sabato 30 novembre 2013

Guardate il fico (meditazione) - Beato John Henry Newman

E disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante; 
quando gia germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina. 
Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 
In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto. 
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Dal Vangelo secondo Luca 21,29-33. 



« Guardate il fico »
La terra che vediamo non ci soddisfa. Essa è soltanto un inizio; è soltanto una promessa di un al di là ; anche nel più grande splendore, quando si copre di tutti i suoi fiori, e ci mostra, nel modo più incantevole, tutti i suoi tesori nascosti, anche allora, non ci basta. 
Sappiamo che, in essa, c'è molto di più di quanto possiamo vedere. Un mondo di santi e di angeli, un mondo glorioso, il palazzo di Dio, il monte del Signore Sabaoth, la Gerusalemme celeste, il trono di Dio e di Cristo: tutte queste meraviglie eterne, preziosissime, misteriose e incomprensibili si nascondono dietro ciò che vediamo. 
Ciò che vediamo è soltanto l’involucro esteriore di un regno eterno ; e su questo regno noi fissiamo gli occhi della nostra fede.
Mostrati, Signore, come nel tempo della tua Natività, quando gli angeli visitarono i pastori. La tua gloria si schiuda come i fiori e le foglie sugli alberi. Con la tua grande potenza trasforma il mondo visibile in quel mondo più divino che ancora non vediamo. Ciò che vediamo sia trasformato in ciò che crediamo. Per quanto brillanti siano il sole, e il cielo, e le nuvole, per quanto verdeggianti siano le foglie e i campi, per quanto dolce sia il canto degli uccelli, sappiamo che non è tutto lì, e non scambieremo la parte per il tutto. 
Queste cose procedono da un centro di amore e di bontà che è Dio stesso. Ma esse non sono la sua pienezza. Parlano del cielo, ma non sono il cielo ; sono soltanto, in un certo senso, dei raggi dispersi, e un fioco riflesso della sua immagine; sono soltanto le briciole che cadono dalla tavola.


Beato John Henry Newman (1801-1890), 

sacerdote, fondatore di una comunità religiosa, teologo 
« The Invisible World » PPS, IV, 13





venerdì 29 novembre 2013

Novena all'Immacolata Concezione - 29 Novembre . 7 Dicembre

Introduzione

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Vieni Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in noi il fuoco del Tuo amore.

V. Manda il Tuo Spirito, Signore, e tutto sarà ricreato.

R. E rinnoverai la faccia della terra.
Preghiamo.

O Dio, che con il dono dello Spirito Santo guidi i fedeli alla piena luce della verità, donaci di gustare nel medesimo tuo Spirito la vera sapienza e di godere sempre del suo conforto. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

2. Orazione iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza. Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, Ti supplico di farmi ottenere … (indicare la grazia spirituale o materiale). Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi.
Amen!

3. Orazione del giorno

Primo Giorno


O Immacolata Concezione, questo dolce nome m’invita ad avere fiducia in Te, mi porta conforto e fortifica la mia Fede. Maria, Madre mia, ho totale fiducia nella Tua potente intercessione presso il Signore e Ti chiedo di aiutarmi a conservare sempre accesa in mezzo al mondo la fiamma della Fede, che ho ricevuto nel Battesimo. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Secondo Giorno


O Immacolata Concezione, Tu più di qualunque altra creatura, conosci le mie debolezze e viltà. O Maria, aiutami a resistere alle tentazioni e Ti prego oggi in modo particolare per tutti quelli che soffrono nello spirito, nel cuore e nel corpo. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Terzo Giorno


O Immacolata Concezione, Tu hai voluto, a Lourdes e a Fatima, indicarmi l’importanza e l’efficacia della preghiera e del sacrificio, contribuendo all’opera di salvezza delle anime. Dammi oggi una sete ardente di preghiera e sacrificio per amore delle anime più bisognose. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Quarto Giorno


O Immacolata Concezione, Madre mia, prendimi per mano, conducimi a Gesù, per
scoprire, ascoltare e comprendere senza deformazione e in tutta purezza, verità e
chiarezza, la Parola di salvezza, così come il Tuo Divino Figlio l’ha rivelata. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Quinto Giorno


O Immacolata Concezione, Salute degli infermi, che guarisci i malati, prega per loro e intercedi per me. O Madre mia, sai bene che inciampo e molte volte cado. Aiutami ad alzarmi dalle mie cadute e a continuare il mio cammino, confidando nella tua materna sollecitudine. Ti affido oggi specialmente i malati e i disperati. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Sesto Giorno

O Immacolata Concezione, insegnami a vivere tutti i momenti della mia vita alla
presenza di Dio e ad elevare i miei pensieri, il mio cuore e la mia anima al Padre, al
Figlio e allo Spirito Santo. Ti chiedo specialmente che Tu interceda con il Tuo potere e con il Tuo amore materno per la Santa Chiesa, per il Santo Padre e per tutti i pastori. Che tutti siano una cosa sola! Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Settimo Giorno

O Immacolata Concezione, Ti chiediamo, oggi, con la semplicità dei bambini che,
distaccati dai beni materiali e rassegnati alle sofferenze, camminiamo guidati dalla
pratica delle Beatitudini verso il Regno del Cielo. Così, Madre mia, potremo già su questa
terra cominciare a conoscere la gioia celeste e cantare, con Te: Magnificat. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Ottavo Giorno
O Immacolata Concezione, Consolatrice degli afflitti, guarda le mie sofferenze e i miei dolori. Sii Colei che rimane sempre con me, anche quando i miei occhi si chiuderanno a questa terra ed io mi presenterò al Tuo Divino Figlio. Madre mia, custodiscimi sempre al Tuo fianco e stringimi vicino al Tuo cuore, perché è all’ombra della Croce che sono diventato Tuo Figlio. Vergine Maria, aumenta giorno per giorno il mio amore verso di Te ed il Tuo Divino Figlio. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Nono Giorno


O Immacolata Concezione, Madre mia, nel vuoto e, molte volte, nell’oscurità della mia vita, nell’oscurità del mondo moderno nel quale il male è potente, Ti supplico, portaci speranza e restaura la Nostra fiducia. Intercedi per me presso Tuo Figlio misericordioso, chiedendoGli il Suo perdono per le mie colpe e per quelle di tutta l’umanità. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!

Preghiere e Orazione finale
Recitare un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria.
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che
ricorriamo a te!

