. TRINITÀ
COMMÚNIO
Eccli. 39, 19. Floréte, flores, quasi lílium, et date odórem, et frondéte in grátiam, collaudáte cánticum, et benedícite Dóminum in opéribus suis.
Eccli. 39, 19. Sbocciate come gigli aulenti, stormite con grazia, alzate inni di lode e benedite il Signore per tutte le sue opere.
POSTCOMMÚNIO
Sanctíssimæ Genitrícis tuæ, cuius Rosárium celebrámus, quǽsumus, Dómine, précibus adiuvémur: ut et mysteriórum, quæ cólimus, virtus percipiátur; et sacramentórum, quæ súmpsimus, obtineátur efféctus. Qui vívis et regnas cum Deo Patre in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. Amen.
Ci aiutino, o Signore, Te ne preghiamo, le preghiere della tua santissima Madre, di cui celebriamo il Rosario, cosí che sentiamo la virtù dei misteri venerati e otteniamo l’effetto dei sacramenti ricevuti. Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. Amen.


martedì 27 settembre 2016

Conferenza stampa di presentazione della stagione 2016/2017

Mercoledì 28 settembre, ore 11,
presso il CineTeatro Oscar, Via Lattanzio 58

Conferenza stampa di presentazione
della stagione 2016/2017

Siete tutti invitati.

In attesa presentiamo nel volantino la nuova stagione del Cineforum



lunedì 15 agosto 2016

CELEBRAZIONE EUCARISTICA NEL 50° ANNIVERSARIO DELLA DEFINIZIONE DOGMATICA DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA - SAN GIOVANNI PAOLO II, PAPA

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI
CELEBRAZIONE EUCARISTICA NEL 50° ANNIVERSARIO DELLA DEFINIZIONE DOGMATICA DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
Mercoledì, 1° novembre 2000 

1. "Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli" (Ap 7, 12).
In atteggiamento di profonda adorazione della Santissima Trinità, ci uniamo a tutti i Santi che celebrano perennemente la liturgia celeste per ripetere con loro il ringraziamento al nostro Dio per le meraviglie da lui operate nella storia della salvezza.
Lode e azione di grazie a Dio per aver suscitato nella Chiesa una moltitudine immensa di Santi, che nessuno può contare (cfr Ap7,9). Una moltitudine immensa: non solo i Santi e i Beati che festeggiamo durante l'anno liturgico, ma anche i Santi anonimi, conosciuti solo da Lui. Madri e padri di famiglia, che nella quotidiana dedizione ai figli hanno contribuito efficacemente alla crescita della Chiesa e all'edificazione della società; sacerdoti, suore e laici che, come candele accese dinanzi all'altare del Signore, si sono consumati nel servizio al prossimo bisognoso di aiuto materiale e spirituale; missionari e missionarie, che hanno lasciato tutto per portare l'annuncio evangelico in ogni parte del mondo. E l'elenco potrebbe continuare.
2. Lode e azione di grazie a Dio, in modo particolare, per la più santa tra le creature, Maria, amata dal Padre, benedetta a motivo di Gesù, frutto del suo grembo, santificata e resa nuova creatura dallo Spirito Santo. Modello di santità per aver messo la propria vita a disposizione dell'Altissimo, Ella "brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione" (Lumen gentium, 68).

Proprio oggi ricorre il cinquantesimo anniversario dell'atto solenne con cui il mio venerato predecessore Papa Pio XII, in questa stessa Piazza, definì il dogma dell'Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo. Lodiamo il Signore per aver glorificato la Madre sua, associandola alla sua vittoria sul peccato e sulla morte.

Alla nostra lode hanno voluto unirsi oggi, in modo speciale, i fedeli di Pompei, che sono venuti numerosi in pellegrinaggio, guidati dall'Arcivescovo Prelato del Santuario, Mons. Francesco Saverio Toppi, e accompagnati dal Sindaco della città. La loro presenza ricorda che fu proprio il Beato Bartolo Longo, fondatore della nuova Pompei, ad avviare, nel 1900, il movimento promotore della definizione del dogma dell'Assunzione.

3. L'odierna liturgia parla tutta di santità. Per sapere però quale sia la strada della santità, dobbiamo salire con gli Apostoli sul monte delle Beatitudini, avvicinarci a Gesù e metterci in ascolto delle parole di vita che escono dalle sue labbra. Anche oggi Egli ripete per noi:
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli! Il divin Maestro proclama "beati" e, potremmo dire, "canonizza" innanzitutto i poveri in spirito, cioè coloro che hanno il cuore sgombro da pregiudizi e condizionamenti, e sono perciò totalmente disponibili al volere divino. L'adesione totale e fiduciosa a Dio suppone lo spogliamento ed il coerente distacco da se stessi.
Beati gli afflitti! E' la beatitudine non solo di coloro che soffrono per le tante miserie insite nella condizione umana mortale, ma anche di quanti accettano con coraggio le sofferenze derivanti dalla professione sincera della morale evangelica.
Beati i puri di cuore! Sono proclamati beati coloro che non si contentano di purezza esteriore o rituale, ma cercano quell'assoluta rettitudine interiore che esclude ogni menzogna e doppiezza.
Beati gli affamati e assetati di giustizia! La giustizia umana è già una meta altissima, che nobilita l'animo di chi la persegue, ma il pensiero di Gesù va a quella giustizia più grande che sta nella ricerca della volontà salvifica di Dio: beato è soprattutto chi ha fame e sete di questa giustizia. Dice infatti Gesù: "Entrerà nel regno dei cieli chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt 7,21).
Beati i misericordiosi! Felici sono quanti vincono la durezza di cuore e l'indifferenza, per riconoscere in concreto il primato dell'amore compassionevole, sull'esempio del buon Samaritano e, in ultima analisi, del Padre "ricco di misericordia" (Ef 2,4).
Beati gli operatori di pace! La pace, sintesi dei beni messianici, è un compito esigente. In un mondo, che presenta tremendi antagonismi e preclusioni, occorre promuovere una convivenza fraterna ispirata all'amore e alla condivisione, superando inimicizie e contrasti. Beati coloro che si impegnano in questa nobilissima impresa!

