lunedì 13 settembre 2010

Ma dove andrà don Simone? Chiariamoci le idee...

Gli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona  sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i monaci di quest’ordine sono detti Coronesi.
L'istituto nacque all'interno della congregazione camaldolese dell’ordine benedettino: nel 1520 il monaco di Camaldoli, Paolo Giustiniani, desiderando condurre una vita più solitaria e più austera, si ritirò nell'eremo di Monte Corona (presso Perugia).
Papa Leone X concesse a Giustiniani di fondare altri eremi e nel 1524 papa Clemente VII riconobbe formalmente la compagnia degli eremiti di San Romualdo, resa pienamente autonomia dalla congregazione camaldolese il 7 maggio 1529. I monaci camaldolesi seguono la Regola di San Romualdo, un benedettino nato nel 950 d.C. a Ravenna.
Gli eremiti coronesi si dedicano alla preghiera contemplativa.
Al 31 dicembre 2008  l'istituto contava 55 religiosi (27 dei quali sacerdoti) in 8 case.
L’Eremo di clausura di S. Maria Annunziata di Monte Rua si trova nel comune di Torreglia, in provincia di Padova, nel cuore dei colli Euganei. E' sorto sul Monte Rua nel 1334. Dal 1537 il piccolo Eremo iniziale si ampliò e divenne un polo spirituale per tutto il Veneto. Fu soppresso nel 1806 in base alle leggi napoleoniche e riaperto solo nel 1863 grazie a Padre Emiliano. La Chiesa ha pitture murali del XVII secolo. L'intero complesso è attorniato da un alto muro di cinta in pietra lungo 1400 metri.
Il tipico Eremo Camaldolese, è composto da una chiesetta attorniata da 14 celle a forma di casette e la cui fondazione risale al 1530. Ogni cella è costituita da una cameretta per il riposo, uno studiolo, una cappella con altare, un bagno e una legnaia. All’esterno ogni cella è fornita di un piccolo l'orto recintato da un muro,  costituendo così l'ambiente appropriato per il Monaco, che vi trascorre la maggior parte del suo tempo, ritirato a pregare, consumando in solitudine i suoi pasti, dedicandosi alla riflessione e alla contemplazione della Parola del Signore. L'arredo è semplice e essenziale.
Per resistere al rigore invernale, i Monaci eremiti dispongono nelle loro celle di una piccola stufa a legna.
Negli eremi dei certosini (Certosa di Pavia o Abbazia di Chiaravalle) i monaci fanno vita comunitaria e la  cella non è altro che la stanza in cui il religioso si ritira per il riposo e lo studio, le celle sono contigue ad un grande chiostro. Nell’Eremo di Monte Rua ci sono degli ambienti di uso comune, come il refettorio e la Chiesa per i momenti di preghiera comune, tuttavia è caratteristica di questi Eremi prevedere un uso estremamente limitato di questi spazi. Infatti, i Monaci conducono una vita eremitica, ossia solitaria, semicomunitaria.  La scelta eremitica non comporta soltanto un distacco ed una rinuncia ad avere rapporti con il mondo esterno, ma anche una ricerca della solitudine all'interno della comunità eremitica stessa.  Per il Monaco eremita la giornata trascorre  in solitudine e silenzio, ed anche quando svolge i suoi uffici (compiti), li svolge senza disturbare il silenzio dei suoi Fratelli. La solitudine e il silenzio sono regole fondamentali di un eremo. La giornata del monaco  inizia alle e termina alle dopo la compieta, ed è scandita dalla preghiera, da momenti di lavoro, studio e riposo.
I Monaci si dedicano quotidianamente a numerose attività tra cui la cura ordinaria della casa, l'assistenza dei fratelli più anziani, la coltivazione di un ampio orto, l'allevamento di pollame, la produzione di miele, il tutto per uso prevalentemente interno.
Nonostante la rigidità della clausura, durante determinati periodi dell'anno, ai monaci è permesso ricevere visite di parenti e passeggiare nei dintorni dell'eremo. Molto suggestiva è la passeggiata attorno alle sue mura. Nella chiesa dell’Eremo non si celebrano matrimoni, né messe pubbliche. L'unico servizio che l'Eremo fornisce all'esterno è quello di foresteria ed accoglienza, ma secondo delle regole ben precise. Il servizio di foresteria ed ospitalità è esclusivamente riservato a uomini, e comunque in numero assai limitato. L'attività di ospitalità è volutamente molto ristretta e contenuta, proprio per non disturbare la vita solitaria e silenziosa dei Monaci. Tutto rientra nella spiritualità eremitica, centrata sulla ricerca di Dio nella solitudine e nel silenzio, mezzi privilegiati per conseguire la purezza di cuore e la preghiera. «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio»(Mt 5,8).«Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre senza stancarsi»(Lc 18,1).
Generalmente le persone che si rivolgono per ospitalità all'Eremo sono singoli religiosi o laici, si trattengono in media per un periodo di circa 3-4 giorni, accettando di rispettare,durante la permanenza presso l'Eremo, un regolamento che prevede di non disturbare il silenzio osservato dai Monaci e di non parlare con loro. Chi chiede ospitalità all'Eremo cerca una pausa di silenzio, un momento di meditazione e profonda riflessione.
L'ingresso all'Eremo è consentito solo a persone singole ed escluso alle donne.
Visite:
Possono assistere alla Santa Messa solo gli uomini: domenica ore (ora solare), ore 8,45 (ora legale).
Visita alla chiesa e di una cella (solo uomini): domenica e festivi ore - (ora solare) ore - (ora legale).
Telefono: 049/5211041
L'Eremo si raggiunge: da Torreglia (18 km. da Padova) proseguendo per la strada di Castelnuovo, quindi a Torreglia Alta (tornante del cimitero) deviazione sulla sinistra e ripida strada asfaltata (km. 5) parcheggio: al ristorante 'Rifugio del Rua' oppure prima del cancello della stradina di accesso, poi bisogna proseguire a piedi. 1/2 ora o 15 min. a piedi.





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