O Dio, che con l'Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l'hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Amen


mercoledì 27 novembre 2013

Supplica alla Madonna della Medaglia Miracolosa - 27 novembre 2013


Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità.

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.
Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l'ora tua, o Maria, l'ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l'ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest'ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest'ora sia anche l'ora nostra: l'ora della nostra sincera conversione, e l'ora del pieno esaudimento dei nostri voti.
Tu che hai promesso, proprio in quest'ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l'amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti.
Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest'ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch'essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.

Salve Regina


Tra tutte le 'memorie sacre' di questa giornata, ci sembra particolarmente utile ricordare il dono fatto dalla Madonna all’umile santa Caterina Labouré, il 27 novembre del 1830. Proprio in quella vigilia di Avvento, le apparve la Vergine, vestita di un abito di seta bianca, che teneva il mondo tra le mani, stringendolo all’altezza del cuore. L’immagine era racchiusa in una cornice ovale, come se si delineasse il bozzetto di una medaglia, contornata da una scritta in lettere d’oro: «O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi», invocazione allora inusuale. Poi la cornice ruotò su se stessa e apparve la lettera M sormontata da una croce e, sotto, due cuori: uno circondato dalla corona di spine, l’altro trafitto da una spada. La Vergine chiese alla giovane novizia di far coniare una medaglia secondo la visione avuta e di diffonderla in tutto il mondo. La ragazza avrebbe voluto poter trasmettere almeno la spiegazione dei due simboli, ma le fu detto soltanto: «La lettera M e i due cuori dicono abbastanza!». Parigi era allora devastata da un’epidemia di colera. Dopo qualche resistenza, la medaglia fu realizzata da un orafo di Parigi e furono tante le guarigioni e le grazie di conversione che in pochissimi anni fu necessario coniarne milioni di copie. Il quotidiano La France, nel 1835, già sosteneva che quel piccolo oggetto sacro era diventato «uno dei più grandi segni della fede, degli ultimi tempi». E quando, nel 1854, Pio IX definirà il dogma dell’Immacolata Concezione, riconoscendo che «era una verità tenacemente custodita nel cuore dei fedeli», potrà fondarsi anche sul fatto che c’erano già almeno dieci milioni di cristiani che ne portavano sul cuore la medaglia miracolosa.

A Parigi, al numero civico 140 di Rue Du Bac, c’è un Santuario, nel quale si trova la Cappella della Medaglia miracolosa: non è molto distante dal Louvre ed è comodamente raggiungibile mediante la metropolitana che ha una delle sue fermate proprio a Rue Du Bac. 
La Cappella della Medaglia miracolosa attira ogni anno un milione di pellegrini, persone di ogni razza e colore, che vengono qui, nel cuore di Parigi, a cercare una risposta ai loro problemi esistenziali, a chiedere grazie alla Madre che tutto sa e comprende e con cui ci si può sfogare come soltanto con una madre è possibile fare, nel più assoluto silenzio, in un clima di grande fervore e raccoglimento. 
È il mistero di Rue du Bac, un mistero che nasce 174 anni fa, dalle apparizioni della S. Vergine a una giovane novizia delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’Paoli, Caterina Labourè, a cui la Madonna affidò la realizzazione di una medaglia cosiddetta “miracolosa” che, da quasi due secoli ormai, ha conquistato con le sue innumerevoli grazie e prodigi il mondo intero.
La stessa Caterina Labourè, così racconta la storia delle apparizioni: “Venuta la festa di San Vincenzo (19 luglio 1830) la buona Madre Marta (direttrice delle novizie) ci fece alla vigilia un'istruzione sulla devozione dovuta ai Santi e specialmente sulla devozione alla Madonna. Questo mi accese un gran desiderio di vedere la Santissima Vergine, che andai a letto col pensiero di vedere in quella stessa notte la mia buona Madre Celeste: era tanto tempo che desideravo vederla. Essendoci stato distribuito un pezzettino di tela di una cotta di San Vincenzo, ne tagliai una metà e l'inghiottii. Cosi mi addormentai col pensiero che San Vincenzo mi avrebbe ottenuto la grazia di vedere la Madonna. 
Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome: “Suor Labouré! Suor Labouré”. Svegliatami, guardo dalla parte donde veniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto, tiro la cortina e vedo un Fanciullo vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: “Vieni in cappella; la Madonna ti aspetta”. 
Il Fanciullo mi condusse nel presbiterio, dove io mi posi in ginocchio, mentre il Fanciullino rimase tutto il tempo in piedi. Parendomi il tempo troppo lungo, ogni tanto guardavo per timore che le suore vegliatrici passassero dalla tribuna. Finalmente giunse il sospirato momento. Il Fanciullino mi avverti, dicendomi: “Ecco la Madonna, eccola!”. Sentii un rumore come il fruscio di vesti di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe, e vidi la Santissima Vergine che venne a posarsi sui gradini dell'altare dal lato del Vangelo. 
Dire ciò che provai in quel momento e ciò che succedeva in me, mi sarebbe impossibile… Io, guardando la Santissima Vergine, spiccai allora un salto verso di Lei, ed inginocchiandomi sui gradini dell'altare, appoggiai le mani sulle ginocchia di Maria...Fu quello il momento più dolce della mia vita… “Figlia mia - mi disse la Madonna - Dio vuole affidarti una missione. Avrai molto da soffrire, ma soffrirai volentieri, pensando che si tratta della gloria di Dio. Avrai la grazia; dì tutto quanto in te succede, con semplicità e confidenza. Vedrai certe cose, sarai ispirata nelle vostre orazioni, rendine conto a chi é incaricato dell'anima tua...”. 
Quanto tempo restassi con la Madonna, non saprei dire: tutto quello che so è che, dopo di avermi lungamente parlato, se ne andò scomparendo come ombra che svanisce, dirigendosi verso la tribuna, per quella parte da cui era venuta. Tornata a letto, sentii suonare le due e non ripresi più il sonno”. 
Il 27 Novembre dello stesso anno, alle 17,30, Caterina ha una nuova visione durante la meditazione in cappella: vede come due quadri animati che le passano davanti in dissolvenza incrociata. Nel primo, la Santa Vergine è in piedi su una semisfera (il globo terrestre) e tiene tra le mani un piccolo globo dorato. I piedi di Maria schiacciano un serpente. Nel secondo, dalle sue mani aperte escono raggi di uno splendore abbagliante. Nello stesso tempo Caterina ode una voce, che dice: “Questi raggi sono il simbolo delle grazie che Maria ottiene per gli uomini”. 
Poi un ovale si forma attorno all’apparizione e Caterina vede scriversi in un semicerchio questa invocazione, prima sconosciuta, in lettere d’oro: “O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te”.
Subito dopo l’ovale della medaglia si gira e Caterina ne vede il rovescio: in alto una croce sormonta la M di Maria, in basso due cuori, l’uno incoronato di spine, l’altro trapassato da una spada. Caterina ode allora queste parole:”Fai coniare una medaglia, secondo questo modello. Coloro che la porteranno con fede riceveranno grandi grazie”. 
Caterina riferisce al suo confessore, il Padre Aladel, la richiesta fatta dalla Madonna circa la medaglia, ma il sacerdote reagisce negativamente ed intima alla novizia di non pensare più a queste cose. 
Qualche mese più tardi, pronunciati i voti, Caterina Labourè viene inviata al ricovero di Enghien per curare gli anziani. La giovane suora si mette al lavoro,. ma una voce interiore l’assilla continuamente: “Si deve far coniare la medaglia”. 
Caterina ne riparla al suo confessore. Intanto nel febbraio del 1832 scoppia a Parigi una terribile epidemia di colera, che provocherà più di 20.000 morti. In giugno le Figlie della Carità cominciano a distribuire le prime 2.000 medaglie, fatte coniare da Padre Aladel. Le guarigioni si moltiplicano, come le protezioni prodigiose e le conversioni spirituali. Il popolo di Parigi comincia a chiamare la medaglia “miracolosa”.
Nell’autunno 1834 c’erano già più di 500.000 medaglie. Un anno dopo soltanto ne circolavano più di un milione. Nel 1839 la medaglia veniva diffusa in più di dieci milioni di esemplari, e alla morte di suor Caterina, nel 1876, si contavano più di un miliardo di medaglie! 