4. I Santi hanno preso sul serio queste parole di Gesù. Hanno creduto che la "felicità" sarebbe venuta loro dal tradurle nel concreto della loro esistenza. E ne hanno sperimentato la verità nel confronto quotidiano con l'esperienza: nonostante le prove, le oscurità, gli insuccessi, hanno gustato già quaggiù la gioia profonda della comunione con Cristo. In Lui hanno scoperto, presente nel tempo, il germe iniziale della futura gloria del Regno di Dio.
Questo scoprì, in particolare, Maria Santissima che col Verbo incarnato visse una comunione unica, affidandosi senza riserve al suo disegno salvifico. Per questo le fu dato di ascoltare, in anticipo rispetto al "discorso della montagna", la beatitudine che riassume tutte le altre: "Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore" (Lc 1, 45).

5. Quanto profonda sia stata la fede della Vergine nella parola di Dio traspare con nitidezza dal cantico del Magnificat: "L'anima mia magnifica il Signore, / e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, / perché ha guardato l'umiltà della sua serva" (Lc 1,46-48).
Con questo canto Maria mostra ciò che ha costituito il fondamento della sua santità: la profonda umiltà. Ci si può domandare in che cosa consistesse questa sua umiltà. Molto dice al riguardo il "turbamento" suscitato in Lei dal saluto dell'Angelo: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te" (Lc 1,28). Di fronte al mistero della grazia, all'esperienza di una particolare presenza di Dio che ha posato su di Lei il suo sguardo, Maria prova un naturale impulso di umiltà (letteralmente di "abbassamento"). E' la reazione della persona che ha la piena consapevolezza della propria piccolezza di fronte alla grandezza di Dio. Maria contempla nella verità se stessa, gli altri, il mondo.
Non fu forse segno di umiltà la domanda: "Come avverrà questo? Non conosco uomo!" (Lc 1,34).
Aveva appena udito di dover concepire e dare alla luce un Bimbo, che avrebbe regnato sul trono di Davide come Figlio dell'Altissimo. Certamente non comprese pienamente il mistero di quella divina disposizione, ma capì che essa significava un totale cambiamento nella realtà della sua vita. Tuttavia non domandò: sarà davvero così? deve accadere questo? Disse semplicemente: Come avverrà? Senza dubbi e senza riserve accettò l'intervento divino che cambiava la sua esistenza. La sua domanda esprimeva l'umiltà della fede, la disponibilità a porre la propria vita al servizio del mistero divino, pur nella incapacità di comprendere il come del suo avverarsi.
Questa umiltà dello spirito, questa piena sottomissione nella fede si espresse in modo particolare nel suo "fiat": "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). Grazie all'umiltà di Maria poté compiersi quello che Ella avrebbe in seguito cantato nel Magnificat: "D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. / Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente / e Santo è il suo nome" (Lc 1,48-49).
Alla profondità dell'umiltà corrisponde la grandezza del dono. L'Onnipotente operò per Lei "grandi cose" (cfr Lc 1,49) ed Ella seppe accettarle con gratitudine e trasmetterle a tutte le generazioni dei credenti. Ecco il cammino verso il cielo che ha seguito Maria, Madre del Salvatore, precedendo su questa via tutti i Santi e i Beati della Chiesa.
6. Beata sei tu, Maria, assunta in cielo in anima e corpo! Pio XII definì questa verità "a gloria di Dio onnipotente..., a onore del suo Figlio, re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della Madre sua, a gioia ed esultanza di tutta la Chiesa" (Cost. Ap. Munificentissimus Deus, AAS 42 [1950], 770).
E noi esultiamo, o Maria Assunta, nella contemplazione della tua persona glorificata e resa, in Cristo risorto, collaboratrice con lo Spirito per la comunicazione della vita divina agli uomini. In Te vediamo il traguardo della santità cui Dio chiama tutti i membri della Chiesa. Nella tua vita di fede scorgiamo la chiara indicazione della strada verso la maturità spirituale e la santità cristiana.
Con Te e con tutti i Santi glorifichiamo Dio Trinità, che sostiene il nostro pellegrinaggio terreno e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.