lunedì 25 novembre 2013

venerdì 22 novembre 2013

22 novembre - Santa Cecilia

Decimo Kalendas Decembris. Luna duodeuicesima. Sanctae Caeciliae, uirginis et martyris, quae sponsum suum Valerianum et fratrem eius Tiburtium ad credendum in Christum perduxit, et ad martyrium incitauit. Hanc Almachius, Vrbis Praefectus, post eorum martyrium teneri, atque illustri passione, post ignem superatum, fecit gladio consummari, tempore Marci Aurelii Severi Alexandri Imperatoris et ad caelestem Sponsum, proprio sanguine purpurata, transiuit sextodecimo Kalendas Octobris 

- Sainte Cécile, vierge et martyre. Elle amena son époux Valérien et son beau-frère Tiburce à la foi du Christ et les encouragea au martyre. Après leur supplice, le préfet de la Ville, Almachius, la fit arrêter elle-même, et, dans un célèbre combat où elle surmonta la violence du feu, il la fit périr par le glaive, au temps de l'empereur Marc-Aurèle Sévère Alexandre. Elle s'en alla vers le céleste époux le 16 des calendes d'octobre (16 septembre) 

- At Rome, the holy Virgin and martyr Cecily. She brought her husband Valerian and his brother Tiburtius to believe in Christ, and nerved them to suffer martyrdom. After their martyrdom, Almachius, Prefect of the city under the Emperor Marcus Aurelius Severus Alexander, caused her to be arrested, and, after she had overcome fire, gloriously to finish her sufferings with the sword. Her martyrdom was on the 16th of September 

- Santa Cecilia, virgen y mártir, la cual trajo a la fe de Cristo y animó al martirio a su esposo Valeriano y al hermano de éste, Tiburcio. Después del martirio de éstos, el prefecto de la ciudad Almaquio la mandó prender, y superado el tormento del fuego, consumó su ilustre martirio al filo de la espada, imperando Marco Aurelio Severo Alejandro. Voló al celestial Esposo el 16 de las calendas de octubre (16 de septiembre) 

- Santa Cecilia, vergine e martire, che si tramanda abbia conseguito la sua duplice palma per amore di Cristo nel cimitero di Callisto sulla via Appia. Il suo nome è fin dall’antichità nel titolo di una chiesa di Roma a Trastevere.


Oggi la Chiesa celebra le lodi di S. Cecilia vergine e martire..." è una delle sette donna martiri di cui si fa menzione nel Canone Romano. Ad essa è dedicata una basilica in Trastevere a Roma (sec. IV). 
Il suo culto si diffuse dovunque prendendo l’avvio da una «Passione» nella quale viene esaltata come modello di vergine cristiana. Più tardiva è l’interpretazione del suo ruolo di ispiratrice e patrona della musica e del canto sacro. La sua memoria il 22 novembre è già celebrata nell’anno 546, come attesta il «Liber pontificalis» (sec. VI)...

Ascolta, Signore, la nostra preghiera e per intercessione di santa Cecilia, vergine e martire,
rendici degni di cantare le tue lodi.

giovedì 21 novembre 2013

"Presentazione della Beata Vergine Maria al tempio " - Colei che credette in virtù della fede, in virtù della fede concepì -Sant'Agostino Vescovo

"Fate attenzione, vi prego, a quello che disse il Signore Gesù Cristo, stendendo la mano verso i suoi discepoli: « Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre » (Mt 12, 49-50). Forse che non ha fatto la volontà del Padre la Vergine Maria, la quale credette in virtù della fede, concepì in virtù della fede, fu scelta come colei dalla quale doveva nascere la nostra salvezza tra gli uomini, fu creata da Cristo, prima che Cristo in lei fosse creato? Ha fatto, sì certamente ha fatto la volontà del Padre Maria santissima e perciò conta di più per Maria essere stata discepola di Cristo, che essere stata madre di Cristo. Lo ripetiamo: fu per lei maggiore dignità e maggiore felicità essere stata discepola di Cristo che essere stata madre di Cristo. Perciò Maria era beata, perché, anche prima di dare alla luce il Maestro, lo portò nel suo grembo.
Osserva se non è vero ciò che dico. Mentre il Signore passava, seguito dalle folle, e compiva i suoi divini miracoli, una donna esclamò: « Beato il grembo che ti ha portato! » (Lc 11, 27). Felice il grembo che ti ha portato! E perché la felicità non fosse cercata nella carne, che cosa rispose il Signore? « Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano » (Lc 11, 28). Anche Maria proprio per questo è beata, perché ha ascoltato la parola di Dio e l’ha osservata. Ha custodito infatti più la verità nella sua mente, che la carne nel suo grembo. Cristo è verità, Cristo è carne; Cristo è verità nella mente di Maria, Cristo è carne nel grembo di Maria. Conta di più ciò che è nella mente, di ciò che è portato nel grembo.
Santa è Maria, beata è Maria, ma è migliore la Chiesa che la Vergine Maria. Perché? Perché Maria è una parte della Chiesa: un membro santo, un membro eccellente, un membro che tutti sorpassa in dignità, ma tuttavia è sempre un membro rispetto all’intero corpo. Se è membro di tutto il corpo, allora certo vale più il corpo che un suo membro. Il Signore è capo, e il Cristo totale è capo e corpo. Che dire? Abbiamo un capo divino, abbiamo per capo Dio.
Perciò, o carissimi, badate bene: anche voi siete membra di Cristo, anche voi siete corpo di Cristo. Osservate in che modo lo siete, perché egli dice: «Ecco mia madre, ed ecco i miei fratelli » (Mt 12, 49). Come potrete essere madre di Cristo? Chiunque ascolta e chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre (cfr. Mt 12, 50).
Quando dico fratelli, quando dico sorelle, è chiaro che intendo parlare di una sola e medesima eredità. Perciò anche nella sua misericordia, Cristo, essendo unico, non volle essere solo, ma fece in modo che fossimo eredi del Padre e suoi coeredi nella medesima sua eredità".


Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo (Disc. 25, 7-8).


LA CORONA DELL'AVVENTO

L’Avvento è tempo di gioia, 
perché fa rivivere l’attesa dell’evento più lieto nella storia: 
la nascita del Figlio di Dio dalla Vergine Maria.
Ma è anche tempo di penitenza e conversione 
per prepararsi alla venuta del Dio Bambino.
È un tempo di preparazione spirituale al Natale,
un tempo di attesa e di preghiera.

La corona d'avvento è stato adottato dalla cristianità,
come simbolo dello scorrere del tempo.
La corona di Avvento ha la funzione di annunciare l'avvicinarsi del Natale , per prepararsi ad esso, suscitare la preghiera comune, 
manifestare che Gesù è la vera luce che vince le tenebre e il male. 

La corona è fatta di vari sempreverdi 
che stanno a significare la continuità della vita. 
La forma circolare della ghirlanda simboleggia 
l'eternità di Dio che non ha nè inizio nè fine, 
l'immortalità dell'anima e la vita eterna in Cristo. 
La corona è inoltre segno di regalità e vittoria. 
La corona di Avvento annuncia che il Bambino che si attende 
è il Re che vince le tenebre con la sua luce. 




martedì 19 novembre 2013

Dal Trattato «La remissione» di san Fulgenzio di Ruspe, vescovo

Si promette il premio della rinascita futura a coloro che durante la vita presente sono passati dal male al bene. La grazia prima opera, come dono divino, il rinnovamento di una risurrezione spirituale mediante la giustificazione interiore. Verrà poi la risurrezione corporale che perfezionerà la condizione dei giustificati. L’ultima trasformazione sarà costituita dalla gloria. Ma questa mutazione sarà definitiva ed eterna.

Proprio per questo i fedeli passano attraverso le successive trasformazioni della giustificazione, della risurrezione e della glorificazione, perché questa resti immutabile per l’eternità.

La prima metamorfosi avviene quaggiù mediante l’illuminazione e la conversione, cioè col passaggio dalla morte alla vita, dal peccato alla giustizia, dalla infedeltà alla fede, dalle cattive azioni ad una santa condotta. Coloro che risuscitano con questa risurrezione non subiscono la seconda morte. Di questi nell’Apocalisse è detto: «Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte» (Ap 20, 6).

Nel medesimo libro si dice anche: «Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte» (Ap 2, 11). Dunque, come la prima risurrezione consiste nella conversione del cuore, così la seconda morte sta nel supplizio eterno. Pertanto chi non vuol esser condannato con la punizione eterna della seconda morte s’affretti quaggiù a diventare partecipe della prima risurrezione. Se qualcuno infatti durante la vita presente, trasformato dal timore di Dio, si converte da una vita cattiva a una vita buona, passa dalla morte alla vita e in seguito sarà anche trasformato dal disonore alla gloria.




domenica 17 novembre 2013

17 NOVEMBRE. AIUTIAMO LE ANIME DEL PURGATORIO!

«Noi possiamo soccorrere e anche liberare le Anime dal­le pene del Purgatorio con preghiere, indulgenze, elemosine ed altre opere buone e sopra tutto con la S. Messa» (Cate­chismo di S. PIO X).
«Quanto è infinita la bontà e la misericordia divina che degna servirsi delle sofferenze e dei sacrifici di altre anime per riparare le nostre grandi infedeltà!» (un'Anima del Pur­gatorio a Suor Josefa Menendez). 
Quante volte facciamo i commossi e i generosi di fronte ad episodi di sofferenze umane e poi, con imperdonabile leggerezza, non ci curiamo di chi terribilmente soffre nel Purgatorio!
C'è sovente, purtroppo tanta premura di entrare in pos­sesso dell'eredità dei Defunti, ma altrettanta negligenza nel dimenticare le loro sofferenze. Questa è grave mancanza di giustizia e di carità che sovente Dio punisce con severissimi castighi. In Lombardia, una fertilissima proprietà era stata inte­ramente distrutta dalla grandine, mentre quelle vicine erano rimaste inspiegabilmente intatte. Il fatto meravigliò molto. L'apparizione agli interessati di un'Anima del Purgatorio fece conoscere che si trattava di un giusto castigo mandato da Dio a figli ingrati che non avevano eseguito la volontà dei Defunti genitori, i quali avevano richiesto nel testamento preghiere in loro suffragio.
Numerose sono le testimonianze di sventure misteriose, di bestiame decimato da malattie contagiose, di campagne desolate dalla grandine e di altri mali che hanno colpito in­dividui e famiglie; e sovente si è trovata la spiegazione nel non aver soddisfatto ad obblighi verso le Anime del Purga­torio che reclamavano così i dovuti suffragi.

Specialmente nell'altra vita, Dio chiede conto severissi­mo a quanti hanno il possesso ingiusto dei beni dei Defunti. Dice lo Spirito Santo per bocca dell'Apostolo S. Giacomo: Il giudizio sarò senza misericordia a chi non avrò usato misericordia (Gc. 2, 13). Non c'è da meravigliarsene, perché anche la Legge uma­na punisce chi non soccorre per negligenza quanti si trovano nella necessità. E noi ricordiamo che nessuna sofferenza della terra, per quanto grande, è paragonabile alle pene del­le Anime Purganti.




martedì 12 novembre 2013

LA PROPAGAZIONE DELLA FEDE

1. Importanza della propagazione della fede.

Gesù, donandoci il Vangelo, voleva che fosse sparso per tutto il mondo per comunicare a tutti gli uomini il beneficio della Sua redenzione. Ma quanti milioni d'idolatri, d'increduli, d'eretici bisogna ancora convertire! E quindi, quante anime andranno perdute nell'inferno! Non senti pietà di esse? Non puoi salvarne almeno una?

2. La fede si propaga con la parola.

Tu forse non sei missionario, ne religioso da partire per le Missioni... Ma non puoi in casa tua convincere d'un qualche errore contro la fede qualche incredulo o indifferente? Non ti è possibile istruire qualcuno, ignorante nella fede, o correggere delicatamente gli altri? Non ti è facile esortare alcuno ad ascriversi all'Opera della Propagazione della fede o alla Stampa Missionaria? E se non puoi di più, prega per i Missionari così cooperi alle loro Missioni.

3. La fede si propaga con le offerte.

Ogni volta che aiuti, con denaro, un Istituto, una casa, una società d'educazione per i poveri fanciulli, tu propaghi la fede tra essi. Associandoti alla Santa Infanzia, o alla santa opera della Propagazione della Fede, con un'offerta per settimana, tu cooperi al Battesimo di migliaia di bambini, soccorri i Missionari, li trasporti fra gl'infedeli, fabbrichi le loro chiese, e quindi aiuti migliaia di anime a salvarsi. Vi sei tu associato? Fai almeno un'offerta nella giornata missionaria?

PRATICA: Tre Padre Nostro e Ave Maria per la conversione degli infedeli. Associati a qualche Istituzione per la propagazione della fede.


laparola.it



« Siamo servi inutili »

Io che prima ero un villano fuggiasco e senza istruzione, io che «non so prevedere l'avvenire» (Qo 1,12 Vulg.), so tuttavia una cosa con certezza: «Prima di essere umiliato» (Sal 118,67) ero come un sasso che giaceva nel fango profondo. Ma è venuto colui che è «l'onnipotente» (Lc 1,49) e nella sua misericordia mi ha preso; mi ha sollevato proprio in alto e mi ha collocato sulla cima del muro. Per questo dovrei alzare la voce a squarciagola, per rendere qualcosa al Signore per i suoi benefici quaggiù e nell'eternità, benefici così grandi da non poter essere contati dallo spirito umano.

Siate dunque nell'ammirazione, «piccoli e grandi che temete Dio» (Ap 19,5); e voi signori e parolai, ascoltate e esaminate attentamente. Chi ha suscitato me, l'insensato, tra coloro che sono considerati saggi, esperti nella legge, «potenti in parole» (Lc 24,19) e in ogni cosa? Chi ha ispirato me più degli altri, me la feccia di questo mondo, perché, «con riverenza e timore» (Eb 12,28)..., io facessi lealmente del bene al popolo verso il quale l'amore di Cristo mi ha portato, al quale mi ha dato, perché, se ne sono degno, io li servissi tutta la mia vita con umiltà e verità?

Per questo, «secondo la misura della mia fede» (Rm 12,6) nella Trinità, devo riconoscere e... proclamare il dono di Dio e la sua «consolazione eterna» (2 Ts 2,16). Devo diffondere il nome di Dio in ogni luogo, senza timore, con fiducia, affinché, anche dopo la mia morte, io lasci un'eredità ai miei fratelli e ai miei figli, a tante migliaia di uomini che ho battezzati nel Signore.

San Patrizio (circa 385-circa 461)



sabato 9 novembre 2013

Dedicazione della Basilica Lateranense madre di tutte le chiese dell’urbe e dell’orbe - 9 novembre


Quinto Idus Nouembris. Luna quinta. Romæ in Laterano, Dedicatio Basilicæ sanctissimi Saluatoris, quæ omnium Vrbis et Orbis Ecclesiarum est mater et caput 

- Rome, au Latran, la Dédicace de la basilique du Très-Saint-Sauveur, mère et tête de toutes les églises de la Ville et du monde 

- At Rome in the Lateran, the Dedication of the Basilica of the Saviour, which is the Mother and Head of all churches in the city and the world.

- En Roma, la Dedicación de la Archibasílica de San Juan de Letrán, cabeza y madre de todas las iglesias de Roma y el mundo 

- A Roma, la Dedicazione dell'Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, capo e madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'orbe.


All’inizio del IV secolo, Roma cominciò a cambiare il suo tradizionale aspetto architettonico grazie all’imperatore Costantino e all’attività edilizia da lui favorita. Egli fece costruire la basilica di San Giovanni in Laterano con un battistero e un palazzo che divenne la residenza dei vescovi di Roma.
Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano è la madre di tutte le chiese dell’urbe e dell’orbe. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri. La festa odierna, come ben evidenzia la liturgia, è la festa di tutte le chiese del mondo.

Martirologio Romano: Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice. 

Chiese ancora il prefetto Rustico: "Dove vi riunite?". Giustino rispose: "Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli" (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" (Gv 4,21-24).
La festa di oggi, della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: "Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me". Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c'è un singolare episodio all'inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un'osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la "chiesa-madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe", distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell'attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. "Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi", dice S. Cesario di Arles.

Autore: Piero Bargellini



venerdì 8 novembre 2013

LA DEVOZIONE ALLE ANIME PURGANTI

1. Risveglia la nostra pietà.

Quando si pensa che ogni minimo peccato andrà punito nel fuoco, non si sente uno stimolo ad evitare tutti i peccati, le freddezze, le negligenze? Quando si pensa che ogni opera buona, ogni Indulgenza è mezzo ad evitare tutto od in parte il Purgatorio, non ci sentiamo infervorare ad esse? Si può pregare sulla tomba d'un padre, d'un caro, e pregare freddamente? Che stimolo alla nostra pietà!

2. Ci dirige al Cielo.

Il Purgatorio è l'anticamera del Paradiso; le Anime purganti sono tutte sante, e, fra breve, voleranno al Cielo; ad anticipare loro la gloria sono diretti i nostri suffragi. La devozione del Purgatorio ci ricorda l'ultimo nostro fine; la difficoltà di giungervi; ci dice che vale più un'opera santa che non tutto l'oro e le vanità della terra; ci mostra il luogo dove ritroveremo i nostri cari... Quante cose consolanti!

3. Ci moltiplica gli intercessori.

Le Anime, liberate dal Purgatorio per le nostre preghiere, giunte al Cielo, non si dimenticheranno di noi. Anche un'ora sola di anticipazione della celeste gloria, è un bene così grande che è impossibile non ci siano riconoscenti. E di lassù quante grazie non otterranno per noi! Gesù stesso che finalmente può premiare le sue spose, ti sarà grato; e Maria, l'Angelo custode dell'anima, anzi tutti i Santi, che più presto abbracciano una loro compagna, non pregheranno per chi l'ha liberata? Pensi tu a tanti vantaggi?

PRATICA: Recita un De Profundis per l'Anima più devota di Gesù e di Maria.




laparola.it

giovedì 7 novembre 2013

Esorcismo - Padre Giulio Maria Scozzaro

È la confessione di Lucifero durante un esorcismo, che lascia sbigottiti e sgomenti, espone il suo piano per la distruzione della Chiesa e non solo.
Esorcista: Nel nome dell'Immacolata Vergine Maria, ti ordino di dire la verità su quanto sta accadendo alla Chiesa di Cristo?
Lucifero: " Noooooo, Quella là nooooo!
Il solo sentire pronunciare il Suo Nome è per me e per noi demoni, un tormento infinito. 
Non voglio parlareeeeeeeeee, ma l'Alta Dama mi obbliga a risponderti Prete schifoso!
La Chiesa Cattolica è sotto attacco! Le potenze delle tenebre sono scatenate contro la Sposa di quello che abbiamo appeso alla Croce. È l'ultimo assalto che stiamo portando alla sua Chiesa. Le dimissioni del Pontefice, prese in piena libertà e coscienza, aprono la strada al nostro ultimo attacco frontale.
Quello lassù sta per ritornare sulla terra, non so né il dove e né il quando, ma sento che quel giorno è molto, molto, molto vicino. Le mie stesse forze vanno sempre più affievolendosi, pertanto, devo concentrarmi e recuperare tutte le energie per convogliare i miei miliardi di demoni contro la Sede Apostolica. 
Non basta la corruzione, non basta l'avidità di denaro, non basta suscitare gli scandali, bisogna condurre una battaglia che abbia come esito finale la distruzione della cosiddetta Chiesa di Roma.
Esorcista: Nel nome di Cristo, dimmi cosa vuoi fare contro la dolce Sposa di Dio?
Lucifero: Sono duemila anni che noi angeli decaduti con l'aiuto di uomini di Chiesa e di politicanti da strapazzo, cerchiamo di colpire mortalmente Quella tremenda Invenzione del Nazareno.

Purtroppo non ci siamo ancora riusciti, perchè essa appartiene all'Onnipotente. 
Tutti i nostri sforzi risultano vani, perchè le porte dell'inferno, come Quel crocefisso disse, non prevarranno. Ma noi non ci arrendiamo. Continueremo a colpirla, a ferirla, a farla sanguinare, anche grazie a chi, dall'interno di essa, si è consegnato nelle nostre mani.
Dobbiamo arrivare ad occupare il trono del Vicario di Quello inchiodato alla croce. Con le buone o con le cattive. Costi quel che costi.
Stiamo lavorando a spopolare i seminari, a far chiudere i conventi, ma non riusciamo a far smettere quelle donne e quegli uomini, rinchiusi dietro una grata, di pregare. Ancora ci sono giovani che si dedicano alla preghiera nel silenzio di quei monasteri. Maledetti! quanto ci fanno male quelle vite donate all'Altissimo.
Esorcista: In nome di Dio Onnipotente, ti ordino di dirmi cosa stai cercando di fare e di organizzare?
Lucifero: Nooooooo! Non te lo dicooooooo!
Esorcista: Ti ordino per il Sangue Preziosissimo di Cristo, di dirmi quanto ti ho chiesto?
Lucifero: Quello lassù è stanco dei vostri peccati, è disgustato dell'azione degli uomini, è deluso dall'agire delle donne. Siete affogati nel peccato. La maggior parte dell'umanità è mia, morta spiritualmente e non riesce a risollevarsi.
Ormai molti Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, sono in totale dissenso rispetto alla Tradizione della vostra Chiesa, sono in disaccordo sul conservatorismo papista.
E dietro il progressismo, dietro certe aperture post conciliari ci siamo noiiiiiiiii! Perchè vogliamo la confusione, la dissociazione, la divisione dentro e fuori la Sede petrina, come la chiamate voi.
Continuate pure a credere che tutto è una favola pretigna, cosi il numero di quelli che precipitano qui all'inferno aumenterà sempre più. Ormai non si contano più.
Esorcista: Nel nome dei Santi Martiri, di San Pio, di Santa Bernadette, di la verità sul futuro della Chiesa di Roma?
Lucifero: Non conosco il domani. Questo lo conosce solo Lui. Non so cosa accadrà tra un istante, perchè lo sa solo Lui. Non prevedo eventi, ma solo il presente.
Sono un perdente, uno che si è ribellato ed ha perso tutto. Ho perso il paradiso. Per sempre. Ma o un obbiettivo: trascinare quante più anime possibili nel mio regno di tormento. Voglio vendicarmi della mia cacciata dal paradiso, con lo strappargli anime. È questa la mia eterna vendetta. 
Io non sono eterno, sono creatura proprio come voi, ma molto più forte di voi, molto più potente, più abile, più astuto. Sfrutto la mia astuzia per rovinarvi. 
Posso dirti, brutto pretaccio, che provocheremo un attacco terribile contro la Chiesa romana, faremo tremare le sue mura, ma non scalfiremo la sua Stabilità. 
Abbiamo fatto nascere la crisi economica per impoverire la popolazione mondiale, scoraggiare chi prega e infondere il veleno dell'allontanamento da Lui.
Non lasciamo nulla di intentato pur di separare la creatura dal Suo Creatore. Tutto ciò che può rovinarvi eternamente lo attuiamo. 
Ma ora ci stiamo concentrando sulla Chiesa e sino a quando il nostro lavoro distruttore non sarà compiuto non le daremo pace.
Ho chiesto degli anni a Quello lassù. Ora è il nostro tempo, quindi siamo scatenati, ben sapendo che il periodo concesso sta per terminare.
Sento il tuono dell'Onnipotente che mi ricorda il mio nulla e l'obbedienza che, anche contro la mia volontà, gli devo.
Quel Papa della "Rerum Novarum" (Leone XIII), vide, mentre celebrava la Messa, i demoni fuoriuscire dalle viscere della terra e diffondersi dappertutto. Cosi scrisse quell'odiosa preghiera al Principe delle Milizie celesti, che noi, però, abbiamo fatto abolire al termine della celebrazione.
Oggi la terra è completamente invasa dai miei angeli decaduti, e se riusciste a vedere con gli occhi dello spirito, vi accorgereste che è tutto buio. Totalmente buio.
Se vedeste i mostri infernali aggirarsi per il mondo morireste di paura per la forma orribile che hanno. Eppure non ci credete.
Esorcista: Nel nome della Santissima Trinità dimmi cosa hai in mente di fare contro l'umanità?
Lucifero: Distruggerla con tutte le mie forze. Ridurla in schiavitù. In una parola: Dannarla. 
Devo provocare guerre, devastazioni, catastrofi, portandovi all'esasperazione e alla bestemmia.
La crisi devo aggravarla, ridurre in miseria sempre più persone, conducendole alla disperazione di non potersi liberare.
Poi devo trasformare radicalmente la vostra cosiddetta società civile in una grossa rolla per porci. Vi ci faccio sguazzare dentro, per poi perdervi all'inferno.
I miei servi sono già all'opera, molti devono fare il lavoro sporco che io ho comandato loro di fare, sino alla fine.
La terra deve essere un enorme cimitero, dove i pochi sopravvissuti saranno costretti ad adorarmi e servirmi come un dio. È questo il mio fine: essere dio al posto di Lui.
Molti mi celebrano il culto, altri mi invocano, altri ancora mi adorano. Ma non sanno che sono già dannati. Per una manciata di euro e qualche piacere si concedono a me, finendo per consegnarsi ai miei artigli. 
Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che scisma provocherò, peggiore di quelli passati. Vedremo quanti sono dalla Sua parte e quanti dalla mia.
Il tempo sta per finire ed Io sono tutto preso dall'aumentare il numero di coloro che passano dalla nostra parte. Tutti devono riconoscermi come unico signore, anche se sono un nulla.
Esorcista: Nel nome di Santa Gemma Galgani, di Santa Teresa di Gesù Bambino, di Santa Maria Goretti, cosa dobbiamo fare per vincerti e salvarci l'anima?
Lucifero: Noooooo! Non voglio parlareeeeeee!
Quello lassù mi costringe a risponderti.
La preghiera del Rosario, quella Corona maledetta che tante anime ci strappa, è potentissima contro di noi, è un martello che ci schiaccia.
Ritornate in Chiesa, confessatevi settimanalmente e comunicatevi spesso. Controllatevi, sopportatevi reciprocamente i difetti. Amatevi e fate risplendere in voi la luce della Fede. La pace l'otterrete solo con la corona tra le mani, solo con la comunione sovente. 
Andate a Messa, con devozione e rispetto, a costo di qualunque avversità. Essa e solo essa può salvarvi dalla dannazione eterna. È uno scudo potente contro l'inferno, contro le tentazioni, contro le seduzioni del Male.
Pregate per Papa Benedetto, ha sofferto molto per i peccati compiuti nella Chiesa, il peso degli stessi lo ha indebolito nel fisico e nell'anima. 
Pregate per i Cardinali, molti dei quali sono miei, pregate per i Vescovi che ormai vanno per conto loro. 
Pregate per i Sacerdoti hanno bisogno del sostegno delle vostre preghiere. Pregate per i nemici, gli amici, gli sconosciuti, i lontani, e Lui si ricorderà di voi. 
Quella lassù è triste perchè vede ogni giorno molti suoi figli precipitare all'inferno, nonostante le sue continue apparizioni, a cui non crede quasi nessuno.
Le sue lacrime versate per lo stato pietoso in cui molte anime vivono, stanno per terminare e lasceranno spazio ai castighi del Cielo".


Preghiamo per la Chiesa e per tutti noi

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; contro le malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto. 
Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime. O Arcangelo San Michele difendeci nel combattimento affinchè non periamo nel terribile giorno del Giudizio. Amen.

P Giulio Maria Scozzaro

mercoledì 6 novembre 2013

«Tutto si paga»

Una volta, durante la celebrazione della S. Messa nella Chiesa di S. Paolo alle tre Fontane, a Roma, S. Bernardo vide una scala intermina­bile che saliva fino al Cielo. Mol­tissimi Angeli andavano su e giù per essa, portando dal Purgatorio al Paradiso le anime liberate dal sa­crificio di Gesù, rinnovato dai Sa­cerdoti sugli altari di tutta la terra.

Alla morte di un nostro parente, quindi preoccupiamoci molto di più della celebrazione e dell'ascolto di SS. Messe, che delle corone di fiori, degli abiti neri, del corteo funebre... 

«Il Santo Sacrificio della Messa - diceva S. Giovanni Bosco - giova alle anime del Purgatorio; anzi è il mezzo più efficace per sollevare quelle anime dalle loro pene, dimi­nuire il tempo del loro esilio e in­trodurle più presto nel regno beato».

Di P. Pio da Pietrelcina si rac­contano molte apparizioni di anime purganti che andavano a chiedere il suffragio della sua S. Messa per poter lasciare il Purgatorio. Un gior­no egli celebrò la S. Messa in suffra­gio del papà di un suo confratello. Al termine dei S. Sacrificio, P. Pio disse al confratello «Stamattina l'anima di tuo papà è entrata in Paradiso». Il confratello ne fu feli­cissimo, e tuttavia disse a P. Pio: «Ma, Padre, il mio buon papà é morto trentadue anni fa!» - «Figlio mio - gli rispose il padre - davanti a Dio tutto si paga!» Ed è la S. Messa che ci procura un prezzo di infinito valore: Il Corpo e il Sangue di Gesù «Agnello immolato» (Ap 5,12).

In una predica, un giorno il S. Curato d'Ars portò l'esempio di un sacerdote che, celebrando la Messa per un suo amico defunto, dopo la Consacrazione così pregò: «Padre Santo ed Eterno, facciamo un cambio. Voi possedete l'anima del mio amico nel purgatorio: io ho il corpo del vostro Figlio nelle mie mani. Voi liberatemi, e io vi offro il vostro Figliolo, con tutti i meriti della sua Passione e morte».


martedì 5 novembre 2013

Rivoluzione e Tradizione

Cosa fare quando tutto sembra immerso in una confusione tremenda? Cosa fare quando non sembra sussistere nulla di certo?

L'uomo è fatto per vivere di fronte a Dio, e in Dio trovare la propria consistenza e pace. Un tempo la Chiesa Cattolica comunicava questa pace. Era il mondo, quello lontano da Dio, ad essere in continua agitazione, ma la Chiesa no. La Chiesa era la stabilità.
Era il mondo senza Dio ad essere immerso in una continua Rivoluzione e questa Rivoluzione continua era amata dalle anime instabili e disperate che, scontente della vita, cercavano affannosamente un’impossibile novità che appagasse il loro vuoto interiore.

La Chiesa no; sempre uguale a se stessa, composta e pacifica nella stabilità di Dio, avanzava nel mare della storia ed era il vascello sicuro per le anime che non amavano la Rivoluzione riconoscendola falsa e ingannevole.

Era il mondo moderno che, non volendo dipendere più da Dio e da nessuna autorità, criticava la Chiesa accusandola di non cambiare mai! Non credendo in Dio, il mondo moderno non capiva la stabilità della Chiesa, perché in fondo non capiva la stabilità di Dio.

Così, in mezzo a tutte le terribili rivoluzioni, la Chiesa con i suoi santi, con la grazia soprannaturale dei suoi sacramenti, con la verità immutabile rivelata da Dio e trasmessa dalla Tradizione e dalla Scrittura, camminava nel mondo, strappando tutte le anime che poteva alla Rivoluzione che uccide, per portarle nel suo seno, nella stabilità della grazia che edifica.

Tanti venivano colpiti dalla meravigliosa pace che emanava dalla Chiesa Cattolica, pace che convinceva e convertiva, pace che è tra i più grandi segni di Dio.

Quante conversioni anche nel mondo protestante verso la Chiesa Cattolica: i protestanti si erano adattati alla modernità sempre più atea e indifferente, ma questa modernità non dava pace e molti così tornavano alla Chiesa Cattolica. Descrive molto bene questa situazione Carlo Lovera di Castiglione nel suo famoso testo su ”Il movimento di Oxford”. Parlando della crisi dottrinale scoppiata dentro la chiesa anglicana a metà dell'800 così dice: “...dei fedeli, gli uni non sapevano più che pensarne, altri parteggiavano per i novatori, molti guardavano oltre i confini della Chiesa Stabilita, verso i Cattolici Romani, per i quali la serenità della fede e dell'immutabile dottrina, si rifletteva nel possesso della verità pieno di sicurezza e di pace.” (Carlo Lovera di Castiglione, Il movimento di Oxford, Morcelliana 1935, pag. 220).

“La serenità della fede e dell'immutabile dottrina, si rifletteva nel possesso della verità pieno di sicurezza e di pace”: come è dolce questo parlare. E' la dolcezza stessa di Dio che dona nella Chiesa quella serenità che ogni cuore cerca.

Ma ora tutto è cambiato... sono giunti giorni terribili che la retorica buonista dei cristiani ammodernati non può nascondere: la Rivoluzione dal mondo ateo è entrata nella Chiesa e sta consumando tutto. Non c'è più stabilità, la Chiesa sembra entrata in una perenne Rivoluzione che tutto cambia continuamente: confusione nei riti, confusione nella dottrina, confusione nella morale, confusione nella disciplina. Non sai se la verità di oggi durerà domani. Tanti, preti e fedeli, corrono affannosamente per non restare indietro, per adattarsi come possono a questa estenuante confusione.

Chi cerca veramente Dio, in questa Chiesa rivoluzionaria, resta terribilmente solo.

Che fare in questo clima asfissiante? e che cosa non fare?

Innanzitutto occorre non farsi prendere dall'agitazione, occorre non reagire da rivoluzionari: sarebbe come curare il male, che è appunto la Rivoluzione, con la stessa malattia. Lo spirito rivoluzionario, anche quando pretende di salvare il bene, non sarà mai la soluzione.

Bisogna invece stare veramente fuori dalla Rivoluzione, vivendo integralmente il cattolicesimo in quella stabilità che era sua, prima che la Rivoluzione invadesse tutto.
Nella confusione nera, nelle tenebre, urge decidere di fronte a Dio di vivere da cattolici, stabilmente. Per questo bisogna riconoscere un luogo che ti comunichi la pace della fede nel possesso della verità rivelata. Un luogo dove è celebrata la Messa tradizionale: eleggerlo come riferimento per la propria vita, lasciandosi educare da questo luogo. Non vivere da agitati in una lotta perenne ma vivere da cattolici nella liturgia di sempre, nella dottrina di sempre, nella grazia di sempre secondo i sacramenti di sempre; e così operare tutto il bene che il Signore ci permette di compiere.

Lo dice padre Calmel: “Ciò che sarà sempre possibile nella Chiesa, ciò che la Chiesa assicurerà sempre, nonostante i tentativi diabolici della nuova Chiesa post-vaticanesca, è questo: tendere alla santità realmente, potersi istruire, in un gruppo reale anche se molto piccolo, sulla dottrina immutabile e soprannaturale, sotto un'autorità reale e conservando la sicurezza che resteranno sempre dei veri sacerdoti e dei Vescovi fedeli, che non avranno dimissionato (forse anche senza accorgersene) nelle mani delle commissioni e della collegialità.” (R. T. Calmel, Breve apologia della Chiesa di sempre, Editrice Ichthys, pag. 51).

Carissimi, se vivremo così, le tenebre terribili di oggi resteranno fuori dai nostri cuori.

Preghiamo perché la Madonna ci ottenga questo rifugio, e noi cerchiamo di esserne sempre più degni.

Tratto da "Radicati nella Fede"


lunedì 4 novembre 2013

S. Caroli Episcopi et Confessoris ~




Ecclésiam tuam, Dómine, sancti Caróli Confessóris tui atque Pontíficis contínua protectióne custódi: ut, sicut illum pastorális sollicitúdo gloriósum réddidit; ita nos eius intercéssio in tuo semper fáciat amóre fervéntes.
Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. 
R. Amen.



Ascolta ciò che ti dico. Se già qualche scintilla del divino amore è stata accesa in te, non cacciarla via, non esporla al vento. Tieni chiuso il focolare del tuo cuore, perché non si raffreddi e non perda calore. Fuggi, cioè le distrazioni per quanto puoi. Rimani raccolto con Dio, evita le chiacchiere inutili.

san Carlo Borromeo